La Bibbia attribuisce un valore inestimabile alla saggezza e all'intelligenza, ponendole ben al di sopra delle ricchezze materiali. Come affermato nel libro dei Proverbi: "Beato l'uomo che ha trovato la saggezza, l'uomo che ottiene l'intelligenza! Poiché il guadagno che essa procura è preferibile a quello dell'argento, il profitto che se ne trae vale più dell'oro fino." (Proverbi 3) e ancora: "L'acquisto della saggezza è migliore di quello dell'oro." (Proverbi 16). Questo sottolinea il loro valore superiore a qualsiasi bene terreno.
L'Essenza della Saggezza e dell'Intelligenza Biblica
La saggezza biblica si distingue dalla semplice conoscenza. Mentre la conoscenza accumula informazioni, la saggezza è la capacità di prendere la conoscenza e applicarla alle varie situazioni della vita. Ne è un esempio il Re Salomone, la cui fama per la saggezza attrasse persone da ogni parte del mondo, non solo per la sua vasta conoscenza, ma per la sua abilità nell'applicarla ai problemi pratici. Questo è il motivo per cui è fondamentale non solo ascoltare la Parola di Dio, ma anche metterla in pratica nella vita quotidiana.

La Scrittura definisce la vera saggezza e intelligenza in termini spirituali. Giobbe definisce l’intelligenza umana come un fuggire dal male, cioè raggiungere un riposo come quello insegnato dal riposo divino della creazione, come descritto in Genesi 2:2: "e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta." Questo significa accedere a uno stato spirituale di ricerca di comunione nella pace con Dio, attraverso la meditazione e la preghiera. Tale atteggiamento pacifico e quieto non esclude la contemplazione della saggezza di Dio; l’esercizio dell’intelligenza rivolta all’Infinito deve essere accompagnata dal timore reverenziale per il Signore. Questo timore non è paura, ma la constatazione di trovarsi di fronte al Creatore d’ogni cosa, anche della nostra limitata intelligenza, che però può gustare i pacifici momenti di godimento e l’uso della mente nel riposo proposto. C’è un riposo da raggiungere, fatto di meandri di pace celeste e di ristoro spirituale, proveniente da una presenza divina abbondante, avvolgente e assolutamente da non scansare. Se siamo introdotti in questa sfera di serenità, cioè un silenzio dove Dio ci può comunicare o toccare con la sua poderosa mano, possiamo altresì affermare di essere in uno stato congruo per accettare il Suo struggente consiglio. Occorre adoperare l’intelligenza nel terreno pacifico della Verità, per capirne il grande valore. Il profeta Geremia, vivendo in un’epoca di malvagità e rifiuto della Parola di Dio, evidenziò come la radice del male fosse il non conoscere Dio, un problema che persiste anche oggi. Come ammoniscono i Proverbi: "Non affannarti per arricchire, rinunzia a un simile pensiero."
La Necessità dell'Intelligenza Divina
La nostra intelligenza umana è limitata e spesso insufficiente per comprendere le verità più profonde di Dio. Molti, pur religiosi, falliscono nel comprendere l'identità di Gesù Cristo affidandosi unicamente alla loro capacità intellettuale. La Bibbia chiarisce che il Figlio di Dio è venuto proprio per dotarci di un'intelligenza superiore. L'apostolo Giovanni afferma: "Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere Colui che è il Vero, e noi siamo in Colui che è il Vero, cioè nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il Vero Dio e la Vita eterna" (I Ep. Giovanni 5:20). Questo significa che per comprendere "il Figlio" occorre un'intelligenza diversa, celeste o rivelata.

Il Suo consiglio, o l’essere attirati dalla condizione pacifica verso un’azione più riflessiva, coinvolge i sentimenti del cuore, la luce nella mente e la felicità dello spirito, e può avvenire per un concreto atto dello Spirito di Dio, cioè l’introduzione di noi stessi nell’ambito della Verità. Nella fuga dal male e nel timore verso Dio, lo Spirito Santo ci propone la Verità.
