Canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis: Due Esempi di Santità Giovanile

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Domenica 7 settembre 2025 alle ore 10, sul sagrato della Basilica di San Pietro in Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha presieduto la Celebrazione eucaristica e il Rito della Canonizzazione dei beati Pier Giorgio Frassati (1901-1925) e Carlo Acutis (1991-2006). L'evento ha segnato un momento di profonda gioia per la Chiesa universale, in particolare per l'Italia, che celebra il dono di due nuovi santi, modelli per i giovani di ogni tempo.

Foto della cerimonia di canonizzazione in Piazza San Pietro con il Papa che presiede e la folla di fedeli

La Solenne Celebrazione in Piazza San Pietro

La piazza San Pietro era gremita da circa 80mila fedeli festanti, una folta delegazione diocesana guidata dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, e composta da mons. Alessandro Giraudo (vescovo ausiliare), don Michele Roselli (vicario episcopale per la formazione), numerosi preti diocesani, religiose e religiosi, giovani seminaristi e rappresentanti delle sezioni torinesi di diverse associazioni (Azione Cattolica, Comunione e Liberazione, Associazione Pier Giorgio Frassati e Giovane Montagna). Era presente anche il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Il Santo Padre Leone XIV ha presieduto il rito, con primo concelebrante il card. Roberto Repole, assieme a mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell'Azione Cattolica Italiana, e mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e Foligno. Papa Leone XIV, comparso sul sagrato, ha salutato la folla con un abbraccio universale, esclamando: "Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo!". Ha rivolto un pensiero particolare ai familiari di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, invitando tutti a custodire nel cuore l’amore per Cristo, "soprattutto nell’Eucaristia ma anche nei poveri, nei fratelli e nelle sorelle".

La celebrazione ha vissuto momenti particolari, come quello iniziale della Petitio, in cui il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, accompagnato dai postulatori - Nicola Gori per Acutis e Silvia Correale per Frassati - ha posto al Papa la domanda per procedere alla canonizzazione. Dopo una breve presentazione delle biografie dei due giovani e le Litanie dei santi, si è giunti alla formula di canonizzazione pronunciata da Leone XIV in latino, qui tradotta: "Dopo avere lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti nostri fratelli dell’episcopato, dichiariamo e definiamo santi i beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis".

L'Omelia del Santo Padre: Un Inno alla Speranza Giovanile

Nell’omelia, Papa Leone XIV ha richiamato l'“essere innamorati di Gesù” dei due nuovi santi e la loro incessante volontà di “donare tutto per Lui”. Ha evocato la domanda della Prima Lettura, tratta dal Libro della Sapienza e proclamata da Michele Acutis, fratello di Carlo, attribuendola al re Salomone: "Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?". Il Papa ha sottolineato come Salomone, nonostante avesse potere, ricchezza e giovinezza, abbia chiesto il dono della Sapienza di Dio per conoscere e aderire ai suoi progetti, rendendosi conto che solo così ogni cosa avrebbe trovato il suo posto nel grande disegno del Signore.

Leone XIV si è soffermato anche sul Vangelo, delineando un progetto radicale di adesione a Cristo, una chiamata a "buttarci" senza vacillare, con "l’intelligenza e la forza" dello Spirito. Ha ricordato come non solo Salomone, ma anche san Francesco d’Assisi si sia trovato davanti allo stesso bivio, scegliendo l'amore per i fratelli, specialmente i più deboli e i più piccoli, rispetto alle ricchezze. Il Papa ha notato che spesso la santità nasce da un "sì" pronunciato in gioventù, come nel caso di sant'Agostino.

Descrivendo le figure di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, il Papa ha evidenziato il "bivio della vita" che si apre davanti a ogni giovane: il rischio più grande è lasciarsi sfuggire il tempo. Ma c’è "un’avventura" che chiama, invitando a gettarsi “senza esitazioni”, a spogliarsi di sé, delle “cose”, delle “idee” che ci tengono prigionieri. Basta alzare lo sguardo verso il cielo, assaporare ogni respiro della propria esistenza e camminare "incontro al Signore, nella festa eterna del Cielo".

