Quando si parla di San Francesco d'Assisi e Santa Chiara, spesso emerge l'immagine di un'amicizia profonda e singolare. È divenuto un luogo comune parlare dell’amicizia tra Chiara e Francesco in termini di amore umano.
L'Amicizia tra San Francesco e Santa Chiara: Un Amore Divino
Oltre l'Amore Umano: Una Connessione Unica
Tuttavia, quando tra un uomo e una donna sono uniti in Dio, questo vincolo, se è autentico, esclude ogni attrazione di tipo erotico, senza neppure che ci sia lotta. È come messo al riparo. È un altro tipo di rapporto. Francesco chiamava Chiara la sua “pianticella” e Chiara chiamava Francesco “il nostro Padre”. Non è, per fare un esempio altrettanto celebre, come quella tra Eloisa ed Abelardo, o tra Dante e Beatrice.
Sguardi nella Stessa Direzione: La Profondità della Loro Visione
Chiara e Francesco non hanno davvero passato la vita a guardarsi l’un l’altro, a stare bene insieme. C’era una stupenda riservatezza tra loro, tanto che il santo veniva a volte rimproverato amabilmente dai suoi frati di essere troppo duro con Chiara. Invece di guardarsi l’un l'altro, Chiara e Francesco hanno guardato nella stessa direzione.
Solo alla fine della vita, vediamo questo rigore nei rapporti attenuarsi e Francesco cercare sempre più spesso conforto e conferma presso la sua “Pianticella”. Chiara e Francesco erano come i due occhi che guardano sempre nella stessa direzione. Due occhi non sono solo due occhi, cioè un occhio ripetuto due volte; nessuno dei due è solo un occhio di riserva o di ricambio. Due occhi che fissano l’oggetto da angolature diverse danno profondità, rilievo all’oggetto, permettono di “avvolgerlo” con lo sguardo.

Un esempio recente di questa interpretazione è il libro uscito su “l’amicizia tra Francesco e Chiara” (John M.). In una fiction televisiva di alcuni anni fa (“Francesco e Chiara”, di Fabrizio Costa) è da lodare la scelta di presentare Francesco e Chiara come due vite parallele, che si intrecciano e si svolgono in sincronia, con uguale spazio dato all’uno e all’altra.
L'Eredità Duratura: L'Ispirazione di San Francesco e Santa Chiara Oggi
L'eredità spirituale di San Francesco e Santa Chiara continua ad ispirare numerose persone nel loro percorso di fede e ricerca vocazionale, fungendo da bussola per chi cerca un senso più profondo nella propria esistenza.
La Testimonianza di Marta: Un Percorso di Vocazione
Una testimonianza diretta di questa influenza è quella di Marta, una giovane donna di 20 anni. Marta racconta di aver visitato da tempo il sito di fra Alberto, colpita dalla sua profondità, e di aver finalmente deciso di scrivere. Da maggio, Marta ha avuto un’esperienza significativa: è andata in ritiro dalle Clarisse e ne è rimasta entusiasta, iniziando così un cammino con loro.
Inizialmente, quando ha visto il blog di fra Alberto, non aveva prestato molta attenzione ai contenuti che avrebbero potuto “appartenerle”, rifiutandosi di vedere per timore di attaccarsi o esagerare. Ma poi questo pensiero, la curiosità di vedere e capire cosa le stesse succedendo, è stata più forte, spingendola a visitare e leggere ogni punto.
Storia delle Suore Clarisse Apostoliche -- Video
Ciò che l’ha colpita e un po’ spaventata è stata la pagina dei segni, dove si riconosce in molti aspetti e situazioni che le accadono. Anche la pagina dei dubbi la colpisce molto, e Marta confessa di avere paura.
Dubbi e Ostacoli: La Ricerca di un Sentiero
Ciò che la frena e la scoraggia un po’ sono i suoi genitori, che interpretano il suo percorso come una fuga o “sciocchezze”, facendola stare male. Marta non sa se ha realmente una vocazione per la vita consacrata, ma “sente” un qualcosa dentro. Così che quando è in monastero, si sente a casa, sente che quello è il suo posto. Mentre invece sembra che tutto ciò che fa qui, ora nella vita normale, per Gesù non sia mai abbastanza, e che tutte le cose che faceva prima e fa ancora adesso, non la soddisfino più, lasciandole un grande vuoto dentro.
L'Esempio di Santa Chiara: Una Guida per l'Anima
Marta ha conosciuto la vita di Santa Chiara a maggio e la trova stupenda. Davanti alla sua vocazione, si è commossa e la porta dentro di sé. Marta conclude dicendo a fra Alberto di non sapere se questa sia una chiamata o meno, anche perché non è riuscita a scrivergli tutto ciò che prova e tutto ciò che le accade, ma sa che qualcosa dentro di lei sta cambiando. Ringrazia per l’attenzione e per il disturbo, augurando pace.
Il Discernimento Spirituale: La Guida di Fra Alberto
Fra Alberto ringrazia Marta per la fiducia, esprimendo piacere che il blog la stia aiutando e chiedendo una preghiera per il suo servizio. Egli osserva che tutto questo sembrerebbe orientare Marta verso una consacrazione, rivestendo per lei un forte richiamo. Tuttavia, vi sono anche dei segni contrastanti che vanno colti e ascoltati: le paure e i timori che anche lei legge nel blog e che un poco le appartengono; il freno rappresentato dai suoi genitori, che la porta a reagire malamente e disordinatamente, scappando e “facendo sciocchezze”.

Tutto questo, a parere di fra Alberto, rende la domanda di Marta su una possibile vocazione ancora aperta e dall’orizzonte abbastanza incerto. Egli rassicura Marta che questo suo travaglio è molto normale e anche necessario. La vocazione, infatti, la chiamata, non esime dalla fatica del discernimento, non esime da passaggi difficili, non risparmia lacrime e interrogativi a volte laceranti, anzi!
Fra Alberto sottolinea che la ricerca vocazionale ha una connotazione spiccatamente relazionale - con se stessa, con Dio, con una guida, con una comunità - che va attivata e promossa. A noi in ogni caso è chiesto di metterci in cammino, di fidarsi di un appello e di affidarsi e di muoversi, anche se forse ancora non sappiamo bene dove arriveremo. Perciò, fra Alberto incoraggia e benedice Marta in questo pellegrinaggio che sta iniziando.