L'Abbazia di San Galgano: Tra Storia, Leggenda Arturiana e Musica dei Beatles

L'Abbazia di San Galgano, situata in territorio senese, precisamente nel comune di Chiusdino, rappresenta un luogo di straordinaria complessità e fascino. È riconosciuta come una delle più grandi meraviglie europee della cristianità, capace di stimolare la fantasia di registi cinematografici e artisti di ogni genere. La sua iconica bellezza è rivoluzionaria e anticonformista, priva di tetto e finestre, quasi a simboleggiare uno slancio verso il cielo che anela a liberarsi dalla pesante gravità terrestre. Si tratta di un luogo intriso di intenso misticismo e vera spiritualità, nonostante sia sconsacrata dal 1789, curiosamente l'anno d'inizio della Rivoluzione francese.

In Toscana, la storia e la leggenda si intrecciano lungo un sottile confine a San Galgano, un posto fuori dal tempo dove la realtà si trasforma in magica emozione. Quest'imponente abbazia cistercense senza tetto fu costruita in una vasta pianura ai piedi di una collinetta dove sorge ancora oggi una piccola chiesa dedicata al santo.

Foto aerea dell'Abbazia di San Galgano, evidenziando l'architettura senza tetto e il contesto paesaggistico toscano

La Leggenda della Spada nella Roccia e il Cavaliere Galgano

La Vita di Galgano Guidotti

La storia della vita di Galgano Guidotti, un cavaliere nato da una nobile famiglia nel 1148 a Chiusdino, a pochi chilometri da dove si trova l’abbazia, è stata tramandata nei secoli con racconti dai tratti leggendari. Si narra che la sua nascita fu quasi miracolosa: i suoi genitori, Guido e Dionisia, dopo molti anni senza figli, poterono finalmente concepire un bambino grazie all’intercessione di San Michele Arcangelo. Galgano trascorse la prima parte della sua vita da ragazzo agiato, tra frivolezze, passione per le donne e per la caccia, sempre alla rincorsa di qualunque genere di capriccio. San Galgano era uno di quei personaggi leggendari, tipici medioevali, che iniziano con una vita dissoluta e finiscono con la penitenza e l’austero ritiro spirituale. Finché la leggenda narra che, dopo la morte del padre, gli apparve più volte in sogno lo stesso San Michele che gli chiedeva di seguirlo. Piano piano una sempre crescente inquietudine lo convinse ad abbandonare la vita dissipata che aveva condotto fino ad allora.

Il Gesto Simbolico della Spada

Era il giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, smontò da cavallo e, per dare definitivamente l’addio a quel mondo che non gli apparteneva più e per simboleggiare il suo voto di non voler più uccidere anima viva, conficcò la propria spada nel terreno, trasformandola simbolicamente in una croce. Questo gesto è spesso definito simmetrico e opposto a quello arturiano.

Le Connessioni con il Mito Arturiano

Le similitudini con il mito arturiano appaiono evidenti, sebbene Artù estragga la spada dalla roccia, mentre Galgano la pianta. In molte biografie di San Galgano, inclusa la Vita Sancti Galgani de Senis, emergono connessioni con l’Eremo di San Guglielmo di Malavalle, a Castiglione della Pescaia. Secondo un'antica tradizione popolare, Guglielmo potrebbe essere in realtà Guglielmo X d’Aquitania, padre di Eleonora, alla cui corte operò Chrétien de Troyes, autore de Le Roman de Perceval ou le conte du Graal, in cui compare per la prima volta il Santo Graal, elemento portante del ciclo arturiano. Pare che Guglielmo X, duca d’Aquitania, morisse nel 1137, durante un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, lasciando erede del suo vastissimo dominio la figlia Eleonora, anche se nessuno vide mai la sua salma.

