Il borgo di Celenza Valfortore, adagiato su una collinetta che si affaccia sulla suggestiva Valle del Fortore, vanta una ricca storia e un profondo legame con la devozione religiosa. Tra i suoi luoghi di culto, spicca il Santuario Santa Madonna delle Grazie, un sito di notevole importanza spirituale e storica. Attualmente, il Santuario è a breve distanza dal centro abitato e si presenta immerso in uno scenario naturale molto quieto, invitando alla riflessione e alla spiritualità.
Le Origini Storiche: il Monastero e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie
La storia del culto della Madonna delle Grazie a Celenza Valfortore è profondamente legata alla presenza di un antico complesso monastico. Il Monastero della Madonna delle Grazie venne costruito da Pietro Gambacorta nel 1672, eretto sulle rovine di una precedente Chiesa dedicata a Santo Stefano. A lato di questo monastero sorgeva l'omonima Chiesa di Santa Maria delle Grazie, edificata in precedenza da Carlo Gambacorta nel 1575.
La chiesa originaria era caratterizzata da una sola navata e ospitava sette altari: l’altare maggiore e tre altari per ciascun lato. Purtroppo, questa struttura crollò nel 1838. In piedi rimase solo il prospetto, con il suo prezioso portale, che oggi costituisce l’ingresso della sagrestia della Chiesa di Santa Croce.

Descrizione dal Tavolario Galluccio del 1702
Un documento storico di estrema importanza, il Tavolario Galluccio del 1702, offre una descrizione dettagliata del complesso. I due edifici, il Monastero e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, erano adiacenti e si trovavano nell'allora “Via del Borgo”, l’attuale Via Generale Dal Tavolario si legge che, "entrando per la porta di S. Antonio, del Borgo, qual è all’uso gotico, per strada lastricata di brecce, un poco declive, a destra di esso si trova il Convento di Santa Maria delle Grazie dell’Ordine del Beato Pietro da Pisa". Il convento era capace di ospitare quindici monaci, "benché al presente non vi sono che due sacerdoti ed un converso". In esso vi erano "tutte le officine per uso dei padri con un claustro diviso ad archi". La Chiesa era "consistente in una nave con tre altari per lato sotto il titolo di diversi santi", con "in testa l’altare maggiore, e dietro di esso il coro con le prospere per officiarvi". Come già menzionato, la chiesa crollò nel 1838, e in piedi rimase solo il prospetto con il suo prezioso portale. Successivamente, nel 1946, l’area fu venduta per la costruzione di un edificio privato.
Dalla Soppressione Monastica all'Uso Civile
Il Monastero fu la sede dell’Ordine dei Padri di Santa Maria delle Grazie fino alla soppressione degli ordini monastici, decretata nel 1806 da Giuseppe Bonaparte, Re di Napoli. A seguito di questa legge, nel 1810 il nuovo Re di Napoli Gioacchino Murat cedette il Monastero all’Amministrazione di Celenza Valfortore.
Nel corso del tempo, l'edificio subì una serie di trasformazioni d'uso, riflettendo i cambiamenti politici e sociali dell'epoca. Divenne dapprima Giudicato Regio, poi sede della Gendarmeria. Alla soppressione delle gendarmerie, i suoi locali furono occupati dalla Caserma dei Carabinieri e dalle carceri. Nel 1860, soppressa la Gendarmeria, il complesso divenne ufficialmente sede della Caserma dei Carabinieri e del carcere. La caserma occupava il piano superiore, mentre al piano inferiore vi erano le carceri e una cappella. Un documento del 1865 testimonia che il piano superiore consisteva in diciassette vani, mentre al piano inferiore vi erano undici vani e la cantina.

La Rota dei Proietti
Un elemento di particolare interesse storico, presente al piano inferiore del monastero, era la “Rota dei proietti”. Questa ruota, destinata all’accoglimento dei neonati abbandonati, era costituita da un dispositivo girevole di forma cilindrica, prevalentemente in legno, diviso in due parti chiuse da uno sportello. Posto in corrispondenza ad un’apertura su un muro, questo congegno permetteva di collocare gli esposti, cioè i neonati abbandonati, senza essere visti dall’interno. Facendo girare la ruota, la parte con l’infante veniva a trovarsi dentro l’edificio, dove, aperto lo sportello, si poteva prendere il neonato e prestargli soccorso.
Gigi Proietti ospite a "Quante Storie" di Corrado Augias (2018)
Situazione Attuale dell'Antico Complesso
Oggi, l'antico monastero continua a svolgere un ruolo centrale nella vita civile di Celenza Valfortore. Infatti, nell’antico complesso, ancor oggi hanno sede il Municipio e la caserma dei Carabinieri, testimonianza della sua lunga storia e della sua continua integrazione nel tessuto sociale del borgo.
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