La Basilica Palladiana di Vicenza non è solo un capolavoro del Rinascimento italiano e uno dei simboli della città, ma anche un vivace centro culturale che ospita mostre temporanee di alto livello ed eventi. Progettata nel XVI secolo da Andrea Palladio, sorge maestosa in Piazza dei Signori ed è celebre per il suo elegante loggiato a serliana, con archi a luce costante intervallati da intercolunni di larghezze diverse, che incornicia l’antico Palazzo della Ragione medievale. La struttura, con il suo tetto in rame, le conferisce un profilo inconfondibile da ogni angolo della città.
Dal 1994, la Basilica Palladiana, insieme alle altre opere architettoniche di Andrea Palladio, è Patrimonio UNESCO, confermando il suo straordinario valore storico e architettonico. Dopo un importante restauro conservativo realizzato tra il 2007 e il 2012, ha riaperto al pubblico il 5 ottobre 2012, tornando a essere uno dei luoghi più amati della città. Oggi offre ai visitatori anche una splendida terrazza panoramica da cui ammirare Vicenza dall'alto.

La Mostra "Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti"
Una delle esposizioni di punta ospitate dalla Basilica Palladiana è stata "Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti", in programma dal 27 marzo al 26 luglio. Questa mostra, organizzata con Rjma Progetti culturali e Wall Of Sound Gallery, non è una semplice retrospettiva, ma un manifesto su cosa significa fotografare l'altro: non catturarlo, ma incontrarlo. L'esposizione è stata promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con Rjma progetti culturali e Wall of Sound Gallery. Alla sua presentazione sono intervenuti il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, l’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin, il fotografo Guido Harari e Shel Shapiro.
La mostra ripercorre tutte le fasi dell'eclettica carriera di Guido Harari: dagli esordi negli anni Settanta in ambito musicale come fotografo e giornalista, alle numerose copertine di dischi per artisti come Fabrizio De André, Bob Dylan, Vasco Rossi, Kate Bush, Paolo Conte, Lou Reed, Frank Zappa. Il suo lavoro, nel tempo, è passato dall'editoria alla pubblicità, dalla moda al reportage, privilegiando sempre il ritratto come racconto intimo degli incontri con le maggiori personalità del suo tempo. Nelle fotografie di Guido Harari, il ritratto supera la dimensione documentaria della celebrità per assumere un valore più profondo: le immagini restituiscono storie, emozioni e aspetti autentici dei soggetti, colti grazie alla sua grande sensibilità.

La Musica come Grammatica dello Sguardo e il Gioco come Metodo
Per Harari, la musica non è mai stata solo un soggetto, ma una grammatica, un modo di organizzare lo sguardo. Ogni ritratto nasce come variazione, improvvisazione controllata, un incontro che si gioca nel tempo breve e denso dello scatto. Anche quando il soggetto non è un musicista, l'approccio resta musicale: ascolto reciproco, assenza di gerarchie, relazione viva e fisica. Tutti vengono percepiti e raccontati come se fossero rockstar, chiamati a entrare in una relazione intensa. Questo legame profondo con la musica entra in risonanza anche con Vicenza e il suo territorio attraverso le immagini dedicate al jazz, diverse delle quali mai esposte prima (Jaco Pastorius e George Benson, e ancora Keith Jarrett, Miles Davis, Art Ensemble of Chicago, Joe Zawinul, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Jimmy Scott, Marcus Miller, Pat Metheny, Jan Garbarek, Gil Evans, Hannibal Lokumbe), e la collaborazione con la trentesima edizione del festival New Conversations - Vicenza Jazz.
Il metodo di Harari per entrare in relazione con un soggetto è il gioco. Non inteso come leggerezza superficiale, ma come strategia precisa per creare le condizioni perché l'altro possa smettere di recitare se stesso e rivelare qualcosa di inedito di sé. C'è poi l'attrazione per il volto, per lo sguardo, poco interessato al contesto descrittivo: è il viso a diventare paesaggio. I ritratti esposti si dispiegano come un grande spartito visivo, con musicisti, artisti, intellettuali, scienziati, attivisti e persone comuni che non sono mai ridotti a icone, ma restituiti in immagini che risuonano di umanità, presenza, irripetibilità.
