La figura di Padre Pio da Pietrelcina è indissolubilmente legata a una profonda devozione verso il mistero del Natale. Per lui, la Natività di Gesù non era solo una ricorrenza annuale, ma il culmine di una preparazione spirituale che durava un anno intero, "da un Natale all’altro".
La Profonda Devozione di Padre Pio al Natale
Da vero figlio del Serafico Padre San Francesco, che considerava il Santo Natale la «Festa delle feste» e voleva celebrarla «al di sopra di tutte le altre solennità», Padre Pio si preparava a questa solennità con una cura e una meticolosità straordinaria. Egli amava il Santo Natale con la passione di un fanciullo, desiderando che non finisse mai e che la preparazione iniziasse subito dopo la celebrazione precedente. Il periodo dell'Avvento, per Padre Pio, non era altro che un momento di preparazione immediata in cui si sentiva rinascere a novella vita, come leggiamo da una lettera scritta a una figlia spirituale all'inizio della Novena di Natale: «Al cominciarsi della sacra novena in onore del santo Bambino Gesù il mio spirito si è sentito come rinascere a novella vita: il cuore si sente abbastanza piccino per contenere i beni celesti; l’anima sente tutta disfarsi alla presenza di questo nostro Dio per noi fatto carne. Come fare a resistere a non amarlo sempre con nuovo ardore?!» (Ep. II, n. 41).

La sua vita fu segnata da una profonda comunione con Dio, da una purezza quasi angelica e da una grande delicatezza di coscienza. Nonostante ciò, egli bramava "un cuore immacolato di colpa" per accogliere il Divin Bambino: «Oh - continuava nella stessa lettera - appressiamoci al Bambino Gesù con cuore immacolato di colpa, che ne gusteremo quanto sia dolce amarlo». Esortava i fedeli: «Durante questo santo periodo, la nostra anima deve essere come un presepe in cui Gesù desidera nascere. Purifichiamola con il pentimento e adornandola con le virtù».
Nelle sue lettere indirizzate ai direttori spirituali o ai figli spirituali si evince tutta la gioia che il Padre provava nell’attesa del giorno di Natale, ma più ancora si può cogliere tutto il fervore con cui si preparava a celebrare la Natività del Signore. In una missiva a padre Agostino del 19 dicembre 1913, scriveva: «Per le imminenti feste del santo Natale v’invio col cuore sulle labbra e con affetto più che filiale i miei sincerissimi auguri, facendo voto al bambinello Gesù per la vostra felicità spirituale e temporale» (Ep. I, n. 167). Il suo cuore ardeva d'amore per Gesù Bambino, il “Dio umanato”, come lo chiamava con un termine arcaico ma di profondo significato, e desiderava che tutti i cuori si incendiassero dello stesso amore per ricambiare, seppur in minima parte, questo suo amore. La Madonna, per Padre Pio, era il modello perfetto di preparazione al Natale, e lui invitava i suoi figli spirituali a vivere l’Avvento con lo stesso spirito di attesa che la caratterizzò. Padre Pio aspettava sempre con ansia la celebrazione del Natale per rievocare in modo solenne la nascita del Bambino Gesù.
La Vigilia di Natale: Attesa e Atmosfera al Convento
La Messa della notte di Natale era per Padre Pio un momento di grazia e unione con Dio di particolare intensità. Essendo una cerimonia solenne, sarebbe spettata, di diritto, al Superiore del convento, ma sapendo con quale desiderio quella cerimonia era ambita da Padre Pio, i vari Superiori gliela facevano sempre celebrare a lui. Era un rito che rimaneva indimenticabile per tutti coloro che avevano la fortuna di assistervi e durava a lungo, a volte finendo alle cinque del mattino.

