Il Santuario Romano del Monte Calvario in Cadore: Storia e Valorizzazione

La visita che ti proponiamo è una passeggiata alla scoperta di parte della storia di queste valli, un piccolo salto nella storia della Roma antica.

La Scoperta Archeologica del Monte Calvario

Nella primavera del 2000, su un terrazzamento artificiale realizzato in antico poco sotto la cima del Monte Calvario, presso l’abitato di Auronzo, vennero casualmente trovati alcuni oggetti di bronzo che, confrontabili puntualmente per tipologia e fattura coi materiali di Lagole e di Valle di Cadore, richiamarono subito l’attenzione della Soprintendenza. Si trattava infatti di una coppia di dischi figurati, di lamine, di un manico ed una vasca di simpulum recanti iscrizioni venetiche in tutto simili ai materiali votivi degli altri santuari noti per il Cadore.

In seguito a rinvenimenti occasionali di notevole rilevanza, a partire dal 2001 sono state eseguite varie campagne di scavo, sotto la direzione scientifica dell’allora Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto (che è, oggi, la scrivente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio), da ditte specializzate con l’aiuto dei volontari del Gruppo Archeologico Cadorino, con fondi del Ministero della Cultura e di altri Enti. Gli scavi furono iniziati nel 2001 e si protrassero fino al 2011 e portarono alla luce un importante luogo di culto che fu frequentato senza soluzione di continuità dal II sec. a.C. fino al IV sec. d.C.

Mappa archeologica del Santuario del Monte Calvario con indicazione delle strutture scoperte

Le Strutture del Santuario Romano

Gli scavi hanno portato alla luce parte delle strutture di un santuario di età romana, sorto in epoca tardo-repubblicana (I sec. a.C.) e rimasto in uso, con vari rifacimenti, fino ad epoca tardo-imperiale (almeno il IV sec. d.C.). La prima strutturazione dell’area sacra risale all’età tardorepubblicana, quando viene eretto un muro a secco di andamento arquato (struttura A) con all’interno un altare costituito da un blocco di pietra squadrata con foro sommitale per le libagioni.

Si pensa che in precedenza i romani edificarono un basso recinto murario posto a sud rispetto la zona del pianoro; un blocco di travertino squadrato è stato recuperato al di là del muro, per gli studiosi un vero e proprio altare. In un secondo momento è stato realizzato un terrazzo in piano dove sono state collocate grosse scaglie di arenaria rossa; proprio qui sono stati ritrovati interessanti manufatti.

In età imperiale a nord della struttura A viene operato uno scasso per impiantare un vano quadrangolare isoorientato con la struttura A (ambiente C). Lungo il lato sud/sud-ovest viene costruito l’ambiente E, lungo quello nord/nord-est l’ambiente D. Lo scavo dell’ambiente C ha messo in luce rivestimenti parietali con una finitura esterna di cocciopesto fine e le pavimentazioni in cubetti di cotto.

Sul pendio occidentale e meridionale del Monte Calvario si possono riconoscere almeno cinque ordini di muri di terrazzamento.

Ricostruzione artistica del Santuario romano del Monte Calvario con le sue strutture principali

La Cultura Veneta e la Scrittura Antica

Molto interessante sapere che in epoca romana il veneto antico aveva una propria scrittura, un alfabeto derivato da modelli etruschi documentati da iscrizioni su pietre, ceramiche e metalli. La scrittura si poteva leggere sia da destra che da sinistra, tra le parole non c’erano spazi e le tabelle con gli esercizi per imparare a scrivere venivano riprodotte in bronzo per essere offerte alla divinità.

Ciò prova il legame peculiare tra la scrittura e il culto; infatti un’importante testimonianza è il ritrovamento di uno stilo (strumento romano di scrittura) tra le rovine del santuario.

Esempio di scrittura venetica antica incisa su reperto votivo

Il Progetto di Valorizzazione e l'Accessibilità

Nella zona nel 2016 iniziarono i lavori di riqualificazione del complesso archeologico Monte Calvario che valorizzarono l'area costruendo un solido sentiero. Il 1 giugno 2021 è stato inaugurato il progetto di valorizzazione dell’area del santuario romano del Monte Calvario ad Auronzo di Cadore, realizzato dal medesimo Comune in collaborazione con la Soprintendenza, grazie al supporto finanziario della Regione del Veneto.

È stato possibile realizzare un percorso di accesso con fondo stabile, recuperando il tracciato di una via Crucis attestato dal XVIII sec. Questo percorso è reso ancor più interessante dai molteplici pannelli posti lungo il tragitto mediante i quali si ha la possibilità di approfondire la scoperta di questo luogo storico.

Sacro Monte Calvario, Don Davide Busoni è il nuovo rettore del Santuario

Come Raggiungere il Santuario e Punti di Interesse Vicini

Per raggiungere questo sito storico, entrando a Lozzo di Cadore dalla SS51, segui le indicazioni per i campi sportivi (e non per il centro paese). Lasciando i campi sportivi sulla sinistra, dopo una curva a tornante in salita, arrivi a uno spiazzo rotondo con parcheggio.

Il parco della Madonna di Loreto si apre con un’area pianeggiante: a destra dopo una breve salita c’è un interessante punto panoramico da cui scorgere i paesi di Pelos e Lorenzago, quest’ultimo reso famoso per essere stato meta di vacanza dei papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). La chiesa fu edificata nel 1658 come piccolo tempio dedicato al culto mariano della Madonna di Loreto.

A lato del santuario la strada sterrata continua e diventa un percorso che si dirige verso il bosco. Dopo 200 metri ecco la sorpresa: si vedono, in due blocchi differenti, quelli che sono i resti di un’antica via romana in pietra. Il secondo tratto di strada romana è segnalato con un cartello che ne testimonia il ritrovamento. Peccato solo che i resti si trovino proprio sotto un alto pilone della corrente elettrica. Si ipotizza che parte della via sia stata persa con i lavori di gettata del cemento per il traliccio.

Oltre alla storia, la magia di questo posto è attribuibile alla posizione panoramica dalla quale è possibile ammirare il lago dall’alto e le montagne che lo circondano.

Vista panoramica del lago e delle Dolomiti dal punto di osservazione del Santuario del Monte Calvario

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