Benedizione Contro Maledizione: Spiegazione e Significato Profondo

I termini "benedizione" e "maledizione" evocano concetti profondi che trascendono il semplice "dire bene" o "dire male". Essi implicano una potenza spirituale che realizza ciò che le parole esprimono, influenzando in modo significativo la vita dell'individuo.

L'Origine della Potenza: Dio e il Demonio

La Benedizione Divina: Invocazione del Bene

Benedire, come l'etimologia italiana suggerisce ("dire bene"), indica che la parola positiva proferita da chi benedice avrà un'efficacia tangibile, portando il bene nella vita del benedetto. La benedizione si fonda sulla speranza che la potenza divina realizzi il bene invocato. Colui che ha il potere di fare il bene, Dio, invita chi lo rappresenta a comunicare la promessa di ciò che Egli stesso compirà. Il benedicente, in questo contesto, diventa un veicolo affinché il cuore di chi viene benedetto possa aprirsi ad accogliere il bene che Dio desidera riversare nella sua vita.

Una delle benedizioni più celebri della Parola di Dio è quella di Aronne, insegnata da Dio stesso tramite Mosè: «Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Benedizione di Aronne infografica

La Maledizione: Invocazione del Male

Allo stesso modo, la maledizione porta il male. Anche in questo caso, la realizzazione di quanto augurato si attua per la potenza di una realtà spirituale che lo compirà. Perciò, benedizione e maledizione sono sempre l'invocazione di una realtà terza rispetto al benedicente e al benedetto, una realtà che ha il potere di concretizzare ciò che le parole esprimono. Analogamente, anche se in senso opposto, il demonio si approfitta della malvagità del cuore di chi maledice per poter entrare nella vita del maledetto e operarvi il male. Questo male è realmente efficace solo se il maledetto si lascia dominare dal potere demoniaco a causa delle parole di chi lo maledice, e Dio lo permette.

La Maledizione Divina come Consequenza

Anche Dio può maledire, ossia operare la pena della colpa secondo quanto annunciato. Sui progenitori, che hanno disobbedito, Dio fa ricadere il castigo promesso per aver mangiato del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male. Questa pena include la maledizione esplicita della terra, che non sarà più spontaneamente propizia all'uomo.

Si comprende dunque che benedizione e maledizione non sono efficaci in virtù di chi le pronuncia, ma per la potenza di chi le può realizzare. Solo la benedizione che corrisponde al vero volere di Dio si realizzerà, perché nessuno ha il potere di forzare Dio contro la Sua volontà. Anzi, chi va contro il volere di Dio chiama la Sua maledizione. Tutte le maledizioni corrispondono sempre al volere del demonio, che desidera ogni tipo di male, ma comunque questo non è sufficiente perché tutte le maledizioni siano efficaci: infatti Dio può permettere o meno questo male. Dio protegge chi Gli appartiene dalle maledizioni, a meno che sia proprio costui ad allontanarsi liberamente da Dio, rifiutando la Sua protezione.

Perciò, l'unica vera benedizione è la vita che corrisponde al volere di Dio, e ogni ribellione a Dio porta o espone pericolosamente alla maledizione. Il demonio non rende difficile la vita di coloro che si ribellano a Dio, anzi la facilita, in modo che essi non mettano in discussione il proprio atteggiamento. Questa sorta di "benedizione" del maligno sulla vita già maledetta dalla ribellione a Dio è in realtà anch'essa una maledizione, perché spinge pericolosamente la persona verso il baratro della perdizione eterna.

Anima, Cuore e Scelta Umana

Benedizioni e Maledizioni: Un Moto dell'Anima

Le benedizioni e le maledizioni, etimologicamente "dire bene" (bene dicere) e "dire male" (male dicere), partono da un movimento interiore, cioè da un moto dell'anima. L'anima è la sede della personalità e dell'individualità, cioè dei pensieri, dei sentimenti e della volontà di una persona. Corrisponde alla psiche ed è differente per ogni persona; inoltre, è sussistente, cioè continua ad esistere anche dopo la morte del corpo. L'anima non è il cervello, anche se lo utilizza come base fisiologica per strutturare pensieri ed emozioni e determinare effetti sensibili nel corpo, perché il cervello muore con il corpo, ma l'anima rimane. Quindi i pensieri e le emozioni creati da ognuno di noi non finiscono nel nulla dopo la morte, ma continuano a condizionare indirettamente la vita di altri sulla terra e hanno bisogno di essere purificati in cielo.