Tra i personaggi ritratti: Fabrizio De André, Bob Dylan, Vasco Rossi, David Bowie (protagonista dell’immagine di copertina della mostra), Lou Reed, Kate Bush, Paolo Conte, Ennio Morricone, Wim Wenders, Renzo Piano, Giorgio Armani, Carla Fracci, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Roberto Baggio, Anselm Kiefer, Dario Fo e Franca Rame, Greta Thunberg, Zygmunt Bauman, Allen Ginsberg, José Saramago, Jane Goodall.
L'Allestimento e il Percorso Espositivo
Il percorso espositivo, progettato dagli architetti Giorgio e Giulio Simioni, è nato da un dialogo consapevole con la monumentale spazialità del Salone dei Cinquecento della Basilica Palladiana. L'allestimento organizza le sezioni della mostra come ambienti distinti ma in relazione continua tra loro e con l'architettura rinascimentale, dando vita ad atmosfere, sequenze narrative e dispositivi di visione che permettono al visitatore di attraversare mezzo secolo di pratica fotografica come si attraversa una partitura. Il percorso si articola in sette sezioni che seguono la cronologia della carriera di Harari senza ridursi a semplice successione temporale, dove ogni ambiente corrisponde a una diversa modalità di relazione con il soggetto.
- La stanza dell'adolescenza: ricostruita come luogo originario, con poster, riviste musicali, fotografie, pagine di diario, copertine di dischi, autografi e memorabilia.
- Il palco: il cuore pulsante della musica dal vivo, con immagini scattate a ridosso della scena, trasformando l'energia del suono in presenza fotografabile (David Bowie, Bob Dylan, Lou Reed, Bob Marley, Prince, Tina Turner).
- Dietro le quinte: nel backstage delle tournée, dove Harari cerca un tempo più lento, più vicino, più vero per l'incontro. Molte fotografie sono improvvisate in pochi minuti in frangenti improbabili (Fabrizio De André, Paolo Conte, Peter Gabriel, Kate Bush, Frank Zappa, Vinicio Capossela, Pino Daniele, Vasco Rossi).
- Il ritratto come risultato di frequentazioni: relazioni costruite nel tempo, un "buon tempo" della fotografia fatto di massima concentrazione e silenzio.
- Orizzonti allargati: la fotografia si apre ad altri mondi e linguaggi, con scrittori, cineasti, coreografi, pensatori, attivisti come interlocutori.
- Il progetto "Italians": avviato alle soglie del Duemila per fotografare le eccellenze italiane nel mondo (Beppe Severgnini, Margherita Hack, Ennio Morricone, Roberto Benigni, Giorgio Armani, Rita Levi Montalcini).
- Pantheon personale: una sezione inedita con 24 ritratti di grande formato sospesi nello spazio, i volti che hanno accompagnato l'intera carriera di Harari (George Harrison, Leonard Cohen, Jane Goodall, Lou Reed e Laurie Anderson, Bebe Vio, Joni Mitchell, Marcello Mastroianni, Frank Zappa, Pat Metheny, José Saramago).

Esperienze Interattive e "La Caverna"
La visita è arricchita da un'audioguida con la voce narrante dello stesso fotografo, che restituisce contesto, memoria e senso degli incontri. Il percorso è accompagnato anche da filmati d'epoca, videointerviste e dal documentario di Sky Arte dedicato ad Harari.
Un dispositivo relazionale unico è "La Caverna", dove, in giornate dedicate e su prenotazione, chiunque può farsi ritrarre da Harari. Qui le persone entrano senza copione, liberandosi di sovrastrutture e giocando con la propria immagine, in un ambiente pensato per sospendere il rumore del mondo e riattivare un rapporto diretto con l'altro. Chi lo desidera riceve una stampa Fine Art firmata dall'autore nel formato 30x42 cm. I ritratti realizzati vengono inoltre esposti in tempo reale lungo il perimetro esterno delle pareti dell'esposizione, dando vita a una mostra nella mostra intitolata "Occhi di Vicenza", dove il pubblico non è più solo spettatore, ma diventa parte dell'opera.
