L'Autore del Pentateuco: Mosè e la Tradizione
I primi cinque libri della Bibbia sono tradizionalmente attribuiti a Mosè, che ne sarebbe il principale compilatore. Personaggi che ritroviamo nelle pagine successive della Bibbia, quali Esdra, Neemia e perfino lo stesso Gesù, consideravano Mosè l’autore del Pentateuco.
La Contesa sull'Autorialità
In seguito, il liberalismo teologico e il razionalismo imperante hanno tentato di contestare tale tradizione sostenendo l’impossibilità che un solo uomo possedesse, ai tempi di Mosè, tanta intelligenza e tale capacità di scrittura.
Le Prove Archeologiche e Testuali
Scoperte archeologiche confermano che la scrittura esisteva già al tempo di Abramo, prima di Mosè. Nei testi della Legge, quando Dio si rivolge a Mosè gli ordina spesso di scrivere (per esempio in Esodo 17:4; 34:27).
Datazione della Redazione
Se si accoglie l’ipotesi che l’autore del Pentateuco (e, dunque, anche del libro della Genesi) sia Mosè, è facile supporre che il patriarca l’abbia redatto durante la quasi quarantennale permanenza nel deserto e collocare, di conseguenza, la relativa datazione intorno al 1450 a.C. Alcuni esperti suggeriscono una data più prossima al XIII che al XV secolo a.C. Mosè avrà certamente attinto anche a tradizioni orali, tramandate di generazione in generazione e raccolte con cura. Sicuramente le prime versioni di questo libro si trovavano su tavolette d’argilla o su papiri.
L'Importanza e la Struttura dei Primi Cinque Libri
L’importanza dei primi cinque libri della Bibbia è notevole. Qui leggiamo il racconto degli albori dell’umanità, ma anche delle origini del popolo che Dio sceglie. Questi libri fanno parte del Pentateuco (i cinque libri dell’Antico Testamento, attribuiti a Mosè), la Torah ebraica.
Genesi: Le Origini e il Popolo Eletto
Il Significato del Nome e la Creazione
Il termine Genesi significa “origine, inizio”. Questo libro propone il racconto della creazione dell’universo, ma poi restringe il raggio di interesse limitandolo a questa nostra Terra e a un solo popolo: il popolo eletto - prototipo dell’umanità - al quale Dio si manifesterà in modo assai particolare e diretto.
La prima parola della Bibbia inizia con la seconda lettera (bet) dell’alfabeto ebraico. Alcuni commentatori ebrei ravvisano in tale dettaglio un insegnamento importante, e cioè che l’inizio della storia dell’umanità non è l’inizio della storia di Dio. Secondo tale interpretazione, infatti, la perfezione divina avrebbe fatto sì che il testo ispirato iniziasse con la prima lettera dell’alfabeto (alef). Il fatto che ciò non sia avvenuto indicherebbe che la storia di Dio ha un altro principio, che precede la Bibbia.
Dieci sono le tappe della creazione del mondo e della società umana (esemplificata dal popolo di Israele) menzionate in questo libro e introdotte pressoché dalla stessa formula: “Queste sono le origini” e “Questa è la discendenza”.
Il Peccato Originale e la Salvezza
Nella Genesi vi si narra, inoltre, del peccato originale e di come ottenere il perdono (la salvezza).
La Storia del Diluvio Universale
La storia di Noè è anche quella del diluvio universale e della famosa arca. Circa la portata del diluvio tutt’oggi non abbiamo dati molto precisi. Tuttavia, rileviamo che in quasi tutte le religioni asiatiche, europee e africane si tramanda il racconto di tale fenomeno avvenuto nell’antichità. In Mesopotamia esistono tracce di imponenti inondazioni e i Sumeri, nei loro scritti antichi, tramandavano una storia assai simile a quella riportata nella Bibbia. Questo racconto accadico presenta delle sorprendenti analogie con quello biblico. Ancora oggi corre voce che i resti dell’arca si trovino da qualche parte sul monte Ararat, in Armenia. E ancora oggi sono in atto delle spedizioni archeologiche… alla ricerca dell’arca perduta.

