La Donna Nelle Sacre Scritture: Ruolo, Dignità e Prospettive

L'Origine e la Condizione della Donna Nelle Sacre Scritture

La Creazione della Donna: Un "Aiuto che Corrisponda"

La Bibbia presenta l'arrivo della donna sulla terra come un atto divino volto a completare l'esperienza umana. Il Signore Dio disse: "Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda". Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Successivamente, il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. In ebraico, il termine per "uomo" è ish e per "donna" è ishshâ.

illustrazione della creazione di Eva da una costola di Adamo

È importante notare che la donna è stata creata dopo l’uomo e non contemporaneamente. L’affermazione di Dio di voler fare per l’uomo un "aiuto conveniente" (o "convenevole") che gli corrispondesse, è stata spesso intesa come riferimento a una creatura di grado inferiore. Tuttavia, esaminando l'uso di questo termine nell'Antico Testamento, si scopre che il sostantivo ebraico tradotto con “aiuto” è usato spesso con riferimento alla posizione di Dio nei confronti dell’uomo, e non indica certo una posizione subordinata.

La Caduta: Responsabilità e Conseguenze

La narrazione della caduta e del serpente tentatore nel libro della Genesi sembra inizialmente insistere sulla colpevolezza della donna. In primo luogo, è lei il bersaglio del tentatore; in secondo luogo, Adamo affonda il coltello nella piaga riferendo a Dio che la colpevole è “la donna che tu mi hai posto accanto”. Adamo, però, dimentica un aspetto fondamentale: Dio aveva dato a lui l’ordine di non toccare il frutto proibito (Genesi 2:15-17). Inoltre, il fatto che il serpente attacchi Eva per prima può suggerire che la ritenga la più forte dei due, sapendo che, cedendo, ella avrebbe facilmente trascinato con sé anche Adamo. Adamo dà alla donna il nome di Eva soltanto dopo la caduta, vale a dire da quando, secondo la Bibbia, è divenuto mortale.

illustrazione di Eva che offre il frutto proibito ad Adamo

Nonostante la caduta, Adamo ed Eva condividono i doni preternaturali e il peccato della disobbedienza è individuale: entrambi sono colpevoli ed entrambi vengono puniti. Tuttavia, la perdita di questi doni e il divieto di restare nel Giardino dell’Eden non distruggono l’immagine di Dio o la dipendenza dell’umanità da Dio. Eva stessa riconosce la mano di Dio nella nascita dei suoi figli, come Caino ("Ho acquistato un uomo dal Signore" - Gn 4, 1) e Set.

Il Ruolo della Donna nell'Antico Testamento

La Bibbia, nel complesso, dimostra che le donne non hanno un ruolo negativo nella storia degli uomini, anzi.

Uguaglianza Spirituale e Responsabilità nella Legge

Il Vecchio Testamento è la storia dell’elezione di un popolo, composto da uomini e da donne. Il Deuteronomio 6:6-7 indica che la responsabilità di inculcare ai bambini l’ubbidienza alla legge e l’amore per Dio con tutto il cuore era sia dell’uomo sia della donna (Proverbi 6:20).

Partecipazione al Culto e al Servizio Divino

Sia uomini che donne potevano fare il voto del Nazireato (Numeri 6:2), un voto di separazione dal mondo e di devozione a Dio. Donne e uomini servivano Dio in modi particolari: Neemia 7:67 menziona un coro composto da 245 cantanti uomini e donne che conducevano il popolo nella lode tramite la musica. Inoltre, le donne erano coinvolte nelle grandi celebrazioni d’Israele (Deut.).

Nonostante condividessero uguaglianza spirituale, non sempre avevano lo stesso ruolo degli uomini. Nella storia d’Israele e Giuda, non ci sono state donne come regnanti o guide assolute. Tuttavia, figure come Debora (Giudici cap. 4-5) fu una giudice, agendo primariamente in questo ruolo, ma chiamò Barac per guidare il popolo in battaglia. Miriam, sorella di Mosè, è chiamata profetessa in Esodo 15:20 per aver pronunciato un breve messaggio. Hulda diede una rivelazione da parte di Dio ad Hilkia il sacerdote e altri uomini (2 Re 22:14-22). La moglie di Isaia è chiamata profetessa in Isaia 8:3 perché diede alla luce un bambino dal nome profetico.

illustrazione di Debora la profetessa e giudice

Figure Femminili Esemplari nell'Antico Testamento

Nella Bibbia sono menzionate diverse donne la cui storia ha molto da insegnarci (Romani 15:4; 2 Timoteo 3:16, 17). Ecco una breve carrellata:

  • Abigail

    Moglie di Nabal, un uomo ricco ma rude. Agì con saggezza e discernimento per evitare una tragedia, implorando la misericordia di Davide con provviste e saggio consiglio (1 Samuele 25:14-19, 24-31). Davide riconobbe che Dio si stava servendo di lei per sventare una tragedia (1 Samuele 25:32, 33). Abigail ci insegna l'importanza di un concetto equilibrato di sé e la disponibilità a scusarsi per mantenere la pace, anche per errori non commessi.