L'anima, ovvero la psiche, è la cerniera tra il corpo e lo spirito. Lo Spirito è la scintilla divina presente in ognuno di noi, è la Persona, cioè l'immagine di Dio inscritta nei geni di ogni uomo e donna, un ricordo ancestrale pre-esistente che ispira pensieri di amore, solidarietà e dono indipendentemente dalla religione o dalle credenze.

Suggestioni del Male e Ispirazioni dello Spirito Santo

Le tentazioni, dal punto di vista psicologico, nascono da pulsioni legate a bisogni irrisolti; dal punto di vista teologico, da suggestioni ad opera dello spirito del male che partono dalle fragilità caratteriali della persona tentata. La personalità di ogni essere umano è forgiata in piccola parte dalla genetica, in buona parte dalle esperienze di vita, ma anche dalle ispirazioni dello Spirito Santo e dalle suggestioni dello spirito del male che determinano l'orientamento morale.

Suggestioni e maledizioni sono correlate: dietro al male-dire c'è sempre una suggestione che porta a valutare negativamente sé stessi e il prossimo. Al contrario, le ispirazioni nascono all'interno della persona e sono guidate dallo Spirito Santo, che evoca pensieri di bene verso sé stessi e il prossimo, e questo dinamismo porta a una benedizione. Anche se il luogo di partenza è opposto, sia le suggestioni demoniache che le ispirazioni divine hanno come luogo di comune espressione la psiche, cioè l'anima.

La Somiglianza con Dio da Realizzare

Per i cristiani, lo spirito umano è governato dallo Spirito Santo, in relazione trinitaria con il Padre e il Figlio. Ognuno è creato a immagine e somiglianza di Dio, ma l'immagine è data mentre la somiglianza va realizzata. Ciò richiede un lavoro costante per resistere alle tentazioni che costantemente allontanano l'immagine originale dalla somiglianza. La nostra somiglianza con Dio si realizza giorno dopo giorno e si fonda su tre aspetti:

  • la libertà, esercitata attraverso atti di intelligenza che alimentano scelte benefiche o malefiche, diretta conseguenza dell'individualità;
  • la moralità, esercitata attraverso virtù che promuovono azioni d'amore e sono contrarie ai vizi che portano ad azioni autocentrate;
  • la socialità, che prevede relazioni nutrienti che includono o escludono il prossimo.

Libertà, moralità e socialità entrano a far parte della personalità e danno vita a situazioni dove prevale il dire-bene oppure il dire-male.

Il Cuore come Fonte di Benedizioni e Maledizioni

L'anima nel linguaggio biblico viene sovente identificata con il cuore, che alimenta in modo sensibile maledizioni o benedizioni che poi vengono esplicitate attraverso la parola. Gesù ricorda: «Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo! [...] Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie» (Mt 15,10-19). Dal cuore provengono sia le maledizioni che le benedizioni, dipende dalla sua disposizione. La parola è performativa, cioè crea e plasma costantemente la realtà. Le neuroscienze concordano: il cervello si plasma costantemente attraverso i pensieri e le emozioni, creando nuovi circuiti o stabilizzando quelli vecchi. I pregiudizi e gli stereotipi sono un chiaro esempio di circuiti cerebrali stabili che sostengono credenze più o meno funzionali. Questi circuiti determinano reazioni facilitate o automatiche di benedizione o maledizione nelle differenti occasioni.

La Scelta tra Vita e Morte: Il Comandamento di Dio

L'Esplicitazione della Scelta nel Deuteronomio

Il Deuteronomio (30,15-20) esplicita la scelta fondamentale posta all'uomo: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Mano che indica due sentieri: vita e morte, benedizione e maledizione

È l'unione con Dio, la fedeltà a Dio, che porta con sé ogni benedizione, così come l'infedeltà e la ribellione portano ogni maledizione. Dio, promettendo e garantendo con la propria autorità, chiama a testimoni il cielo e la terra, cioè tutta la realtà creata.

