In Italia esiste un vero e proprio campionario di leggende riguardanti la figura di San Pietro Apostolo, che spesso, in compagnia di Gesù, va in giro per il mondo a diffondere la buona novella e principi di saggezza popolare destinati ad acquisire un’origine divina e sacra. A questa categoria appartiene una di esse riguardante la mamma di San Pietro che, con diverse varianti e similitudini, si narra in molti Stati.
Diffusione Globale e Origini Misteriose
Secondo Sanfilippo, questa leggenda è diffusa in Bielorussia, Bulgaria, Brasile, Canada, Cile, Cina, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ucraina. Nel presente saggio, partendo da una leggenda molto conosciuta, si analizzano alcune sue significative varianti narrative con le funzioni, simbolismi e significati che esse hanno assunto nei contesti territoriali in cui sono diffuse.
Non si è a conoscenza del testo primordiale, della sua origine geografica, dei suoi diffusori iniziali e dell’epoca in cui iniziò ad essere divulgata. Il fatto che fosse conosciuta anche in Cina, Giappone e vari Stati americani, suggerisce che in alcuni casi la diffusione potrebbe essere stata favorita dall’opera dei missionari per contribuire a facilitare la comprensione del messaggio evangelico.
La Leggenda Abruzzese: La Foglia di Bietola
Questa leggenda, in passato, era diffusa a Lama dei Peligni, un Comune abruzzese della Provincia di Chieti e fu pubblicata la prima volta da Francesco Verlengia. In essa si narra che San Pietro aveva una madre avara e molto cattiva che procurava parecchi dispiaceri al figlio e non aiutava mai nessuno. Un giorno, mentre la mamma di San Pietro lavava la verdura in una fontana, le sfuggì una foglia che fu portata via dall’acqua. Allora lei disse: «Che sia per le anime del purgatorio».
Quando la donna morì, con gran vergogna di San Pietro, finì all’inferno, dove i diavoli la gettarono a scontare i peccati in una profonda buca con fuoco e fumo. Ogni volta che poteva vedere San Pietro, sua madre lo supplicava di prenderla e portarla in paradiso. Un giorno Gesù volle andare incontro all’Apostolo e gli disse: «Pietro, io vorrei liberare tua madre ma purtroppo lei non ha mai fatto nessun’opera di bene e di carità poiché quando era in vita pensava solo a sé stessa».
San Pietro obiettò: «Eppure Maestro una carità l’ha fatta». Allora il Messia fece chiamare l’angelo che conservava il libro delle anime e guardò cosa c’era scritto riguardo la mamma di San Pietro. Poiché c’era riportata la storia della foglia di bietola sfuggita durante un lavaggio, Gesù ordinò all’angelo di trovare quella foglia e con essa tirare dall’inferno al paradiso la madre dell’Apostolo.
L’angelo trovò la foglia, scese all’inferno e ordinò alla donna di attaccarvisi per salire in paradiso. Mentre saliva verso il paradiso, alle altre anime dannate invidiose che la guardavano e cercavano di attaccarsi anche loro alla foglia disse con scherno: «Volete salire con me in paradiso? Solo che io ho pensato ad allevare mio figlio mentre voi non c’entrate, perciò via, via!». In quel momento, la foglia si ruppe e la donna ricadde all'inferno.
Questo racconto, con le caratteristiche generali sopra descritte, è distribuito in molti Paesi e in base al sistema di classificazione di fiabe e racconti popolari sviluppato da Aarne e Thompson (1961), è catalogato come AT 804 con il seguente titolo: “La madre di San Pietro cade dal cielo”.

Varianti Regionali e Simbolismi
In Italia la leggenda della madre di San Pietro è caratterizzata da diverse varianti regionali e locali che sono tipiche espressioni della tradizione orale, in cui ogni storia spesso cambia con le persone che le raccontano. Esse, spesso, s’intrecciano con riti contadini e superstizioni collegate alla data del 29 giugno.
