Spesso Teresa d’Avila (o di Gesù) è dipinta come una donna inquieta, che ebbe sempre il coraggio di andare controcorrente. Lo fece a 19 anni, quando decise di entrare in un convento carmelitano nonostante la ferma opposizione del padre, e poi a 47, quando, senza curarsi delle critiche e delle maldicenze, fondò il monastero da cui sarebbe nato un nuovo ordine, quello delle carmelitane scalze.

L'esperienza mistica e i primi sospetti
Forse, però, dimentichiamo che solitamente il coraggio è il superamento della paura, e Teresa, nella sua vita di monaca mistica e riformatrice, si sentì più volte minacciata. Poco dopo il suo ingresso nel convento carmelitano dell’Incarnazione, ad Avila, Teresa iniziò a condurre un’intensa vita spirituale, orientata all’orazione mistica.
Attorno al 1555 ebbe un’esperienza mistica profonda. Nell’autobiografia narra che in un’occasione rimase profondamente commossa contemplando un quadro nel quale era raffigurato Cristo ricoperto di piaghe: «Mi gettai ai suoi piedi con un profluvio di lacrime, supplicandolo che mi desse infine la forza di non offenderlo più», scrisse. A volte udiva «voci soprannaturali» e aveva visioni, rapimenti ed estasi. Tuttavia, esperienze religiose di questo tipo potevano essere rischiose.
Il clima del XVI secolo e l'Inquisizione
Tra il 1545 e il 1563 si svolse il concilio di Trento, nel corso del quale vennero condannati i princìpi della Riforma luterana. L’Inquisizione spagnola aveva raddoppiato la sorveglianza contro qualsiasi deviazione religiosa, fosse quella dei gruppi luterani o quella degli alumbrados, le persone che cercavano una comunione diretta con Dio. Per gli inquisitori non vi era alcun dubbio: dietro questi comportamenti non poteva che esserci l’opera del demonio.
La difesa attraverso la scrittura
Non sorprende dunque che nel convento dell’Incarnazione le monache mormorassero sui rapimenti mistici di Teresa; erano atti “estremi” che mettevano in pericolo la reputazione della comunità. La stessa Teresa si sentiva confusa e intimorita dalle proprie esperienze e fece di tutto per assicurarsi che fossero conformi alla dottrina della Chiesa.
La scrittura fu uno strumento che Teresa utilizzò per giustificarsi. Nel 1562 scrisse il Libro della mia vita, nel quale parla della profonda paura provata nei momenti di dubbio. Quando le voci su una possibile accusa dell'Inquisizione divennero insistenti, Teresa rispondeva con fermezza: «Se avessi pensato che ci fosse di che temerla, io stessa mi sarei accusata». In questa risposta emerge la maestria politica della santa, capace di spostare la controversia su un piano superiore, quello del conflitto tra Dio e le istituzioni umane.

La riforma del Carmelo
Le dicerie aumentarono nel 1560, quando Teresa elaborò il suo progetto di riforma. Riteneva che la vita nei conventi carmelitani fosse ormai troppo rilassata. Per mettere un freno a tali eccessi, e dopo essersi consultata con il riformatore francescano Pedro de Alcántara e il teologo domenicano Pedro Ibáñez, Teresa pensò di fondare un convento riformato. Nonostante le persecuzioni e le critiche, nel 1562 riuscì a fondare ad Avila il monastero di San Giuseppe.
La risoluzione dei conflitti
Anche se in seguito Teresa godette dell’approvazione e del favore delle istituzioni, le minacce non si estinsero mai del tutto. La sua autobiografia fu presentata all’Inquisizione di Valladolid, ma l’eminente teologo Domingo Báñez emise nel 1575 un verdetto favorevole. Teresa, nella sua autoironia, avrebbe sorriso dinanzi alla possibilità di essere processata, convinta che la sua obbedienza alla Chiesa fosse totale.
| Evento | Anno |
|---|---|
| Fondazione del monastero di San Giuseppe | 1562 |
| Voto favorevole di Domingo Báñez | 1575 |
| Beatificazione | 1614 |
| Dottorato della Chiesa | 1970 |
Un'eredità duratura
Nel 1582, Teresa scrisse ad Anna di Gesù, ricordandole che l’importante non era il numero di conventi fondati, ma popolarli di monache che vivessero come «uomini valorosi, e non come donnicciuole». Questo valore è ancora oggetto di fascino. Per il grande contributo dato alla diffusione della fede cristiana, viene proclamata nel 1970 - prima donna nella storia - Dottore della Chiesa.
VITA E INSEGNAMENTO DI SANTA TERESA D'AVILA - PERSONAGGI - ELENA BIANCHINI BRAGLIA
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