I canti scandiscono il ritmo della nostra vita, conferendo ad ogni momento un tocco di colore e di gioia. Nella liturgia, il canto assume una funzione fondamentale: non solo aiuta lo spirito ad elevarsi, ma permette al fedele di coinvolgersi interamente nell’azione che si sta celebrando. Quando si partecipa alla Santa Messa, infatti, non si è coinvolti soltanto con la mente, ma con tutti i sensi e con l'intera persona.

Il canto del Buon Pastore
Tra le composizioni liturgiche, il canto ispirato al Salmo 23 risuona frequentemente nelle chiese. Molti cantautori sacri si sono confrontati con questo testo biblico, rielaborandolo con ritmi differenti, ora più solenni e adatti alla riflessione, ora più dinamici per coinvolgere le diverse fasce d'età, dai ragazzi agli adulti.
Una versione particolarmente significativa è quella revisionata e musicata da Piera Cori. Il testo recita:
“Signore tu sei mio pastore conosci il mio nome da sempre come conosci il Padre tuo, tu conosci me. Mi cerchi se sono smarrita, lontana da te che sei vita, ma se m’incammino per il tuo sentiero, tu via sei per me”.
L'immagine biblica del pastore
Quella del pastore rappresenta una delle immagini più evocative e ricche di significato dell'intera Bibbia. Essa sintetizza l'idea di un Dio che si prende cura del suo popolo e di un Gesù che dona la vita per le sue pecore. Non esiste simbologia più profonda per descrivere l'amore che si trasforma in dono, esistenza e cura costante.

Gesù nel Vangelo di Giovanni: il Pastore vero
Nel capitolo 10 del Vangelo di Giovanni, Gesù si autoproclama pastore vero e unico, colui che conosce le sue pecore e le ascolta. Per comprendere appieno questa figura, è essenziale distinguere Gesù dai cosiddetti "falsi pastori" o mestieranti:
- Distinzione dal mercenario: Al mercenario non importa del gregge, poiché il suo unico scopo è il guadagno personale. Egli fugge dinanzi al pericolo.
- Dedizione totale: Al contrario, Gesù non scappa; egli è disposto a donare la vita per le sue pecore, confermando la sua autenticità.
Le tre caratteristiche del Pastore
Nella figura di Gesù pastore emergono tre tratti distintivi fondamentali:
- Unicità e Verità: Gesù è il vero pastore che dimostra il suo amore attraverso il sacrificio di sé.
- Conoscenza profonda: Il verbo "conoscere" è centrale nell'opera di Giovanni e indica una relazione intima con la persona, una conoscenza che genera fede. Nel discorso di addio, Gesù sottolinea che lo scopo della vita risiede nel conoscere Dio e il suo inviato.
- Ascolto della voce: L'ascolto è un tema radicato nel mondo ebraico, richiamando il precetto fondamentale dello "Shema Israel" (Ascolta, Israele).