Recentemente, ha suscitato grande preoccupazione tra i lettori e la comunità una petizione diffusa sui social contro la presunta chiusura del canile di Sante Marie, in Abruzzo. Questa struttura è molto conosciuta sul territorio per il suo impegno contro il randagismo e apprezzata per l’alto numero di adozioni che riesce a mantenere grazie alle sue volenterose volontarie.
La petizione, lanciata proprio dal sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, su Change.org, ha superato le 6 mila firme. Inoltre, lunedì 8 gennaio è prevista una manifestazione ad Avezzano, a cui parteciperanno associazioni animaliste, volontari e famiglie che hanno adottato un cane nella struttura, per chiedere all’Asl e alla Sanità regionale di riconsiderare la decisione. Il testo della petizione indicava che "La Asl Avezzano Sulmona L'Aquila vuole chiuderlo, trasferendo il servizio all'Aquila dove già c'è un canile sanitario - si legge -. Una scelta scellerata che impoverisce un territorio e costringe la Asl a spendere migliaia di euro per allestire dei semplici box dove ospitare i cani contro la struttura dotata di tutto quello che serve e funzionale che si trova a Sante Marie."
La Verità sulla Situazione del Canile

Per comprendere esattamente cosa stesse accadendo, sono stati coinvolti tre parti: l'educatrice cinofila Ersilia D'Alessandro, volontaria del canile di Sante Marie da dieci anni e contraria alla "chiusura"; il dirigente della Regione Abruzzo Giuseppe Bucciarelli, a capo del Servizio sanità veterinaria, in qualità di ente regolatore superpartes; e il dirigente veterinario Ernesto Zuffada dell’Asl 1 Avezzano Sulmona L'Aquila, l’ente che ha preso la decisione. La realtà dei fatti, con un sospiro di sollievo per tutti i cani e per coloro che ci hanno creduto, è che il canile di Sante Marie non chiude.
La struttura è aperto e in funzione a pieno regime, addirittura con dei box in più rispetto a prima. Questa situazione si traduce in un cambio di etichetta, una formalità, non una chiusura: la struttura di Sante Marie non è più un canile anche sanitario, ma solo un rifugio. Dall’1 gennaio i cani accalappiati o coinvolti in incidenti non vengono più portati lì per seguire le procedure previste per legge, ma solo nel canile di L’Aquila, dove è stato riunito tutto il personale sanitario dell’Asl1.
Motivazioni della Riorganizzazione
Il dottor Ernesto Zuffada ha spiegato: “La presenza di due canili sanitari nella provincia dell'Aquila è una eredità dell’accorpamento delle aziende sanitarie locali che, 12 anni fa, si sono riunite in un’unica Asl. Da allora siamo andati avanti a proroghe, mantenendo il servizio diviso in due sedi. Ma era impensabile continuare così: era necessario un bando di assegnazione e, nell’ottica di razionalizzazione del servizio, si è scelto di riunificarlo in un unico centro”.
Questo significa che l’Asl non ha alcuna intenzione di chiudere il canile rifugio di Sante Marie, che rimane operativo come ha sempre fatto. Secondo l’Asl1, si tratta più di una "razionalizzazione e una tutela della concorrenza così come prevede la normativa". Ci sarà effettivamente una riduzione dei posti di degenza sanitaria a livello provinciale, ma non una riduzione delle strutture o del servizio. Fortunatamente, “100 posti erano sovrastimati in base alle attuali esigenze e anche a Sante Marie non venivano occupati tutti”, ha chiarito il dirigente dell’Asl.
Impatto sul Servizio e sulle Adozioni
I numeri sono stati confermati anche dalla volontaria Ersilia D’Alessandro: “Dal box 81 al 104 si trovano i cani seguiti dal personale sanitario, negli altri quelli con residenza permanente in rifugio”. Ersilia D'Alessandro si oppone al trasferimento della sezione sanitaria nonostante non comporti la chiusura del canile perché: “Questa è una struttura che ha sempre funzionato bene, c’era sinergia e grazie al nostro impegno siamo riusciti a far adottare solo nell’ultimo anno 305 cani, molti dei quali ancor prima del trasferimento in rifugio. Questo perché quando arrivano le cucciolate al sanitario subito iniziamo la promozione e la ricerca di famiglie adatte che possano accoglierle. Spostando tutto a L’Aquila noi volontari di Sante Marie non potremo più aiutare, per ovvie ragioni di tempo e di distanza rispetto a dove abitiamo, e i volontari dell’altro canile sono pochi per poter gestire tutto da soli.”

Secondo i dati forniti dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, lo scorso anno sono stati registrati e microchippati in Abruzzo circa 7 mila cani. Circa 1.600 sono stati i cani randagi presi in carico dal servizio dell’Asl1: di questi 1.100 sono stati gestiti dai due canili sanitari, L’Aquila e Sante Marie, per essere poi trasferiti nei rifugi comunali e 600 di loro (il 53%) sono stati adottati. Degli altri 500 cani, gestiti direttamente dai volontari, ne sono stati affidati ben 460 (oltre il 90%) grazie alle associazioni che riescono a trovare una famiglia non solo ai cuccioli, ma anche ad animali ospitati da anni nei rifugi. Con questo prezioso lavoro, i cani presenti nelle strutture di ricovero stanno diminuendo: dai 1.531 del 2019 ai 1.174 del 2022. Il sistema di adozione ha generato collaborazioni anche con associazioni svizzere e tedesche e qualche Comune sensibile e lungimirante ha iniziato a sostenere le associazioni che gestiscono i cani fragili.
Gestione e Futuro
La struttura di Sante Marie faceva capo alla Comunità montana Marsica 1. Da quando è stata dismessa, è diventata di proprietà dell'Unione dei Comuni, “a cui è sempre spettata, e continuerà a spettare in egual misura, la competenza del canile rifugio e dei costi di mantenimento dei cani del proprio territorio”. A cambiare potrebbe essere la promozione delle adozioni, dato che a Sante Marie arriveranno d’ora in poi solo i cani di competenza di quel canile e non più tutti quelli afferenti della zona, con un minor “ricambio” e forse esemplari più adulti rispetto ai tanti cuccioli che erano abituati a proporre da subito in adozione. Dovendo attendere la fine del ricovero sanitario, si potrebbero perdere delle utili settimane di ricerca, o si dovrà creare una nuova rete con i volontari di L’Aquila, per unire le forze.