La Chiesa del Santissimo Crocifisso all’Insigne Collegiata di Monreale, situata a monte dell’antico quartiere della “Carrubella”, alle falde del Monte Caputo, rappresenta il culmine di una serie di interventi e modificazioni succedutisi nel corso dei secoli. Questi cambiamenti furono dettati dalla necessità di ampliare lo spazio dedicato al culto del Santissimo Crocifisso, in continua espansione.
La sua struttura attuale risale al XVIII secolo, quando l’Arcivescovo di Monreale Mons. Francesco Testa la consacrò il 13 ottobre 1754, dedicandola al “SS. Salvatore Crucifixo”.
Origini e Sviluppo Storico
L'antica chiesetta rurale e il culto del Crocifisso
Le origini della chiesa risalgono al 1450, quando alle falde del Monte Caputo esisteva una piccola chiesetta rurale dedicata al Santissimo Salvatore, molto frequentata dai fedeli. Questa antica chiesetta rurale del Salvatore, esistente già dal 1450 e situata fuori dall’abitato, a monte del quartiere della “Carrubella” (così chiamato per la presenza di alberi di carrubo), era la prima chiesa stazionale delle processioni quaresimali. Sebbene di essa non rimanga quasi nessuna traccia, le fonti archivistiche informano che vi si accedeva da una ripida salita che immetteva in un “Baglio” antistante alla chiesa, la quale era molto piccola e affidata alle cure amministrative della Confraternita del Santissimo Salvatore e della Compagnia della Resurrezione.
Fin dal ‘500 vi si venerava la miracolosa effige del Santissimo Crocifisso, la cui presenza all’interno della chiesa è attestata da un inventario compilato nel 1575 dai superiori della Confraternita ivi operante. Con il diffondersi del culto al Santissimo Crocifisso e l'aumento della popolazione, la chiesa subì diversi ampliamenti nel corso dei secoli.
L'epidemia di peste del 1625 e l'intensificazione del culto
Il culto si intensificò notevolmente nel 1625, durante l’epidemia di peste che afflisse Palermo e dintorni. In quell'anno, Mons. Girolamo Venero y Leyva, di origini spagnole e Arcivescovo di Monreale dal 1620 al 1628, implorò la cessazione del flagello, indicendo una solenne processione del simulacro del Santissimo Crocifisso per le strade della città. Era l’11 aprile 1625. A seguito di ciò, i Deputati della Sanità, una commissione voluta dal prelato per monitorare l’andamento epidemico, lo informarono sulla repentina regressione del contagio e sulla drastica diminuzione delle vittime.
Questo indusse il 30 aprile lo stesso Mons. Venero, in segno di ringraziamento e devozione, a decretare che da quell’anno in poi, per tre giorni consecutivi (dall’1 al 3 maggio), si dovessero fare “fuochi e luminarie per ogni strada e per ogni quartiere e anche nel lazzaretto in onore del santissimo Crocifisso”. Nacque così la festa principale della città di Monreale, “il Tre di maggio”, preceduta da un partecipatissimo novenario istituito nel 1862, che ancora oggi si rinnova puntualmente e culmina in una solenne processione.
Istituzione del Capitolo e elevazione a Insigne Collegiata
Nella stipula degli Atti costitutivi, l’Arcivescovo spagnolo Girolamo Venero istituì il Capitolo e affidò la cura del Crocifisso a 24 canonici, definiti “i custodi della miracolosa immagine”. Il Capitolo non tardò ad ottenere da Papa Urbano VIII, nel 1640, l’elevazione dell’istituzione a Insigne Collegiata. Da quel momento il culto è cresciuto intensissimo, mantenendosi inalterato lungo i secoli sino ai nostri giorni.
In seguito al diffondersi del culto al Santissimo Crocifisso, al proliferare di umili case contadine edificate nell’antico quartiere “Carrubbella” e all’istituzione del Capitolo di 24 sacerdoti secolari (che nel 1625 subentrarono alla gestione della chiesa fino ad allora tenuta dalla “Confraternita del SS. Salvatore”), la chiesa fu ampliata.
