Bill Viola: L'Arte Video nel Cuore delle Cattedrali

L'Approccio di Bill Viola all'Arte Sacra Contemporanea

Bill Viola (New York, 1951) è uno dei pochi artisti contemporanei da sempre in grado di confrontarsi con il tema del sacro, accontentando tutti, Chiesa compresa. Le sue installazioni, sempre in tono discreto e chiaramente in linea con la pittura religiosa tradizionale, hanno da sempre trovato spazio all'interno di chiese e cattedrali.

Le sue video-installazioni sono caratterizzate da uno stile composto e monumentale, denso di riferimenti alla pittura religiosa del passato. L'arte di Viola si affida a metafore e simboli per trasmettere sentimenti e sensazioni, considerando la tradizione iconografica e l'approccio mentale occidentale insieme alla conoscenza filosofica orientale. Le sue opere sono infatti piene di rimandi tanto alla tradizione classica occidentale quanto a quella orientale, in una ricerca incessante di lettura e conoscenza sui misteri e sul senso della vita.

I suoi lavori sono sempre molto profondi, ricchi di spiritualità e riguardano aspetti importanti dell'esistenza umana: la nascita, la morte, il dolore, la separazione, la percezione e l'anima. Fin dai suoi esordi, Viola gode di un successo popolare davvero insolito per un artista contemporaneo.

Bill Viola: artista di video arte che si confronta con il sacro

"The Messenger" (1996): La Commissione per la Cattedrale di Durham

La Cattedrale di St. Paul a Londra, dal 2011, avrebbe ospitato in pianta stabile due nuove pale d'altare, ma non era nuova a installazioni di questo tipo. Già alcuni anni prima aveva ospitato installazioni temporanee di importanti artisti viventi come Yoko Ono, Rebecca Horn e Bill Viola stesso, con il suo discusso video "The Messenger".

Questa opera, originariamente prodotta nel 1996 per la Cattedrale di Durham, fu commissionata dalla Chaplaincy to the Arts and Recreation nel Nord Est dell'Inghilterra. Il lavoro fu realizzato nell'ambito di Visual Arts UK, una celebrazione nazionale delle arti visive ospitata nella regione settentrionale nel 1996. La commissione e la sua presentazione furono sostenute dai proventi della National Lottery tramite l'Arts Council of England, e da Durham City Arts, l'European Regional Development Fund e Northern Arts.

Nel video di Bill Viola, "The Messenger", un uomo nudo emerge dall'acqua, si immerge e trattiene il respiro sott'acqua prima di risalire e ripetere il ciclo. Viola ha descritto l'opera come una metafora della condizione umana. La scelta di ospitare un video in una cattedrale fu accolta al tempo con un incredibile successo di pubblico, che superò le polemiche insorte per la nudità, considerata troppo ostentata, del giovane protagonista del video. Si trattava tuttavia di un'installazione temporanea, destinata quindi a rimanere all'interno dello spazio consacrato per un tempo limitato.

Bill Viola: The Road to St Pauls (Documental)

Le Installazioni Permanenti alla Cattedrale di St. Paul, Londra

Già nel giugno 2009, i maggiori giornali londinesi annunciavano che St. Paul's Cathedral, capolavoro dell’architetto Christopher Wren (1632-1723), avrebbe ospitato in pianta stabile due nuove pale d’altare che non sarebbero state "traditional altarpieces", ma due video del celebre Bill Viola. La decisione, presa dal Capitolo di St. Paul's, di avere per la prima volta nella storia due pale d'altare video permanenti nella loro chiesa, ha offerto spunti interessanti di riflessione. È stata un'azione coraggiosa e forte, con l'obiettivo di aumentare il numero di visitatori, sempre più scarsi.

Motivazioni e Contesto

L'intento della committenza è riuscire ad attrarre un maggior numero di visitatori e di fedeli in un’epoca di netta crisi di proseliti di cui soffre la Chiesa anglicana. Come ha dichiarato il Tesoriere della cattedrale, Martin Warner, non nasconde anche l'interesse economico che deriverebbe dal maggior afflusso di visitatori, attratti dalle nuove opere dell’osannato Bill Viola. Da tenere in considerazione anche la felice vicinanza della Cattedrale alla Tate Modern, che con il numero imponente dei suoi visitatori (stimato intorno ai cinque milioni annui) costituisce un altro fattore non secondario.

