Bibbia Nova Vulgata: Storia, Caratteristiche e Rilevanza

La Nova Vulgata (o Neovulgata) rappresenta una moderna revisione della storica Vulgata, la traduzione della Bibbia in lingua latina considerata ufficiale dalla Chiesa cattolica. Questa edizione riveste un ruolo fondamentale sia nella liturgia che nello studio biblico contemporaneo.

Recentemente, un esempio dell'importanza e dell'attualità della Nova Vulgata si è manifestato in edizioni che presentano due versioni affiancate in parallelo ad ogni pagina. Un'edizione ponderosa (ben 4.488 pagine), ad esempio, affianca la Nova Vulgata, riveduta nel 2005, e la versione italiana della Conferenza Episcopale Italiana del 2008. Questa Bibbia bilingue “è destinata a proporre due versioni dell’unico testo originale, disposte in parallelo su una medesima pagina, con evidenti scopi comparativi”, come spiegato da monsignor Frezza.

Copertina di una Bibbia bilingue Nova Vulgata e CEI

Le Radici Latine: Dalla Vetus Latina alla Vulgata di Girolamo

La Vetus Latina: Le Prime Traduzioni

La Vetus latina è la più antica versione in latino della Bibbia. A Roma si parlava e comprendeva il greco, quindi solo tardi si sentì la necessità di una traduzione della Bibbia in latino. Diversa invece era la situazione in Africa e in Spagna, dove il greco era poco conosciuto. In questi paesi, subito dopo la conversione al cristianesimo, divenne attuale il problema di una traduzione latina.

Non è chiaro dove e quando avvenne la prima traduzione; i primi documenti certi della presenza di una Bibbia latina li abbiamo in Tertulliano e Cipriano (III sec.). Nel IV secolo, Agostino si lamentava che non si potevano più contare gli interpretes, cioè i traduttori latini. Nel testo latino della Bibbia regnava una confusione così grande che Agostino raccomandava di usare la Itala (la versione in uso nella penisola italica). Per l’antica Bibbia in latino si usa l’espressione Vetus latina, lasciando però aperto il problema se in origine ci siano state una o più traduzioni. Certamente la Vetus latina era una traduzione dal greco, ma di questa versione sono rimasti solo frammenti.

La Vulgata di San Girolamo: Una Traduzione Fondamentale

Nel IV secolo, papa Damaso I (366-384), al fine di offrire un testo uniforme a tutta la Chiesa, decise una revisione del testo latino della Bibbia. Nel 382, incaricò di questo lavoro Girolamo, noto per la sua erudizione e per il suo pluriennale studio della Bibbia. In questo lavoro di revisione, Girolamo si limitò a togliere errori di traduzione e a smussare durezze stilistiche. Nel 383, presentò la revisione del Nuovo Testamento e subito dopo iniziò a rielaborare l’Antico Testamento sulla base della versione dei Settanta.

Tuttavia, la revisione del testo della Vetus latina fece maturare in Girolamo la decisione di tradurre l’Antico Testamento direttamente dall’ebraico (hebraica veritas). Si portò a Betlemme e concluse questa nuova versione dall’ebraico nel 405. Girolamo svolse il suo lavoro in modo molto meticoloso, ebbe a disposizione buoni manoscritti e la sua traduzione è una delle migliori opere di questo genere dell’antichità. La Chiesa latina adottò questa traduzione dell’Antico Testamento dall’ebraico e la revisione del Nuovo Testamento che presero il nome di Vulgata.

Illustrazione di San Girolamo nel suo studio mentre traduce la Bibbia

Il Concilio di Trento e l'Autenticità della Vulgata

La Vulgata ebbe però lo stesso destino della Settanta: quanto più si diffuse e venne trascritta, tanto più fu soggetta a errori di copiatura e talvolta a intenzionali correzioni erronee. Per di più, verso la fine del Medioevo, vennero compiute nuove traduzioni in latino che contribuirono a rendere il testo della Vulgata ancor più intricato. L’edizione critica della Vulgata si realizzò nel 1592 quando apparve la Vulgata Sisto-Clementina. È interessante notare che la Vulgata fu anche il primo libro a essere stampato da J. Gutemberg nel 1455.

Il Concilio di Trento, l’8 aprile 1546, emanò un decreto che dichiarava autentica la Vulgata e ne decideva un’edizione ufficiale. Questo decreto di Trento è stato spesso frainteso, interpretato nel senso che solo la Vulgata fosse da considerare la Bibbia dei cattolici. Dalle discussioni dell’Assemblea conciliare risulta invece evidente che il problema non era stabilire se la Vulgata fosse da preferire al testo originale greco e/o ebraico, ma:

  • quale edizione latina della Bibbia fosse da usare ufficialmente nelle scuole e nella discussione teologica;
  • quale traduzione presentasse il testo più vicino all’originale.

Ogni dubbio circa l’interpretazione delle affermazioni tridentine è stato dissipato da Pio XII nell’Enciclica Divino afflante Spiritu (1943), che parla di “autenticità giuridica” della Vulgata, cioè essa è immune da errori in materia di fede e morale.

