Il Capodanno, un momento di transizione che unisce tradizioni millenarie e desideri per il futuro, si celebra in modi diversi, mescolando sacro e profano. Valencia si presenta come una destinazione affascinante, capace di offrire esperienze che spaziano dalla profonda spiritualità alla gioia edonistica. La città custodisce dal 1432 il Santo Calice nella sua Cattedrale, un manufatto in agata che si dice sia stato utilizzato da Cristo durante l'Ultima Cena. Questo prezioso reperto è al centro del Giubileo del 2026, ma la città offre anche occasioni più terrene per celebrare, come quelle che si possono cogliere al Mercado Central o durante lo shopping nell'elegante quartiere Eixample.

Il Santo Calice: Fede, Storia e Leggenda
La presenza del Santo Calice nella Cattedrale di Valencia offre ai fedeli l'opportunità, fino al 29 ottobre prossimo, di guadagnare l'indulgenza plenaria, che mira a cancellare i peccati commessi secondo la fede cattolica e una pratica in cinque condizioni. Al di là dell'aspetto religioso, il Santo Graal narra una storia avvincente che intreccia leggende, guerre e fede popolare, esercitando un fascino intramontabile sulla letteratura.
Fino alla fine di febbraio, il MuVIM (Museo dell'Illuminismo e della Modernità) dedica a questa reliquia una mostra illustrativa e storica, situata in Calle Guillém de Castro 8 e Quevedo 10. Si tratta di un tesoro archeologico che risale al I secolo, realizzato in agata scura striata, alto poco più di sei centimetri e mezzo. Le sue origini sono egiziane o palestinesi, con una base e maniglie aggiunte in epoca medievale. Il suo arrivo a Valencia nel 1420 fu opera di re Alfonso V d'Aragona, che lo utilizzò come merce di scambio con la Chiesa per finanziare la conquista del Regno di Napoli. Prima di ciò, si narra che il Santo Graal fosse stato nelle mani dell'apostolo Pietro, poi nascosto sui Pirenei, a Huesca, nel 258 d.C. per sottrarlo alla persecuzione anticristiana dell'imperatore Valeriano. Successivamente, trovò sede nel monastero di San Juan de la Peña dal 700 al 1100.
Il racconto del cáliz è costellato di tortuose fughe montane, nascondigli, credenze e reticenze. Esposto nella sua cappella all'interno della Cattedrale, edificata su un antico tempio romano convertito in moschea, il Santo Calice continua a suscitare profonda impressione. Sebbene non vi sia prova scientifica della sua presenza sulla tavola di Cristo o sotto la croce, dove secondo le leggende arturiane Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Gesù, la reliquia rimane il fulcro di una Valencia sorprendentemente intima.

La Lonja de la Seda: Splendore Gotico e Spirito Mercantile
Lasciando l'immersione spirituale, sulla Plaza de la Virgen, di fronte alla maestosa Cattedrale gotica, si percepisce un'atmosfera vivace. Gli expat europei che suonano la chitarra all'ora dell'aperitivo, sorseggiando orchata o cerveza attorno alla fontana, aggiungono una suggestione terrena a questo luogo carico di storia. Questo contrasto tra sacro e profano è forse la chiave del fascino di Valencia.
Un esempio di questa dualità si ritrova nella Lonja de la Seda (Borsa della Seta), un capolavoro di architettura gotica civile e patrimonio UNESCO dal 1996. Oltre duemila metri quadrati di interni e giardini ospitano la splendida sala de contratación, caratterizzata da altissime colonne a spirale di circa 16 metri che sorreggono un soffitto a volta. Questo luogo, definito "bello da mozzare il fiato", evoca immagini di un passato ricco e potente.
Si potrebbe immaginare la Lonja de la Seda come il luogo ideale per un valzer di Capodanno, ma una scritta su fondo blu che corre lungo le quattro pareti dell'enorme sala ricorda l'etica dei mercanti e allude al rigore negli affari e nella vita, valori che mal si addicono alla danza. Tuttavia, l'immagine di una Valencia che nel 1483 contava già 30.000 abitanti, ricchi e potenti, rimane impressa. La qualità della vita doveva essere alta, come sembra ancora oggi, non solo per la ricchezza, ma anche per lo spirito collettivo che anima la città.

Cuneo Saluta il Nuovo Anno: Tra Concerto, Piazza e Spettacolo
Mentre Valencia offre un'esperienza unica che fonde spiritualità e vivacità urbana, Cuneo si prepara ad accogliere il nuovo anno con un programma ricco e variegato, pensato per soddisfare ogni tipo di pubblico. Il motto "Luce nelle Tenebre" ha caratterizzato il Capodanno del 2024 con il "Night in Christ" presso la parrocchia di San Giacomo Apostolo a Valencia, un evento organizzato da parrocchiani legati alla Comunità Cenacolo, guidati da giovani provenienti da diverse fraternità in Spagna, Francia e Italia. L'obiettivo era vivere un Capodanno diverso, in cui Cristo fosse il protagonista e la comunità parrocchiale potesse celebrare in modo adeguato.
Per chi cerca un inizio serata all'insegna della cultura e della tradizione, il Teatro Toselli di Cuneo apre le sue porte per il gran Concerto di Capodanno. Protagonista sarà l'Orchestra Filarmonica del Piemonte, sotto la direzione del Maestro Josè Ferreira Lobo.
Se invece l'obiettivo è scatenarsi e ballare fino a tardi, la destinazione giusta è Piazza Foro Boario. Qui, oltre al concerto live, la piazza sarà il cuore del countdown collettivo seguito dal brindisi di mezzanotte. Un altro momento suggestivo della notte avverrà nel "salotto" di Cuneo con un elegante spettacolo piromusicale, progettato per incantare grandi e piccini.
Piazza Europa ospiterà la quattordicesima edizione del Capodanno in piazza, con Dj Nadir che animerà la serata dalla sua consolle con una selezione musicale studiata per divertire il pubblico. Tra le novità di questa edizione, giochi di luce, un "led wall" e effetti cromatici offriranno un intrattenimento anche visivo. Al momento del brindisi di mezzanotte, dopo il conto alla rovescia, i partecipanti potranno gustare spumante e panettone per festeggiare l'arrivo del nuovo anno.
Le quattro location a Cuneo sono relativamente vicine, e indipendentemente dall'evento scelto, la città invita a brindare insieme a un anno ricco di speranza e novità.