Il Canonico Warner ha affermato che "l’arte, attualmente, cattura palesemente il pensiero e l’immaginazione delle persone molto più di quanto riesca alle parole", e inoltre "la mancanza di fondi governativi rende necessario l’ausilio di introiti alternativi, nel desiderio di mantenere una struttura efficiente e attraente". Sullo stesso argomento si era espresso già nel 2005 nel Catechismo della Chiesa Cattolica, in maniera ancora più precisa anche se non esente da venature critiche, l’allora cardinale Joseph Ratzinger, attuale papa Benedetto XVI, che proprio in relazione al potere educativo delle immagini scriveva: "Oggi più che mai, nella civiltà dell’immagine, l’immagine sacra può esprimere molto più della stessa parola, dal momento che è oltremodo efficace il suo dinamismo di comunicazione e di trasmissione del messaggio evangelico".

I due temi delle opere per St. Paul's sono la Vergine Maria e i Martiri. I video sono costati complessivamente quasi 2,5 milioni di sterline e sono frutto della collaborazione con la moglie Kira Perov. Entrambi i lavori sono stati donati dall’artista alla Tate Gallery di Londra, che a sua volta li ha concessi in prestito a lungo termine alla Cattedrale.

Pianta della Cattedrale di St Paul con indicazione delle installazioni di Bill Viola

"Martyrs" (2014): Sofferenza e Sacrificio

Dopo la video-installazione dedicata ai Martiri, Bill Viola ha fatto ritorno nella Cattedrale di St Paul a Londra. I video di "Martyrs" sono proiettati su due enormi schermi al plasma collocati nella zona finale della navata centrale al lato dell’altare principale, accanto all’American Memorial Chapel. Come noto, i Martiri tutti, senza specificazioni cronologiche o etniche, sono oggetto e immagine di sofferenza, dolore e sacrificio: proprio come la Capella dei Caduti Americani, con il libro dei nomi dei ‘martiri’ della Seconda Guerra Mondiale, limitrofa allo spazio in cui sono collocati i due video, rammenta ed enfatizza costantemente.

"Earth Martyr", del 2014, è una delle quattro opere che caratterizzano l'installazione permanente "Martyrs", dedicata ai quattro elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco. L'opera è stata inaugurata alla Cattedrale di San Paolo, a Londra, a maggio del 2014.

"Mary" (2016): Il Tema della Pietà

L'8 settembre 2016, a St. Paul's Cathedral, è stata inaugurata la seconda opera, stavolta incentrata sulla figura - sofferente, ma carica di empatia - della Vergine. La nuova opera si intitola "Mary" e riproduce una Pietà, un altro topos dell’arte religiosa, in particolare scultorea. Maria è, nel suo ruolo e nella sua figura di Madre, simbolo di amore, creazione e conforto. La data di inaugurazione, l'8 settembre, coincide con la Festa di Maria, il compleanno della Madonna.

Un Dialogo tra Nascita e Morte

La riflessione sulla figura della Vergine si pone come perfettamente complementare all’interpretazione del martirio. I due temi, quello di Maria e quello dei Martiri, simboleggiano alcuni dei misteri più profondi dell’esistenza. L’artista americano ha commentato: “uno riguarda la nascita e l’altro la morte; uno parla di consolazione e di creazione, l’altro di sofferenza e sacrificio”. Queste due opere sono in realtà parte di un progetto comune in cui Viola ha inteso simboleggiare "alcuni dei misteri più profondi dell’esistenza".

La Questione dello "Status" delle Video-Opere Sacre

In questo contesto, un elemento di contraddizione si registra nella decisione, già annunciata dagli stessi religiosi che hanno commissionato le due opere, di voler mandare regolarmente i due video a loop, ma di spegnerli durante le funzioni religiose. È come se alle video-opere contemporanee venisse negato quello statuto di vere immagini religiose, in grado di mettere in comunicazione il fedele con il divino, e i video fossero, di fatto, derubricati a opere d’arte di corredo, fruibili più che altro da un punto di vista estetico.