  • Anna

    Senza figli per lungo tempo, cercò conforto in Dio attraverso sentite preghiere. Dio esaudì la sua preghiera, e lei diede alla luce Samuele, mantenendo la promessa di portarlo al tabernacolo (1 Samuele 1:27, 28). Anna ci mostra come la preghiera possa aiutare ad affrontare le difficoltà.

  • Dalila

    Un esempio negativo. Accettò denaro dai capi filistei per tradire Sansone, scoprendo il segreto della sua incredibile forza (Giudici 16:15-17).

  • Debora

    Profetessa e giudice, sostenne con coraggio i servitori di Dio, guidando Barac contro i cananei (Giudici 4:6, 7). Compose parte del canto di vittoria. Debora è un esempio di coraggio e spirito di sacrificio.

  • Ester

    Regina che sfruttò la sua posizione per impedire lo sterminio del suo popolo, rivelando al re Assuero il complotto di Aman e permettendo agli ebrei di difendersi (Ester 4:10-16; 7:1-10). Ester è un grande esempio di coraggio, umiltà e modestia (Salmo 31:24; Filippesi 2:3).

  • Eva

    Disubbidì a un chiaro comando di Dio (Genesi 1:27). Indotta a credere che la disubbidienza avrebbe portato una vita migliore, cadde in inganno. Eva è un esempio negativo dei pericoli di indugiare su desideri sbagliati.

  • Iael

    Moglie di Heber, agì in modo deciso uccidendo Sisera, comandante dell'esercito cananeo, adempiendo una profezia di Debora (Giudici 4:9). Iael è simbolo di iniziativa e coraggio.

  • Izebel

    Moglie di Acab, re d’Israele. Non israelita e non adoratrice di Geova, fu dispotica, crudele e violenta, promuovendo il culto di Baal e l'immoralità (1 Re 21:8-16). Izebel è un chiaro esempio negativo.

  • Lea

    Moglie del patriarca Giacobbe e madre di sei dei suoi figli (Rut 4:11). Nonostante la predilezione di Giacobbe per Rachele, Lea ricercò l’aiuto di Dio in preghiera e non permise che la sua difficile situazione familiare le impedisse di vedere il sostegno divino (Genesi 29:32-35; 30:20). La sua storia evidenzia i lati negativi della poligamia.

  • Miriam

    Sorella di Mosè e Aronne, profetessa che trasmetteva messaggi di Dio e aveva un ruolo di primo piano. Tuttavia, l'orgoglio e la gelosia la portarono a criticare Mosè, e fu colpita da lebbra da Dio (Numeri 12:1-9). La sua storia rivela che Dio è attento a ciò che i suoi servitori dicono.

  • Moglie di Lot

    Disubbidì a un comando di Dio, guardando indietro mentre fuggivano da Sodoma, e perì (Genesi 19:17). La sua storia mette in luce i pericoli dell'amore per le cose materiali e della disubbidienza a Dio. Gesù la menzionò come un esempio negativo.

  • Raab

    Nascose due spie israelite, supplicandole di risparmiare lei e la sua famiglia durante la distruzione di Gerico. Agì con fede e fu salvata (Ebrei 11:30, 31; Giacomo 2:25). Raab è uno straordinario esempio di fede.

  • Rachele

    Moglie di Giacobbe e madre di Giuseppe e Beniamino, capostipiti delle 12 tribù d'Israele (Genesi 29:9, 10; 30:23-24; 35:16-18). Sopportò una situazione familiare difficile con speranza, e la sua storia evidenzia le tensioni della poligamia.

  • Rebecca

    Fece la volontà di Dio anche in situazioni difficili, accettando di diventare moglie di Isacco (Genesi 24:15-20, 57-59). Ricevette da Dio la rivelazione della natura della lotta nel suo grembo, e con le sue macchinazioni fu strumento della volontà divina per ottenere la benedizione per Giacobbe (Genesi 25:23).

