Giuseppe Ricciotti e la Bibbia EFFEDIEFFE: Un'Analisi

La figura di Giuseppe Ricciotti (Roma, 1890 - Roma, 1964) è indissolubilmente legata al mondo degli studi biblici e della teologia cattolica. Notissimo studioso biblico e archeologo, Ricciotti ha lasciato un'eredità significativa attraverso le sue opere e le sue traduzioni, tra cui spicca la sua edizione della Bibbia, oggi riproposta dalla casa editrice EFFEDIEFFE.

Ritratto fotografico di Giuseppe Ricciotti in età matura

La Vita e la Carriera Accademica di Giuseppe Ricciotti

All'età di quindici anni, il 3 marzo 1905, Giuseppe Ricciotti entrò come novizio nella Congregazione agostiniana dei Canonici Regolari Lateranensi, dove emise i voti semplici il 4 marzo 1906. Dopo aver assolto il servizio di leva militare, fu ordinato presbitero il 30 novembre 1913. Frequentò i corsi di filosofia e teologia della Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la duplice laurea.

Contemporaneamente, frequentò l'Università di Roma e fu per tre anni uditore al Pontificio Istituto Biblico, dal quale nel 1919 ottenne la licenza in scienze bibliche. I suoi studi furono rallentati dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, durante la quale Ricciotti servì come cappellano militare. Assegnato a un ospedale da campo, chiese e ottenne di essere trasferito all'assistenza spirituale dei soldati in trincea, nel corpo scelto degli Arditi. Durante il suo incarico, fu colpito quasi mortalmente e decorato con una medaglia d'argento al valor militare.

GIUSEPPE RICCIOTTI

Passata la guerra e terminati gli studi, Ricciotti ottenne nel 1924 la libera docenza in Letteratura ebraica, esercitata saltuariamente all'Università di Roma e successivamente, tra il 1926 e il 1927, all'Università di Genova. Tornato all'Università di Roma, ricoprì la cattedra di Storia religiosa dell'Oriente cristiano (a più riprese tra il 1933 e il 1946). All'Università di Bari fu docente di Ebraico e lingue semitiche comparate (1935-1960), di Storia del Cristianesimo (1950-1960), di Storia della filosofia antica (1950-1953) e di Storia della filosofia medievale (1951-1953).

Nel 1935 Ricciotti era stato nominato Procuratore generale della propria Congregazione presso la Santa Sede, carica che mantenne fino al 1946. Nell'agosto 1938 fu insignito della dignità di Abate ordinario di Gubbio e fu nominato Consultore della Congregazione dei Religiosi. Ricciotti ebbe in più occasioni la possibilità di approfondire la propria conoscenza del mondo orientale, recandosi in Libia, Egitto, Palestina, Arabia, Transgiordania, India e Filippine. Durante il secondo conflitto mondiale, presso la Chiesa di San Pietro in Vincoli, a Roma, assicurò la protezione a numerosi perseguitati per motivi razziali e politici.

Contributi agli Studi Biblici e Teologici

L'inizio dell'attività didattica del Ricciotti avvenne negli anni immediatamente successivi all'apice della crisi modernista. Egli, che aveva intrattenuto rapporti amichevoli con Ernesto Buonaiuti fino al momento della di lui scomunica, si trovò a operare in un periodo di ristagno per gli studi biblici di matrice cattolica. Dalle prefazioni di alcune delle sue opere e da alcuni articoli di giornale di carattere apertamente polemico o indirettamente autobiografico, è possibile ricostruire quali fossero le iniziali difficoltà che Ricciotti dovette affrontare per vincere le diffidenze degli editori e le riserve di certi suoi critici.

Non diversamente dagli altri biblisti cattolici dell'epoca, Ricciotti si pose in una prospettiva estremamente polemica rispetto all'esegesi modernista, in particolare a quella di Alfred Loisy. I suoi lavori sul testo biblico, di carattere piuttosto conservatore, dimostrano una solida preparazione storica e filologica, non del tutto estranea alle contemporanee acquisizioni della critica. In tal modo Ricciotti tentava di infrangere la cortina di sospetto che in Italia gravava sugli studi biblici, attirandosi a questo proposito qualche opposizione da parte dell'ala cattolica più conservatrice. In particolare, l'opuscolo anonimo Un gravissimo pericolo per la Chiesa di Dolindo Ruotolo (1941), nel quale si attaccava lo studio scientifico delle Scritture, era chiaramente diretto contro Alberto Vaccari, contro Leone Tondelli e soprattutto contro lo stesso Ricciotti. La Pontificia Commissione Biblica intervenne in loro favore con una lettera ai vescovi italiani.

Anteriormente, nel 1933, la stessa Commissione aveva condannato l'interpretazione che il Ricciotti dava di due testi scritturistici nel volume Bibbia e non Bibbia; il volume fu emendato nelle successive edizioni. Ricciotti fu traduttore e commentatore di testi ebraici (Geremia, Lamentazioni, Giobbe e Cantico dei Cantici), greci (Guerra giudaica di Giuseppe Flavio, Atti degli Apostoli, Lettere di Paolo) e siriaci (Efrem, Afraate, Bar-Hebreo).

