La Chiesa Parrocchiale di San Gregorio Barbarigo: Storia e Architettura

Contesto Territoriale e Istituzione della Parrocchia

La parrocchia di San Gregorio Barbarigo è stata istituita attraverso un processo che ha ridefinito i confini territoriali esistenti. Il suo territorio, infatti, è stato desunto dalle parrocchie dei Santi Pietro e Paolo, di S. Marco in Agro Laurentino e della Santissima Annunziata a Via Ardeatina, in esecuzione della costituzione apostolica “Abbatia SS.”.

Definizione dei Confini Parrocchiali

Con decreto del 30 giugno 1983, il territorio è stato determinato entro i seguenti nuovi confini:

  • Via Cristoforo Colombo, partendo da Viale dell’Oceano Atlantico, fino all’altezza di Via Asia.
  • Via Asia.
  • Via Stendhal.
  • Viale della Civiltà Romana.
  • Viale dell’Arte.
  • Viale della Musica.
  • I numeri dispari e pari di Via Laurentina, da Via delle Tre Fontane a Largo Mendoza, rimangono a S. Gregorio Barbarigo.
  • Largo Mendoza.
  • Delimitazione del complesso del Serafico, che rimane a S. Gregorio Barbarigo.
  • Via Francesco Bianchini.
  • Via Emilio Bianchi e il suo proseguimento ideale fino a Via di Vigna Murata.
  • Via di Vigna Murata, lasciando i numeri dispari e pari alla parrocchia di S. Gregorio Barbarigo.
Mappa del quartiere Ardeatino di Roma con evidenziati i confini della parrocchia di San Gregorio Barbarigo

Il complesso edilizio è di proprietà della Pontificia istituzione. L'architetto Giuseppe Vaccaro redige il progetto nel corso del suo ultimo anno di vita, riuscendo a vederne realizzate soltanto le fondazioni.

La Genesi Architettonica: Il Progetto di Giuseppe Vaccaro

La Visione del Progettista

L’opera sarà completata, dopo la morte di Vaccaro, dal suo allievo e collaboratore Gualtiero Gualtieri. Vaccaro costruisce il progetto con l’intento di negare il diretto contatto tra il luogo sacro e il traffico della città. Per questo, i volumi in calcestruzzo armato a faccia vista si impongono sul fronte strada privi di aperture.

Schizzo architettonico o planimetria concettuale della Chiesa di San Gregorio Barbarigo

Gli Elementi Esterni

Una rampa di scale e una cordonata corrono parallelamente alla strada e danno accesso a un lungo portico disposto trasversalmente. Questo portico è staccato dall’edificio e sorretto da sei pilastri quadrati. L’edificio prende forma dall’intersezione e dall’accostamento di diversi volumi, creando un impatto visivo distintivo.

Foto esterna della facciata della Chiesa di San Gregorio Barbarigo, con la rampa d'accesso e il portico

Gli Spazi Interni: Un Percorso Tra Forme e Luce

L'Architettura degli Interni

Varcata la soglia d’ingresso, ci si trova all’interno di uno spazio mistilineo. Questo spazio è definito nella prima parte dai due blocchi quadrangolari che sviluppano un percorso longitudinale, il quale culmina nello spazio presbiteriale.

Pianta schematica degli interni della Chiesa di San Gregorio Barbarigo con evidenziate le aree principali

Il Presbiterio e i Suoi Dettagli

Nello spazio presbiteriale, l'area circolare è coperta da un grande plafone in rame con un oculo decentrato verso l’altare. Da questo oculo proviene un fascio di luce naturale indirizzato sulla mensa. Lo spazio presbiteriale occupa quasi un terzo del cilindro principale ed è delimitato da due gradini in travertino.

È trattato con una raffinata lavorazione a scanalature radiali che prendono origine al centro del cerchio su cui è impostata la planimetria. Il gradino superiore ospita l’altare e il seggio, anch’essi in travertino, mentre all’interno del gradino inferiore trova posto l’ambone, il quale segna il limite della sezione rialzata. L’ambiente è illuminato naturalmente da una fascia di finestre che delimita le zone di contatto tra il volume principale e l’emicilindro più basso. Il plafone in rame è distaccato dalle pareti perimetrali e appare sospeso alle grosse travi metalliche smaltate di rosso, similmente a quelle utilizzate per la costruzione del campanile.

La Cappella Laterale

Sulla sinistra si apre una piccola cappella, anch’essa di forma cilindrica, coperta da una volta conica con oculo centrale. Questa cappella è separata dai muri perimetrali grazie a un nastro di finestre che corre lungo tutto il bordo, garantendo un'illuminazione diffusa e suggestiva.

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