Nonostante ciò, i canonici di St. Paul, nel motivare la loro scelta, hanno pubblicamente affermato che “attualmente c’è un notevole gruppo di artisti contemporanei in grado di dire cose molto intense e interessanti attraverso i loro lavori, che non ci precluderemo mai di coinvolgere nella nostra chiesa anche a danno di giudizi negativi da parte di terzi”.

Il Linguaggio Artistico di Bill Viola: Tecnica e Percezione

Viola cerca di annullare la staticità dei quadri di tradizione occidentale attraverso il formato di elezione delle sue opere - il video. Ma proprio nel far ciò si confronta abitualmente con la grande tradizione pittorica europea, come mostrano alcune delle sue opere religiose più toccanti.

In "The Emergence" (2002) c’è tutta la plasticità, ma anche l’impostazione e il rimando ai colori della Pietà di Masolino e del Cristo al Sepolcro di Piero. In "The Nantes Triptych" (1992), Viola adotta addirittura la forma tripartita della pala d’altare trecentesca per mettere in scena da un lato l’atto della nascita, dall’altro quello dell’ultimo respiro, e al centro, quasi a segnare una pausa tra un tempo e uno spazio e l’altro, una figura sospesa in acqua.

Nelle opere di Viola ci sono movimenti lentissimi, e in generale suoni e tempi che sovvertono radicalmente il tradizionale processo della visione da parte dello spettatore: da soggetto attivo, libero di organizzare i tempi e i ritmi della propria visione, lo spettatore dell’opera dinamica è chiamato a entrare nel gioco preordinato dal regista/artista. E muta anche lo spazio dell’opera: non più, soltanto, uno spazio visivo statico, ma uno spazio plastico a tutto tondo, in cui l’opera accerchia e assedia lo spettatore attraverso le sue impressioni sensoriali e i suoi stessi ritmi.

Dal punto di vista tecnico-compositivo, i video di Viola, un insieme di fotogrammi ripresi e montati con velocità più o meno accelerate, propongono inevitabilmente un movimento che, per quanto lentissimo, altera inevitabilmente la percezione del tempo come sequenza lineare di momenti di uguale valenza nello spettatore. Nessun istante, nessun fotogramma è posto in evidenza per esaltarne il significato e per rendere visibile l’andamento narrativo; grazie all’apparente fissità conferita dalla lentezza del montaggio ogni immagine si propone come un’icona assoluta dell’intera opera.

L’animazione del film - perché di fatto questo sono le opere di Viola - conferisce una vitalità all’istante, impercettibilmente mobile, tutta diversa dall’immobilità di un quadro, con il risultato che spesso gli spettatori si trovano coinvolti in una sequenza di immagini che richiedono un’attenzione visiva e spirituale totale, e inducono una partecipazione emotiva potente. Tra astrazione e rappresentazione, l’opera di Viola provoca interrogativi incessanti che, con maggiore prepotenza e invadenza di ogni grande opera d’arte, aprono nuove possibilità mentali e ristrutturano le categorie e i paradigmi che governano il nostro pensare e la nostra immaginazione, e pongono nuove frontiere tra finito e infinito.

Bill Viola: The Road to St Pauls (Documental)

Altre Esposizioni Rilevanti in Contesti Sacri

Non è la prima volta che i lavori di Bill Viola entrano in ambienti di natura religiosa. Oltre a Durham e St. Paul's, nel 2008 la Basilica di San Marco a Venezia ha ospitato il suo lavoro "Ocean without a shore".

A Milano, nell'atmosfera mistica della più antica chiesa sotterranea, la Cripta del Santo Sepolcro, Bill Viola ha presentato, dal 18 ottobre al 28 gennaio, tre opere video che esplorano i concetti di nascita, morte, resurrezione e coscienza umana, intessendo un dialogo intenso con la storia e la spiritualità del luogo che le ospita. Superato il video "The Quintet of the Silent" (2000), il visitatore avanza verso il secondo lavoro, "The Return" (2007), parte della serie Trasfigurazioni. Questo viaggio si conclude idealmente con l'immagine di un individuo sepolto in un cono di terra che inizia a salire e a liberare il corpo, inizialmente prostrato dal peso del suolo, che è l'opera "Earth Martyr" del 2014, parte dell'installazione permanente dei "Martyrs" a St. Paul's.

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