La Misericordia Eterna di Dio nei Salmi

L'uomo religioso è colui che ha fatto esperienza di Dio come un Essere unico e sublime, la cui eccelsa qualità impone un atteggiamento di profonda riverenza. Questa esperienza fondatrice è ampiamente attestata nella Bibbia, specialmente nei Salmi, dove si legge: «Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Sei rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto» (Sal 104,1); «grande Dio è il Signore, grande re sopra tutti gli dèi [...]; entrate, prostrati, adoriamo, in ginocchio davanti al Dio che ci ha fatti» (Sal 95,3.6).

Ci si inginocchia di fronte a Dio come riconoscimento della propria piccolezza, ma non nella vergogna, bensì nel canto e nel plauso. Il riconoscimento della incomparabile qualità divina assume la forma della preghiera di lode, che celebra Dio «per la sua immensa gloria». L'orante esulta nell'esaltare e magnificare Dio (1 Sam 2,1; Sal 63,6; 71,23; Lc 1,46-47), perché riconosce che tutto il bene proviene da Dio, che è originaria benevolenza e perfetta volontà benefica.

Per coloro che desiderano essere uomini religiosi, è fondamentale entrare nella considerazione meditativa della misericordia del Signore attraverso la preghiera, piuttosto che attraverso un procedimento speculativo. A tal fine, è utile e saggio prendere a modello il modo di pregare ispirato, in particolare il Salmo 136, definito la «grande lode» (il grande Hallel) della tradizione biblica.

Illustrazione della copertina del Libro dei Salmi

Il Percorso della Preghiera: dal Lamento alla Lode

La forma di preghiera più alta culmina nel riconoscimento di Dio, un processo che attraversa diverse fasi: dal gemito del lamento alla supplica accorata, dall'abbandono fiducioso alla limpida letizia della presenza salvifica del Signore. Da questa ammirazione adorante scaturiscono il ringraziamento e la lode, atti distinti ma tendenti a fondersi in un unico canto.

Il Ringraziamento: Riconoscimento del Dono Ricevuto

Il ringraziamento è il riconoscimento di essere stati beneficati dal Signore. Implica una componente soggettiva, poiché l'orante focalizza l'attenzione su ciò che è avvenuto nella propria persona, risalendo dal dono ricevuto al soggetto buono che lo ha elargito. Purtroppo, non sempre chi riceve una «grazia» ritorna a «rendere grazie» (Lc 17,11-19). Tuttavia, quando un individuo o una comunità riflettono e ricordano i benefici ricevuti, esprimono un inestimabile dono di vita. Il ringraziamento è un evento spirituale per eccellenza, che fa fiorire l'amore dall'esperienza del beneficio ricevuto, non come riflesso condizionato, ma come atto libero e spontaneo. La gioia di essere amati genera la gioia di amare chi ci ama, poiché Dio è l'origine dell'amore e ama tutti per primo (1 Gv 4,10).

La Lode: Riconoscimento Oggettivo del Valore Divino

La lode, invece, è un riconoscimento più oggettivo: lo sguardo è totalmente rivolto all'altro per elogiarne il valore assoluto. È plauso, grido di ammirazione, compiacimento per trovarsi alla presenza di un essere senza pari. Indirizzata a Dio, la lode è la proclamazione gioiosa della Sua gloria.

Un'illustrazione che rappresenta un coro che canta in un tempio

Il Salmo 136: La Litania della Misericordia Eterna

Il Salmo 136, noto come la «grande lode», si distingue per la sua struttura litanica, caratterizzata dalla ripresa stereotipica dell'invocazione «perché eterna è la sua misericordia». La creatività del canto risiede nella prima parte dei versetti, affidata al conduttore della preghiera, che declina il motivo della lode in molteplici varianti, mentre l'assemblea risponde con un ritornello identico. La potenza della preghiera si realizza nell'unità corale che celebra la misericordia divina, invitando quante più voci possibile a risuonare di immensa gratitudine verso la sorgente di ogni bene.

L'Imperativo del Ringraziamento

L'imperativo «rendete grazie» non è un modesto suggerimento, ma un comandamento, un dovere religioso fondamentale. San Paolo prescrive: «In ogni cosa rendete grazie: questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi» (1 Ts 5,18). Chi non ringrazia non riconosce Dio. Esiste un unico ringraziamento da compiere nella vita, poiché il Signore è l'unico Dio (cfr Dt 6,4) a cui si deve totale riconoscenza.

Il Nome di YHWH: Rivelazione della Presenza Salvifica

La richiesta di obbedienza al comandamento è motivata dalla menzione del Signore («rendete grazie a YHWH»). L'evocazione di questo Nome favorisce il processo orante della lode (cfr Sal 113,1-3; 135,1; ecc.): «Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie; invocando il tuo Nome, raccontiamo le tue meraviglie» (Sal 75,2). Dio ha rivelato il Suo nome proprio (Es 3,15) perché fosse ricordato e benedetto di generazione in generazione, poiché evoca la Sua presenza salvatrice e la Sua perenne alleanza con i padri, fondata su amore gratuito e fedele (Dt 10,15).

Un'illustrazione che rappresenta il Nome di Dio (YHWH) scritto in ebraico antico

Gli Attributi Divini nel Canto di Lode

La lode si dipana come la declinazione degli attributi divini, ciò che definisce la natura di questo Essere unico e perfetto. Il Salmo 145, ad esempio, utilizza un dispositivo acrostico per presentare vari titoli del Signore che diventano espressione di lode: «grande è il Signore e degno di ogni lode» (v. 3), «misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore» (v. 8), «buono è il Signore verso tutti» (v. 9), «fedele è il Signore in tutte le sue parole» (v. 13), «giusto è il Signore in tutte le sue vie» (v. 17), «vicino è il Signore a chiunque lo invoca» (v. 18).