Pier Giorgio Frassati: Il "Facchino dei Poveri" e l'Apostolo Sociale

Pier Giorgio Frassati, nato a Torino il 6 aprile 1901 da una famiglia ricca e borghese (suo padre, Alfredo, era proprietario del quotidiano "La Stampa" e poi senatore e ambasciatore), preferì essere il "facchino" dei poveri. Trascinava per le vie di Torino carretti carichi di masserizie per gli sfrattati e visitava le famiglie bisognose per portare conforto e aiuto materiale. La sua profonda spiritualità e il suo impegno nel sociale e nella politica furono aspetti distintivi della sua vita. Nonostante non fosse sempre compreso dai genitori, che non capivano la sua devozione e la sua mancanza di ambizione mondana, Pier Giorgio recitava il rosario quotidianamente e dedicava il suo tempo agli amici della San Vincenzo, della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e del Partito Popolare di don Luigi Sturzo.

Studente di Ingegneria al Politecnico di Torino, si impegnò con tutto se stesso in iniziative di sviluppo sociale e di carità verso i poveri e i malati. Il cardinale Roberto Repole ha dichiarato che Pier Giorgio Frassati «è il cristiano che ha la consapevolezza che l’annuncio del Vangelo si consuma nelle cose di questo mondo: lo studio, l’incontro con le altre persone, il lavoro, la partecipazione politica». Un santo laico che ha fatto della vita «il luogo e la palestra della sequela di Cristo e dunque della santità».

Il 30 giugno 1925 accusò strani malesseri che si rivelarono una poliomielite fulminante, stroncandolo in soli quattro giorni, il 4 luglio, all'età di 24 anni. La sua morte aprì gli occhi ai suoi genitori, rivelando la vastità della sua carità. Fu beatificato da san Giovanni Paolo II il 20 maggio 1990, il quale sottolineò l'originalità della sua virtù, dove la fede e gli avvenimenti quotidiani si fondevano armoniosamente. Le sue massime "Vivere, non vivacchiare" e "Verso l'alto" (scritte nell'ultima foto che lo ritraeva intento a scalare una montagna) sono diventate celebri inviti a non sciupare la vita.

Foto storica di Pier Giorgio Frassati in montagna o con gruppi di giovani e poveri

Carlo Acutis: Il "Cyber-Apostolo dell'Eucaristia"

Carlo Acutis, nato a Londra il 3 maggio 1991 e morto a Monza il 12 ottobre 2006 a causa di una leucemia fulminante all'età di 15 anni, ha manifestato fin da piccolo una profonda fede e spiritualità. Trascorse l'infanzia a Milano, dove fu ammesso alla prima Comunione ad appena sette anni con un permesso speciale. Le sue giornate erano scandite dalla messa quotidiana e dal rosario. Maturò un grande amore per i santi e, in particolare, per l'Eucaristia, che chiamava "la mia autostrada per il Cielo". La sua celebre massima "Davanti al sole ci si abbronza. Davanti all’Eucaristia si diventa santi" ben riassume la sua devozione.

Carlo era particolarmente attento ai poveri e bisognosi, era sportivo e appassionato di computer. Ha utilizzato il web come strumento per evangelizzare, ideando e diffondendo una mostra sui miracoli eucaristici, divenuta celebre in tutto il mondo e tuttora online. Nel 2006 ideò anche una mostra sulle apparizioni e sui santuari mariani, poi portata a termine dalla mamma, Antonia Salzano. Carlo ammoniva: "L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato", meravigliandosi di come "gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano della bellezza della propria anima". Un'altra sua frase illuminante fu "Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie", un monito contro l'omologazione.

Pochi giorni prima di morire, Carlo disse: "Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore per il Papa e per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in cielo". È stato beatificato appena quattordici anni dopo la sua morte, il 10 ottobre 2020, ad Assisi, nella Basilica Superiore di San Francesco, dal cardinale Agostino Vallini. Il suo corpo è esposto alla venerazione dei fedeli nella Chiesa di Santa Maria Maggiore - Santuario della Spogliazione ad Assisi. Al momento dell'esumazione il 23 gennaio 2019, il corpo fu trovato nel normale stato di trasformazione cadaverica, ma trattato con tecniche di conservazione e integrazione per una degna esposizione, con una ricostruzione del volto tramite maschera in silicone.

