Storia e Tradizione: La Chiesa e le Campane di San Michele Arcangelo a Rutino

La comunità di Rutino, nel cuore del Cilento, è profondamente legata alla sua storia religiosa e culturale, in particolare attraverso la Chiesa di San Michele Arcangelo e l'emozionante sacra rappresentazione del "Volo dell'Angelo". Un elemento distintivo di questa tradizione sono le sue campane, tornate di recente al loro antico splendore, che scandiscono i momenti salienti della vita del paese e della sua festa patronale.

La Chiesa di San Michele Arcangelo: Una Storia Millenaria

La Chiesa di Rutino, dedicata a San Michele Arcangelo, fu eretta in tempi assai remoti, certamente prima dell'anno mille. Nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni e danneggiamenti. Originariamente fu costruita in stile Gotico con la sola navata centrale piuttosto bassa, a motivo della presenza di un sub corpo, o meglio di una parte inferiore dove erano allogate delle Cappelle e degli Altari.

Nel 1885, il Molto Rev. Don Antonio Verdoliva la trasformò radicalmente allungandola ed alzandola, eliminando la parte inferiore. Attualmente la chiesa si presenta con tre navate. Quella centrale è alta circa 14 metri, lunga 31 e larga 11. Le navate laterali, lunghe 25 metri, larghe 3 ed alte 8, sono composte da maestosi pilastri da dieci arcate, cinque a destra e cinque a sinistra.

Interno della Chiesa di San Michele Arcangelo a Rutino con navate e altari

Nella prima arcata di sinistra vi è una Cappella lunga tre metri, alta dieci e larga cinque, chiusa con un cancello di ferro a metà dell'arco. Nell'interno, sovrastante l'Altare di marmo policromo, si può ammirare un bellissimo quadro su tela ad olio raffigurante Santa Lucia, oltre ad un antichissimo marmoreo fonte battesimale. Nelle navate laterali vi sono undici Altari di marmo eretti in onore dei Santi raffigurati in pregevoli statue del seicento e settecento di ottima fattura. Tali statue sono collocate nelle nicchie, sovrastanti gli stessi Altari, chiuse con vetri di protezione.

Nel Presbiterio, oltre alla Mensa Eucaristica, vi è un complesso marmoreo che racchiude il Ciborio, ornato da tralci di vite con pampini e grappoli d'uva e spighe di grano in ferro battuto abbronzato che danno all'insieme un bel colpo d'occhio. Al disopra del complesso marmoreo vi è una nicchia dove è collocata la Statua del Protettore San Michele Arcangelo modellata nei primi anni dell'800. Il soffitto è a cassettoni di stucco con rosoni, mentre le dodici vetrate, che danno la luce al Tempio, sono composte da centinaia di tessere di vetro, colorate in pasta antica, rilegate in piombo e cotte a gran fuoco alla elevata temperatura di oltre 600 gradi, delle Vetrerie Artistiche Fiorentine.

Il "Volo dell'Angelo": Un Dramma Sacro che Incanta il Cilento

Il "Volo dell’Angelo" appartiene senza dubbio alle più belle pagine della storia religiosa e culturale del Cilento. La seconda domenica di maggio Rutino diventa scenario di uno storico duello che rappresenta l'eterna lotta tra il bene e il male, tra la luce e il buio, l'Angelo e il Diavolo. Il testo del dramma che viene interpretato non ha origini antichissime, ma risulta abbastanza difficile risalire alle sue origini, poiché la trasmissione è stata affidata alla sola oralità, impedendo un’analisi accettabile che ne possa stabilire la paternità. Popolarmente, però, i versi vengono attribuiti ad un abitante del posto.

Nonostante ciò, è possibile affermare che la ricorrenza di 'San Michele' è storica e può considerarsi non solo la festa di Rutino ma la festa di tutti i cilentani. Più lineare, invece, risulta il contenuto del dramma che trasmette un chiaro messaggio evangelico: il bene trionfa sul male. Tra le Sacre rappresentazioni che fanno parte della tradizione cilentana, Rutino rappresenta l’apice in assoluto, non solo per la longevità e la costanza nel tempo, ma anche per l’immensa spettacolarizzazione che scaturisce dalla completezza della sua interpretazione scenica.

La Rappresentazione: Dal Rituale alla Scena

Al mattino l’aria di festa si respira in ogni angolo del paese. Alle prime ore del giorno avviene il rituale della ‘vestizione’ che si tiene nella casa paterna del bambino scelto per interpretare il ruolo dell’Angelo. Il corredo si compone di una sottoveste bianca, di un vestitino azzurro con decori in oro, due calzamaglie bianche, i sandali, una parrucca bionda e le ali. Sulla capo un elmo e in mano uno scudo.

Bambino vestito da Angelo per la sacra rappresentazione

Terminata la celebrazione della Santa Messa, il suono melodioso delle campane e un festante applauso accolgono l’uscita dell’imponente statua di San Michele Arcangelo, patrono della comunità. Ha inizio la prima parte della processione che accompagnerà l’Arcangelo per le vie del paese. Quando il corteo giunge nella piazza, si consuma il primo atto del dramma. Dal campanile, saldamente ancorato ad una carrucola, l’Angelo si porta al centro della piazza e ha inizio l’incontro che si conclude con una sfida lanciata dal Diavolo. L’invito è accolto dall’Angelo e alla fine della scena la processione si ricompone e attraversa la restante parte del paese.