Le Opere Monografiche

Giuseppe Ricciotti dedicò volumi monografici a:

  • Sant'Efrem (1925)
  • Giuseppe Flavio (1937)
  • San Paolo (1946)

Frutto delle sue lezioni di storia del Cristianesimo a Bari sono anche una biografia di Giuliano l'Apostata (1956) e una trattazione sull'era delle persecuzioni cristiane (1953). Nel libretto Bibbia e non Bibbia (1932), l'autore sottolinea la necessità di applicare il metodo storico-critico allo studio delle Scritture, abbandonando definitivamente la dipendenza dal testo latino della Vulgata, e auspicava una maggiore educazione biblica del clero e dei fedeli.

Ma il nome di Ricciotti è connesso intimamente con la sua Storia di Israele (1932-1934) e ancor più con la Vita di Gesù Cristo (1941), più volte riedite e ristampate. In due opere l'autore si distacca dai temi consueti:

  1. Una traduzione italiana delle omelie tenute nel 1933 dal cardinale bavarese Michael von Faulhaber in favore degli Ebrei, dalla cui prefazione si può ricavare la preoccupazione che Ricciotti mostrava per l'ascesa dell'ideologia razzista.
  2. L'edizione del Diario romano del memorialista Giacinto Gigli (1594-1671).

La "Bibbia del Ricciotti" e l'Edizione EFFEDIEFFE

Il maggior valore scientifico dell'opera del Ricciotti va ricercato nella sua attività di editore, commentatore e soprattutto traduttore fedele. Di tenore meno specialistico e di stile volutamente semplice e comprensibile sono le sue opere più note, che ebbero larga diffusione. Tra queste, la sua traduzione della Bibbia.

Caratteristiche della Traduzione di Ricciotti

Questa edizione del Sacro Libro - ante Concilio Vaticano II ed ante traduzione CEI degli anni ’70 - è la più adatta per chi desidera possedere una Bibbia completa, sicura e fedelmente tradotta, ovvero senza interpolazioni o manipolazioni “moderne” del testo, che possa servire sia come lettura spirituale che come opera di consultazione. Il valore degli specialisti che hanno collaborato alla presente edizione e la profonda sapienza dell’Abate Giuseppe Ricciotti (1890 - 1964), notissimo studioso biblico ed archeologo che oltre a tradurre una parte del testo ha scritto tutte le introduzioni e le note, costituiscono la maggiore garanzia della serietà e accuratezza dell’opera alla quale è stata data una presentazione del tutto conforme al suo carattere ed alla sua importanza.

Come scrisse lo stesso Ricciotti nell’introduzione generale, questa edizione presenta la più recente versione italiana della Bibbia eseguita da un comitato di competenti. I loro nomi sono elencati nella prefazione e sono sufficienti a rassicurare il lettore sulla bontà di una traduzione che ha già incontrato tanto favore presso il pubblico dei cattolici italiani. La versione venne fatta dal testo latino della Vulgata, salvo i casi in cui certamente la lezione di essa non rappresenta o rende evidentemente con improprietà l’originale ebraico o greco; in questi casi nella traduzione si è seguito di solito il testo originale e in nota si è dato, senza commento, il testo tradotto dalla Vulgata.

Copertina della

Motivazioni dell'Edizione EFFEDIEFFE

Per la EFFEDIEFFE edizioni, la ripubblicazione della "Bibbia del Ricciotti" rappresenta un progetto a lungo desiderato. Viste le traduzioni “moderne” del sacro testo e le varie manomissioni che ha subito nel corso degli anni per tramite della CEI, la mancanza di questa versione preconciliare della Bibbia era, secondo l'editore, una lacuna troppo enorme per non porvi rimedio. L'edizione EFFEDIEFFE propone questa straordinaria versione della Bibbia, considerata la migliore mai composta per traduzione e note, unitamente a quella, introvabile, del cardinale Antonio Martini che risale al 1700. Questa edizione permette al lettore di addentrarsi nei testi della Fede con sicurezza, senza sospetti di interpolazioni “moderne” - che, come noto, hanno fatto seguito alle “novità” esegetiche e dottrinali introdotte dopo il Concilio e a partire dalle nuove “interpretazioni” degli anni ’60-’70.

Il lettore potrà così affidarsi a una traduzione di livello massimo ad opera di un team di biblisti all’epoca diretto da quello straordinario esegeta che fu l’abate Ricciotti, che oltre ad aver supervisionato l’intera realizzazione e tradotto alcuni libri dell’Antico Testamento, curò tutte le note e tutte le introduzioni ai singoli libri, del Nuovo e del Vecchio Testamento.

Il Ruolo di Ricciotti nell'Editoria Cattolica

Dal 1926 al 1936, Giuseppe Ricciotti fu redattore dell'Enciclopedia Italiana, curandovi numerose voci di Storia del cristianesimo, Materie ecclesiastiche e Letteratura biblica. Inoltre, si deve a lui e a Mons. Pietro Barbieri la decisione di pubblicare l'Enciclopedia Cattolica (1948-1954), all'interno della quale Ricciotti curò anche alcune voci.

Eredità e Riconoscimento

L'abate Giuseppe Ricciotti, cappellano degli Arditi nella Grande Guerra e anti-modernista nella pratica ecclesiale, è stato autore di testi imperituri e giganteschi come Vita di Gesù Cristo, San Paolo Apostolo, L’era dei martiri, Giuliano l’Apostata, e tantissimi altri, profondendo in questo monumentale lavoro sulla Bibbia tutta la sua competenza di storico, biblista ed archeologo di fama internazionale, famoso ed apprezzato in tutto il mondo. È l'unico italiano che può vantare questo record davanti alla gran massa di esegeti “moderni” tedeschi, francesi ed americani.

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