La storia della stampa moderna inizia con un'opera di straordinaria bellezza e ingegneria: la Bibbia di Gutenberg. Conosciuta anche come B42 per la sua caratteristica distintiva di 42 linee per colonna, questo testo monumentale è comunemente considerato il primo libro a stampa, segnando un'impressionante transizione dall'era del manoscritto a quella tipografica.
Contesto Storico e Datazione
Il 12 marzo 1455, Enea Silvio Piccolomini, che sarebbe diventato papa Pio II, annotava in una lettera al cardinale Juan de Carvajal di aver visto a Francoforte alcuni quinterni stampati. Si trattava proprio degli esemplari appartenenti alla tiratura della B42. Questa missiva di Piccolomini è un fondamentale elemento datante, poiché costituisce il terminus ante quem per cui possiamo affermare che la stampa della Bibbia avvenne tra il 1452 e il 1454.
Sebbene nessun foglio delle copie pervenute rechi la data di stampa o il nome dello stampatore, l'opera è universalmente attribuita a Johannes Gutenberg. Il primo libro stampato non poteva che essere in continuità grafica e stilistica con il suo antecedente manoscritto.
Caratteristiche e Innovazioni Tipografiche
La B42 venne stampata utilizzando una scrittura che Piccolomini ricordava per le sue caratteristiche di alta leggibilità, definendola «mundissime ac correctisseme litterae». Questa era la cosiddetta textura quadrata, esemplata sul carattere gotico dei manoscritti che contraddistingueva il testo della Bibbia e, in generale, i testi liturgici, soprattutto nell'area tedesca. Il capolavoro di Gutenberg portò il libro stampato allo stesso livello estetico dei manoscritti diffusi in precedenza.
La Bibbia fu un vero e proprio esperimento tipografico. Venne stampata in due volumi in folio, ciascuno di circa 300 fogli, per un totale di 1286 pagine. Secondo i calcoli di G. Zedler, furono impiegati ben 299 tipi di caratteri.

La denominazione di B42 deriva proprio da una delle sue caratteristiche strutturali: le due colonne di 42 linee. Tuttavia, la Bibbia di Gutenberg presenta nei fogli iniziali delle colonne di 40 linee, poi di 41 e solo successivamente di 42. La motivazione di questo cambiamento in corso d’opera era legata alle esigenze di ottimizzazione dei costi editoriali, cercando di risparmiare carta restringendo il numero delle righe e limando i caratteri senza diminuire l’interlinea, in modo tale che si risparmiasse spazio senza sacrificare la leggibilità del testo.
Produzione e Diffusione
Non è un caso che ad essere stampato fu proprio il testo della Bibbia nella versione latina (Vulgata) messa a punto da San Gerolamo nel IV secolo. Era uno dei pochi testi a carattere internazionale e facilmente vendibile su larga scala. Il bacino di recezione della Bibbia stampata doveva essere prima di tutto l'ambiente accademico, dunque gli istituti teologici e quelli scolastici in generale, il cui orizzonte d’attesa rispondeva ad esigenze di uniformità e correttezza testuale.
Molte sono le ipotesi riguardanti la tiratura iniziale: con buona probabilità vennero stampati 150 esemplari in carta e 30-35 in pergamena, un materiale più pregiato. Johannes Gutenberg, tra il 1452 e il 1455, nella sua officina portò a termine la stampa di circa 180 copie della Bibbia con l'aiuto di numerosi collaboratori.

Dopo alcuni tentativi iniziali con la stampa a rosso, fu stampato esclusivamente il testo. La decorazione a colori e la rilegatura venivano realizzate autonomamente da ogni acquirente da artigiani specializzati, i rubricatori e gli miniatori. Per questo motivo ogni esemplare della Bibbia di Gutenberg è un pezzo unico.
Un Capolavoro Unico
Ancora oggi, la Bibbia in 42 caratteri è considerata uno dei libri a stampa più belli e preziosi. La stampa, introducendo nuovi metodi e tecniche, dimostrò di aver saputo fornire la chiave di volta alle successive tecnologie. L'approccio di Gutenberg era modernissimo: puntare sul potenziale di acquisto nel mercato librario, ottimizzare tempi e materiale, ma soprattutto sfruttare la capacità di rapportarsi al passato, alimentando una vitale e necessaria continuità. La stampa taglia il nastro dell'epoca moderna e segna un momento di “inventio”, capacità di recepire le esigenze relative all’epoca e tradurle in strumenti proattivi.
Esemplari e Conservazione
Dei circa 180 esemplari prodotti della tiratura originaria, oggi sopravvivono 49 esemplari in tutto il mondo: 37 su carta e 12 in pergamena. Soltanto la copia conservata ad Oxford è completa di tutte le carte, comprese quelle bianche di guardia.
Due dei quarantanove esemplari conservati in tutto il mondo si trovano nella collezione del Museo Gutenberg a Magonza (Mainz), che è probabilmente il più importante museo della stampa al mondo. Fondato nel 1900, a cinque secoli dalla nascita di Gutenberg, il museo raccoglie centinaia di libri, incunaboli, cinquecentine, iscrizioni, macchine, strumenti, manifesti e stampe, ma soprattutto mette in risalto la vita e il lavoro di Gutenberg e conserva due delle sue Bibbie originali.
