Don Dino Torreggiani e le Nomine Pastorali nella Diocesi di Reggio Emilia, inclusa Masone

La storia religiosa e pastorale della diocesi di Reggio Emilia è ricca di figure significative e di dinamiche che ne hanno modellato il volto. Tra queste, spicca la figura di Don Dino Torreggiani, nativo di Villa Masone, e si inseriscono le recenti nomine e trasferimenti che interessano le parrocchie del territorio, compresa la frazione di Masone.

Don Dino Torreggiani: Una Vita al Servizio degli Ultimi e la Fondazione dei "Servi della Chiesa"

Le Origini e il Percorso Vocazionale a Reggio Emilia

Don Dino Torreggiani nacque a Villa Masone, una frazione di Reggio Emilia, da Giacomo, carrettiere di professione e vedovo con tre figli, e da Caterina Burani, anch'essa vedova ma senza prole. Erano ferventi cattolici ed ebbero insieme sette figli; alla morte della figlia Firmina, adottarono una trovatella di nome Rosa.

In una città come Reggio Emilia, dove la presenza cattolica era minoritaria, Don Dino Torreggiani sostenne e animò l'oratorio, che vide un incremento degli iscritti dai 509 del 1930 ai 1202 del 1934. Si occupava di studenti, soldati e operai e venne pure aperto un cinematografo. Dall'esperienza del San Rocco nacquero strutture di ogni genere: un Centro Studentesco e un Pensionato per giovani studenti, un circolo serale per operai e soldati, un dormitorio per persone in difficoltà economiche, la Casa per esercizi Spirituali Mario Bertini e il Piccolo Collegio San Giuseppe, fondato nel 1946 a Guastalla. Dal 1936 al 1945, scelse di fare il parroco nella parrocchia più povera della città, la chiesa di Santa Teresa. Con la carica di parroco, Don Dino dovette pure prendere la direzione del Pio Istituto Artigianelli, fondato da Zeffirino Iodi e avente come scopo la formazione umana e professionale dei giovani più poveri del territorio. Nel 1945, dopo la sua rinuncia dell'incarico presso la Parrocchia di Santa Teresa, Don Dino si impegnò a rifondare il suo Istituto, dapprima presso l'Arcispedale Santa Maria Nuova, e in seguito nell'ex carcere politico dei Servi di Maria.

Foto di Don Dino Torreggiani in giovane età o mentre svolge attività pastorale

L'Impegno per i Sinti, gli Artisti Circensi e gli Ex-Detenuti

Negli anni Trenta, iniziò a occuparsi degli zingari, facendosi promotore presso l'amministrazione comunale di un'iniziativa che desse una residenza stabile ai Sinti che lavoravano come saltinbanchi e giostrai. Nel 1955 fondò così a Badia Polesine (provincia di Rovigo) la Casa della Divina Provvidenza destinata all'accoglienza dei bambini Sinti e gestita dai suoi Servi della Chiesa. Nel 1958, Don Dino creò l'OASNI (Opera Assistenza Spirituale Nomadi in Italia), di cui fu pure il primo direttore nazionale, nominato dal pontefice.

Don Dino fu orgoglioso del titolo di Monsignore, non per sé ma per la Categoria di cui era Cappellano. Egli riuscì a dare ai Pontefici un momento di svago attraverso gli artisti circensi: Papa Giovanni XXIII ricevette in udienza il circo di Orlando Orfei; il settimanale La Domenica del Corriere dedicò una copertina all'evento, influendo positivamente sull'opinione pubblica e ridando a questi artisti la propria dignità.

In compagnia di Don Giuseppe Girelli, sacerdote originario di Verona, e altri della zona di Reggio, fece la visita di parecchie carceri italiane, fornendo un'assistenza spirituale che fu di sostegno al reinserimento nella società civile degli ex-detenuti, spesso non più accettati dalle famiglie e dalla società. Fu l'artefice anche della fondazione delle case di accoglienza per loro a Reggio Emilia, a Ronco all'Adige di Verona, a Baggiovara e in provincia di Modena. Per il suo instancabile impegno, gli fu conferita la Medaglia d'argento al merito della redenzione sociale con la motivazione: "per essersi particolarmente distinto nello svolgere opera per la emenda, la rieducazione e la riabilitazione dei detenuti e dei minorenni traviati e per l'assistenza ai liberati dal carcere".