Il processo di beatificazione di Galgano risale incontestabilmente al 1185, cinque anni prima che Chrétien de Troyes scrivesse il suo «Perceval», e venticinque anni prima che il tedesco Wolfram von Eschenbach strutturasse più solidamente la storia nel suo «Parzival» (1210). Alcuni studiosi affermano che ci sia un collegamento tra Galgano e Re Artù, ma in un senso inverso a quanto si possa pensare. Il nome stesso, Galgano, è molto simile a Galvano, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda. Se quindi fosse stato Guglielmo di Malavalle, alias Guglielmo X d’Aquitania, a far conoscere la leggenda della spada nella roccia a Chrétien de Troyes, si potrebbe ipotizzare che il vero mito della spada nella roccia sia nato in Toscana alla fine del 1100, sebbene la leggenda voglia che Re Artù sia vissuto molti secoli prima. La finzione romanzesca, tuttavia, ha il potere di trascendere la realtà, e la spada nella roccia britannica nessuno l’ha mai vista, mentre quella di San Galgano esiste tutt’ora. Quello che è certo è che la storia di Galgano è antecedente al ciclo arturiano e potrebbe averlo ispirato. Basti pensare al nome di uno dei cavalieri della Tavola Rotonda, nipote dello stesso Re Artù: Galvano.

L'Eremo di Montesiepi: Custode della Spada

In quel luogo sorge una bella chiesa rotonda, l’eremo di Montesiepi, edificata tra il 1182 e il 1185. Ancora oggi al suo interno è conservata, piantata in una pietra sul pavimento, la spada di quel cavaliere che, come Francesco d’Assisi, abbandonò tutto per dedicarsi alla vita spirituale e divenire Santo. Si racconta che negli anni furono in tanti a cercare di estrarre e rubare la spada di Galgano, ma nessuno vi riuscì mai. Nella chiesa è rimasta traccia delle mani mummificate di un ladro che, come punizione per aver cercato di sottrarla, fu sbranato dai lupi.

Foto della spada nella roccia all'interno dell'Eremo di Montesiepi

La Storia Costruttiva e il Declino dell'Abbazia

Dalla Cappella al Monastero Cistercense

Nel luogo della morte di San Galgano, per volontà del vescovo di Volterra, intorno al 1185 si eresse una cappella. Presto, questa figura carismatica attirò uno stuolo di seguaci che cominciarono a venerarlo come un santo. Successivamente, si decise di costruire un vero e proprio monastero. Ai piedi del Montesiepi, in una vasta pianura, nel 1218, per iniziativa dei monaci cistercensi, venne edificata l’imponente Abbazia di San Galgano. L’abbazia cistercense, risalente al XIII secolo e costruita in onore di San Galgano per celebrarne la canonizzazione, è gigantesca, a testimonianza di quanto fosse potente la comunità di monaci all’epoca. Nel 1218 si iniziarono i lavori di costruzione dell’abbazia nella sottostante piana del Merse, tanto che nel 1227 c’era già testimonianza di due chiese: una superiore, Montesiepi, e una inferiore, San Galgano. Grazie anche all’ingente patrimonio fondiario monastico dovuto a donazioni e lasciti, già alla metà del XIII secolo l’Abbazia di San Galgano era la più potente fondazione cistercense in Toscana. Nel 1288 l’Abbazia ottenne la consacrazione.

Periodi di Crisi e la Rinascita Ottocentesca

Il XIV secolo segnò l’inizio del declino dell’Abbazia di San Galgano. La carestia del 1328, prima, e la peste del 1348, dopo, rappresentarono due durissimi colpi per la comunità, a cui si aggiunsero i plurimi saccheggi delle compagnie di ventura, soprattutto quelli del terribile Giovanni Acuto. Nel '400, il declino continuò fino alla rovina totale nel '500. Nel 1786 un fulmine colpì il campanile che crollò sul tetto. Nei secoli successivi, le lotte tra papato e Repubblica di Siena, e l’affidamento della struttura a uno scellerato abate commendatario, contribuirono a impoverire San Galgano ancora di più. Miracolosamente, tuttavia, verso la fine dell’Ottocento riprese l’interesse verso questa meravigliosa chiesa toscana. Si iniziò a parlare di restauro, finché, nel 1924, si realizzò un intervento seguendo i principi di John Ruskin, padre del restauro conservativo, semplicemente consolidando quanto rimaneva del monastero.