Raggiungere il convento di San Giovanni Rotondo, soprattutto negli anni Venti e Trenta, era spesso un'impresa ardua. La strada, una mulattiera sassosa che dal centro abitato portava al conventino, era quasi sempre, in quella stagione, coperta da neve e ghiaccio, e spesso in quella notte nevicava e faceva molto freddo. Eppure, erano moltissime le persone che affrontavano quell'impresa per essere presenti alla Messa di Natale di Padre Pio. Anche se la via era poco praticabile, quasi tutte le persone dal paese erano arrivate, contribuendo a un'atmosfera già carica di fervore e armonia natalizia.
Il convento era immerso nel silenzio, ma la chiesa era gremita di una folla in attesa. I banchi, la piccola navata, il presbiterio, la sagrestia erano pieni di gente. La penombra del coro invitava a meditare, creando un "convegno misterioso". Il pendolo batteva le undici e incominciava un salmodiare lento, un preludio, con versetti che si alternavano in un interrogare ansioso e un rispondere concitato. A poco a poco, le modulazioni diventavano più lente e dolci, e il salmodiare uguale e ritmico si tramutava in un canto tremante, quasi che tutto l'universo fosse in attesa, sospendesse il fiato e indugiasse pensoso.
Le Apparizioni del Bambino Gesù a Padre Pio
L'Apparizione a Lucia Ladanza (1922)
Uno degli eventi più straordinari legati alla Vigilia di Natale di Padre Pio è l'apparizione del Bambino Gesù, testimoniata da Lucia Ladanza, figlia spirituale di Padre Pio. Lucia era cresciuta a Pietrelcina fin dalla fanciullezza sotto la guida di Padre Pio, apprendendo da lui il catechismo, gli inni e le pratiche di pietà. Spesso si recava a San Giovanni Rotondo per chiedere e ricevere consigli per la sua vita spirituale. Il 24 dicembre 1922, Lucia decise di trascorrere la vigilia di Natale vicino al suo padre spirituale.
Quella sera faceva molto freddo e i Frati cappuccini avevano portato in sacrestia un braciere acceso. In sacrestia, accanto a questo braciere, con altre tre donne che cominciavano a sonnecchiare, Lucia aspettava la mezzanotte per partecipare alla Santa Messa che Padre Pio doveva celebrare, continuando a recitare il Santo Rosario. Improvvisamente, dalla scala interna della sacrestia, scese Padre Pio e si fermò vicino alla finestra. In un alone di luce, apparve Gesù Bambino che si fermò tra le braccia di Padre Pio, il cui volto divenne tutto raggiante, trasfigurato, i suoi occhi rivolti a quella figura di luce che aveva tra le braccia, le labbra aperte in un sorriso stupito. Quando la visione svanì, Padre Pio si accorse che Lucia, sveglia, lo stava fissando attonita. Il frate cappuccino si avvicinò e le chiese: «Lucia, che hai visto?». Lucia rispose: «Padre, ho visto tutto». Padre Pio allora la ammonì severamente: «Non dir nulla a nessuno!». Proprio per questo motivo, il Gruppo di Preghiera “Padre Pio Maria Immacolata” di San Croce di Magliano desidera riproporre questo fatto, accaduto esattamente 100 anni fa.

La Testimonianza di Padre Raffaele (1924)
Un'altra testimonianza di un fatto simile proviene da Padre Raffaele da Sant’Elia a Pianisi, che visse accanto a Padre Pio per 35 anni e aveva la camera accanto alla sua. Nel Natale del 1924, mentre si dirigeva in chiesa per la Messa di mezzanotte, ha lasciato scritto: «Il corridoio era immenso nell’oscurità, rotta dalla piccola fiamma di un lumicino a petrolio. In quella penombra vidi che anche Padre Pio stava scendendo in chiesa. Era uscito dalla sua cella e procedeva nel corridoio a passi lenti. Mi resi conto che era avvolto in un alone di luce. Guardai meglio e vidi che aveva tra le braccia Gesù Bambino. Rimasi allibito sulla porta della mia cella. Mi inginocchiai».