Foto storica dell'OASNI o della Casa della Divina Provvidenza

L'Istituto Secolare "Servi della Chiesa" e l'Espansione

Nel 1948, Don Dino venne nominato Superiore Generale dell'Istituto "Servi della Chiesa"; il 19 marzo 1949 venne ordinato il primo sacerdote proveniente dai Servi della Chiesa, Don Alberto Altana. Da quel momento i sacerdoti diocesani e i laici potevano svolgere il proprio ministero senza l'obbligo di vivere in convento o in una congregazione religiosa; i laici potevano rimanere nel proprio ambiente familiare e di lavoro. Nel 1956 i Servi della Chiesa iniziarono ad operare a Napoli come sacristi della Cattedrale e, quindi, del Tempio dell'Incoronata a Capodimonte; lo stesso anno Don Dino fu eletto Superiore Generale dall'Assemblea dei Servi e venne formato il nuovo consiglio generale dell'Istituto. Nel 1963, aprì in Spagna due case di formazione a Paredes de Nava e a Tordesillas, in Castiglia, pensando di recarsi poi in America Latina.

Agli inizi degli anni settanta, con il pensiero rivolto al futuro dell'Istituto, chiese ad altri laici e sacerdoti di prenderne la direzione. Nel 1972 venne eletto Superiore generale Don Alberto Altana, mentre Don Dino venne proclamato consigliere generale a vita. Sul Torreggiani pesava la stanchezza e la debolezza nel corpo, reagendo però con forza, a volte con durezza, quando non era ascoltato da chi dirigeva l'Istituto. Nel 1973, a seguito delle dimissioni di Don Alberto, venne eletto Superiore generale Renato Galleno, che per diversi anni aveva retto il collegio di Villa Maria di Treviso; nel 1977 gli succedette nella carica Don Angelo Scalabrini.

La Visione sul Diaconato Permanente e il Cammino Neocatecumenale

Don Dino Torreggiani fu un convinto sostenitore del ripristino del diaconato permanente, affermando che l'esigenza del Diaconato nella Chiesa non è legata alla scarsità del Clero, ma è diretta a favorire una migliore comprensione di ciò che è essenziale nel ministero sacerdotale. Questa visione preconciliare si concretizzò il 21 novembre 1964, quando Papa Paolo VI promulgò la Costituzione Conciliare Lumen Gentium che conteneva al n.29 il ripristino del Diaconato permanente nella Chiesa.

Nel 1967, accogliendo l'invito del nuovo Vescovo, Mons. [nome non specificato nel testo originale], Don Dino incontrò Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale. Kiko, da tre anni, viveva in mezzo ai baraccati delle periferie di Madrid, offrendo loro aiuto, affetto e diffondendo il Vangelo con canti di sua composizione. A Don Dino piacque subito questa proposta e invitò Kiko a venire in Italia, prima a Reggio Emilia, poi a Scandicci e, infine, a Roma; il 31 maggio 1968 lo stesso ebbe il permesso, da parte di Mons. [nome non specificato nel testo originale], per l'avvio del Cammino in Italia.

Roberto Buccarella, diacono permanente, ci racconta il suo servizio

Gli Ultimi Anni e il Processo di Beatificazione

Il 30 agosto 1983 Torreggiani, nonostante il precario stato di salute, partì per la Spagna, dove si voleva attivare per il rilancio dell'Istituto, accogliendovi anche i Gitanos delle periferie cittadine, e preparare nuovi Servi da mandare in America Latina. Purtroppo, soffrendo di diabete e avendo problemi di cuore, il 26 settembre, mentre era in visita ai Servi della Chiesa, a Castrejón de la Peña, ebbe un infarto e morì l'indomani in ospedale. Il 27 settembre 2023, nel 40º anniversario della scomparsa di Don Dino, S.E. Mons. Giacomo Morandi, vescovo di Reggio Emilia, ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale Santa Maria Assunta di Reggio Emilia. Durante la santa Messa è avvenuta la Sessione di chiusura dell'Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio Don Dino Torreggiani. Tutta la documentazione è stata inviata a Roma per la fase di verifica e conoscenza da parte della Congregazione per le Cause dei Santi.