Ricostruzione storica o disegno dell'Abbazia di San Galgano nel suo periodo di massimo splendore

Architettura Imponente e Caratteristica

La pianta dell’Abbazia di San Galgano è a croce latina. La facciata, incompiuta, mostra quattro colonne con aggetti per un portico che non venne mai costruito. Ha tre portali con archi a pieno centro. L’interno, invaso dal prato, è molto affascinante. Lo spazio è diviso in tre navate da sedici pilastri cruciformi, con quattro colonne incastrate a un terzo. Oggi, quel che resta di questa meravigliosa costruzione che svetta nella sua maestosità, quasi in mezzo al nulla dominando la valle del Merse, sono le mura con le grandi arcate laterali in stile gotico. Quando si entra, lo spettacolo è ancora più magico: pavimento e tetto non ci sono più e l’impressione è quella di un’ampia navata i cui pilastri si ergono verso il cielo.

Foto panoramica dell'interno dell'Abbazia di San Galgano senza tetto, con l'erba che ricopre il pavimento

San Galgano Oggi: Eventi Culturali e "The Beatles on Strings"

Eventi Musicali e Suggestioni Notturne

L'Abbazia di San Galgano è come piombare su un set cinematografico, cosa che in effetti avviene spesso, data la spettacolarità del posto. Se si ha la fortuna di capitare da queste parti nelle notti d’estate di luna piena, l’Accademia Musicale Chigiana di Siena organizza solitamente suggestivi concerti notturni. Ascoltare, ad esempio, i canti dei Carmina Burana mentre i raggi di luna spuntano dalle finestre oramai senza più vetrate, mentre tutto intorno la campagna si spegne in un silenzio irreale, è davvero un’esperienza da non perdere. San Galgano ospita regolarmente festival musicali internazionali; un esempio è il concerto del Sarah Jane Morrison Quintet che si è tenuto in questa suggestiva location.

SAN GALGANO Mistica - Visioni 4K dell’Abbazia Senza Tetto | Video Drone Cinematic • MaMo SkyVision

"The Beatles on Strings" a San Galgano

Nell'ambito di rassegne musicali come ChiusdinEstArte, la suggestiva cornice dell’abbazia di San Galgano ha ospitato concerti dedicati alla musica dei Beatles. Un esempio è "The Beatles on strings", un concerto nel quale è impegnata la “Piccola orchestra a Plettro”. I giovani musicisti che si esibiscono in questi eventi provengono da scuole di musica locali come “La Toscanina” di Poggibonsi, “Il Pentagramma” di San Gimignano e “Accademia musicale” di San Casciano, proponendo un programma che include i grandi classici della band britannica a partire dai loro primi album. Il rock dei Beatles ha determinato un cambiamento epocale e ha ispirato generazioni di musicisti, trovando un palcoscenico unico e affascinante nelle mura senza tetto di San Galgano.

Locandina o foto di un concerto

Informazioni per la Visita

Come Arrivare

L’abbazia di San Galgano si trova tra Chiusdino e Monticiano, a cavallo tra le province di Siena e Grosseto, a circa 20 km da Siena in località Chiusdino. È quindi un’escursione ideale sia per chi si trova in Maremma sia per chi è in visita alla Val d’Orcia.

Orari e Biglietti

L’abbazia è aperta tutto l’anno, con riduzioni d’orario nei mesi invernali o in caso di matrimoni:

  • Da novembre a marzo: dalle 9:00 alle 17:30
  • Aprile, maggio e ottobre: dalle 10:00 alle 18:00
  • Giugno e settembre: dalle 10:00 alle 19:00
  • Luglio e agosto: dalle 10:00 alle 20:00

Il costo del biglietto intero per entrare è di 5€.

Dove Soggiornare

È particolarmente consigliato fermarsi anche solo per una notte presso l’Agriturismo Terre di San Galgano (che dispone anche di un ristorante, semplice ma buono), situato proprio di fronte all’Abbazia.

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