Augurare una notte serena, protetta dall’amore di Dio, è un gesto che riempie il cuore di pace e affetto per tutte le persone care e gli amici che condividono la fede. In questi momenti di raccoglimento, specialmente nel tempo di Quaresima, le preghiere e le riflessioni assumono un significato ancora più profondo.
La Buonanotte Religiosa e la Benedizione Divina
Al termine di ogni giornata, è un momento propizio per la gratitudine e la lode. "Ti benedico, o Padre, al termine di questo giorno. Accogli la mia lode e il mio grazie per tutti i tuoi doni." Questa preghiera semplice, ma sentita, ci connette con il Divino.
La Benedizione è un atto di culto con il quale si invoca Dio perché comunichi i suoi doni. Benedire, dal latino bene-dicere, significa "dire bene". Condividere immagini di buonanotte religiosa, come quelle con un cuore che rischiara la notte, fiori che portano pace, e una benedizione che scende dolce come una carezza, è un modo per estendere questa benedizione agli altri. L’amore di Gesù ti benedica sempre.

- Buonanotte con cuore rosa, fiori e la benedizione “Dio ti Benedica”.
- Buonanotte con Angelo Custode. La fiducia è fondamentale: "Abbandonatevi pienamente sul cuore divino di Gesù, come un pargolo tra le braccia della madre." E ancora, "Carissimi miei figlioli, abbandonatevi in Maria con la fiducia con cui il bambino si abbandona tra le braccia della madre," come ci ricorda il Venerabile P.
- Buonanotte con Gesù pastore! "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro." (Matteo 11, 28).
"Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo fa’ che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza." Questa preghiera serale alla Madonna è un altro modo per trovare conforto e protezione. La fede ci ricorda: "Il Signore ti benedica e ti custodisca il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace. Il Signore è mia forza e mio scudo, in lui ha confidato il mio cuore. Mi ha dato aiuto: gioisce il mio cuore e lo ringrazio con il mio canto."
La Quaresima: Un Tempo Forte di Conversione e Amore
L’inizio della Quaresima è un’opportunità unica per gustare passaggi significativi del testo proposto nell’Ufficio delle Letture, che ci portano al cuore del senso di questi quaranta giorni di preparazione alla Pasqua del Signore. Ci invitano a cogliere il vero significato di questo tempo forte e di quanto Gesù afferma: "Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9,13).
La pienezza a cui Gesù vuole portarci è il vivere la Legge non da schiavi, pensando di meritare qualcosa con il volontarismo o tanti atti di per sé lodevoli, ma sganciati dal reale e troppo spesso dal cuore. Siamo chiamati ad aderire in ogni attimo alla "chiamata" all'Amore, vera vocazione di ogni cristiano - nell’amare con la Sua stessa smisurata misura - ma anche di ogni essere umano, creato ad immagine e somiglianza di Dio.

Il Vero Digiuno Secondo Isaia 58
Meditiamo alcune righe di Isaia 58: "Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi". Quante volte rischiamo di digiunare o fare "atti religiosi", per poi svuotarli di significato e valore perché, uscendo dalla Messa o dopo una preghiera, subito il nostro ego, la nostra vanità, il nostro orgoglio, la nostra superficialità, di cui siamo schiavi, hanno il sopravvento!
In questi giorni, abbiamo assistito ad un’escalation di violenza, tra i giovani in Italia e a livello internazionale con la minaccia di una guerra totale, riflesso delle piccole o grandi guerre che si consumano dentro di noi, tra di noi, tra amici, parenti o in luoghi di lavoro. Siamo noi ad armare la nostra lingua di bombe atomiche che creano devastazione e segnano nel profondo il nostro fratello o la nostra sorella, il nostro prossimo. Sì, siamo noi che, al contrario del buon Samaritano, vediamo ma non guardiamo e addirittura passiamo oltre, indifferenti. Quanti "pugni iniqui" che vanificano e tradiscono il nostro dirci cristiani e mortificano quella regalità di cui siamo rivestiti dall’Amore di un Padre che ci chiama ad essere perfetti nell’unità, come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vivono in un Amore modello per tutti noi.
Il digiuno che Dio predilige, e che Isaia ci consiglia, è tutt'altro: "Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?" Senza dubbio, digiunare in modo semplice e concreto, mangiando pane e acqua oppure saltando un pasto, ha un valore importante se è fatto con il cuore, con contrizione e come segno non solo di preghiera, ma anche di comunione con quanti quel pane, così tanto dato per scontato, per molti è un miraggio da conquistare ogni mattina. Sono importanti il digiuno, le mortificazioni, le penitenze, per forgiare la nostra volontà, per offrire qualcosa in preghiera, per essere in comunione con la parte di famiglia umana - la maggior parte - che stenta a sopravvivere.
Eppure il digiuno che Isaia ci consiglia è l’essere "riscatto" per chi è scartato, "liberatori" per quanti sono schiavi, "accoglienza" per chi è solo e abbandonato, "caldo abbraccio e ristoro" per chi è affamato e nudo, spogliato della propria dignità. "Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto." E quale promessa ci viene fatta se vivremo tutto questo! Chiara Amirante, tante volte in comunità, spiega questo passo dicendo che più si ama, più ci si dona, anziché ripiegarsi su di sé, più presto "le nostre ferite guariscono". Ed è così: c’è sicuramente da prendersi cura della ferita con le terapie adeguate, ma "più ci si butta ad amare, prima si guarisce perché l’Amore è un balsamo potentissimo che penetra nel profondo e compie miracoli perché Dio è Amore!" Merita rileggere questa promessa: "Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto."