  • Rut

    Dimostrò grande amore per sua suocera Naomi, rimanendo lealmente al suo fianco dopo la morte dei rispettivi mariti. Lavoratrice e leale, si fece un buon nome a Betlemme e Boaz provvide generosamente per lei (Rut 2:5-7, 20). Rut è esempio di amore e lealtà, lasciando tutto per la sua fede.

  • Sara

    Moglie di Abraamo, fu disposta a lasciare una vita agiata a Ur per fede nelle promesse di Dio (Genesi 12:1-5). Nonostante la sofferenza per la mancanza di figli, Dio mantenne la promessa, e Sara divenne madre di Isacco a 90 anni (Genesi 17:17; 21:2-5). L'esempio di Sara insegna a confidare nelle promesse di Dio, anche quelle apparentemente impossibili (Ebrei 11:11).

  • La Sulamita

    Contadinella di bell'aspetto che rimase leale al pastorello che amava, resistendo alle attenzioni del ricco re Salomone (Cantico dei Cantici 2:16; 7:6). La Sulamita insegna l'importanza di un concetto modesto di sé e di non lasciarsi influenzare da pressioni esterne o prospettive di ricchezza per amore e valori.

La storia dell’elezione del popolo ebraico, che precorre la redenzione di tutto il popolo di Gesù Cristo, è permeata dalla presenza e dall'azione di donne. Da Eva, Sara, Rebecca e Rachele è nato e ha prosperato un intero popolo. Quando quel popolo è oppresso in Egitto, donne come Sifra e Pua (levatrici), la figlia del Faraone e la madre di Mosè, proteggono il futuro capo degli Ebrei.

La Donna nel Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento è la storia della redenzione di tutti, uomini e donne, da parte di Dio. Al centro della redenzione vi è certamente il Redentore, Gesù Cristo.

Uguaglianza in Cristo e Accesso alla Salvezza

Questa verità è evidente in Galati 3:28, dove Paolo afferma: "Non c’è più Giudeo né Greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù." L'uguaglianza è qui collegata unicamente alla salvezza e all'accesso a Cristo (versi 13-27). Ogni comandamento, come ogni promessa e benedizione nel Nuovo Testamento, sono stati dati sia a uomini che a donne, i quali avevano le stesse responsabilità e lo stesso accesso a Gesù.

Gesù e il Rispetto per le Donne

I Vangeli descrivono le parole e gli atti del Redentore, e nei momenti più significativi della vita di Gesù vi sono delle donne. Gesù ha mostrato rispetto e compassione per le donne: la prima persona a cui ha rivelato di essere il Messia è stata una donna, la samaritana (Giovanni 4). Egli guarì delle donne (Matteo 8:14-15), mostrando loro la stessa compassione che mostrò a uomini, le insegnò (Luca 10:38-42) e permise loro di servirlo (Luca 8:3).

Alla croce, dopo che tutti gli uomini fuggirono, le donne rimasero (Matteo 27:55-56). Le donne furono anche tra i primi testimoni della Resurrezione (Matteo 28:1-6; Marco 16:1-12; Luca 24:1-12; Giovanni 20:1-2, 11-18).

Gesù che parla con la donna samaritana al pozzo

Gesù ha anche utilizzato la generosità e l’esempio di una povera vedova come lezione per i suoi discepoli (Marco 12:41; Luca 21:14). Un episodio significativo del rispetto di Gesù per le donne è quello in cui Egli porta una prostituta come esempio a Pietro (Luca 7:36-50), perdonandola. La sua compassione è illimitata, guarendo la figlia di Giairo (Matteo 9:18-19) e la vedova del figlio di Nain (Luca 7:11-17), o una donna inferma di sabato (Luca 13:10-13).

Forse l’esempio più commovente della compassione di Gesù si ha in Giovanni 8:1-11, quando difende una donna colta in adulterio dagli scribi e dai farisei che volevano lapidarla, invitando chi era senza peccato a scagliare la prima pietra.

Maria: La Donna Più Rilevante

Non esiste esaltazione più grande per la razza umana del fatto che il Figlio di Dio divenga uomo e nasca da donna. Nessun essere umano è più vicino a Gesù di sua madre, Maria, che in quanto Theotokos (Madre di Dio), lo ha portato in grembo con amore indicibile. Maria è la donna più importante nell’ordine creato e la donna più significativa nella Bibbia, un modello di obbedienza sincera e accogliente.