Al ritorno della processione, giunti di nuovo in piazza, prende avvio la seconda parte della sacra rappresentazione: l'Angelo, munito di scudo e spada, ritorna in scena e affronta lo spietato Lucifero. Lo scontro incomincia e, dopo un simbolico duello, l'angelo sconfigge il diavolo, sprofondandolo negli Inferi. La seconda parte, che suscita una forte carica emotiva, si avvia alla conclusione con il tintinnio delle spade che annuncia la sconfitta del diavolo. È la resa del male. L’Angelo trionfante, invece, eleva il suo canto: «Inneggiate dal cielo eccelsi cori, / o Serafini al tron del sommo Iddio. / Cadde d’abisso nei profondi orrori / dei ribelli lo stuolo iniquo e rio. / Gloria al Signor del Ciel tra gli splendori. / Sia pace in terra all’uomo umile e pio.» A questo punto una grande commozione si discioglie in un momento di festa. Le campane suonano armoniosamente e un forte applauso accompagna il rientro dell’Angelo e la statua di San Michele che viene riportata in chiesa. Non è facile descrivere questo momento, bisogna viverlo. L’Angelo a Rutino appartiene ai ricordi d’infanzia di tanti, una rappresentazione che da bambini a tratti spaventa e da grandi affascina, emoziona e, da buoni cilentani, rimane scolpita nella memoria.

Le Campane di San Michele Arcangelo: Un "Concerto a 6 Campane" Restaurato

Le campane sono tornate al loro splendore e potranno nuovamente modulare le melodie per cui erano state concepite. Erano i primi anni ’90 e l’allora parroco di Rutino, don Ilario Dichiera, decise di installare nel campanile della chiesa di San Michele Arcangelo un particolare congegno per molteplici musiche. Oggi il restauro, effettuato da tecnici specializzati, è stato reso possibile dai gettoni di presenza di alcuni ex consiglieri comunali.

Dettaglio delle campane della chiesa di San Michele Arcangelo dopo il restauro

Sono le indennità di Alessia Pizza, Angelo Volpe, Giuseppe Tardio, Giuseppe Voria, Graziano Gallo, Michele Ferraro e Pasqualino Tardio, relative agli anni 2011-2016 e finora rimaste nelle casse del Comune. «I gettoni di presenza li abbiamo sempre lasciati al Comune - spiegano i consiglieri benefattori - ma ora ci sono stati liquidati e li avevamo a disposizione. È stato un gesto semplice, quelli non erano soldi nostri ma della comunità che abbiamo amministrato in passato ed è giusto che con quei gettoni si sia restituito ad essa un patrimonio che storicamente le apparteneva.»

Le campane di San Michele Arcangelo rappresentano una particolarità nel comprensorio cilentano: sono le uniche rientranti nel cosiddetto “concerto a 6 campane”. Il lungo malfunzionamento era dovuto alla mancanza di manutenzione, di vitale importanza per i meccanismi, ma anche a problemi meccanici, ora tutti risolti. I tecnici hanno provveduto con perizia al rifacimento del quadro elettrico, alla sistemazione dei tele-battenti, all’installazione del freno motore sulla campana grande e alla riprogrammazione delle suonate.

Novità e Riapertura della Chiesa

Per la comunità di Rutino, i recenti festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo hanno portato due grandi novità. La prima, una piccola rivoluzione per la comunità e per il centro cilentano, è che nella sacra rappresentazione del Volo dell’Angelo, a rappresentare quest’ultimo sarà per la prima volta una bambina: la piccola Luana Pandullo, scelta dal comitato organizzatore. Una piccola rivoluzione, dunque, che cambia la storia di Rutino. «È un’emozione immensa - dice la famiglia - siamo felicissimi, onorati ed orgogliosi per questo riconoscimento. Una piccola rivoluzione per la nostra comunità nella quale è arrivata una particolare ventata di novità. Anche a nome di Luana - conclude - ringraziamo tutti per l’affetto dimostrato.»

A questo particolare, si aggiunge un’altra grande novità: la chiesa di San Michele riapre dopo un lungo periodo di interventi di restauro. Lavori che erano necessari viste le critiche condizioni della struttura. Nel mentre i lavori procedevano, le sante messe si sono spostate presso il centro polifunzionale che sorge nel centro del paese. Un qualcosa di temporaneo che non ha di certo fermato la grande fede provata dal popolo nei confronti del Santo. «Sembra un grande sogno che si realizza dopo due anni - dice il parroco Don Antonio Lubrano - la speranza e la fede nella volontà divina non sono mai mancate nonostante le grandi e numerose difficoltà che si sono presentate. Oggi ringrazio il Signore per l’amore e la gioia immensa che ho al pensiero di celebrare nella stupenda chiesa di Rutino.»

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