"La caverna magica" - I ritratti di Guido Harari a Matera per ANFM
Informazioni Utili per i Visitatori della Basilica Palladiana
La Basilica Palladiana, oltre ad ospitare mostre, offre un'esperienza completa per i visitatori. Per accedere alle mostre e al monumento, si applicano le seguenti tariffe:
Biglietti
- Biglietto unico mostra e monumento:
- Intero: € 15,00
- Ridotto: € 13,00
- Open: € 17,00
- Diritti di prevendita:
- € 1,50 a biglietto per acquisti online e tramite call center.
- € 1,00 per le scuole.
- Acquisto biglietti:
- Online: www.ticketlandia.com/m/event/guido-harari-incontri
- Biglietteria della Basilica Palladiana
- Call Center: 0444 964380
Riduzioni e Gratuità
- Ingresso ridotto: studenti fino ai 25 anni muniti di libretto o tesserino universitario, soci FAI, soci Touring Club Italiano, soci Isic, soci Ctg, soci Italia Nostra (con tesserino).
- Ingresso gratuito:
- Fino ai 17 anni compresi (non in scolaresca, con documento d'identità).
- Studenti iscritti al Conservatorio di musica "Arrigo Pedrollo" di Vicenza.
- Insegnanti solo se accompagnatori di scolaresche e gruppi.
- Persone con disabilità e loro accompagnatori.
- Membri dell’ICOM - International Council of Museums (con documento).
- Guide turistiche e accompagnatori turistici che accompagnano un gruppo (con tesserino).
- Giornalisti italiani e stranieri (con documento dell'ordine).
- Militari e forze dell'ordine (con tesserino).
- Città gemellate o legate a Vicenza da un patto di amicizia: gratuità alla classe ospitante e alla classe straniera ospitata.
- Con la Vi-University card per studenti del polo universitario di Vicenza e per studenti residenti in città e provincia e iscritti in altre sedi universitarie: un ingresso gratuito all’anno in ciascuna sede del circuito museale cittadino.
Accessibilità e Servizi
- La Basilica Palladiana è dotata di ascensore per l’accesso delle persone disabili.
- L'audioguida è compresa nel biglietto e, per la mostra "Guido Harari", include la voce narrante dello stesso fotografo.
Consigli per la Visita a Vicenza
- Se si arriva in auto, è utile sapere che il centro storico è Zona a Traffico Limitato. Si consiglia di utilizzare i parcheggi a sbarre disponibili.
- La visita alla Basilica e alle mostre merita tutto il tempo necessario.
- È possibile approfittare della visita per scoprire l'offerta gastronomica di Vicenza e della sua provincia, o per uno spuntino veloce nei bar di qualità.
- Per un soggiorno più lungo, il territorio vicentino offre un ampio database di strutture ricettive e proposte di itinerari per visitare Vicenza e provincia in 24, 48 o 72 ore.

Altre Esposizioni e Progetti Futuri
La Basilica Palladiana ospita un programma espositivo vario e di alto livello.
"Tre Capolavori a Vicenza: Leonardo da Vinci, Jacopo Bassano, Gianandrea Gazzola"
In passato, il maestoso salone della Basilica Palladiana si è trasformato in un eccezionale palcoscenico per un incontro fra tre grandi artisti di epoche diverse: gli studi e i disegni di Leonardo da Vinci (1452-1519), la pala con L’alluvione del Colmeda di Jacopo da Bassano (1510-1592), e l’inedita e spettacolare installazione site-specific di Gianandrea Gazzola (classe 1948). L'evento è stato ideato e promosso dal Comune di Vicenza con Intesa Sanpaolo e curato da Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum. La mostra ha esplorato il concetto di natura e l'elemento essenziale dell'acqua, mettendo in dialogo la visione di Leonardo sulla "buona madre di ogni cosa" con l'opera di Gazzola, che trasferisce onde sonore dall'aria all'acqua, e il drammatico dipinto di Bassano che ricorda la crudele potenza della natura.
L'opera di Gazzola è entrata in dialogo sia con l’architettura palladiana che la contiene, sia con tre straordinari disegni di Leonardo da Vinci, provenienti dal celebre Codice Atlantico. Sarà esposta anche la preziosa edizione del trattato vitruviano Sull’architettura, illustrata da Palladio nel 1554, oggi tra i tesori della Biblioteca Bertoliana di Vicenza.