Ampliamenti e Interventi Architettonici
Un primo ampliamento iniziale previde l’aggiunta di diverse cappelle, tra cui la più importante dedicata all’immagine di Gesù Crocifisso. Successivamente, grazie all’Arcivescovo Girolamo Venero (1619-1628), fu realizzato un ampliamento di maggiore rilievo con l’aggiunta della navata centrale. Nel 1716, grazie alle donazioni dei fedeli, furono ultimati i lavori del coro.
Il 20 dicembre 1718, all’esterno dell’abside della Chiesa, venne ultimato l’imponente pannello di maiolica. Composto da 1500 mattonelle di ceramica policroma, con la sua superficie di circa 50 metri quadri, è il più grande del genere in Italia. A dominare la scena è il Crocifisso, posto al centro e raffigurato sotto un baldacchino azzurro sorretto da angeli, mentre ai piedi della Croce vi è l’immagine del Duomo posta in rilevanza in mezzo al panorama dell’antica Monreale. A sugellare il legame tra la città ed il Santissimo Crocifisso.
Il 13 ottobre 1754, l’Arcivescovo Testa consacrò la chiesa, ormai completata, dedicandola al “SS. Salvatori Crucifixo”. Nel corso del tempo, la chiesa ha subito ulteriori interventi, tra cui la pavimentazione con mattoni in marmo nel 1801 in occasione della visita di Ferdinando III di Borbone, e il rifacimento dei tetti e delle volte nel 1841 ad opera del Canonico S. Gentile, che tuttavia abbassò le volte a botte delle navate laterali, modificandone l’architettura originale.
Il 25 novembre 2010 (Prot. N. 0551/10) Mons. Salvatore Di Cristina ha elevato il luogo sacro con il titolo di "Santuario cittadino del SS. Crocifisso".

Leggenda e Storia del Crocifisso Miracoloso
La Leggenda del Crocifisso
Intorno al 1540, durante la navigazione nel Mar Mediterraneo, si verificò un incrocio tra una nave turca e un'altra con a bordo cristiani delle zone di Monreale, Altarello di Baida e Boccadifalco. La leggenda vuole che a bordo della nave turca vi fosse un Crocifisso che l’equipaggio trattava in modo oltraggioso. Rientrati al porto di Palermo, nacque una disputa, poiché sia la parte di equipaggio monrealese che quella palermitana rivendicava l’appartenenza del Crocifisso sottratto ai turchi. Per risolvere la controversia, fu deciso di adagiare l’oggetto sacro della contesa su di un carro trainato da buoi, con l’accordo che, ovunque esso si fosse fermato, sarebbe sorta una chiesa nella quale il Crocifisso sarebbe stato custodito.
Un monrealese, che aveva un giardino di rose e si era recato a Palermo per venderle senza successo, s’avviò per buttarle a mare. Qui, un marinaio gliele chiese in cambio di un Crocifisso che aveva in barca e a cui mancava la testa. Adagiato sopra un carro tirato da buoi, Esso fu portato fino a Monreale, proprio là, ai piedi dell’attuale Collegiata.
La Versione Storica
Come sempre, la versione storica differisce in modo consistente da quella leggendaria. Intorno all’anno 1400 fu eretta, con la funzione di sede dell’omonima confraternita, la Chiesa del Santissimo Salvatore, divenuta successivamente Chiesa della Collegiata quando divenne la sede del Collegio dei Canonici. L’allora Arcivescovo di Monreale, Monsignor Venero, commissionò la fattura del “Santissimo Crocifisso”.

La Cappella del Crocifisso nel Duomo di Monreale
Monreale, una località situata a circa dieci chilometri da Palermo e a poco più di 300 metri di altitudine, custodisce nel suo Duomo tesori di inestimabile valore storico e artistico. La leggenda narra che la realizzazione di questo imponente complesso architettonico sia stata suggerita in sogno al re normanno Guglielmo II dalla Madonna in persona.
