La Storia Millenaria della Cattedrale di San Giusto a Trieste

La basilica cattedrale di San Giusto sorge sulla sommità del colle omonimo, che fu già l'acropoli della città romana di Tergeste e, probabilmente, sede di un'area sacra. La storia di questo sito è lunga quanto quella della città, testimoniando un'ininterrotta occupazione e trasformazione nel corso dei millenni.

Il Colle di San Giusto: Dalle Origini Preistoriche alla Tergeste Romana

La Nascita di Tergeste

Infatti, dalla fine dell’età del Bronzo fino a tutta l’età del Ferro (1000 a.C.), un castelliere, l’abitato fortificato tipico della preistoria dell’arco altoadriatico, occupava la cima di questo colle. Questo promontorio, il più alto sulla riva del mare, era strategicamente fondamentale per un controllo totale del territorio circostante. Da questo castelliere, nel corso della prima metà del primo millennio a.C., si sviluppò un centro abitato, il cui nome - Tergeste - è composto da "Terg", radice indoeuropea che significa “mercato”, e dal suffisso veneto "este", cioè “città”.

L'Impronta Romana: Capitolium e Propilei

Nella prima metà del II secolo a.C. i Romani si impadronirono della città e collocarono il centro del loro accampamento sulla cima del colle, fondando attorno la colonia militare, nello spicchio di terra che dal colle digrada verso il mare. In cima al colle di San Giusto furono costruiti i principali edifici monumentali della Trieste romana. Con il tempo in questa zona sorsero gli edifici più importanti della città romana: il tempio dedicato alla triade capitolina (da questo il colle si chiamerà infatti “Capitolino”), con i monumentali Propilei (metà del I sec. d.C.) e la Basilica Civile, databile al 133 d.C., che era un enorme edificio bi-absidato, sede del consiglio del municipium, tribunale e luogo di riunione, accanto alla piazza del foro.

Dopo la metà del I secolo d.C., furono edificati il cosiddetto Propileo e nella fase originaria la Basilica civile. Il Propileo costituiva il monumentale ingresso ad un’area sacra recintata, che si suppone ospitasse il tempio capitolino. Era costituito da due grandi strutture laterali colonnate con al centro una scalinata, fungendo da ingresso monumentale che permetteva l’accesso in un’area pubblica retrostante.

Ricostruzione del Foro Romano e del Capitolium sul Colle di San Giusto

L'Evoluzione della Cattedrale: Da Basiliche Paleocristiane all'Unificazione Medievale

Le Prime Basiliche

Inizialmente, nel luogo dove sorgeva il Capitolium, verso la metà del V secolo, fu edificata una basilica paleocristiana a tre navate. La basilica di San Giusto, ottenuta dall’ampliamento di questa basilica paleocristiana, fu dedicata sin da allora a San Giusto. I resti dei mosaici pavimentali nell’attuale navata centrale ed in quella sinistra appartengono a tale primitiva basilica. Già nel VI secolo sono documentati luoghi di culto, e l'attuale aspetto risale al XI-XII secolo.

Nel IX secolo si costruirono due distinti edifici sacri: una cattedrale più piccola della precedente, dedicata alla Vergine Assunta, a tre navate con altrettante absidi, e il sacello di San Giusto, anch'esso di tre navate.

L'Unificazione e la Cattedrale Trecentesca

L'edificio attuale, a cinque navate, è il frutto dell'unificazione, avvenuta agli inizi del XIV secolo, di questi due complessi religiosi distinti. Essi erano affiancati tra loro e con medesimo orientamento a est. Sul lato settentrionale si trovava la basilica vescovile dedicata a Santa Maria Assunta, a tre navate, impostasi nell'altomedioevo su una precedente aula basilicale absidata del V secolo, a sua volta in relazione con preesistenze di età romana. Sul lato meridionale, il sacello martiriale di San Giusto, eretto tra il IX e l'XI secolo, con una planimetria a tre navate e transetto.

Le due chiese vennero inglobate sotto uno stesso tetto dal vescovo Rodolfo Pedrazzani da Robecco tra gli anni 1302 e 1320 per provvedere la città di una cattedrale imponente. I lavori al campanile si conclusero nel 1343, ma quelli alla chiesa si protrassero praticamente fino alla fine del secolo. La chiesa trecentesca ha subito pesanti restauri negli anni '20 del XX secolo, e reca sia esternamente che internamente tracce delle strutture dei due edifici di culto originari, nelle loro rispettive fasi costruttive.

