La Crociata dei poveri, conosciuta anche come la Crociata dei pezzenti, fu un disorganizzato e vasto movimento popolare che anticipò la partenza della prima crociata ufficiale (1096-1099). Indetta da papa Urbano II nel 1095 con l'obiettivo di liberare il Santo Sepolcro di Gerusalemme dai "infedeli", cioè i musulmani, questa spedizione fu guidata principalmente da Pietro l'Eremita e Gualtiero Senza Averi.
La Predicazione Carismatica di Pietro l'Eremita

Pietro d’Amiens, meglio noto come Pietro l’Eremita (Amiens, 1050 ca. - Neufmoustier, 8 luglio 1115), fu uno dei promotori della prima Crociata e guida della Crociata dei pezzenti. Era un predicatore popolare, carismatico, e solitamente girava coperto di stracci e in groppa ad un asino, esercitando una forte influenza sulle folle. La sua predicazione itinerante spaziò da Bourges a Colonia, sollevando l'entusiasmo di migliaia di cristiani, più di 12.000 persone, che al grido di “Deus vult” (“Dio lo vuole!”) si posero in marcia nel maggio 1096.
Pietro basava i suoi sermoni su un presunto viaggio precedente in Terrasanta, durante il quale era rimasto scandalizzato dalle condizioni in cui versava il Santo Sepolcro e dalle angherie subite dai pellegrini cristiani da parte dei Selgiuchidi. Raccontava che Cristo stesso gli era apparso in preghiera sul Santo Sepolcro, ordinandogli di condurre un esercito per riconquistare Gerusalemme e porre fine al regno di terrore dei Selgiuchidi. Questa predicazione, profondamente imbevuta di antisemitismo, creò un pericoloso precedente che continuò nei secoli a venire, generando persecuzioni e pogrom contro le comunità ebraiche.
Nel contesto dell'XI secolo in Europa, molti monaci predicatori aizzavano le masse di contadini e poveri contro un clero più attento alle ricchezze che alla cura delle anime. Pietro l'Eremita e altri come lui si aspettavano una rinascita della Chiesa, umile e attenta alle istanze dei poveri e degli emarginati. È probabile che papa Urbano II pensasse a una spedizione di signori feudali e cavalieri, ma la predicazione dei monaci itineranti entusiasmò talmente le masse di sventurati e contadini che furono questi i primi ad armarsi e a dirigersi verso la Terrasanta.
La Partenza e il Viaggio di Gualtiero Senza Averi
Nel frattempo, Gualtiero Senza Averi, alla testa di un gruppo composto da contadini e cavalieri privi di sostegno economico, partì per Costantinopoli subito dopo Pasqua 1096, in anticipo rispetto alla data decisa dal papa. Gualtiero e i suoi uomini entrarono nella valle del Reno per poi dirigersi verso quella del Danubio. La via di terra, con lunghi tempi di percorrenza e l'improvvisazione della spedizione, mise subito in mostra l'inadeguatezza dell'apparato logistico. La mancanza di vettovagliamento portò gli uomini di Gualtiero a razziare, armi in pugno, le terre abitate da cristiani ed ebrei, provocando l'inevitabile reazione della popolazione.
Il comandante militare della piazzaforte di Belgrado attaccò senza pietà le armate di Gualtiero, che si ridussero drasticamente.
Le Forze di Pietro in Viaggio e i Primi Scontri
Con un grosso seguito di Francesi, Pietro l'Eremita giunse a Colonia con il proposito di convincere altri indigenti a seguirlo nell'impresa. Nel marzo del 1096, una miscellanea di genti si mise in viaggio al seguito di Pietro l'Eremita, giungendo a Costantinopoli il primo di agosto dello stesso anno.
I 20.000 uomini di Pietro seguirono la stessa via terrestre di Gualtiero, passando attraverso i territori ungheresi di re Coloman. A Zemun, un incidente si trasformò in scontro aperto fra i seguaci di Pietro e gli Ungheresi. Nella città di Semlin, scoppiarono contrasti con la popolazione locale a causa del mancato pagamento di viveri, degenerati in uno scontro armato nel quale le riserve di cibo vennero saccheggiate, Belgrado venne data alle fiamme e 4.000 ungheresi vennero uccisi dall’esercito di Pietro.
I Crociati furono inseguiti ed attaccati da Nicetas, governatore della città di Niš, al seguito di altri saccheggi e devastazioni perpetrate ai danni delle popolazioni disarmate. I bizantini trucidarono buona parte dei crociati "popolari" che si ridussero a 7.500 elementi. Pietro, nonostante tutto, riuscì a fuggire sulle alture, perdendo però la cassa con le sue riserve d’oro e molti uomini. Riparò quindi con le sue truppe nei territori bizantini e l’armata di pellegrini raggiunse Costantinopoli alla fine di luglio, dove furono accolti dal Basileus, Alessio I Comneno.