Architettura e Simbolismo del Duomo
L'ingresso del Duomo si presenta imponente, con due massicce torri che incorniciano severamente l'intera facciata. La ricca porta bronzea, parzialmente celata da un portico settecentesco con tre archi, invita all'interno. La chiesa è orientata secondo l'asse ovest-est, un preciso riferimento simbolico: il percorso del fedele inizia dalle tenebre dell'ovest, punto in cui il sole tramonta, per giungere alla luce di Dio nell'abside, a est. La pianta della chiesa si articola in tre navate che culminano in tre absidi, con la navata centrale che triplica le dimensioni di quelle laterali. All'interno del Duomo, a dominare lo spazio, vi è il monumentale Cristo Pantocratore, una tipica raffigurazione bizantina di Gesù che occupa interamente l'abside. La sua maestosa presenza, con lo sguardo che sembra raggiungere ogni osservatore, è capace di suscitare meraviglia indipendentemente dalla fede personale.
La Cappella del Crocifisso: Un Gioiello Barocco
Nella navata sinistra del Duomo si apre la Cappella del Crocifisso, un capolavoro del Barocco siciliano. Realizzata tra il 1686 e il 1692 dall'Arcivescovo Giovanni Roano, essa fu concepita come sua cappella funeraria e custodisce un prezioso crocifisso ligneo, che secondo un'antica tradizione, fu un dono di Guglielmo II.
L'ambiente della cappella è un tripudio di ricchezza e fantasia decorativa. L'ornatissimo portale, sovrastato dalla dedica dell'arcivescovo "Al suo amore crocifisso", introduce uno spazio dove la decorazione sbalordisce per la sua abbondanza e per lo smagliante luccichio dei marmi. Ogni immagine e raffigurazione all'interno della cappella celebra simbolicamente il sacrificio di Cristo sulla croce. Perfino il pavimento, sebbene danneggiato, racconta una storia con la raffigurazione a intarsi marmorei di Giona inghiottito dalla balena, un'allegoria della morte e resurrezione. La Bibbia racconta che il profeta Giona si dovette buttare in mare per salvare dal naufragio la nave sulla quale stava viaggiando, la tempesta che infuriava infatti era voluta dal Signore che era adirato con lui. In mare, Giona venne ingoiato da una balena che, dopo tre giorni, lo vomitò indenne.
Gli stucchi che impreziosiscono la cappella sono opera del celebre Giacomo Serpotta. Tra questi spiccano le due grandi statue ai lati dell'altare maggiore, originariamente raffiguranti Evangelisti e successivamente adattate a San Pietro e San Paolo. Sempre di Serpotta sono i capitelli e i due angeli posti sopra il timpano del cappellone. Di recente sono stati riscoperti altri stucchi serpottiani, nascosti nell'Ottocento a causa dell'abbassamento della volta, ma ancora in ottimo stato di conservazione.

Festeggiamenti in Onore del Santissimo Crocifisso
I festeggiamenti dedicati al Santissimo Crocifisso, patrono di Monreale (PA), durano tre giorni, dall'1° al 3 maggio e si esplicano attraverso celebrazioni e solennità con caratteristiche tutte proprie, che ne fanno l'unica festa che si celebri a Monreale con risonanza così profonda.
Il Novenario e le Celebrazioni Preliminari
La solennità principale viene celebrata il 3 maggio, preceduta da un novenario. In questi giorni di festa la piazza e le strade del paese sono piene di gente, molte delle quali si recano in chiesa per assistere alla novena che si celebra nei giorni antecedenti alla processione. Novena che tutt'oggi ha i suoi momenti culminanti nel canto degli Inni in onore al Santissimo Crocifisso.
Nei giorni 1 e 2, la festa è caratterizzata da manifestazioni folkloristiche promosse per intrattenere e dilettare la gente quali, le bande musicali che suonano passando per le vie del paese, le corse dei cavalli, gli appuntamenti canori con la partecipazione di cantanti di grido, gli sbandieratori e le giostre. Le strade sono piene di colori e di luci, sia per le "luminarie" che per le "bancarelle" piene di attrattive per i bambini e per i grandi.