"Olimpichetto": Il Teatro Palladiano Itinerante
Un'altra significativa esposizione ha riportato alla luce l'Olimpichetto, una scenografia monumentale del 1948, riproduzione in scala quasi uno a uno dell’intera scena delle Sette vie di Tebe disegnate da Scamozzi per il Teatro Olimpico. Alta circa 8 metri e lunga 16, questa imponente opera, ritrovata negli ex magazzini comunali, è stata ricostruita nel Salone della Basilica. Ideato dal regista teatrale Guido Salvini, l'Olimpichetto ha viaggiato tra il 1949 e il 1955 in capitali culturali come Londra, Parigi, Berlino, Monaco e Houston, offrendo all’Europa l’immagine rinnovata di un’Italia che riscopriva il proprio genio teatrale e architettonico. L'esperienza immersiva nel Salone ha incluso luci e proiezioni, con una programmazione multidisciplinare che ha coinvolto teatro, musica e architettura. Collocare l'Olimpichetto nella Basilica ha significato rinnovare il dialogo tra due architetture simboliche della città: la prima e l’ultima opera civica di Palladio.

Trilogia "Ispirazione Europa - Dialoghi d’arte tra il XIX e XX secolo" (2026-2028)
La Basilica Palladiana sarà al centro di un ambizioso progetto triennale, "Ispirazione Europa - Dialoghi d’arte tra il XIX e XX secolo", che coprirà il 2026, il 2027 e il 2028. Promosso dal Comune di Vicenza e curato da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, questo ciclo di mostre intende raccontare come l’Europa sia nata dalle relazioni artistiche e culturali tra i Paesi che la costituiscono.
Italia-Germania (13 novembre 2026 - 2 maggio 2027)
Sarà la prima tappa, con il patrocinio dell’Ambasciata tedesca. Si esploreranno "Le radici tra Settecento e Ottocento: il mito dell’Italia" con figure come Friedrich Overbeck, Johann Joachim Winckelmann, Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen. Poi le "Avanguardie a confronto", con artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini che dialogano con gli espressionisti tedeschi della Brücke e del Blaue Reiter. La sezione "Tra le due guerre: arte e società" vedrà Felice Casorati, Antonio Donghi, Gino Severini e Cagnaccio di San Pietro confrontarsi idealmente con Otto Dix, George Grosz e Christian Schad. "Dopo il 1945: ricostruire attraverso l’arte" presenterà Alberto Burri, Piero Dorazio e Joseph Beuys, mentre le ricerche neo-figurative dei Neuen Wilden come Markus Lüpertz, Helmut Middendorf e Rainer Fetting riemergeranno nella Scuola di Lipsia, con Neo Rauch. Il percorso si chiuderà con uno sguardo rivolto al presente, attraverso una nuova generazione di artisti italiani e tedeschi sull'asse Roma-Berlino.
Italia-Francia (2027)
La seconda mostra si dedicherà ai rapporti artistici tra Italia e Francia, con un'attenzione particolare all'Ottocento, secolo decisivo per la nascita della pittura moderna. Un capitolo centrale confronterà la Scuola di Barbizon (Jean-François Millet, Jean-Baptiste-Camille Corot), i Macchiaioli toscani e la Scapigliatura lombarda.
Italia-Spagna (2028)
La terza mostra allargherà lo sguardo fino all’età moderna, ricostruendo i rapporti tra Italia e Spagna dal tardo Cinquecento al Novecento, includendo artisti come Tiziano e Tintoretto, la rivoluzione naturalistica di Caravaggio, e nel Novecento, la figura di Pablo Picasso in contatto con Giacomo Balla e Fortunato Depero, con il surrealismo che troverà un punto di contatto con la visione di de Chirico e Savinio.
Questo ambizioso programma conferma la Basilica Palladiana come un vero e proprio laboratorio culturale, capace di trasformarsi nel cuore pulsante del dialogo continentale e di offrire proposte culturali sempre diverse, affascinanti per i vicentini e per tutti coloro che visiteranno Vicenza.