Le Ricchezze della Grazia e la Verità
Gesù viene a noi per recarci le "ricchezze della sua Grazia" (Efesini 1:7), che sono abbondanti e variegate. Una di queste ricchezze è proprio quella impiegata per la nostra intelligenza, al fine di affrettare e farci innamorare nella comprensione della Parola di Vita. La nostra intelligenza umana e naturale non era sufficiente, occorreva un intervento divino, perciò Dio ci ha donato intelligenza, e come accennato Lui è venuto per darci l’intendimento o la comprensione per distinguere lo spirito della Verità dallo spirito dell’errore, come detto in I Ep. Giovanni 4:6: "da questo conosciamo lo spirito della Verità e lo spirito dell’errore."
L'Epistola ai Colossesi (1:6) sottolinea l'importanza di ascoltare e conoscere "la Grazia di Dio in Verità." Questo è un programma eccellente per giungere a recepire la Verità, ad essere avvolti e investiti da essa, non in balia di errori fascinosi e seducenti, ma di poter attingere e ottenere un convincimento sicuro e confortante. La preservazione dall'errore è una Grazia di Gesù e dello Spirito Santo, che allontanano con la Parola la forza dell’errore e della tentazione, strumenti dell’Avversario. Dobbiamo concludere che la Verità è un messaggio e nello stesso tempo è una persona: Gesù Cristo. "Ascoltare e conoscere" possono essere paragonate a due rotaie progettate per raggiungere la stazione della Verità. L'ambientazione in cui avviene l'ascolto e cresce la conoscenza è descritta in II Ep. Giovanni v.3: "Grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e di Gesù Cristo, il Figlio del Padre, nella Verità e nell’amore." Queste virtù prosperano nella Verità e nell’Amore del Padre e del Salvatore.
Cristo circonda il peccatore del Suo amore inesplicabile, reca un humus adatto perché cresca la Verità e il Suo Spirito Santo possa manifestare di essere l’agente preposto a questa cura, affinché la Verità cresca e splenda in un’intelligenza o in una mente adatta alla comprensione (Efesini 1:8: "Dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza"). La Verità recepita e compresa produce uno stato di abbandono alla Verità stessa, una confidenza viva nell’autorità della Bibbia. Le parole degli uomini, i consigli dei perbenisti, i riti religiosi non sono più indispensabili di fronte alla manifestazione della Verità, che cresce nel cuore e nell’intelligenza dell’individuo nutrito dalle parole dell’Evangelo. Il messaggio compreso con l’aiuto della Grazia, diventa predominante su tutto ciò che può essere definito o inteso come il percorso precedente religioso. La Bibbia e il suo inconfondibile messaggio sono la Verità, essa favorisce l’incontro con Cristo e l’ascolto di parole di vita, altresì ci introducono nel cammino nuovo e spirituale dove il punto cardinale è il Salvatore. Cristo appare quale potente Redentore che dispensa la Verità, essa deve essere ascoltata, conosciuta, creduta e con l’aiuto dello Spirito Santo cresce nel cammino di comunione e illustra ancora il mistero di Cristo. Perciò ora l’intelligenza è indirizzata nella verità e nell’amore di Gesù e la sua conoscenza si fa sempre più impellente, per sondare la bellezza del suo immane sacrificio ristoratore.
Queste grazie sono illustrate nella seconda epistola di Giovanni: "la verità dimora in voi" (v. 3); "camminino nella Verità" (v. 4); "(i credenti) riconoscono pubblicamente che Gesù Cristo è venuto in carne" (v. 7); "Chi rimane nella dottrina di Cristo, ha il Padre e il Figlio" (v. 9). La Verità si conosce e vuole per lo Spirito Santo dimorare, abitare, radicarsi in noi ascoltatori e approssimarci al traguardo delle ricchezze di Gesù, elargite per la salute del credente, che è passato credendo dalla morte alla vita. Colossesi 2:2 aggiunge: "affinché siano consolati i loro cuori e uniti mediante l’amore, siano dotati di tutta la ricchezza della piena intelligenza per conoscere a fondo il mistero di Dio cioè Cristo." I tesori nascosti divengono patrimonio e fruizione gratuita dei credenti per glorificare un così grande e potente Salvatore. A questo proposito, I Ep. Giovanni 5:6 dice: "Ed è lo Spirito che ne rende testimonianza perché lo Spirito è la Verità."