Varianti nell'azione di carità e nell'oggetto di salvezza
In alcune località sono registrate varianti che evidenziano diversità narrative riguardanti la buona azione fatta dalla madre dell’Apostolo quando era in vita e che nel tentativo di uscire dall’inferno si attaccò a oggetti diversi tra cui una: fune, la scala, due ali, la sottana, le bucce di patata, una foglia di radicchio, il porro e lo spicchio d’aglio. Altre varianti della leggenda ammettono che la donna si trovava vicino a fonti idriche diverse (una fontana, un fiume o altro) mentre era intenta a lavare o maneggiare patate, cipolle, porri, agli, foglie di radicchio, bietole, lattughe e cavoli. In questo caso le varianti sono individuabili anche nella particolare forma adoperata per trascriverle.
In una versione raccolta in Carnia e da Sina nel suo volume sui racconti friulani, la madre di san Pietro, definita una «triste femine invidiose», ottiene la possibilità di salire dall’inferno al paradiso aggrappandosi alle radici di una cipolla. La studiosa racconta che il Signore sa che altri peccatori cercheranno di approfittare dell’opportunità e vuole vedere se la donna in quest’occasione sa essere generosa. Siccome rivela un forte egoismo, le radici della cipolla si spezzano e la donna è condannata a tornare a vivere all’inferno per l’eternità. Un fatto che invece accomuna la leggenda narrata da Verlengia con una simile raccolta in Carnia è che entrambe ammettono l’esistenza di un libro delle anime in cui si registrano le opere di bene fatte durante la vita.
Il Libro delle Anime
Quest’idea di un registro che custodisce le storie dei soggetti in vita è tipica di molte tradizioni e culture.
La Madre di San Pietro e i fenomeni meteorologici
In altre varianti si sottolinea che la madre di San Pietro, nonostante fosse condannata a scontare i suoi peccati all’inferno, grazie alle intercessioni del figlio, il 29 giugno ottenne la concessione di lasciare temporaneamente il luogo di dannazione eterna. Di conseguenza, in tale giorno si scatenano sempre forti temporali poiché la donna usa la sua cattiveria per creare problemi alle persone e alle cose. In seguito, Gesù Cristo, al fine di consolare San Pietro, concede a sua madre la possibilità di uscire dall’inferno per quindici giorni, da una settimana prima a una settimana dopo il 29 giugno.
La leggenda della Madre di San Pietro è accompagnata da altre credenze che si aggiungono a quelle già considerate e anche da vari detti e proverbi diffusi in varie regioni ma che trovano maggiori riscontri soprattutto nel Triveneto. In diverse regioni (Triveneto, Lombardia, Toscana, etc.) è diffusa la credenza che, il 29 giugno, la mamma di San Pietro con le sue urla e tentativi messi in atto per uscire dall’Inferno, causi forti temporali accompagnati da lampi e tuoni. A tal proposito, in alcuni Comuni del Veneto, quando attorno alla fine di giugno arrivano i forti temporali tipici del periodo si usa dire che la colpa è “De la mare de San Piero”. Il 29 giugno in alcuni Comuni di un’area della provincia di Verona chiamata Lessinia, si usa dire che: “ven fora la vecia”, cioè esce fuori la vecchia.
In varie località lombardo-venete che circondano il Lago d’Iseo è attestata la credenza precedentemente citata per il Friuli in cui si sostiene che, il 29 giugno, alla madre di San Pietro è concessa la facoltà di uscire dalle fiamme dell’inferno una volta l’anno. Il 29 giugno in tale ambito geografico non si consiglia di fare il bagno poiché l’anima dannata della madre di San Pietro si posiziona tra le acque del lago, manifestando tutta la sua cattiveria, rabbia e voglia di cercare vendetta.
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La versione Pugliese: il mare agitato
In una versione pugliese si narra che la madre di San Pietro, a causa della sua cattiva condotta terrena, quando morì fu condannata a vagare in eterno tra le onde del mare. Il giorno in cui si festeggia suo figlio la donna manifesta la sua rabbia indispettita provocando il mare agitato, e prendendo per i piedi chi le capita vicino per trascinarlo sul fondo degli abissi. Per questo motivo, il 29 giugno, in diversi centri marittimi della regione si evita di tuffarsi tra le onde marine o più semplicemente di andare in mare.