Tesori Celesti e Volontà Divina

Il Vangelo esorta a non vedere il bene e il male della nostra vita, la benedizione e la maledizione, solo nell'esito immediato, ma a riconoscere un premio e un castigo eterno, che dipende da come viviamo questa vita e che è garantito da Dio: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore».

Per conoscere questo premio e castigo, il Signore insegna cosa corrisponde alla Sua volontà attraverso i Suoi ministri. Sono chiamati profeti coloro che annunciano al popolo la Parola di Dio, la Sua volontà, affinché gli uomini conoscano la via della benedizione e della maledizione. Pertanto, chi è chiamato a benedire o maledire in nome di Dio, sarà efficace tanto quanto la sua benedizione o maledizione corrisponde o meno alla volontà di Dio. Se il profeta non fa entrare la luce, la tenebra della maledizione invade tutta la vita dell'uomo. Quando l'uomo, per bocca del profeta, viene illuminato dalla conoscenza della volontà di Dio, la benedizione o la maledizione entrano nella sua vita in base alla propria adesione o rifiuto.

Esempi Concreti di Benedizioni e Maledizioni

Le benedizioni e le maledizioni possono essere pronunciate da altri su di noi, da noi sugli altri o da noi su noi stessi. Ecco alcuni esempi:

Esempi di Benedizioni

  • Sei brava/o
  • Sei intelligente
  • Puoi farcela
  • Ti sostengo
  • Ti voglio bene come sei
  • Per me sei importante
  • Desidero stare con te

Esempi di Maledizioni

  • Sei cattiva/o
  • Sei stupido, sei un asino
  • Sei un buono a nulla, un incapace
  • Non venirmi a chiedere niente
  • Ti odio, non ti sopporto
  • Non me ne frega niente di te
  • Stammi alla larga, va via…

Esempi di Auto-maledizioni

  • Non ce la farò mai
  • Faccio schifo
  • Sono brutto/a
  • Non mi perdonerò mai
  • È inutile provarci
  • Nessuno mi amerà
  • Non sono degno/a
  • Meglio star soli
  • Non sarò mai genitore
Illustrazione di persone che si scambiano parole positive e negative, con cuori e nuvole nere

L'Efficacia delle Benedizioni e Maledizioni: Ruolo di Genitori e Sacerdoti

Secondo l'esperienza di esorcisti, le benedizioni e maledizioni più efficaci sono quelle impartite da coloro che sono per volontà di Dio stesso Suoi rappresentanti: i genitori e i sacerdoti. Se un genitore o un sacerdote maledice, la lotta contro il demonio della vittima di quella maledizione sarà aspra. Al contrario, se coloro che sono stati messi da Dio a benedire e maledire in Suo Nome, non indicano con verità la via dei Suoi comandi, la loro benedizione si trasforma in maledizione, per chi la riceve e per se stessi.

Le Benedizioni "Perverse" e le Loro Conseguenze

Assistiamo a un fenomeno preoccupante: benedizioni di ciò che Dio ha maledetto, ciò che si oppone frontalmente ai Suoi comandi, da parte di persone che occupano posizioni di autorità nella Chiesa. Queste "benedizioni" esplicite, o complici silenzi che non evidenziano con chiarezza la maledizione, riguardano tutti i peggiori peccati condannati dalla Parola di Dio e dalla fede costante della Chiesa: dall'idolatria all'adulterio, dalla profanazione del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo alla sodomia, dalla simonia all'omicidio volontario, fino al rifiuto della Verità. Tutte queste "benedizioni" di ciò che è maledetto da Dio chiamano l'ira divina su chi le amministra e su tutto il corpo visibile della Chiesa. Tale ira, che si esprimerà in castighi, avrà un esito purificatore, liberando da queste derive e diventando, in ultima analisi, una vera benedizione.

Purtroppo, i malcapitati che ricevono un'apparente "benedizione" sono in realtà vittime di maledizione e, se non si pentiranno del male così ingannevolmente "benedetto", incorreranno in gravi conseguenze, rischiando la dannazione eterna, a meno che il Signore non li soccorra con un'occasione di pentimento prima della morte.

