L'Impegno dei Giovani e della Parrocchia San Martino di Bollate per l'Africa

La Parrocchia S. Martino di Bollate (MI), in collaborazione con diverse realtà associative e culturali del territorio, dimostra un forte impegno nel sostenere le missioni e nel promuovere l'integrazione tra i giovani. Questo impegno si manifesta attraverso varie iniziative, il cui scopo principale è conoscere e collaborare con le esperienze vissute dai volontari che hanno fatto esperienza in missione o che si preparano a viverla. Un aspetto fondamentale di queste attività è il coinvolgimento diretto dei giovani: gli incassi raccolti, infatti, vengono portati direttamente dai ragazzi nelle missioni, spesso in collaborazione con i Frati Cappuccini di Milano.

Giovani volontari che consegnano aiuti in missione

La Forza dell'Integrazione e della Comunità

Un esempio tangibile di questo spirito di condivisione e integrazione emerge dalle riflessioni di un volontario, che racconta di un evento comunitario dove la diversità è stata un punto di forza. Egli esprime come un'esperienza di festa abbia lasciato un segno profondo: "Non voglio esagerare, ma sono troppe le cose belle che mi porto dentro da questi giorni per stare zitto." L'evento, tenutosi su un campo, ha visto la partecipazione di "ragazzi cinesi con le loro maglie rosse," "signori macedoni osservatori delle partite a bordo campo," "squadre abbracciate in mezzo al campo a cantare gli inni nazionali," e "brasiliani che ridevano e tifavano per tutti." Questo "insieme di colori, incontri e sorrisi" ha reso l'evento "così unico per chi li ha vissuti."

Questa esperienza ha generato un senso di cittadinanza globale: "Oggi mi sento cittadino del mondo, un mondo dove piove troppo spesso e ancora troppe cose vanno un pò al contrario, ma un mondo bellissimo, da vivere e scoprire, tutto." Il concetto chiave emerso è quello di complementarietà: "Non penso che siamo tutti uguali, sai che palle se no, ma ‘complementari’ direi… il dizionario dice “che serve a completare; si dice specialmente di cose che si completino a vicenda”." Osservando "genti da ogni parte del mondo lì insieme, ognuno con le proprie unicità," il volontario ha percepito che "tutti avessimo qualcosa da imparare e cogliere dall’altro, qualcosa da scambiarci, da condividere, con semplicità… era un insieme di opportunità in più, da vivere."

Tali occasioni dimostrano come "a volte bastano un pallone e un campo pieno di pozzanghere per abbattere i pregiudizi e rendere tutto più facile." Il successo di questi eventi è frutto di un incredibile lavoro di squadra: "È stato incredibile vedere come quasi per caso si è creata una squadra “perfetta” e faticare insieme era un divertimento." La collaborazione è fondamentale: "ognuno si è messo a disposizione, ha messo il proprio ed è stato fondamentale… abbiamo bisogno di tutti: chi ha le idee, chi coordina i lavori, chi balla e chi ci fa ballare, chi gioca e chi arbitra, chi serve e chi mangia, chi lava le pentole, chi fa le foto e chi si fa fotografare, chi resta in disparte e fa i lavori più duri, chi ha del talento ed è davvero bravo a fare una cosa e si mette a farla per gli altri." Si è creato un clima talmente positivo che "non si capiva più chi doveva ringraziare chi e perché… penso che ognuno avesse motivazioni diverse per essere lì, ma è stato un piacere esserci."

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Il Vero Scopo: Sostenere le Missioni

Il vero fine di queste celebrazioni e condivisioni è "sostenere le missioni e i bambini, i ragazzi e le persone che hanno davvero bisogno di noi." Sebbene per molti possa sembrare "una cosa lontana e un pò generica," chi ha vissuto o vivrà l'esperienza missionaria "ha incontrato o incontrerà qualcuno con un nome, una storia e con la possibilità reale di cambiare il proprio destino e arrivare oltre dei muri che si è trovato davanti appena arrivato al mondo." Anche se "non saranno i nostri 4 soldi a cambiare le cose e non facciamo niente rispetto a chi è là e dedica loro la propria vita, nel nostro piccolo possiamo comunque tanto."