Maria è la "nuova Eva", grazie al cui fiat il disegno di Dio di redenzione viene messo in moto affinché le colpe della prima Eva possano essere espiate nel suo Figlio. L’obbedienza di Maria ha sciolto la disobbedienza di Eva con la sua fede. È beata perché donna di fede, un modello per ogni credente, beato proprio perché credente, contenta di portare Cristo più nel cuore che nella carne, e cooperatrice della salvezza per sé e per tutto il genere umano.

icona della Vergine Maria con il bambino Gesù

È al momento della sua obbedienza sacrificale sulla Croce che Gesù affida la Chiesa a Sua madre e Sua madre alla Chiesa (Giovanni 19:25-27). Anche Elisabetta, insieme a Giovanni il Battista ancora nel suo grembo, è la prima donna (diversa da Maria) che lo adora e riconosce in Lui la realizzazione della promessa di Gabriele a Maria (Luca 1:42-45).

La Bibbia ricorda che Maria fece umilmente la volontà di Dio, accettando l'annuncio angelico di concepire il Messia (Luca 1:26-33). Dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe ebbero altri figli e figlie, quindi Maria non rimase vergine (Matteo 13:55, 56). Maria fu una donna devota con una notevole conoscenza delle Scritture. La prima persona a cui Gesù rivelò di essere il Messia fu la samaritana (Giovanni 4), ma Maria è colei da cui "Dio generò Gesù".

Ruoli di Servizio e Profezia nella Chiesa Nascente

Il Nuovo Testamento non menziona nessuna donna nel ruolo di apostolo, pastore, dottore, evangelista o anziano. Non avevano un ufficio profetico continuo. Alcuni sottolineano che le figlie di Filippo profetizzarono (Atti 21:9), ma non si dice che avessero il ruolo di profeta in modo permanente. La parola greca per profezia significa “proclamare”, e in I Corinzi 11:5 si dice che le donne che profetizzano lo facciano con il capo coperto. Dato che la donna non occupa un ruolo di “responsabile” in una comunità, è probabile che non abbia, nell’epoca della chiesa nascente, amministrato gli ordinamenti della chiesa. Tuttavia, Dio è anche l’Iddio delle eccezioni e Lui il sovrano della Sua chiesa, spargendo il suo Spirito su ogni carne, uomini e donne, per i suoi scopi (Gioele).

  • Maria (di Betania)

    Mostrò grande apprezzamento per Gesù, avendo fede nella sua capacità di risuscitare Lazzaro. Fu criticata dalla sorella Marta per aver scelto di ascoltare Gesù invece di sbrigare le faccende, ma Gesù la lodò per aver scelto la "parte migliore" (Luca 10:38-42). Offrì a Gesù un costoso olio profumato (Matteo 26:6, 7). Maria sviluppò una fede profonda, mettendo l'adorazione di Dio al di sopra delle attività quotidiane.

  • Maria Maddalena

    Fu tra le donne che viaggiavano al seguito di Gesù e dei suoi discepoli, mettendo generosamente a disposizione i suoi beni (Luca 8:1-3). Rimase vicino a Gesù durante la sua morte e fu tra i primi testimoni della sua resurrezione. Maria Maddalena dimostrò grande devozione e lealtà a Gesù.

  • Marta

    Era molto amica di Gesù, che le voleva bene (Giovanni 11:5). Era una donna ospitale, ma a volte preoccupata dalle faccende domestiche. Dimostrò fede nella capacità di Gesù di guarire Lazzaro e accettò di buon grado i consigli. Marta è un esempio di ospitalità e accettazione dei consigli.

Prospettive Contemporanee e Riletture

La Rilettura Femminista della Bibbia

Il ruolo di molte donne della Bibbia è tutt’altro che banale. Oggi, teologhe protestanti e cattoliche hanno intrapreso una rilettura della Bibbia in chiave femminista, dimostrando chiaramente che la figura femminile è tutt’altro che marginale o limitata a ruoli secondari. Un’operazione simile era stata portata avanti anche dalle donne islamiche del movimento Musawah, che hanno riletto il Corano slegandolo dall’ottica maschilista. Queste iniziative si ispirano a opere come la Woman’s Bible, pubblicata nel 1898 dalla suffragetta statunitense Elisabeth Cady Stanton con un comitato di 26 donne.