Esodo: Dalla Schiavitù alla Libertà
Il Significato del Nome e il Contesto Storico
Il titolo del libro dell'Esodo traduce il termine greco éxodos (composto di ex, “fuori”, e hodós, “via, cammino”), usato nella Septuaginta. Come il nome stesso lascia intuire, il libro dell’Esodo parla di un’uscita, una partenza, una migrazione. Gli Ebrei sono in Egitto da oltre trecento anni, dopo gli ultimi eventi descritti nel libro della Genesi. I discendenti di Giacobbe erano stati ridotti in schiavitù. Questo è il periodo delle grandi costruzioni ordinate dai faraoni, presumibilmente nell’epoca di Seti I e, quindi, di Ramses II. L’Egitto cominciava a temere la sovrappopolazione degli schiavi ebrei, tanto che il faraone ordinò di far morire tutti i neonati maschi.
La Storia di Mosè e la Liberazione
Ma il grande fiume è la salvezza per uno di loro, che viene posto dalla madre in un canestro e affidato alla corrente per essere infine trovato e adottato da una principessa egiziana. Questo è il favoloso destino che attende Mosè (il suo nome significa “salvato dalle acque”). Nella Bibbia ebraica il sostantivo con cui si indica il canestro dove fu deposto il piccolo Mosè è lo stesso usato per l’imbarcazione che portò in salvo Noè dal diluvio. Il personaggio centrale è Mosè, che diverrà principe d’Egitto e, in seguito, il liberatore di migliaia di persone con cui si mette in marcia verso la terra promessa. Dopo aver attraversato il Mar Rosso, il popolo d’Israele vaga nel deserto per quasi quarant’anni. Nella regione del Sinai il popolo riceve da Mosè, che le ha ricevute da Dio, le tavole della Legge contenenti i dieci comandamenti. Ma coloro che sono partiti dall’Egitto non sono quelli che raggiungeranno la terra promessa (salvo qualche rara eccezione).
Le Dieci Piaghe d'Egitto
Mosè prega il faraone di lasciar andare gli Ebrei. Al rifiuto di costui si scatena una serie di castighi provenienti da Dio: le dieci piaghe d’Egitto, che si consumano per diversi mesi, forse un anno. C’è una logica nella sequenza di questi castighi. Le acque del Nilo diventano rosse come il sangue. Probabilmente un’esondazione anomala ha provocato il drenaggio di argille rosse che, inquinando l’acqua, hanno causato la moria dei pesci. A tale fenomeno segue l’invasione delle rane. I simpatici batraci devono essere fuggiti dalle acque inquinate del Nilo. Ed ecco che iniziano a sciamare zanzare e mosche (tafani), sicuramente attratti dall’eccesso di umidità, dai pesci morti e dalle carcasse degli animali avvelenati dalle acque del grande fiume. Il bestiame si ammala e muore e gli uomini si ricoprono di ulcere e pustole: è sicuramente colpa delle punture degli insetti. Poiché le disgrazie non arrivano mai sole, ecco che alle sei piaghe se ne aggiunge una settima: la grandine che distrugge le colture e ciò che resta è divorato dalle cavallette, come spesso accade in queste regioni. È stato forse il vento dell’Etiopia a portare le cavallette prima di portare le nubi di polvere che hanno oscurato il cielo e fatto calare le tenebre per tre giorni? E, infine, l’ultimo, agghiacciante flagello: la morte dei primogeniti di tutte le famiglie egiziane! Queste storie spaventose sono dense di significato. Qui si consuma la lotta tra il Dio di Mosè e le divinità egizie. Il dio Nilo, divinità dell’abbondanza e della vita, diventa simbolo di morte. Le rane, divinità della fertilità, diventano foriere di malattie mortali. Mosè, inoltre, è in grado di fermare i flagelli dopo aver pregato Dio di farli cessare.