La versione Calabrese: la madre maga
In Calabria è diffusa una versione della leggenda sulla madre di San Pietro, sostanzialmente molto diversa da quella pubblicata da Verlengia e codificata come AT 804. In essa si narra che un giorno la madre di San Pietro rimase molto irritata dopo aver appreso dal figlio che il Maestro, ossia Gesù Cristo, l’aveva invitata a seguirlo per renderlo partecipe del suo progetto di evangelizzazione. Siccome s’intendeva di fatture e magie disse a se stessa: “Se Gesù pensa di portarmi via tutti i figli a me che sono vedova e sola, si sbaglia”.
Di conseguenza chiamò San Pietro e gli disse: “Prima che tu vada via voglio che il Maestro venga a pranzo a casa nostra”. San Pietro, felice di questa decisione materna, andò da Gesù, gli rivolse l’invito e lui accettò. In seguito la madre preparò un lauto pranzo insieme alle donne del vicinato e da sola una fattura magica che nascose sotto la soglia della porta. La mattina dopo San Pietro andò da Gesù per accompagnarlo in casa. Quando arrivarono davanti all’uscio di casa, il Signore si girò verso San Pietro e gli chiese di portarlo in braccio dentro l’abitazione.
Pietro accettò, prese in braccio il maestro e lo portò in casa sotto gli occhi indispettiti della madre che nascose la sua rabbia e, mostrando allegria, cominciò a servire il pranzo. Mentre tutti mangiavano, la mamma di Pietro, senza farsi notare, levò la fattura dalla soglia e la mise sopra lo stipite della porta. Quando tutti finirono di mangiare, Gesù si alzò dal tavolo, benedisse tutti i presenti e disse a San Pietro che lo voleva portare in braccio fuori della casa. Secondo questa leggenda, l’uomo cerca di condizionare la divinità senza riuscirci.
Significati e Simbolismi della Leggenda
I fatti riportati si prestano a varie osservazioni ed elementi di discussione. La prima questione riguarda il motivo per cui nella leggenda si accosta alla figura di un santo della chiesa, quella immaginaria di una madre peccatrice e immorale di cui non si pronuncia mai il nome e che fu condannata a espiare le sue colpe tra le fiamme dell’inferno.
La figura della madre dell’apostolo simbolizza il male contrapposto al bene rappresentato da suo figlio. La sua figura maligna non può essere ricompensata per soddisfare i suoi desideri ed è condannata a pagare per tutte le sue colpe. L’accostamento di San Pietro alla figura di una madre malvagia potrebbe essersi originata anche dalla volontà di sostituire, in chiave cristiana, miti e leggende pagane. In questo senso si può dire che è stato messo in atto un processo di sincretismo religioso che ha portato all’adattamento al cristianesimo di antichi culti pagani.
Sanfilippo ha fatto notare che la maggior parte delle versioni del racconto sono diffuse nelle isole (Cipro, Sicilia, Sardegna, Corsica, Madera, Maiorca, Ibiza, Ponza, etc.) e in zone costiere (Salerno, Lecce, Algarve, Alicante, Barcellona, Palermo), ovvero in ambiti che nel corso dei secoli sono stati esposti a contatti culturali e all’influenza di tradizioni diverse che si sono mescolate e sovrapposte nel bacino del Mediterraneo. La studiosa, inoltre, ha evidenziato che in molte leggende che la riguardano, la madre di San Pietro sembra una figura molto simile ad alcune antiche divinità femminili greco-romane collegate all’acqua e alla pioggia.
Insegnamenti Morali
Alla leggenda in questione sono attribuibili anche i seguenti significati e simbolismi:
- La leggenda evidenzia il potere d’intercessione dell’apostolo ed anche i limiti connessi alla sua capacità di salvare chi non mostra nessun pentimento.
- Dimostra che le intercessioni, le cosiddette raccomandazioni e i favoritismi parentali sono inutili quando non si posseggono le qualità richieste per assolvere a un determinato compito.
- La leggenda è anche un chiaro esempio dimostrativo di come le tradizioni popolari abbiano inventato particolari racconti per interpretare e/o spiegare fenomeni naturali, associandoli a entità soprannaturali.
- La madre di San Pietro simboleggia l’avarizia, l’egoismo e l’attaccamento ai beni materiali, un insieme di fattori peccaminosi che portano alla dannazione eterna.
La locuzione "Far la mamma di San Pietro"
In un articolo pubblicato in rete, Raso ha fatto presente che si usa la locuzione “Far la mamma di San Pietro” quando si vuole mettere evidenza l’avarizia di una donna.