Da Luca e soprattutto da Giovanni sappiamo che Gesù, nella sua preghiera durante l’Ultima Cena, ha rivolto suppliche al Padre che contengono appelli ai suoi discepoli di ogni tempo. La supplica che Gesù ha ripetuto quattro volte nella sua Preghiera sacerdotale è la preghiera per l'unità. Questa unità non è una dimensione puramente interiore o mistica, ma deve diventare visibile, costituendo per il mondo la prova della missione di Gesù da parte del Padre.

L'Eucaristia come sacramento dell'unità
L’Eucaristia possiede un nascosto senso eucaristico, come evidenziato da Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi: "Il pane che noi spezziamo non è forse comunione con il corpo di Cristo?". Con l’Eucaristia nasce la Chiesa. Noi tutti mangiamo lo stesso pane e riceviamo lo stesso corpo del Signore, il che significa che Egli apre ciascuno di noi al di là di se stesso, rendendoci una cosa sola. L’Eucaristia è, al tempo stesso, l’incontro personalissimo col Signore e l’unione visibile tra tutti; essa giunge fino al mistero trinitario.
Nella Preghiera eucaristica della Chiesa fanno necessariamente parte le parole: "una cum Papa nostro et cum Episcopo nostro". Questa non è un’aggiunta esteriore, bensì l'espressione necessaria della realtà eucaristica stessa. L’unità è concreta e ha dei nomi, richiamando l'incarico dato da Gesù a Pietro: "Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli".
Il dialogo con i fedeli: l'importanza dell'Eucaristia
Il Papa ha spesso espresso il conforto di sapere che in ogni celebrazione eucaristica la comunità prega per il successore di Pietro. Nel suo incontro del 15 ottobre 2005 con i bambini della Prima Comunione, Benedetto XVI ha spiegato il mistero della presenza reale di Cristo:
- La presenza invisibile: Non vediamo il Signore con gli occhi, così come non vediamo la nostra intelligenza o l'anima, eppure ne percepiamo gli effetti. Dove c'è Gesù, gli uomini cambiano e si crea una maggiore capacità di pace e riconciliazione.
- La confessione: Confessarsi regolarmente è utile per fare "pulizia" dell'anima, anche se i peccati sono spesso gli stessi, aiutandoci a maturare spiritualmente.
- La Messa domenicale: Andare a Messa serve per trovare il centro della vita. Chi non frequenta la chiesa sente che manca qualcosa, anche se non sa spiegare cosa.
- Il pane della vita: Come il corpo ha bisogno di nutrirsi per vivere, così lo spirito e l'anima hanno bisogno del nutrimento divino per giungere alla loro pienezza.

L'adorazione e il valore del gesto liturgico
Adorare Gesù significa riconoscere che Egli è il nostro Signore, colui che indica la via e a cui vogliamo restare uniti. Benedetto XVI ha sottolineato l'importanza di riscoprire il senso del sacro nella liturgia. La scelta di amministrare la Comunione in bocca e in ginocchio, incoraggiata anche da prefazioni autorevoli come quella del Card. Robert Sarah, risponde al desiderio di dare un segno di profondo rispetto per la Presenza reale.
"È qualcosa di particolare! Qui c’è Lui, è di fronte a Lui che cadiamo in ginocchio. Non si tratta di un rito sociale qualsiasi", spiegava il Pontefice. Tale atteggiamento, lungi dall'essere esteriore, diviene una professione di fede nella sostanza del Sacramento, prevenendo la dispersione dei frammenti e favorendo una crescita nella devozione personale.
Lo storico discorso di Benedetto XVI alla curia (2005): il Concilio e l'ermeneutica della riforma
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