La Crociata dei poveri e la Prima Crociata
L'Unione delle Forze e i Massacri in Anatolia
L'8 agosto, le forze congiunte di Pietro e Gualtiero vennero trasferite su ordine dell'Imperatore Alessio I in Asia Minore. Stabilita la base nel campo di Kibotos (o Civetot), a meno di un giorno a piedi da Nicea, i Crociati cominciarono ad attraversare il Bosforo a partire dal 6 agosto 1096.
Nella metà di settembre, alcune migliaia di Francesi si spostarono verso Nicea per attaccare le forze dei Turchi Selgiuchidi di Rum e il loro sultano Kilij Arslan ibn Sulayman. Nel compiere questa manovra, le forze di Pietro e Gualtiero si abbandonarono al saccheggio del territorio circostante, totalmente di proprietà cristiana, trucidando molti correligionari ivi residenti.
La Tragedia di Xerigordon
Il castello di Xerigordon venne facilmente conquistato, ma le truppe cristiane, il 29 settembre, da assedianti divennero assediate. Furono subito messi davanti a una scelta: convertirsi o morire. Alla morte per fame e disidratazione scamparono solo coloro che decisero di convertirsi all’Islam. Tutti gli altri vennero uccisi o finirono venduti come schiavi. I Turchi posero sotto assedio Xerigordon, e i crociati furono massacrati dai Musulmani appena messo piede in Anatolia. Lo stesso Gualtiero Senza Averi vi perse la vita.
La Sconfitta Definitiva a Civetot
Quando giunse la notizia di quanto era successo, dal campo base di Kibotos le restanti truppe crociate, nonostante il parere contrario di Gualtiero che consigliava di attendere il ritorno di Pietro da Costantinopoli, si misero in marcia verso i Turchi. Prevalse invece il parere di Goffredo Burel e il 21 ottobre i crociati caddero nelle imboscate che il sultano selgiuchide aveva con ampio anticipo predisposto. I Turchi attaccarono i crociati a tre sole miglia dal campo di Civetot, dove la strada entrava in una stretta valle boscosa nei pressi del villaggio di Draco. La Crociata dei pezzenti si sciolse come neve al sole.
I Pogrom Antiebraici
La Crociata dei pezzenti, pur caratterizzandosi per una fede semplice e genuina, fu anche macchiata da sermoni di Pietro l’Eremita e di altri monaci che si arricchirono di elementi antiebraici, i quali si tradussero in razzie e uccisioni arbitrarie. Le due direttrici della Crociata dei pezzenti, quella francese e quella tedesca, si macchiarono dei primi Pogrom nei confronti delle popolazioni ebraiche, trasferitesi nei territori dell’Europa ai tempi della Diaspora (subito dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme del 70 d.C.).
Le città che più di tutte soffrirono di queste razzie furono le città tedesche di Spira, Magdeburgo, Colonia e Worms. I vescovi locali che cercarono di salvare gli ebrei vennero addirittura aggrediti ed assediati nei loro castelli. Va però detto che i massacri nei confronti degli ebrei e delle popolazioni ungheresi e tedesche non sono da attribuire soltanto alla Crociata dei pezzenti; infatti, altri gruppi di disperati, come le armate comandate da Wolkmar e Gottschalk, ebbero come unico obiettivo il saccheggio e le stragi di ebrei, e si dissolsero ben presto appena incontrarono una resistenza appena più forte di loro.
Il Ruolo di Pietro nelle Crociate Successive e la Sua Eredità
Scampato al massacro, Pietro l’Eremita continuò a seguire le milizie crociate quando queste raggiunsero l’Oriente, unendosi, insieme ad altri pochi superstiti, ai nobili della prima crociata. Perse naturalmente all'inizio molta della sua credibilità, ma ben presto si fece notare per un sermone durante l’assedio degli arabi ad Antiochia. Durante l’assedio di Antiochia, cercò addirittura di fuggire, ma venne subito ricatturato.
Nel 1099, aizzò i crociati contro la popolazione civile, ebrea e musulmana, presente a Gerusalemme (il tristemente famoso discorso della Valle degli Ulivi). La prima Crociata fu indubbiamente un successo per gli eserciti cristiani, e le parole di Pietro sono state sicuramente un ottimo stimolo per i cavalieri crociati. Alla conquista di Gerusalemme, il venerdì 15 luglio 1099, Pietro ottenne il titolo di “Elemosiniere del Santo Sepolcro”.
La sua predicazione, così profondamente imbevuta di antisemitismo, ha creato un pericoloso precedente che poi sarebbe continuato nei secoli a venire. La continua ricerca di una colpa, la nascita di leggende che dipingevano gli ebrei come pazzi e deicidi, dotati di scarso cuore e poteri magici, ha dato il via a persecuzioni e pogrom, deportazioni e vessazioni di ogni genere per tutto il periodo delle Crociate.