Pianta schematica della Cattedrale di San Giusto con indicazione delle fasi costruttive

Architettura e Tesori Artistici della Cattedrale

La Facciata e il Portale

La facciata della cattedrale sfoggia un magnifico grande rosone e presenta tre porte. Sulla facciata a capanna della cattedrale odierna spicca il portale, i cui stipiti sono frutto del riadattamento del monumento funerario della gens Barbia (I sec. d.C.), con i busti-ritratto dei defunti. Notevole pure l'ampio rosone gotico a doppia ruota.

Vista esterna della Cattedrale di San Giusto con il campanile

I Mosaici Absidali

Della primitiva basilica sussistono anche lacerti dei mosaici pavimentali (fase di V secolo), il colonnato della successiva fabbrica a tre navate e, in corrispondenza dell'abside centrale di quest'ultima (oggi absidiola laterale nord della chiesa), alcuni mosaici di XII secolo.

Una delle zone più interessanti dell’attuale basilica è senza dubbio l’abside con mosaici degli inizi del XII secolo, eseguiti da abili artisti provenienti da Venezia. Questi ritraggono Santa Maria Assunta in trono che presenta il figlio, con a fianco gli arcangeli Michele e Gabriele. Sempre nell’abside, un mosaico del XIII secolo raffigura Cristo in atto di calpestare l’aspide tra i santi Giusto e Servolo.

Riguardo il sacello di San Giusto, se ne apprezza soprattutto la zona dell'abside (coincidente con l'absidiola laterale sud della chiesa attuale), rivestita da un mosaico degli inizi del XIII secolo, raffigurante Cristo Pantocratore tra San Giusto e San Servolo.

Dettaglio dei mosaici absidali della Cattedrale di San Giusto

Il Campanile e il Propileo Romano

Al complesso della cattedrale di San Giusto appartengono anche la massiccia torre campanaria. La chiesa trecentesca reca sia esternamente che internamente tracce delle strutture dei due edifici di culto originari, nelle loro rispettive fasi costruttive. Il campanile in origine era più elevato, ma nel 1422 venne colpito da un fulmine e venne ridotto all'altezza attuale.

La sua struttura di base sfruttò l'avancorpo settentrionale di un monumentale Propileo di età imperiale romana (metà circa del I secolo d.C.), un caso unico a Nord di Roma per l’eccezionale livello di conservazione “in alzato”. I suoi resti, con basamento, colonne e attico, si presentano tuttora in situ all’interno del campanile della cattedrale, e sono visibili sotto di esso. L'avancorpo meridionale e la gradinata centrale del Propileo, restaurati nel 1930-33, si conservano sotto la piazza della cattedrale e sono raggiungibili attraverso un cunicolo collegato con il vicino Orto lapidario.

Il Battistero di San Giovanni

Accanto alla massiccia torre campanaria, il battistero di San Giovanni è un altro monumento di interesse archeologico. Accostato alla navata settentrionale della chiesa, è un semplice edificio monoabsidato, con al suo interno una vasca battesimale di forma poligonale, attribuibile al IX secolo. Dall'analisi delle murature, pare che esso vada considerato come una fabbrica pre-trecentesca, probabilmente di XI secolo, eretta su porzioni di edifici ancora precedenti, a loro volta posti in continuità strutturale con i resti dell’edilizia capitolina di epoca romana.

Restauri e Valorizzazione

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio FVG ha avviato attività di rilievo e coordina le verifiche necessarie. Il blocco proviene con ogni probabilità dalla soprastante area, ove insistono i monumentali Propilei, da poco restaurati e resi nuovamente accessibili al pubblico nella parte inglobata nel campanile della Cattedrale di San Giusto, accanto a quella già visibile sotto il piazzale, accedendo dal limitrofo Museo d’Antichità J.J.

Il Rotary Club Trieste, dopo un’articolata opera di restauro, ha restituito alla città questo "tesoro nascosto": il Propileo romano di San Giusto (I d.C.). L’opera è stata interamente finanziata e progettata dal Rotary Club Trieste, con la partecipazione della Fondazione Casali, a favore dell’Ente Cattedrale di San Giusto. Questo monumento, dall’eccezionale valore storico e dalle potenzialità turistiche notevolissime, era pressoché sconosciuto al pubblico non specializzato per motivi apparentemente banali, come il fatto che buona parte dei suoi elementi compositivi in pietra bianca si presentavano “oscurati” dalla patina del tempo.

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