La Bontà e la Misericordia come Fondamento della Lode nel Salmo 136

Il cantore del Salmo 136 concentra l'attenzione su due termini chiave che motivano il ringraziamento: l'aggettivo «buono» e il sostantivo «misericordia». Queste qualifiche sono fondamentali, poiché la bontà misericordiosa viene celebrata in ogni versetto, specificando anche i titoli attribuiti al Nome del Signore, come «il Dio degli dèi» (v. 2), «il Signore dei signori» (v. 3), e «il Dio del cielo» (v. 26). La natura unica, sublime e onnipotente di Dio è celebrata come fonte di una benevolenza incomparabile che si espande nell'universo.

«Rendete grazie al Signore perché è buono» (v. 1a). Un unico qualificativo viene privilegiato per elogiare il «Dio degli dèi», mettendo in luce la Sua irradiazione benefica. Il bene che proviene da Dio, come da inesauribile fonte, fa comprendere e riconoscere che Egli è essenzialmente ed eternamente «buono». Ogni parola del canto diventa un'esplicitazione di questa realtà beatificante.

«Perché in eterno è la sua misericordia» (v. 1). Il termine ebraico ḥesed, qui tradotto come «misericordia», possiede una vasta gamma di significati, tra cui «amore», «fedeltà», «grazia», «benevolenza», «clemenza», «benignità». Esso esprime il giusto e fedele rapporto di alleanza (Dt 7,9.12; 1 Re 8,23; Sal 89,29; 106,45), indicando il comportamento di chi agisce rispettando il partner e promuovendo la comunione in una relazione giuridicamente sancita.

La versione CEI del 2008 ha optato per «amore», ma «misericordia» (come nell'edizione CEI del 1971) è da preferire per sottolineare la condiscendenza divina. La «misericordia» è specificata dall'avverbio «in eterno» o «per sempre», che evidenzia la permanente manifestazione dell'amore del Signore nel fluire della storia. Dio si lega agli uomini con un vincolo di «eterna alleanza» (Gen 9,16; 17,7; ecc.), poiché «buono è il Signore, la sua misericordia è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione» (Sal 100,5).

Racconto Biblico Per Bambini: LA CREAZIONE DEL MONDO

La Litania del Salmo 136: Un Percorso di Consapevolezza

L'autore del Salmo 136 guida in un esercizio di preghiera, suggerendo un percorso e indicando tappe fondamentali. Ogni versetto invita a soffermarsi su un'azione divina, contemplandola nel suo manifestarsi. La risposta riconoscente rischia di essere superficiale se non è vissuta come un cammino interiore, in cui l'orante diventa sempre più consapevole dell'amore che Dio ha profuso nella storia.

Come narrare l'infinita ed eterna misericordia del Signore in pochi versetti? Se parlarne è doveroso, farlo in modo inadeguato risulta offensivo. «Non dimenticare nessuno dei suoi benefici» (Sal 103,2), si dice il vero fedele. Ma come cantare tutto l'amore ricordando solo alcune manifestazioni di tale immensa bontà?

L'autore del Salmo 136 è un maestro in questo senso. Non si dilunga in molte parole (il corpo del salmo è composto da 22 versetti, tanti quante le lettere dell'alfabeto ebraico, a indicare completezza). Non segue il costume di certi inni pagani preoccupati di non trascurare nessun titolo o beneficio divino per timore della collera divina. Nel Salmo 136 vengono menzionati pochi eventi: la creazione, l'esodo e il dono della terra. Altri fatti di grande importanza, come l'elezione di Abramo, l'alleanza con Davide o il dono della parola profetica, pur potendo essere oggetto di celebrazione, non sono esplicitati.

Il salmista non solo seleziona pochi eventi tra le innumerevoli grazie del Signore, ma sottolinea solo alcuni aspetti o episodi dell'evento misericordioso. Ad esempio, parlando della creazione, non ricorda il fiorire della vegetazione o la creazione dell'essere umano; raccontando l'esodo, non evoca l'alleanza del Sinai o la manna; il dono della terra è ristretto al provvedere il cibo, senza esplicitare l'indipendenza politica o la ricchezza delle istituzioni.

Questo apparente «riduzionismo» va interpretato come sapienza ispirata. L'autore sacro ci invita a dare credito alla sua visione, focalizzandosi sugli aspetti essenziali della misericordia divina.

Esempi di Versetti dal Salmo 136

  • «Lodate il Signore dei signori: perché eterna è la sua misericordia.» (Sal 136,3)
  • «Ha creato i cieli con sapienza: perché eterna è la sua misericordia.» (Sal 136,5)
  • «Ha disteso la terra sulle acque: perché eterna è la sua misericordia.» (Sal 136,6)
  • «Il sole per regolare il giorno: perché eterna è la sua misericordia; la luna e le stelle per regolare la notte: perché eterna è la sua misericordia.» (Sal 136,7-9)
  • «Ha colpito a morte i primogeniti egiziani: perché eterna è la sua misericordia.» (Sal 136,10)
  • «Ha guidato Israele nel deserto: perché eterna è la sua misericordia.» (Sal 136,16)
Una tavola che illustra la struttura del Salmo 136 con i suoi versetti chiave

Il Salmo 136, con la sua struttura litanica e il ritornello insistente sulla misericordia eterna, offre un potente modello di preghiera. Esso ci insegna a riconoscere la bontà e la fedeltà di Dio attraverso le Sue azioni salvifiche nella storia, invitandoci a celebrare incessantemente la Sua infinita misericordia.

tags: #bibbia #eterna #e #la #sua #misericordia