🦗 LE 10 PIAGHE D'EGITTO e la Liberazione degli Ebrei dalla Schiavitù 🐸 Pasqua Ebraica (Pesach) 🐑
Il Significato Spirituale dell'Esodo
La libertà di cui questo popolo va alla ricerca si ottiene solamente mediante il rispetto di leggi ben precise. È questo uno dei messaggi chiave del libro. Libertà e legge sono donate, contemporaneamente, lungo un percorso dalla schiavitù alla libertà. Questa lunga transizione (ben quarant’anni!) comincia con l’ultimo pasto consumato dagli Ebrei in Egitto, che rappresenterà l’istituzione della Pasqua (dall’ebraico Pesach, “passaggio”). Per molti lettori della Bibbia, il libro dell’Esodo è un testo che permette di capire meglio il senso della venuta di Gesù sulla terra.
La Datazione dell'Esodo
Se consideriamo che Mosè è l’autore principale di questo libro, occorrerà farne risalire la redazione alla presunta data dell’esodo. Si può dunque supporre che l’esodo risalga all’incirca al 1450 a.C. Secondo un computo differente, la redazione del libro dell’Esodo sarebbe più tarda: intorno al XIII secolo a.C. I 480 anni menzionati in 1 Re sarebbero, pertanto, simbolici (480 è infatti il risultato di 12 x 40, numeri ricorrenti ed emblematici di cui il linguaggio biblico si serve spesso e volentieri) e occorrerebbe, invece, calcolare le generazioni: 12 generazioni ci portano al XIII secolo. Secondo il testo biblico, parteciparono a questo esodo seicentomila uomini adulti, senza contare le donne e i bambini. Si stima dunque che seguissero Mosè non meno di due milioni di persone. Si sa che nella Bibbia i numeri sono di difficile interpretazione.

Levitico: L'Istituzione della Legge e del Culto
Il Significato del Nome e l'Importanza Cultuale
Anche in questo caso il titolo del libro (il terzo del Pentateuco) è desunto dalla traduzione della Septuaginta. La tribù di Levi era quella preposta alle celebrazioni religiose, e questo libro parla, infatti, dell’istituzione del culto del Dio di Israele. Nella Torah ebraica anche questo libro prende il nome dal proprio incipit (in questo caso: “Egli chiamò”). Con tutte le sue leggi, leggine, varianti e normative, il Levitico non è proprio il libro biblico preferito dal lettore moderno. Tuttavia, questo libro occupa un posto importante nella tradizione ebraica perché è il cuore del suo culto.
Le Leggi Sulla Santità e la Purezza
Se il libro dell’Esodo contiene i dieci comandamenti, sintetici ma precisi, quello del Levitico entra nei dettagli e, come vedremo, proprio in ogni dettaglio! Di fronte a tante leggi, che ciascun membro del popolo di Dio è tenuto a osservare, è impossibile risultare o rimanere innocenti: c’è sempre una legge per farti sentire colpevole di qualcosa! Eppure, nel libro si sottolinea la necessità di preservarsi in santità e purezza… missione impossibile! Questo libro cerca di rispondere alle due domande essenziali che gli uomini iniziarono a porsi, ai piedi del Sinai, davanti alle tavole della Legge: Come accostarsi a Dio? Pertanto la via che conduce a Dio passa necessariamente attraverso i sacrifici. Da qui l’istituzione di intermediari tra il popolo e Dio: i sacerdoti, che saranno scelti esclusivamente tra gli appartenenti alla tribù di Levi. I primi a ricoprire questo ruolo sono Aronne, il fratello di Mosè, e i suoi figli.