Foto della Cattedrale di Reggio Emilia durante una cerimonia

Un Episodio Storico del Clero Reggiano: L'Uccisione di Don Giuseppe Benassi

La storia del clero reggiano include anche eventi tragici, come quello avvenuto nel mese di giugno 1914: durante una lite per motivi di interessi, alcuni parenti che coltivavano un terreno di proprietà della parrocchia di San Bartolomeo in un paesino vicino a Reggio Emilia, uccisero il parroco Don Giuseppe Benassi.

Le Recenti Nomine Pastorali nella Diocesi di Reggio Emilia (2023)

La diocesi di Reggio Emilia-Guastalla ha recentemente annunciato diverse nomine e trasferimenti che ridefiniscono gli incarichi pastorali in diverse unità pastorali e parrocchie, inclusa l'area di Masone. L'arcivescovo Giacomo Morandi ha comunicato questi cambiamenti, che interessano numerosi sacerdoti.

Cambiamenti nelle Unità Pastorali e Nuovi Incarichi Rilevanti

  • Don Daniele Casini, già segretario particolare del Vescovo Adriano Caprioli e poi parroco di Pieve Modolena, è stato nominato collaboratore pastorale dell'unità pastorale ‘Beata Vergine dell’Olmo’ a Montecchio.
  • Al suo posto, nelle parrocchie di Pieve Modolena, San Pio X, Cavazzoli e Roncocesi, il Vescovo ha chiamato Don Pietro Adani, responsabile generale della Comunità sacerdotale ‘Familiaris Consortio’. Con lui collaboreranno anche Don Sergio Billi e Don Andrea Pattuelli.
  • A Casalgrande, arriva Don Carlo Castellini, coadiuvato dal neopresbitero Don Claudio Boretti, che prende il posto di Don Luigi Rossi, ora inviato ad Arceto e nelle altre frazioni di Scandiano.
  • Don Francesco Avanzi resta a Reggiolo, diventando nel contempo parroco anche di Campagnola e Fabbrico.
  • Don Marcello Mantellini è stato nominato parroco moderatore dell'unità pastorale “Beata Vergine del Carrobbio” (Casina, Paullo, Cortogno, Leguigno, Migliara e Giandeto).
  • Don Emanuele Sica, segretario particolare dell’Arcivescovo, è stato nominato collaboratore pastorale dell’unità pastorale “Sacra Famiglia” (San Gaetano Albinea, Pieve di Albinea, Montericco, Borzano).
  • Don Paolo Bizzocchi, già parroco moderatore dell’unità pastorale “Gioia del Vangelo”, opererà nella missione diocesana in Amazzonia.

I Sacerdoti dell'Unità Pastorale "Beata Vergine della Neve", inclusa Masone

L'unità pastorale “Beata Vergine della Neve”, che comprende le parrocchie di Castellazzo, Gavasseto, Marmirolo, Masone, Roncadella, Sabbione, Villa Bagno, Corticella e S. Donnino di Liguria, ha visto cambiamenti significativi:

  • Don Stefano Torelli, già collaboratore pastorale di quest'unità, è stato nominato Responsabile generale dell’Istituto secolare “Servi della Chiesa” e parroco moderatore dell’unità pastorale “Gioia del Vangelo”.
  • È stato nominato Padre Padradriamikajy Jeannot Germani Arthur come collaboratore pastorale dell'unità pastorale “Beata Vergine della Neve”, dove opererà al servizio della comunità.
Mappa della diocesi di Reggio Emilia con evidenziate le unità pastorali

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