Il Consiglio di Padre Amorth: Benedire chi Maledice

Padre Amorth, basandosi sul Vangelo secondo Luca ("Benedite chi vi maledice"), ha suggerito che "chi si chiude al dono di Cristo si maledice da solo, perché si autoesclude dalla benedizione: «Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo» (Giovanni). Ha raccontato un episodio di una donna preoccupata per i gesti di una maga vicina; il consiglio di Padre Amorth fu di benedire la maga. Da quel momento, la donna non ebbe più alcun disagio. Questo suggerisce che le benedizioni annullano le maledizioni. Tutti possono benedire una persona dicendo: "Ti benedica il Signore nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo". Una preghiera suggerita è: "Lava o Signore Gesù nel Tuo Preziosissimo Sangue i miei nemici e invia su di essi continuamente la Tua Santa Benedizione e la benedizione di Maria Immacolata unite a quelle di tutti gli angeli e di tutti i Santi. Anche io mi unisco a queste benedizioni e benedico me e loro nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo."

Le Sette Sante Benedizioni

È possibile benedire qualsiasi creatura (ma non gli oggetti e le persone destinate al culto permanente). Le sette sante benedizioni sono:

  1. Mi benedica la potenza del Padre Celeste + la sapienza del Figlio divino + l'amore dello Spirito + Santo.
  2. Mi benedica Gesù crocifisso, per mezzo del suo preziosissimo Sangue. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.
  3. Mi benedica Gesù dal tabernacolo, per mezzo dell'amore del suo Cuore divino, Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.
  4. Mi benedica Maria dal Cielo, Madre celeste e Regina e riempia la mia anima di un più grande amore a Gesù. Nel nome de Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.
  5. Mi benedica il mio angelo custode, e tutti i santi Angeli vengano in mio aiuto per respingere gli attacchi degli spiriti maligni. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.
  6. Mi benedicano i miei Santi patroni, il mio santo patrono di battesimo e tutti i Santi del Cielo. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.
  7. Mi benedicano le anime del Purgatorio e quelle dei miei defunti. Che siano i miei intercessori presso il trono di Dio affinché io possa raggiungere la patria eterna. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo.

Le Conseguenze della Disobbedienza: Le Maledizioni di Deuteronomio 28

Benedizioni per l'Obbedienza

Il Deuteronomio 28 presenta in dettaglio le conseguenze dell'obbedienza e della disobbedienza alla voce di Dio. Se Israele avesse ubbidito diligentemente alla voce del Signore, Egli lo avrebbe posto al di sopra di tutte le nazioni della terra. Le benedizioni sarebbero state così potenti da raggiungerli e manifestarsi ovunque: in città e in campagna, nell'entrata e nell'uscita, nelle fattorie (frutto, bestiame), nelle case (il frutto del seno) e nelle cucine (paniere, madia). Un Israele ubbidiente sarebbe stato benedetto in guerra (i nemici sarebbero fuggiti per sette vie) e, soprattutto, nella sua relazione con Dio, che li avrebbe stabiliti come Suo popolo santo, un popolo che porta il nome del Signore, posto in testa e non in coda.

Rappresentazione delle benedizioni bibliche: campi fertili, famiglia prospera, città fortificata

Maledizioni per la Disobbedienza

L'aspetto della scelta del patto era però una spada a doppio taglio. Se Israele non avesse ubbidito alla voce del Signore, tutte le maledizioni sarebbero venute su di loro e li avrebbero raggiunti inesorabilmente. Le descrizioni delle maledizioni sono molto più lunghe e dettagliate di quelle delle benedizioni, sottolineando la gravità della disobbedienza. Tra queste:

  • Distruzione e Sventura: Maledizione, confusione e disapprovazione in ogni opera.
  • Malattie e Pesti: Consunzione, febbre, infiammazione, caldo bruciante, spada, carbonchio, ruggine, ulcere d'Egitto, emorroidi, scabbia, tigna.
  • Catastrofi Naturali: Cielo di rame, terra di ferro, pioggia trasformata in sabbia e polvere.
  • Sconfitta in Guerra: Sconfitta davanti ai nemici, diventando oggetto di orrore per tutti i regni della terra, con i cadaveri dati in pasto agli uccelli.
  • Ingiustizie e Tragedie Personali: Donne fidanzate che si uniscono ad altri, case costruite ma non abitate, vigne piantate senza frutto, figli e figlie dati a un altro popolo, furto dei beni e dei raccolti.
  • Dispersione e Schiavitù: Essere dispersi fra tutti i popoli, servire altri dèi, senza trovare requie, con cuore tremante e angoscia d'anima.
  • Estrema Carestia: Arrivare a mangiare il frutto del proprio grembo, la carne dei propri figli e figlie durante gli assedi.