La Calata dei Veli
Particolarmente sentito e partecipato annualmente è anche il secolare rito dei Venerdì di Quaresima, chiamato tradizionalmente "La Calata dei Veli", istituito proprio dall’Arcivescovo Girolamo Venero nel 1625. Si tratta di una meditazione audio-visiva che, attraverso una melodia di pie strofe, vede il disvelamento della statua del Santissimo Crocifisso, coperto durante il periodo quaresimale dai 6 drappi dipinti raffiguranti scene della Passione e Morte di Cristo.
Così come particolarmente sentito, sin dagli inizi del 1600, è il culto a Santa Lucia, ancor oggi celebrato con un triduo molto partecipato.
Monreale - calata veli 2015
Il Giorno del 3 Maggio: Il Culmine delle Celebrazioni
Le celebrazioni in onore del Santissimo Crocifisso toccano il loro culmine il giorno 3 maggio. Terminato il solenne pontificale celebrato dall'Arcivescovo, ha luogo la tradizionale discesa dall'altare della venerata immagine: è questo un momento di forte richiamo e di grande commozione. Quando il Crocifisso è fatto scendere dall'altare ed è adagiato sullo zoccolo della "Vara", le ferite del costato sacro sono palpeggiate di continuo dai fazzoletti dei fedeli. Scoppi di pianto accompagnano questo succedersi disordinato di carezze, e un tremito nervoso serpeggia anche nei più forti di spirito soggiogati da quella fede che scuote ogni dubbio.
L'effige del Crocifisso è poi collocata all'esterno della chiesa, sotto la maiolica che raffigura il protettore di Monreale, da dove alle ore 18.00 in punto, al suono del campanello e al rullo dei tamburi, accompagnato dal suono festoso delle campane a distesa, si dà il via alla solenne processione. Dalle ore 14.00 fino alle ore 18.00, i fedeli si accalcano presso la Maiolica, per toccare, baciare e pregare il Crocifisso, prima che inizi la processione.
La Solenne Processione
La "Vara" è portata a spalle dai "Fratelli", uomini appartenenti alla Confraternita del Santissimo Crocifisso. Le vesti peculiari dei fratelli prevedono l’utilizzo di un fazzoletto bianco per coprire il capo, camicia e pantaloni bianchi, un nastro rosso attorno alla vita ed una tovaglia bianca che raffigura l’immagine e la scritta del Santissimo Crocifisso. Man mano che la Sacra Effige avanza non mancano i momenti di grande attrazione come il bacio dei bambini dato al simulacro ad ogni sosta o l’arrivo allo “Spasimo”.
L'attuale processione si snoda lungo un percorso che per la maggior parte è quello indicato dall'Arcivescovo Venero nel 1625 e ampliato nei secoli con l’urbanizzazione della cittadina. Essa inizia dalla Collegiata, passa per via A. Veneziano fino al "Canale", per corso P. Novelli fino all'"Abbiviratura", dopo una sosta di 30 minuti circa, riscende dalla stessa strada fino a via Garibaldi, detta "a scinnuta ru Signuri", qui sosta dinanzi la statua di Padre Pio, poi prosegue per via Venero quindi corso P. Novelli, detto "a "Varanni", per via Roma fino a piazza Vittorio Emanuele II. Esegue un giro completo della stessa piazza, prosegue per via B. La processione parte alle ore 18.00 del 3 maggio e termina alle ore 2.00 circa del giorno successivo.
Durante la stessa, momenti commoventi sono il bacio dei bambini dato al simulacro in tutte le soste, e lo sfiorare coi fazzoletti e con i fiori l'effige del Santissimo Crocifisso. Durante questa festa non si possono distinguere luoghi particolarmente interessati da questa cerimonia, poiché tutto il paese di Monreale è in festa, ed è per gran parte del paese che il Crocifisso passa durante la processione. Una folla di circa 3.000 persone, annualmente segue il simulacro in processione, fedeli che sin dalle prime luci dell'alba si preparano al solenne ed atteso "viaggio".
