Etimologia e Significato del Nome Giuditta
Giuditta è un nome femminile di notevole bellezza e profonda risonanza storica e religiosa. Ha origine dal nome con cui venivano indicate le donne ebree in esilio in Palestina, ossia Yehudit. Proviene, quindi, dal nome ebraico Yehudit, che letteralmente significa "giudea" o "ebrea". Il suo significato è anche spesso interpretato come "donna della Giudea" o, più ampiamente, "lodata".
Nell'Antico Testamento, questo nome è portato, tra gli altri, da una delle mogli di Esaù, ma è reso celebre soprattutto da una delle figure più emblematiche delle Sacre Scritture.
Le Date dell'Onomastico di Giuditta
L'onomastico di Giuditta viene tradizionalmente festeggiato in diverse date. La ricorrenza principale è il 16 giugno, in ricordo di Santa Giuditta o Giulitta, martire insieme a suo figlio Quirico a Tarso, in Cilicia, durante la persecuzione di Diocleziano. Le reliquie di questa santa sono conservate a Roma. Una seconda data in cui si festeggia Santa Giuditta è il 6 maggio.
Santa Giuditta (o Giulitta) di Cesarea, Martire Cristiana
Il Martirio Sotto Diocleziano e Massimiano
Giuditta, conosciuta anche come Giulitta, nativa di Cesarea e della Cappadocia, consumò in questi luoghi il suo martirio verso il 307. In quel periodo, gli imperatori Diocleziano e Massimiano avevano pubblicato un editto con il quale si negava ai Cristiani qualunque tutela della legge. Approfittando di questa situazione, un farabutto di Cesarea usurpò a Giulitta gran parte del suo patrimonio.
Giulitta istituì una causa formale contro l’usurpatore. Tuttavia, l’uomo, astutamente, protestò che essa non poteva agire legalmente poiché era cristiana e che la legge non permetteva alcuna azione legale a chiunque rifiutava l’adorazione degli dèi dell’impero. Il giudice, in conformità agli editti, dichiarò naturalmente che Giulitta avrebbe usufruito della protezione della legge unicamente sacrificando agli dèi pagani.
Fede Inquebrantabile e Condanna
Ma Giulitta, per rimanere fedele alla sua fede, si dichiarò disposta e decisa a rinunciare a tutto, anche all’onore e alla vita. Di fronte a questa forte professione di fede, il giudice le negò subito qualunque procedimento nella causa. Anzi, in quanto cristiana, le fece le interrogazioni di rito che venivano rivolte ai martiri citati nei tribunali. Giulitta, con calma e tranquillità, rispose di essere serva di Gesù Cristo Dio, al quale non avrebbe mai rinunciato.
Fu allora condannata alla confisca di tutti i suoi beni e ad essere bruciata viva. La grave sentenza non intimorì l’eroica Martire; al contrario, si vide in quel momento trasparire dal suo volto tutta la felicità di cui era inondato il suo cuore.
L'Esempio di Coraggio e Devozione
Giulitta mostrava a tutti che, con l’aiuto di Dio, una debole donna poteva divenire più forte di qualsiasi supplizio. Intanto, fuori della città era stato acceso un gran rogo dove la Martire doveva essere gettata, e Giulitta andò ad esso come una sposa al banchetto nuziale, testimoniando fino all'ultimo la sua incrollabile devozione.

La Figura Biblica di Giuditta: L'Eroina Che Salvò Israele
L'Origine del Mito: Giuditta e Oloferne
Il nome Giuditta è indissolubilmente legato all'eroina ebrea che sedusse Oloferne, generale di Nabucodonosor, e subito dopo gli tagliò la testa. La sua storia, narrata in un famoso libro biblico giunto a noi solo in greco, pur avendo forse una matrice ebraica o aramaica, presenta elementi comuni alla parabola di Luca che descrive una vedova e un uomo prevaricatore. Nel libro di Giuditta, l'eroina è una giovane vedova affascinante di nome Giuditta, cioè "Giudea", un nome ovviamente simbolico. Dall'altro lato, si leva un generale corpulento e libidinoso, Oloferne, comandante in capo dell'esercito del re babilonese Nabucodonosor (VI sec. a.C.), nonostante il suo nome sia persiano ("Fortunato").