Adempimento Storico: L'Assedio di Gerusalemme

Molte di queste orribili maledizioni trovarono un tragico adempimento nella storia, in particolare durante l'assedio romano di Gerusalemme nel 68-70 d.C. I Giudei, attendendo il Messia, erano divisi in fazioni che si combattevano internamente, distruggendo le proprie risorse. Il generale romano Vespasiano (e poi Tito) approfittò di questa autodistruzione. La fame divenne così estrema che molti morirono e si verificarono episodi di cannibalismo. Centinaia di migliaia di Giudei morirono di fame o furono crocifissi, e i superstiti furono venduti come schiavi in Egitto, adempiendo la profezia: «vi metterete in vendita ai vostri nemici come schiavi e come schiave, e non ci sarà nessuno che vi compri» (Deuteronomio 28:68). Dopo ulteriori rivolte, Roma schiacciò completamente la popolazione ebraica della Giudea, culminando nella diaspora.

L'assedio di Gerusalemme. L'epica vittoria della guerra giudaica

La Libertà della Scelta e la Fiducia in Dio

È una sfida difficile districarsi tra i fondamenti che sorreggono il mondo e quelli su cui si fonda la vita del regno. Non possiamo sottrarci alla scelta: dobbiamo deciderci su chi confidare e a chi affidarci. Non c'è modo di restare in piedi se non accettando di affidare la propria vita a qualcuno che sia in grado di reggerla e sostenerla, a qualcuno che sia fedele e non tradisca, a qualcuno dal quale niente e nessuno possa mai allontanarci.

Benedizione e maledizione non sono decreti calati dall'alto, ma sono il frutto delle nostre scelte. "È maledetto l'uomo che confida nell'uomo", perché l'autonomia esaltata porta alla sterilità e alla disperazione. Sebbene ci siano momenti di apparente fioritura, senza radici profonde, la vita diventa secca e senza colore. Da soli, siamo come un tamerisco nella steppa, accontentandoci di apparire quel poco che basta per dire di bastare a noi stessi.

Benedetto è l'uomo che sa di non bastare a se stesso, di non poter confidare nelle sue forze o virtù. È benedetto perché si accorge che la carne non lo sostiene, non lo mantiene vivo. È benedetto perché sa radicare la sua vita lungo un corso d'acqua, sapendo che per crescere e portare frutti non può contare sulle sue riserve. È benedizione sapersi poveri, riconoscersi piccoli, riconciliarsi con la propria debolezza. È benedizione scoprire le proprie mancanze, individuare le proprie zone d'ombra, scoprirsi incapaci e persino indegni. È benedizione non contare troppo sulle proprie opinioni, sui propri pensieri e sul proprio cuore, convivendo con la propria miseria, perché proprio allora è più facile affidarsi al Signore, confidare in lui e nella sua parola.

Gesù stesso si rivolge ai discepoli, indicando la via della beatitudine: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi". Essere poveri, affamati e piangenti è ciò che il mondo considera fallito, ma è allora che per Dio ha inizio la beatitudine. I discepoli sono beati perché hanno scelto di confidare in Dio, di appoggiarsi soltanto a Lui. Essere discepoli significa lasciare che la croce diventi la trama nascosta delle nostre scelte, il segno chiaro del nostro cammino. La nostra speranza è nel Cristo risorto, e guardando a Lui possiamo lottare in questo mondo per risollevare le sorti di tutti, accettando di essere più poveri, più affamati, meno felici e anche più odiati, ma sempre radicati nella Sua grazia.

tags: #benedizione #contro #maledizione