Questi momenti di "festa e condivisione" generano "una serie di relazioni," approfondiscono "amicizie" e "acceso qualcosa." Un discorso di un ragazzo senegalese durante la premiazione ha commosso i presenti, definendo queste esperienze come "la vera INTEGRAZIONE." È un concetto semplice: "basta stare insieme, divertirsi e liberare un pò la mente." I partecipanti si sono promessi di rivedersi presto, consolidando legami che superano le barriere culturali e linguistiche, con un entusiasmo per nuove scoperte culinarie come "i ravioli cinesi e lo zighinì."

Foto di gruppo di giovani di diverse nazionalità che sorridono insieme

Testimonianze Dirette: L'Esperienza Missionaria nella Repubblica Democratica del Congo

In occasione della Giornata Missionaria Mondiale, alcuni giovani hanno raccontato le loro esperienze dirette in missione. Quattro giovani di Desio - Eleonora Murero, Davide De Ponti, Sara Brambilla e Davide Spagnolo - hanno trascorso parte della loro estate nella Repubblica Democratica del Congo. Erano accompagnati da padre Emmanuel Adili Mwassa, missionario saveriano.

Per Eleonora Murero, il forte legame con padre Emmanuel è stato la spinta a partire. «Conoscendo i saveriani mi sono trovata d’accordo con i loro valori di accoglienza pratica e la loro visione moderna di fede, dialogante e aperta alle diverse culture - spiega - Ho deciso di partire per mettere luce ad un contesto vittima di molte ingiustizie. Vorrei creare più coscienza sull’Africa per cercare di aiutare di più.» Eleonora sottolinea un punto cruciale: «Non basta andare lì ad aiutare per due settimane e poi andarsene. Così si crea un senso di dipendenza. Quello che più serve per loro è la formazione. Dobbiamo dare a quelle comunità degli strumenti per migliorare la loro vita.»

Mappa della Repubblica Democratica del Congo evidenziando le aree di missione

I Progetti Sostenuti in Congo

Durante la loro missione, i giovani hanno visitato e supportato diverse importanti iniziative:

  • La Parrocchia di Panzi a Bukavu

    Eleonora è stata inserita nella comunità della parrocchia di Panzi, nella periferia di Bukavu. Anche Davide De Ponti, Sara Brambilla e Davide Spagnolo hanno visitato questa parrocchia per ritrovare padre Emmanuel e partecipare alle attività oratoriane, immergendosi nella vita quotidiana della comunità locale.

  • La Casa delle Bambine Ek’Abana

    Eleonora ha partecipato attivamente al progetto di suor Natalina Isella, la Casa delle bambine Ek’Abana. Questo luogo di accoglienza è fondamentale per bambine accusate ingiustamente di stregoneria. In Congo, purtroppo, le figlie sono spesso allontanate dalle famiglie, a volte subendo torture, poiché ritenute responsabili di disgrazie familiari. Nella comunità di Ek’Abana, le bambine ricevono supporto da insegnanti e psicologi, un passo cruciale per il loro reinserimento nella società e per spezzare il ciclo di pregiudizi e violenza.

    Foto della Casa delle bambine Ek'Abana o di attività con le bambine
  • La Comunità di Saint Joseph

    Successivamente, i giovani si sono spostati nella comunità di Saint Joseph. Questa casa accoglie ragazze vittime di violenza, provenienti da tutta la regione del Sud Kivu, offrendo loro un rifugio sicuro e un percorso di recupero e reinserimento nella società.

  • La Comunità Tunapenda

    La missione si è conclusa con la visita alla comunità Tunapenda, fondata da padre Giovanni Querzani. Qui vengono accolti e nutriti bambini malnutriti, fornendo un supporto essenziale per la loro sopravvivenza e crescita in un contesto di grande bisogno.

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