La Via per Ottenere la Saggezza Divina: Fede e Lealtà
La Lettera di Giacomo offre indicazioni precise su come ottenere questa saggezza. Se a qualcuno manca la saggezza, dice Giacomo 1:5, "la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data." Ma perché dovremmo chiederla? La chiediamo affinché possiamo essere in grado di mettere in pratica la parola di Dio, applicarla alle situazioni difficili, affrontare ogni prova con saggezza e serenità, essere perfetti e completi, di nulla mancanti, e glorificare il nome di Dio. Senza la saggezza, non possiamo sperare di raggiungere tale completezza.
Don Luigi Maria Epicoco - Lettera di Giacomo - prima parte
La chiave, però, sta nel "come" chiedere. Giacomo prosegue: "Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita è simile a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie" (Giacomo 1:6-8). Essere "di animo doppio" significa avere diverse lealtà. Non possiamo essere leali sia al Signore che a noi stessi. O Dio siede sul trono della nostra vita, o quel trono è occupato da noi. Se Dio è sul trono, possiamo chiedere con fede e sicurezza; se siamo noi, non possiamo aspettarci di ricevere saggezza dal Signore. Mettere Dio sul trono della nostra vita significa "morire a noi stessi", ma in questo atto risiede la vera vita e libertà, fidandosi di un Dio che ama, è affidabile e non tradisce mai.
Saggezza del Mondo vs. Saggezza Divina
In una cultura individualistica come la nostra, molti cercano la saggezza altrove, nei social media, nei politici, nei giornalisti, nel cinema. Tuttavia, queste fonti spesso non sono affidabili, non agiscono sempre per il nostro bene e la felicità che offrono è sfuggente, dipendente dalle circostanze, rendendo le persone ansiose, insicure e insoddisfatte. Manca la vera pace e gioia.

La saggezza che la Bibbia ci offre, al contrario, è una saggezza divina che viene dal Signore. Essendo divina e avendo il Creatore dell'universo come sua fonte, è perfetta e pura. Giacomo 3 la descrive: "La saggezza che viene dall’alto... è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia." Questa saggezza divina è sempre affidabile e non cambia mai; è una roccia su cui possiamo costruire le nostre vite, offrendo stabilità, pace e gioia, a differenza della saggezza mondana, instabile e spinta dai capricci della cultura.
Gesù Cristo: Incarnazione della Saggezza Divina
La Bibbia rivela che la saggezza di Dio si è incarnata nella persona di Gesù Cristo. Paolo, nella sua prima lettera ai Corinzi, afferma che "in Cristo Gesù risiedono la potenza e la saggezza di Dio." E nella lettera ai Colossesi, dice che "in Cristo tutti i tesori della saggezza sono nascosti." La fede in Cristo è, quindi, la chiave che ci permette di accedere a questi tesori. Quando ci fidiamo di Cristo per la salvezza e il perdono dei nostri peccati, abbiamo la possibilità di chiedere a Dio la saggezza con fede, senza dubitare, e lo Spirito Santo ci rivela i segreti della saggezza nascosti in Lui.
Gesù stesso offre questa saggezza come un'acqua che disseta per sempre. Nell'Evangelo di Giovanni (4:14) egli dice: "ma chi beve dell’acqua che Io gli darò, non avrà più sete, anzi l’acqua che Io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna." Questo significa che chi ascolta la Verità dell'Evangelo con il cuore e la mente e se ne appropria, non cercherà più altre soddisfazioni religiose, ma troverà piacere nel far conoscere la Verità agli altri. Gesù assicura anche: "Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a Me e Io non li caccerà fuori" (Ev. Giovanni 6:37-38). Egli è venuto perché noi avessimo vita eterna.