La Santa Messa di Mezzanotte: Un'Esperienza Trascendente
Iniziava una delle funzioni più indimenticabili: tutto sembrava un paradiso. Padre Pio, sull’altare, viveva i momenti sublimi della sua unione con Dio, e la sua devozione si rifletteva sui presenti, creando un pathos tutto particolare. La signorina Lina Fiorellini annotò nel suo diario: «ero emozionata e mi sentivo vivere in un’atmosfera che non era di questo mondo». Padre Pio, immobile sull’altare durante la consacrazione, era distaccato da tutti. Fuori continuava a cadere la neve e il freddo aumentava, ma nella chiesetta nessuno avvertiva il disagio di quella insolita temperatura. Nessuno pensava alla neve perché attratti dalla funzione e riscaldato dall’emozione della liturgia natalizia.
Santa Messa. Notte di Natale nel Santuario di Padre Pio. 24 dicembre 2024
La commozione raggiungeva il culmine quando Padre Pio prendeva il cestino con il Bambinello, discese dall’altare e si incamminava tra i fedeli per il rituale bacio. Ognuno poggiò le labbra sulle braccia o sui piedi di Gesù Bambino. La processione si snodò dall’altare, attraverso l’arco e la navata laterale fino in fondo alla chiesetta, poi ritornò dalla corsia centrale. Era accompagnato dai chierichetti con le candele accese e i solfanelli che emanavano scintille. Alla fine della funzione, ognuno raccontò la sua esperienza: chi lo aveva visto trasformato in Gesù sofferente, chi lo aveva visto avvolto un’aureola di luce splendida, chi lo aveva visto piangere di gioia e chi lo aveva visto in estasi.
Quando Padre Pio appariva nel vano della porta della sacrestia, la chiesa si animava tutta: era una visione quasi trasumana, più radiosa di tutte le luci. Il «Te Deum» si levava dalla folla, e le anime erano piene di dolcezza. In questa notte sacra, ricchi e poveri, tutti erano lì ad adorare Dio in sembianze d’uomo. Le differenze di censo, le rivalità e i contrasti d’interesse non esistevano. Il deputato stava vicino all’operaio, spalla a spalla, reggeva come lui la candela accesa e cantava lo stesso inno. Era la fraternità rivelata da Cristo e suggellata col sangue del martirio che ancora oggi è viva e palpitante: il cemento della società dei fedeli, la base sicura e incrollabile della Chiesa Romana.
Il Significato Profondo del Natale per Padre Pio
Per Padre Pio, tutta la storia gravita intorno a Cristo: la storia antica prepara la Sua venuta, quella posteriore svolge il Suo insegnamento. È consolante il pensiero che quella libertà e fraternità che politicamente s’è affermata col sangue delle rivoluzioni, moralmente sia una conquista della Chiesa Cattolica, scaturita dalla parola dolce di Gesù. Di fronte a Gesù Bambino, il “Dio umanato”, Padre Pio provava una tenerezza infinita, che lo attanagliava e lo commuoveva fino alle lacrime.
Tutte le persone che hanno conosciuto Padre Pio e sono vissute accanto a lui sono concordi nel riferire che il Natale era la festa liturgica che più sentiva. Si preparava a questa ricorrenza con una meticolosità straordinaria e la celebrava con un trasporto che incantava, e questo lo fece sempre, sia da giovane che da anziano. Padre Ignazio da Ielsi, che fu superiore del convento di San Giovanni Rotondo dal 1922 al 1925, quando Padre Pio era giovane e aveva da poco ricevuto le stigmate, scrisse nel suo “Diario” il 24 dicembre 1923: «È inutile dire con quanta passione Padre Pio celebra il Natale. Sempre vi pensa. E conta i giorni che lo separano da un Natale all’altro. Gesù bambino per lui è un’attrazione specialissima. Basta sentire il suono di una pastorale, della ninna-nanna, per sollevare lo spirito sù sù, tanto che a guardarlo sembra in estasi». Padre Pio ci sia guida e modello in ogni Avvento per un impegno generoso e amoroso nella nostra preparazione spirituale.