Il ruolo delle donne nella storia della Chiesa

Le autrici contemporanee di "Une Bible des femmes" hanno riaffermato l'importanza di elaborare nuove teologie che superino le letture patriarcali dei testi biblici, le quali per secoli hanno occultato le grandi eroine della Bibbia o valorizzato Maria solo come "vergine e madre insieme", un modello irraggiungibile, e dipinto Eva come la sola colpevole. Le donne stesse sono state vittime di questi approcci che giustificavano la supremazia dell’uomo, imponendo un ruolo assai limitato.

La Scoperta del Potenziale Liberatorio del Testo Sacro

Nel 1898, quando la Woman’s Bible commentò il testo sacro dal punto di vista delle donne, si generò scandalo e censura. Tuttavia, il libro divenne un best seller, dimostrando l'esigenza di una nuova prospettiva. I versetti della Prima lettera a Timoteo ("La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull’uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato creato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre…") hanno condizionato la vita delle donne per millenni.

La questione è se le Sacre Scritture vogliano davvero relegare le donne in una condizione di schiavitù, silenzio e sacrificio di sé, o se questa sia la lettura influenzata dalle condizioni sociali e culturali del tempo. I Padri della Chiesa hanno in parte adattato i testi ai codici morali del tempo, riproponendo emarginazione e subordinazione femminile, perdendo parte della potenza liberatoria del testo.

Oggi, venti teologhe (più una) cattoliche e protestanti, coordinate da Élisabeth Parmentier, Pierrette Daviau e Lauriane Savoy, hanno riproposto una lettura femminile in una nuova Bibbia delle donne. Questa opera offre una passione teologica contro gli stereotipi patriarcali, scoprendo il potenziale di liberazione presente nel testo sacro e un acume spregiudicato di fronte alle parti più controverse. Chi legge quest'opera trova un ribaltamento dell’immagine maschile di Dio e la scoperta nella tradizione mistica ebraica di caratteri materni e femminili, dove la sapienza, principale attributo di Dio, è sempre femminile e assume «i tratti di una sorella, di una madre, di una beneamata, di una ristoratrice ospitale, di una liberatrice, di una pacificatrice».

Si trova una lettura controcorrente e liberatoria delle figure di Marta e Maria, non più divise nei ruoli ma unite nella ricerca della propria strada di libertà incoraggiata da Gesù. Vengono esaminate la bellezza femminile, la cultura estetica, il corpo, la maternità e la sterilità nei testi sacri. La Bibbia può essere un libro liberatorio per le donne e va riscoperta, letta, studiata e approfondita con occhi e sapienza femminile.

La Dignità Inerente della Donna nelle Scritture

Fin dall’inizio, uomini e donne sono creati a imago Dei (a immagine di Dio). Il ritratto composito delle figure femminili nel Vecchio e nel Nuovo Testamento mostra chiaramente il rispetto e la compassione di Dio per le donne. La storia dell’atto creativo di Dio riguarda tanto Eva quanto Adamo. La preparazione del popolo eletto di Dio riguarda tanto Sara, Rebecca e Rachele quanto Abramo, Isacco e Giacobbe.

Uomini e donne condividono equamente la promessa fatta ad Abramo di benedizione, terra e progenie. Essi sono strumenti dell’elezione e della redenzione di Dio, partecipando alle alleanze del Vecchio Testamento e alla vita terrena e all’opera del Redentore. A motivo dell’incarnazione, tutti gli uomini e tutte le donne sono invitati a condividere i frutti della Passione e della Resurrezione.

La Beata Vergine Maria si distingue fra gli esseri umani; il suo ruolo chiave nell’elezione e nella redenzione è singolare. Eva era "madre di tutti i viventi" (Gn 3,20) in senso naturale, Maria è "madre di tutti i viventi" in senso soprannaturale. L’elezione si compie meravigliosamente nella redenzione, e nella nuova elargizione, come afferma Paolo, "Non c’è più Giudeo né Greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.".

La bontà del Signore verso il suo popolo, composto da uomini e da donne, esemplifica la realtà della dignità umana nell’ordine creato. Le donne dovrebbero comprendere che hanno svolto un ruolo importante nella storia della salvezza per la Rivelazione e la redenzione di Dio, concentrandosi sulla benevolenza di Dio verso di loro, in particolare sulla sua scelta di una donna quale madre di Suo Figlio. Questo apice della grazia di Dio e la testimonianza collettiva della Bibbia dimostrano l’importanza delle donne nella volontà salvifica di Dio. Fin dall’inizio, uomini e donne sono stati chiamati all’unione con Dio.

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