Giuditta divenne una vera "madre della patria" ebraica, al pari di altre donne dell'Antico Testamento come Debora, Giaele ed Ester. La sua stessa città reca un nome emblematico, Betulia, allusivo di Betel ("casa di Dio"), cioè "casa del Signore Dio", o forse anche "Vergine", un titolo spesso attribuito a Israele.
Giuditta nell'Arte e nella Storia
La narrazione di questo libro anticotestamentario, dopo un lunghissimo antefatto (capitoli 1-7), è dominata da una scena diventata popolare nella storia dell'arte. Si pensi alla cruda e violenta Giuditta di Artemisia Gentileschi (1597-morta dopo il 1651) o a quella, ambigua e sensuale, di Gustav Klimt (1862-1918), opere che ne hanno assicurato la diffusione e l'iconicità.

Il Significato Teologico e Storico del Racconto
Conquistato Oloferne con le arti della seduzione, e sostenuta dalla preghiera e dalla sua incrollabile fede, Giuditta accetta di partecipare a un festino nella tenda del generale. Lo fa ubriacare e poi, nella solitudine dell'alcova, con un colpo netto di scimitarra (nell'originale si ha un termine greco di matrice persiana, akinakes, che indica una spada ricurva, simile a una falce) gli stacca il capo.
Si rivela, così, lo scopo ultimo del racconto: è l'esaltazione della protezione che il Signore riserva agli oppressi, attraverso l'opera di una persona debole e ultima com'era considerata in Oriente una donna e soprattutto una vedova, priva anche della tutela del marito. È probabile che, al di là del quadro storico fittizio riconducibile al VI sec. a.C. e all'impero neobabilonese, l'opera rifletta l'epoca dei Maccabei (II sec. a.C.), allorché su Israele si stendeva la dura oppressione dei siro-ellenisti.
Certo è che la figura di Giuditta, bella, ricca, giusta e fedele, si staglia in tutto il suo valore esemplare e il cantico finale che la esalta si trasforma in una vera e propria meditazione lirica sulla sua azione, dietro la quale si erge Dio, lasciando però spazio anche ai rigurgiti nazionalistici (capitolo 16).
Una Vita di Fede e Lealtà
Tra le varie acclamazioni che vengono riservate a questa donna nelle celebrazioni trionfali successive alla famosa notte, ce n'è una che il cristianesimo ha poi adottato per esaltare Maria, la madre di Cristo: "Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu sei il magnifico vanto di Israele, tu splendido onore della nostra gente" (15,9). È con questa aureola gloriosa che Giuditta è passata alla storia. Nonostante le molteplici offerte matrimoniali, essa per tutta la vita rimase vedova, fedele a suo marito Manasse, morto per un colpo di sole ancor giovane (8,3). Giuditta si spense a 105 anni e "la casa di Israele la pianse per sette giorni" (16,23-24).
Il personaggio biblico di Giuditta può essere un esempio femminista? (con @vittoriosecco)
Carattere e Diffusione del Nome Giuditta in Italia
Dal punto di vista del carattere, chi porta il nome Giuditta è spesso descritta come una persona forte e determinata. La sua personalità è incisiva, con un grande ascendente sugli altri, riflettendo la forza delle eroine che hanno reso celebre questo nome.
Per quanto riguarda la diffusione del nome Giuditta in Italia, negli anni settanta se ne contavano circa ottantamila occorrenze, di cui due quinti in Lombardia e il resto sparso su tutto il territorio nazionale. Attualmente, in Italia ci sono circa 21.869 persone di nome Giuditta. La distribuzione regionale vede la Lombardia (40%) in testa, seguita da Campania (10%) e Veneto (6%). Lo 0,04% (dati Istat) della popolazione femminile italiana ha questo nome, la cui ricorrenza risulta, negli ultimi anni, stabile (nel 1999 era sempre lo 0,04%).
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