VULGATA: Cuál fue su origen y por qué es tan importante | BITE

La Nova Vulgata: Una Revisione Moderna

La Commissione e lo Sviluppo

Nel 1965, verso la conclusione del Concilio Vaticano II, papa Paolo VI commissionò una revisione della Vulgata in accordo con i moderni criteri esegetici e filologici. Il lavoro si basò sull'edizione critica del 1907 pubblicata da papa Pio X. Il primo volume della Nova Vulgata ad essere pubblicato fu il Libro dei Salmi, edito nel 1969; l'intero testo fu completato nel 1979. A partire da tale data, l'edizione costituisce la versione ufficiale per la liturgia latina della Chiesa Cattolica. Non contiene i libri apocrifi terzo e quarto di Esdra, la preghiera di Manasse e il salmo 151.

Caratteristiche e Contenuti

La Nova Vulgata è una Bibbia moderna e accurata, spesso presentata in edizioni di pregio. Ad esempio, alcune edizioni si caratterizzano per una copertina editoriale in pelle verde con impressioni a secco e l'uso di carta di riso, per un totale di 2154 pagine per il testo standard.

Il Contesto Teologico e Liturgico

La promulgazione della Nova Vulgata da parte di Papa Giovanni Paolo II (IOANNES PAULUS PP.) evidenzia la sua importanza nel contesto della Chiesa. Di seguito, un estratto che illustra le motivazioni e gli obiettivi di questa revisione:

SCRIPTURARUM THESAURUS, quo salvificus nuntius a Deo hominibus datus continetur - ait enim recte s. Augustinus: “ de illa civitate unde peregrinamur, litterae nobis venerunt: ipsae sunt… quae nos hortantur ut bene vivamus ” (Enarr. in ps. XC, s. 2,1: PL37, 1159) - ab Ecclesia merito semper summo in honore est habitus singularique diligentia custoditus. Quae quidem ab ipsis initiis suis numquam desiit curare, ut populus christianus quam amplissima frueretur facultate Dei verbum percipiendi, praesertim in sacra Liturgia, in qua celebranda “ maximum est sacrae Scripturae momentum ” (Conc. Vat. II, Const. Sacros. Conc., n. Ecclesia ergo in partibus occidentalibus illam ceteris versionibus anteposuit, quae Vulgata solet appellari quaeque maximam partem a s. Hieronymo, doctore praeclaro, confecta, “ tot saeculorum usu in ipsa Ecclesia probata ” est (Conc. Trid., sess. IV; Enchir. Bibl., n. 21). Tam egregiae existimationi documento est etiam cura eius textum ad criticam rationem apparandi, ac quidem per editionem, quae secundum altiorem doctrinam adhuc concinnatur a monachis Abbatiae S. Hieronymi in Urbe, a Pio XI, Decessore Nostro fel. rec., ad hoc institutae (Const. Apost. Inter praecipuas, 15 Iun. 1933; A.A.S. XXXXVI, 1934, pp. Aetate autem nostra Concilium Vaticanum II, honorem confirmans editioni illi, quam Vulgatam vocant, tributum (Const. Dei verbum, n. 22), atque eo contendens, ut in Liturgia Horarum facilior esset intellectus Psalterii, statuit, ut huius recognoscendi opus, feliciter inchoatum, “ quamprimum perduceretur ad finem, respectu habito latinitatis christianae necnon totius traditionis Ecclesiae ” (Const. Sacros. Conc., n. His omnibus Paulus Vl, Decessor Noster rec. In qua recognitione efficienda “ ad verbum ratio habita est veteris textus editionis Vulgatae, ubi videlicet primigenii textus accurate referuntur, quales in hodiernis editionibus, ad criticam rationem exactis, referuntur; prudenter vero ille est emendatus, ubi de iis deflectit vel minus recte eosdem interpretatur. Quam ob rem Latinitas biblica christiana est adhibita, ita ut aequa aestimatio traditionis cum iustis postulationibus artis criticae, his temporibus vigentis, temperaretur ” (cfr. Alloc. Pauli VI, 23 Dec. 1966; A.A.S. LIX, 1967, pp. Textus, ex hac ipsa recognitione exortus, quae quidem impensior fuit in quibusdam libris Veteris Testamenti, quibus s. Hieronymus manus non admovit, ab anno MCMLXIX ad annum MCMLXXVII seiunctis voluminibus est editus, nunc vero editione “ typica ”, uno volumine comprehensa, proponitur. Haec Nova Vulgata editio etiam huiusmodi esse poterit, ut ad eam versiones vulgares referantur, quae usui liturgico et pastorali destinantur; atque, ut verbis utamur Pauli VI, Decessoris Nostri, “ cogitare licet eam certum quoddam fundamentum esse, in quo studia biblica… innitantur, maxime ubi bibliothecae, specialibus disciplinis patentes, difficilius consuli possunt et congruentium studiorum diffusio est impeditior ” (cfr. Alloc., 22 Dec. 1977; cfr. diarium L’Osservatore Romano, 23 Dec. 1977, p. Datum Romae, apud S. Petrum, die XXV mensis APRILIS in festo s. IOANNES PAULUS PP.

Infografica sulla linea temporale delle principali traduzioni della Bibbia in latino

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