La Conoscenza di Dio e le Sue Manifestazioni
L'importanza di una conoscenza intima e personale di Dio è cruciale. Geremia 9:23-24 evidenzia che mentre il mondo cerca saggezza umana, forza e ricchezze, la vera gloria è nell'avere intelligenza e conoscere il Signore, che pratica la bontà, il diritto e la giustizia. I Proverbi (2:1-5) elencano otto atteggiamenti necessari per trovare la scienza di Dio: ricevere le Sue parole, serbare i comandamenti, prestare orecchio alla saggezza, inclinare il cuore all'intelligenza, chiamare il discernimento, rivolgere la voce all'intelligenza, cercarla come l'argento e scavarla come un tesoro. Questo è il fondamento della saggezza, il timore del Signore, che significa riverirlo e dargli il primo posto nella nostra vita.

L'apostolo Paolo prega affinché Dio "illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi, e qual è verso di noi che crediamo l’immensità della sua potenza" (Efesini 1:18-20). Le vere ricchezze provengono da Dio attraverso Gesù Cristo. La Bibbia ci insegna che l'amore del denaro è radice di ogni male, mentre la pietà con animo contento è un grande guadagno (1 Timoteo 6:6,10). Se ci gloriamo, dovremmo farlo nella croce di Cristo (Galati 6:14).
Il filosofo francese Pascal affermò che "nel cuore di ogni uomo c’è un vuoto a forma di Dio che non può essere colmato da nessuna cosa creata, ma solo da Dio Creatore, rivelato attraverso Gesù Cristo." Mosè imparò di più su Dio quando vide la Sua gloria (Esodo 34:6,7). La Parola di Dio è uno specchio in cui vediamo noi stessi così come Dio ci vede. Daniele e i suoi amici sono esempi biblici di coloro che conoscevano la fonte della saggezza e della potenza di Dio, dimostrando fermezza e fiducia nel Signore (Daniele 2:20-23, 28, 47; 6; 11:32). L'apostolo Paolo, contemplando la grandezza di Dio, esclama: "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio!" (Romani 11:33), riconoscendo che aspetti come la Trinità, la Sua gloria, sovranità e maestà, vanno oltre la piena comprensione umana.
L'Evangelo stesso è descritto nell'Apocalisse (4:6-8) come una "creatura celeste e vivente", che aleggia nel tempo di grazia sul mondo, indirizzando gli uomini verso il Santo tre volte con una confessione permanente che Dio è eterno presente: "che era, che è, e che viene." L'Evangelo porta alla confessione dei peccati, al perdono divino, al culto di riconoscenza e adorazione verso il glorioso Dio e Padre, e all’esaltazione del Figlio come amoroso Salvatore (Apocalisse 7:10-12). Gesù è il messaggio congruo dell'Evangelo, che propone: "Ecco Io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, Io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con Me" (Apocalisse 3:20). L'ascolto della voce di Cristo nella Sua Parola porta alla vita eterna.
La Saggezza Divina nella Creazione e nel Governo del Mondo
La saggezza è un attributo intrinseco di Dio, essenziale non solo nella creazione ma anche nel governo del mondo. La saggezza divina è stata impiegata da Dio, insieme alla Sua potenza e al Suo intelletto, per dare forma alla terra, stabilire il mondo e distendere i cieli. Questa saggezza è considerata eccellente e fondamentale, poiché attraverso di essa Dio ha fondato la terra, dimostrando la Sua intelligenza e il Suo ruolo cruciale nella creazione di un ordine armonioso e coerente per tutte le cose create. Dio, tramite la Sua saggezza, guida le creature verso il loro fine, prevenendo disordini e manifestando la Sua sovranità. La saggezza di Dio si rivela anche nel tempismo degli eventi, come le punizioni, le afflizioni e la loro risoluzione, trascendendo la comprensione umana.