Momento di grande attrazione, misto di fede e folklore è l'arrivo allo "Spasimo"; dopo la difficile "scinnuta", il Crocifisso, posto al centro della piazza con il volto proteso verso la Conca d'Oro, estende la sua benedizione al territorio sottostante, un tempo rigoglioso di campagne e di vita per numerose famiglie. Durante l'iter processionale, in due momenti topici della cerimonia, si sparano i giochi pirotecnici; una prima volta, quando il simulacro si ferma allo "Spasimo", davanti la statua del Beato Padre Pio da Pietrelcina, una seconda volta, davanti al Duomo, proprio al termine della processione, poco prima che il Crocifisso rientri in Collegiata. A conclusione della processione, fase molto commovente e partecipata dai fedeli, è quella della "ricollocazione" del Crocifisso nella sua cappella posta sull'altare maggiore.

La "Vara"
La “Vara”, necessaria al trasporto del Crocifisso, è un capolavoro artigianale con tutti i requisiti di una vera opera d’arte. Numerose “Vare” sono state costruite sino ad oggi; l’ultima, quella attuale, è stata voluta dal Comitato dei festeggiamenti esterni nel 1945. Le aste dalla lunghezza complessiva di circa 7,50m sono in castagno e risalgono al 1945. Esse permettono, per il trasporto della “Vara” in processione, l’inserimento di dieci coppie per asta per un numero complessivo di 80 Confrati. Le dimensioni della “Vara” sono di 2,30m per lato. L’altezza, con il Crocifisso inserito, raggiunge un’altezza totale di 7,60m.
Il "Viaggio" dei Devoti
Durante tutto il mese di maggio i devoti che hanno ottenuto o chiedono qualche grazia ripercorrono, peduli o scalzi, il percorso seguito dal Santissimo Crocifisso il giorno 3; vanno secondo il voto in "peduli o scalzi", con un grosso cero acceso avvolto da un cartoccio, detto "u coppu", per impedire che la fiamma si spenga al vento, recitando sommariamente le orazioni.
Monreale - calata veli 2015
Elementi Artistici e Architettonici Aggiuntivi
I Tesori della Chiesa Collegiata
La Chiesa della Collegiata custodisce al suo interno molti oggetti artistici e di valore. Al centro dell’ordine medio trova la sua collocazione la statuetta dell’Immacolata, quello superiore è dominato dagli angeli mentre nell’ordine inferiore è collocata una statuetta del Battista. Statue che raffigurano Santi sono disposte ai vari lati.
Sul presbiterio è possibile ammirare il maestoso coro in noce intagliato (risalente al XVIII secolo) articolato su due piani e composto da 36 stalli con spalliere più quello del Decano del Capitolo. L’altare maggiore, del XIX secolo, è di marmo bianco così come le otto lapidi poste ad arricchimento del pavimento con la funzione di chiusura degli ingressi alle gallerie sottostanti la Chiesa. Pregevoli colonnine corinzie sorreggono i tre piani del meraviglioso tabernacolo di legno intagliato ed il timpano neoclassico, che incornicia il cappellone all’interno del quale è custodita l’immagine del Santissimo Salvatore.
L'Organo a Canne e l'Archivio Storico
Al fine di accompagnare le Messe in canto e rendere più solenni gli uffici celebrati quotidianamente nella Chiesa della Collegiata, i Canonici nel 1631 commissionarono la costruzione di un organo a canne. L’organo fu inizialmente collocato sopra la cappella del transetto per poi essere successivamente trasportato (nel 1840) nella sua attuale ubicazione ossia sul piano del coro ricavato dalla volta dell’antica sacrestia.
Di notevole importanza storica, sia per la Chiesa della Collegiata che per la città di Monreale, è l’archivio voluto dall’Arcivescovo Gerolamo de Venero y Leyva: un tesoro di documenti riguardanti i Benedettini, i monasteri di S. Castrense, dei Cappuccini, di S. Gaetano, del Carmine e la chiesa di S. Caterina.
La Maiolica della Vergine Odigitria
Uscendo dalla chiesa, al di sopra della porta d’ingresso principale, si trova l’immagine a mosaico della Vergine Odigitria, cioè guida dei pellegrini. La sottostante scritta in latino rivolta alla Vergine recita: "prega per tutti, ma soprattutto lavora per il re!".

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