Infografica con la timeline della vita di Carlo Acutis e un'immagine di lui al computer

Il Percorso verso la Santità: Miracoli e Annunci

Il percorso di canonizzazione per Carlo Acutis ha incluso il riconoscimento di due miracoli attribuiti alla sua intercessione:

  1. Il 21 febbraio 2020, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo a un miracolo: la guarigione istantanea, completa e duratura, nel 2013, di Matheus, un bambino brasiliano di sei anni affetto da stenosi duodenale da pancreas anulare incompleto, vomito continuo e malnutrizione grave. La guarigione avvenne subito dopo che il bambino toccò una reliquia di Carlo durante una messa, nel settimo anniversario della sua morte. Questo miracolo ha portato alla sua beatificazione.
  2. Il 23 maggio 2024, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo a un secondo miracolo: la guarigione di Valeria, una ragazza del Costa Rica studentessa a Firenze. Il 2 luglio 2022, a seguito di un incidente in bicicletta, Valeria entrò in coma irreversibile per un trauma cranico molto grave. Sei giorni dopo, la madre Liliana si recò ad Assisi a pregare sulla tomba di Carlo. In serata ricevette una telefonata dall'ospedale che la informava del miglioramento improvviso e inspiegabile della figlia: Valeria aveva ripreso a respirare spontaneamente, a muoversi e a parlare. Questa guarigione ha aperto la strada alla canonizzazione.

Per quanto riguarda Pier Giorgio Frassati, la sua beatificazione era avvenuta il 20 maggio 1990 per opera di San Giovanni Paolo II.

Fu papa Francesco ad annunciare la canonizzazione di Acutis e Frassati nell’udienza generale del 20 novembre 2024, suscitando un fragoroso applauso in Piazza San Pietro. Inizialmente, le date stabilite erano diverse: il 27 aprile 2025 per Acutis (seconda domenica di Pasqua, nell’ambito del Giubileo degli adolescenti) e tra il 28 luglio e il 3 agosto per Frassati (nel Giubileo dedicato ai Giovani). Tuttavia, il nuovo Papa Leone XIV ha deciso di proclamare santi questi due giovani italiani insieme il 7 settembre 2025, in piazza San Pietro, durante l'Anno Santo del Giubileo.

Schema cronologico delle date significative per le cause di beatificazione e canonizzazione dei due santi

Messaggi e Eredità dei Nuovi Santi

La Chiesa in Italia ha espresso gratitudine e gioia per il dono di due nuovi santi. La Presidenza della CEI ha sottolineato che "la santità è un dono che innerva la storia della persona, rende il mondo e se stessi più simili al Figlio di Dio fatto uomo". È "ulteriore motivo di gioia il fatto che Acutis e Frassati siano proclamati santi nell’anno del Giubileo: la loro esistenza, che è stata un inno alla speranza, è un incoraggiamento a mettersi in cammino".

Ciò che unisce Carlo e Pier Giorgio è la scelta di vivere l’amore di Dio e dei fratelli con "mezzi semplici, accessibili a tutti": la Messa quotidiana, la preghiera, in particolare l’adorazione eucaristica. Entrambi erano attenti al Sacramento della Riconciliazione e devoti ai santi e alla Vergine Maria, oltre alla pratica della carità. Pier Giorgio scriveva: "Intorno ai poveri e agli ammalati io vedo una luce che noi non abbiamo". Carlo, dal canto suo, diceva: "La tristezza è lo sguardo rivolto verso sé stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio". Un amore e un’offerta a Dio che neppure la malattia ha saputo scalfire.

I nuovi santi diventano così un "invito", rivolto specialmente ai giovani, "a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro". La loro testimonianza è una "formula tanto semplice, quanto vincente, della santità" da seguire per "gustare la vita fino in fondo e andare incontro al Signore nella festa del Cielo".

Il Politecnico di Torino ha reso omaggio al suo studente più illustre, Pier Giorgio Frassati, nell’anno del centenario della sua morte, con una mostra che ha ripercorso la sua vita, focalizzandosi sulla sua spiritualità, il suo impegno sociale e la sua passione per la montagna. Ricordare Frassati non è solo un atto di memoria storica, ma un’opportunità per riflettere sull’importanza di coniugare l’impegno intellettuale e professionale con i valori umani e la solidarietà.

Molti, inoltre, chiedono che Carlo Acutis, il primo santo millennial, venga dichiarato anche patrono di Internet, avendo utilizzato la rete per evangelizzare e far conoscere i miracoli eucaristici in tutto il mondo. Il suo approccio al digitale dimostra come le nuove tecnologie possano essere usate per trasmettere il Vangelo e comunicare valori e bellezza, senza cadere nella trappola del consumo e dello stordimento.

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