Le Norme Alimentari e Sociali
L’insieme delle leggi tocca anche le relazioni umane, sia in famiglia che nella società. Queste leggi faranno sì che gli Ebrei si distinguano da tutti gli altri popoli e, addirittura, eviterà loro qualsiasi assimilazione. Ecco qualche esempio: si può consumare solamente la carne di quei ruminanti che presentano l’unghia bipartita (zoccolo spaccato in due). Poiché è proibito mangiare il sangue, si deve provvedere al dissanguamento dell’animale prima di gustarne le carni. Si possono consumare soltanto i pesci con le scaglie e le pinne (dunque, niente crostacei e frutti di mare!). Le leggi che regolamentavano il matrimonio vietavano determinate consanguineità, sottolineando chiaramente l’avversione alle pratiche in uso presso il popolo egiziano, dal quale gli Ebrei avevano ormai preso le distanze. In Egitto, infatti, non c’erano leggi severe in materia e non erano rare le unioni tra fratelli (come avvenne nel caso di alcuni faraoni). Inoltre, il popolo eletto si stava dirigendo verso Canaan, la terra promessa, presso le cui popolazioni indigene pratiche come i sacrifici dei bambini e la prostituzione sacra erano all’ordine del giorno.
Gli Obiettivi delle Leggi Mosaiche
L’intento, non troppo celato dietro a tutte queste regole, è di permettere agli uomini (in questo caso, al popolo eletto) di conservarsi santi e puri. I 365 comandamenti negativi (o divieti) corrispondono al numero dei giorni di un anno solare. Secondo la Torah, dunque, l’uomo con le sue 248 ossa deve compiere i 248 obblighi e ogni giorno dell’anno deve impegnarsi a non violare i 365 divieti.

Numeri: Il Censimento e il Percorso nel Deserto
Il Significato del Nome e i Censimenti
Questo libro di 36 capitoli riporta i dati di due censimenti della popolazione. Con questo nome, i traduttori della Septuaginta hanno voluto battere l’accento sull’elemento statistico.
La Peregrinazione e la Condotta del Popolo
Per gli Ebrei il deserto non è solamente il luogo dove si può incontrare Dio, ma è anche la distesa di sabbia che calpestano da anni. Trentotto anni nel deserto durante i quali la gente brontola e mormora contro Mosè, che ve l’ha condotta. Questo libro parla soprattutto della condotta che il popolo di Dio deve tenere nel deserto e una volta giunto nella terra promessa.
Deuteronomio: La Seconda Legge
Il Significato del Nome e il Ripilogo della Legge
Il termine Deuteronomio significa, infatti, “seconda legge”. Questo libro offre l’istruzione riepilogando la legge. Si tratta di un insieme di insegnamenti e di istruzioni che Mosè vuole lasciare al suo popolo prima di morire.
La Bibbia tra Antico e Nuovo Testamento
L'Ispirazione Divina e il Ruolo dello Spirito Santo
Dio stesso è l'autore della Sacra Scrittura: essa è perciò detta ispirata e insegna senza errore quelle verità, che sono necessarie alla nostra salvezza. Lo Spirito Santo ha infatti ispirato gli autori umani, i quali hanno scritto ciò che egli ha voluto insegnarci. La fede cristiana, tuttavia, non è «una religione del Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta, ma il Verbo incarnato e vivente» (S. Bernardo di Chiaravalle). La Bibbia non intende passarci informazioni storicamente precise o scoperte scientifiche. Inoltre gli autori erano figli del loro tempo. Le loro forme espressive sono influenzate dalle immagini culturali del mondo attorno a loro talora inadeguate. Nonostante ciò, tutto ciò che l’uomo deve sapere su Dio e il modo in cui ci ha salvato si trova nella Sacra Scrittura con certezza infallibile.
