Don Valerio Bocci, figura di spicco nel panorama salesiano italiano, ricopre attualmente la carica di direttore generale ed editoriale dell'editrice Elledici, storica casa editrice dei salesiani d'Italia. La sua nomina è avvenuta sotto la guida di don Enrico Stasi, superiore dei salesiani per Piemonte, Valle d’Aosta e Lituania.
Laureato in catechetica presso l'Università Pontificia Salesiana di Roma, don Bocci vanta una lunga e proficua esperienza nel campo dell'educazione alla fede. Per ventuno anni ha diretto la rivista per ragazzi "Mondo Erre", contribuendo in modo significativo alla formazione religiosa di intere generazioni. È inoltre autore di numerosi sussidi catechistici pensati per i più giovani.
La sua competenza e dedizione al mondo editoriale cattolico sono state ulteriormente riconosciute con la sua elezione a membro del Consiglio di presidenza della Uelci (Unione editori e librai cattolici italiani) nell'aprile scorso.
«La Elledici è un marchio storico, connotato da una precisa identità», afferma don Bocci, sottolineando il valore e la missione della casa editrice che oggi dirige.

Il progetto "Il piccolo guerriero della Luce"
Una delle iniziative editoriali che vede il coinvolgimento di don Valerio Bocci è la pubblicazione di "Il piccolo guerriero della Luce". Questo libro, a cura della madre Enza e di don Valerio Bocci stesso, racconta la commovente storia di Manuel, un bambino di soli 9 anni scomparso nel 2010 a causa di un neuroblastoma. Nonostante la brevità della sua vita, Manuel ha lasciato un'eredità di speranza e fede, autodefinendosi "piccolo guerriero della Luce" e documentando la sua lotta contro la malattia attraverso racconti e lettere.
La nuova edizione del libro, uscita recentemente, comprende 32 nuove pagine con testimonianze di coloro che hanno conosciuto Manuel personalmente o attraverso la sua biografia. La prima edizione aveva riscosso un notevole successo, vendendo 6.000 copie, e fu presentata anche a Papa Francesco.
L'idea di questo progetto catechistico è nata a don Bocci nel 2014, durante un convegno a Bari, dalla consapevolezza della necessità di sussidi innovativi per i ragazzi di oggi, più connessi con le immagini che con le parole. Insieme a don Michele Roselli e don Gabriele Mecca, ha dato vita a un cammino di fede che mira a coniugare la vita quotidiana con la luce della fede.
Caratteristiche del progetto catechistico
Questo percorso di fede si distingue per diverse peculiarità:
- L’essenzialità dei contenuti: organizzati in un'ottica di primo annuncio del Vangelo, con l'obiettivo di offrire un'esperienza graduale e coinvolgente nella storia della salvezza, senza pretendere una conoscenza totale dei contenuti della fede fin da subito.
- L’impianto esperienziale: prevede attività di gruppo, celebrazioni, momenti di confronto e preghiera in famiglia, con il coinvolgimento della comunità cristiana per riscoprire la propria dimensione materna e valorizzare la fede personale.
- La proposta di un percorso di fede per i genitori: intende rafforzare il ruolo indispensabile della famiglia nella comunicazione della fede, aiutando i genitori a riscoprire o maturare la propria fede in vista della testimonianza ai figli e a creare un ambiente familiare che favorisca i valori cristiani.
È importante sottolineare che i Sacramenti sono visti non come il fine ultimo dell'Iniziazione cristiana, ma come tappe fondamentali all'interno di un percorso di fede più ampio.
ELLEDICI Catechesi - Torino
L'eredità di Don Bosco e la missione di Elledici
Don Valerio Bocci è un profondo conoscitore del carisma di Don Bosco e della sua attualità. Egli sottolinea come la figura del Santo torinese parli ancora oggi agli uomini di tutte le età, in particolare ai giovani.
«Tra i primi laboratori che Don Bosco ha aperto per insegnare un mestiere ai suoi ragazzi c’è stata la tipografia», spiega don Bocci, evidenziando il duplice ruolo educativo e divulgativo di questa iniziativa. La tipografia non solo preparava i giovani al mondo del lavoro, ma permetteva anche la diffusione di buoni libri, uno degli obiettivi principali di Don Bosco.
Da questa preoccupazione educativa e passione per la stampa è nata Elledici. «Nel 1941 don Pietro Ricaldone, allora Rettor Maggiore della Congregazione salesiana, fondò il Centro Catechistico in cui inserì un pool di salesiani provenienti da diverse parti d’Italia. Erano esperti in catechesi, liturgia, Bibbia, educazione, musica che avviarono in breve tempo l’editrice Elledici», ricorda don Bocci.
Dalla sua fondazione, Elledici ha prodotto testi di religione, sussidi di catechesi e materiale per il tempo libero che sono diventati veri e propri "best seller", contribuendo all'educazione alla fede di ragazzi e famiglie. L'editrice ha inoltre promosso il dialogo e la collaborazione con altre confessioni religiose, come dimostra la pubblicazione de "La Bibbia in lingua corrente", la cui nuova versione fu donata a Papa Francesco nel 2014.
«Avete fatto un ottimo lavoro. Questa Bibbia è un’idea buona, perché tutti possono capirla, perché è un linguaggio vero, proprio, ma vicino alla gente», disse Papa Francesco riguardo all'opera.
Il carisma di Don Bosco oggi
Don Bocci interpreta il carisma di Don Bosco ai nostri giorni come una riproposizione, in chiave moderna, della sua preoccupazione principale: andare incontro ai ragazzi "poveri e abbandonati" per educarli alla vita buona e all'incontro con Cristo. Questa categoria di giovani si è ampliata nel tempo, includendo anche coloro che sono poveri e abbandonati dal punto di vista umano, culturale e spirituale.
«Li ritroviamo a scuola, nei campi da gioco e sempre di più nella rete dei social in cui don Bosco sarebbe sicuramente arrivato per dialogare e per formare con tutta la sua inventiva e passione educativa», afferma don Bocci. «E noi dopo di lui, amando le cose che loro amano per portarli ad amare ciò che noi amiamo per loro: una vita di qualità arricchita da una buona dose di umanità e di spiritualità concreta».
Oggi, a genitori e insegnanti viene richiesto di "parlare la loro lingua", una dote che pochi adulti possiedono. Don Bocci si sente fortunato per aver lavorato nella rivista "Mondo Erre", che lo ha spinto ad aggiornare continuamente parole e immagini per sintonizzarsi sulle frequenze dei ragazzi.

La responsabilità della comunicazione
Per don Valerio Bocci, la responsabilità di un comunicatore è tra le più delicate e urgenti. Chi comunica attraverso parole, immagini, musica o sport, possiede un potere incredibile, soprattutto con i ragazzi: può costruire o distruggere, orientare verso il bene o seminare dubbio e pessimismo.
«Non sai il bene che fai quando fai il bene», è la pillola di saggezza che don Bocci condivide e mastica ogni giorno, aggiungendo che lo stesso vale, purtroppo, anche quando si fa il male. Chi semina, prima o poi, deve fare i conti con i frutti. Molti ex abbonati a "Mondo Erre" sono diventati insegnanti, educatori, professori universitari e persino preti, grazie all'accompagnamento di salesiani e giornalisti che hanno scritto per loro.
La buona comunicazione può cambiare in meglio la vita, anche se ci vuole tempo, come suggeriva Gandhi: "il bene vince… adagio".
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