L’incensiere più grande del mondo si trova in Campania, precisamente a Cava de’ Tirreni, celebre città della provincia salernitana. Sebbene il più celebre al mondo sia quello di Santiago di Compostela in Spagna, in quanto a dimensioni quello metelliano non ha nulla da invidiare. Il 15 marzo del 2010 è stato inaugurato il Botafumeiro di Cava de' Tirreni, l'incensiere più grande del mondo. La storia dell’incensiere è relativamente giovane, ma quella del complesso dove è ospitata è ben più antica.

Il Santuario di San Francesco e Sant'Antonio: La Sua Casa Storica
Il grande incensiere è ospitato nella chiesa (con annesso convento) di San Francesco e Sant’Antonio, in origine dedicata a “Santa Maria di Gesù”. Si trova nel quattrocentesco borgo Scacciaventi. La sua storia è piuttosto sfortunata, in quanto nel corso dei secoli è stata distrutta da terremoti, incendi e bombe. L’ultimo evento risale al terremoto del 1980, evento durante il quale subì ingenti danni. In virtù di ciò, ci rimane ben poco dell’aspetto della chiesa originaria, in stile rinascimentale; solo la facciata, riccamente adornata, rimase quasi intatta.
Ci sono voluti 13 anni e tanto impegno, anche economico, da parte dei cittadini, dei frati e delle istituzioni per ricostruirla e donarle le sembianze attuali. L'attuale aspetto, che comunque si presenta prezioso e monumentale, fu inaugurato il 15 marzo del 2009 con la solenne riapertura al pubblico dell'intero corpo centrale della chiesa principale, dopo essere stata ricostruita grazie alle donazioni dei fedeli. Con il suo aspetto imponente e tutto il suo splendore, domina la piazza di fronte.

L'antico convento cinquecentesco fu requisito dallo Stato italiano nel 1866. L'attuale convento, progettato dall'ingegner Giuseppe Salsano nel 1931, ospita l'allestimento di un celebre presepe con molti pastori ottocenteschi, opera dello scultore cavese Alfonso Balzico, ed è dotato di ambienti adibiti a biblioteca, con antichi volumi e preziose opere d'arte. Si tratta del convento francescano di fine XV secolo dove si svolge questa bellissima e toccante cerimonia, che è diventata l'attrazione principale.
Descrizione e Caratteristiche del Botafumeiro Metelliano
Il Botafumeiro di Cava de' Tirreni è un'opera di grande pregio e dimensioni. Alto 1,60 metri, pesa circa 70 kg (più 13 kg di carbone e incenso) ed è realizzato in rame finemente cesellato, bagnato in argento. Può contenere fino a 10 chili di carbone e tre chili di incenso. È dal 2010 il turibolo più grande al mondo.
Il Profondo Simbolismo dell'Incenso nella Liturgia
In ambito liturgico l’incenso assume un importante significato: il fumo generato dalla sua combustione rappresenta simbolicamente le preghiere dei fedeli che si innalzano in cielo. D’altronde, insieme all’oro e alla mira, è uno dei tre doni con cui i Re Magi omaggiano il neonato Bambino Gesù, come è sempre rappresentato anche nei presepi tradizionali.
Per tali motivazioni, l’incenso è da secoli presente nelle principali celebrazioni dell’anno liturgico, con quel suo caratteristico odore che rimanda alla sacralità. Il suo lancio e la relativa oscillazione corrispondono al momento in cui la preghiera si eleva dal credente al Dio onnipotente e compassionevole. Il fumo dell'incenso, suggestivo, si diffonde lungo le navate, a simboleggiare le preghiere dei fedeli che si elevano al Cielo, come recita Davide nel Salmo 141: "Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; ascolta la mia voce quanto t’invoco: Come incenso salga a te la mia preghiera, le mie mani alzate come sacrificio della sera". Taluni asseriscono che il Botafumeiro deve le sue enormi dimensioni al fatto che probabilmente veniva adoperato per rinfrescare l’aria quando tanti fedeli gremivano l’interno della cattedrale.
La Cerimonia del Lancio del Botafumeiro: Un Rito Spettacolare
I fumi dell'incenso vengono propagati nell’aria con l’ausilio del turibolo (nel gergo comune “incensiere“). L’enorme incensiere di Cava de’ Tirreni è ancorato al soffitto della navata centrale della chiesa di San Francesco e Sant’Antonio attraverso un sistema di carrucole dal quale pendono numerose funi robuste. Quando è il momento di utilizzarlo, viene portato al centro della navata dove alcuni officianti ne agganciano la sommità con nodi complessi e resistenti, capaci di reggere il peso considerevole aumentato dalla forza cinetica sprigionata. Per farlo oscillare ad una velocità di circa 80 chilometri orari, si lega ad un’enorme corda dal suo grande anello.
Lancio del Botafumeiro - Santuario Francescano Cava de' Tirreni
La corda scende da una carrucola conficcata nel mezzo del soffitto della navata della chiesa. Dall’altro lato della carrucola pendono tante funi più piccole. In questo preciso punto, circa dieci "Tiraboleros", diversi officianti, si riuniscono in cerchio, ognuno reggendo con entrambe le mani una fune, dando inizio a una sorta di danza coordinata. Tirano in sincro la propria fune, utilizzando una forza considerevole, al fine di dare inizio all’oscillazione dell’incensiere lungo tutta la navata. I Tiraboleros sono attenti a padroneggiare, attraverso una serie di funi, le oscillazioni stesse. Il turibolo gigante raggiunge così altezze e velocità impressionanti. L’ondeggiare controllato permette all’incenso di fuoriuscire e disperdersi sulle persone che guardano stupite. L’incensiere viene sospinto dal lavoro fisico degli officianti, raggiungendo una velocità e un’altezza considerevoli sotto gli occhi sbalorditi dei fedeli che accompagnano il rito con preghiere ed applausi.
Occasioni Speciali e Ispirazione da Santiago de Compostela
Il rito dell’incensiere di Cava de’ Tirreni non è eseguito tutti i giorni, ma solo in particolari momenti dell’anno liturgico. La cerimonia del lancio dell’imponente incensiere avviene in occasione delle celebrazioni liturgiche solenni ed ogni 13 del mese, giorno dedicato a Sant'Antonio.
Il lancio dell’incensiere di Cava dei Tirreni si ispira ad un’antica usanza che si ripete nella Cattedrale di Santiago di Compostela, in Spagna. Questa pratica è stata "importata" a Cava grazie ad un frate francescano del Santuario di San Francesco e Sant’Antonio che, recatosi a Santiago di Compostela, assistette alla cerimonia, rimanendone profondamente colpito.
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