La Relazione tra i Due Testamenti
La Scrittura è una, in quanto unica è la Parola di Dio, unico il progetto salvifico di Dio, unica l'ispirazione divina di entrambi i Testamenti. L'Antico Testamento prepara il Nuovo e il Nuovo dà compimento all'Antico: i due si illuminano a vicenda. Nell’Antico Testamento Dio si rivela come il Creatore e custode del mondo, e come guida e maestro dell’umanità. I libri dell’Antico Testamento sono anche Parola di Dio e Sacra Scrittura. Nell’Antico Testamento inizia una grande storia di formazione, che prende una svolta decisiva nel Nuovo Testamento ed arriva a destinazione con la fine del mondo e la seconda venuta di Cristo. L’Antico Testamento è molto più che un semplice preludio del Nuovo. I comandamenti e le profezie per il popolo dell’Antica Alleanza e le promesse che vi sono contenute per tutti gli uomini non sono mai state revocate. Nei libri dell’Antica Alleanza troviamo un tesoro insostituibile di preghiere e saggezza; in particolare i Salmi sono parte della preghiera quotidiana della Chiesa.
Il Compimento delle Leggi in Gesù Cristo
Gesù non è venuto sulla terra per abolire le leggi dell’Antico Testamento, ma per portarle a compimento. Il Nuovo Testamento getta nuova luce sull’Antico Testamento. Alcune leggi bibliche non si applicano più perché Gesù ci ha dato una legge superiore, che si fonda sull’amore al prossimo. Altre leggi, come i Dieci Comandamenti, sono tuttora validi. Il Nuovo Testamento fa nuova luce sull’Antico: certe regole sono state abolite, e altre riconfermate. L’intero Antico Testamento prepara all’Incarnazione del figlio di Dio. Tutte le promesse di Dio trovano il loro compimento in Gesù. Essere cristiani significa unirsi ancor più profondamente alla vita di Cristo. Per far questo si devono leggere e vivere i Vangeli. Nostro Signore Gesù Cristo, come afferma egli stesso nel Vangelo, ci ha sottoposti al suo giogo soave e al suo lieve peso e perciò ha voluto stabilire l’obbligo di tutto ciò che è raccomandato nelle Scritture canoniche, eccetto i riti che si leggono nei libri di Mosè, riti che rendevano più grave la schiavitù dell'antico popolo e convenivano alle disposizioni del loro cuore e dei tempi profetici in cui esso viveva (S. Agostino, Lettere, N.).

Il Nuovo Testamento: Il Cuore della Rivelazione
Nel Nuovo Testamento la rivelazione di Dio è conclusa. I quattro Vangeli secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni sono la colonna portante della Sacra Scrittura e il tesoro più prezioso della Chiesa. In essi il Figlio di Dio si mostra come egli è e ci incontra. Negli Atti degli Apostoli apprendiamo degli inizi della Chiesa e dell’opera dello Spirito Santo. Nelle lettere scritte dagli apostoli, tutti gli aspetti della vita umana vengono visti alla luce di Cristo. Gesù è tutto quello che Dio vorrebbe dirci. Madeleine Delbrêl dice: “Attraverso la sua Parola Dio ci dice chi è e cosa vuole; lo dice definitivamente e lo dice per ogni singolo giorno." Nel Vangelo di Luca, Gesù incontra due discepoli e si trova a puntualizzare una questione che lo riguarda direttamente: ciò che le Scritture dicono di lui, il Messia, “detto i profeti! per entrare nella sua gloria?”. Stranamente Mosè appare anche nel Nuovo Testamento e, precisamente, nei Vangeli. Sul cosiddetto “monte della Trasfigurazione”, Gesù riceve la visita (“ai confini della realtà”…) di Mosè ed Elia. Questi due personaggi dell’Antico Testamento sono morti migliaia di anni prima. Naturalmente, nel racconto evangelico, tale visione sta a indicare un punto di svolta nella vita di Gesù, che sta per affrontare la tappa finale della sua missione, del suo “passaggio”. Il riferimento all’esodo non potrebbe essere più chiaro.