Essere "Riparatori di Breccie"
"Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua oscurità sarà come il meriggio." Torna la metafora della luce che è una realtà manifesta in tutti quegli uomini e donne redenti, che abbiamo incontrato, non solo nei "santi canonizzati o beatificati", ma anche nei nostri nonni, in persone semplici, in chi si è prodigato per la nostra istruzione, in chi abbiamo avuto la fortuna di imbatterci nella vita riscontrando che quella "scintilla divina" impressa in ciascuno di noi, risplende in modo particolare!
"Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi." Altre promesse stupende, tutte da meditare. Se viviamo la carità concreta con l’amore a cui siamo chiamati, Dio non ci abbandonerà mai perché dimoreremo in Lui e permettiamo a Lui di dimorare in noi. Non solo ci ringiovanirà sempre, perché l’Amore fa nuove tutte le cose, ma nella Sua dinamicità riedificherà il nostro essere e agirà misteriosamente in chi incontriamo, realizzando la nostra chiamata nell’adesione piena alla sequela di Cristo e nel farci una cosa sola in Cristo: essere "riparatori" di brecce e riedificando la "casa" che era in rovina e che Dio ha scelto come nuova dimora in cui farsi carne in noi. Ricordando le parole di Papa Francesco in visita a Cittadella Cielo a Nuovi Orizzonti, dopo aver ascoltato le storie di rinascita di tanti giovani strappati dalla morte e tornati a vivere: "costruire è difficile, ma è molto più difficile ricostruire". Che questo tempo di Quaresima sia una palestra per allenarsi a diventare "riparatori" di brecce, "casa" per tanti, "misericordia" per chi ci incontra.
La Preghiera Quaresimale: Dialogo Intimo con Dio
"Pregare è pensare a Dio, amandolo." Le parole di Charles de Foucauld racchiudono il significato del legame intimo che la preghiera tesse tra noi e Dio, un legame che va coltivato nel silenzio, che richiede ascolto e predisposizione di cuore. Come vivere allora la preghiera in questo "tempo forte"?
"Ciò che vorrei sarebbe scoprire ogni giorno la preghiera e con essa il mio essere Cristiano, per non vivere tutto macchinosamente." Così scrive Matteo in una lettera: sente forte il desiderio di coltivare questo legame con Dio. La preghiera occupa un posto importante nella sua vita, scandisce il ritmo delle sue giornate e si fa ancora più intensa nel momento della prova. La recita giornaliera del Santo Rosario e la lettura della Parola si arricchiscono in Quaresima della recita della Via Crucis, non solo comunitaria in parrocchia, ma anche come momento personale di meditazione nella semplicità delle mura domestiche, e la lettura del passo della Crocifissione lo commuove fino alle lacrime. Matteo trova nella preghiera la forza per offrire le sue sofferenze, per aprire il suo cuore non solo a Dio, ma anche ai fratelli. Ciascuno di noi cerca Dio nella preghiera. Matteo scriveva: "l’obiettivo principale di ognuno è proprio la ricerca di Dio, sperando di arrivare un giorno alla Sua presenza." La preghiera è per lui fondamentale, si interroga spesso sulle modalità, chiede consiglio ai religiosi, e scrive: "nel frattempo cercherò di dialogare di più con Dio, per imparare ad ascoltare la sua voce."

Riflessioni Personali e Invocazioni Serale
Ci sono momenti in cui ci sentiamo vulnerabili, come un neonato in attesa di abbracci, o come un figlio in attesa di amore. "GUARDAMI! Sono un neonato in attesa di abbracci! Sei una figlia in attesa di amore! Guardami! Guardami!" Questa invocazione esprime il bisogno profondo dell'abbraccio divino. "Tu lo sai, Signore, che ogni volta che ho potuto, ci sono tornata. Non si vede nulla di speciale. Non si sente nulla di particolare. La stanchezza? Il sonno? I pensieri? E mi dico: 'Dio c’è.'" A volte, la nostra mente è distratta: "Cioè Signore, mi spiego meglio: non è che non ho il tempo. È che proprio non ci penso." È in questi momenti che la consapevolezza della grazia divina si fa sentire. "Allora stasera penso: 'Puoi accettare un grazie enorme per tutte quelle volte che mi sono dimenticata la gratitudine fuori la porta di casa? Però tu mi hai accarezzato lo stesso, no?!'"
Ci sono notti in cui tutto sembra andare "normale", notti in cui ci si addormenta dando tutto per scontato. Ma la fede ci ricorda che Dio non demorde. "Allontana da me i venti dell’insicurezza e della paura. Non ti chiedo di appianare tutta la strada che ancora devo fare, ma ti imploro di darmi la mano. Illumina tanto tutto il bene e il bello che c’è intorno a me, facendomi sentire privilegiata ed amata. Non permettere che la mia anima venga ferita dalla mia esagerata sensibilità. Il mio mondo interiore è complicato e facilmente viene inghiottito dal buio." In queste preghiere serali, si cerca la luce e la guida divina, confidando nella protezione di un amore che non dimentica mai.
"Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai."