La memoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa è una celebrazione liturgica relativamente recente nel Calendario Romano Generale, ma affonda le sue radici in duemila anni di cristianesimo e nella storia della salvezza. Questo titolo riconosce la maternità divina di Maria estendersi, per volontà di Gesù stesso, a maternità per tutti gli uomini e per la Chiesa stessa.
Origini e Sviluppo del Titolo "Madre della Chiesa"
Le Radici Teologiche e Patristiche
Il titolo mariano "Madre della Chiesa" è antico nel suo contenuto e, pur avendo una formulazione più recente nel suo uso, trova fondamento fin dal principio del cristianesimo. I Padri della Chiesa hanno riconosciuto la maternità di Maria su tutta la Chiesa, vedendo in lei la donna annunciata nella Genesi, nemica del serpente infernale (Gn 3, 15) e Madre dei redenti che accolgono il suo divino Figlio nella loro vita.
Già sant’Agostino la chiamava “Madre delle membra (di Cristo), perché ha cooperato con la sua carità alla nascita dei fedeli nella Chiesa, i quali di quel Capo sono le membra”. San Leone Magno, a sua volta, indicava che la nascita del Capo (Cristo) è anche la nascita del Corpo (la Chiesa), affermando che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico.
Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 19, è cruciale per comprendere questa dimensione. Narrando la Crocifissione di Cristo, si legge: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa” (Gv 19, 25-27). Maria “stava” presso la Croce, un essere presente che indica continuità nella missione del Figlio fin dal primo miracolo a Cana. Qui, Gesù affida la Madre al discepolo amato, simbolicamente consegnando tutti gli uomini alla sua cura materna.

La Proclamazione di Paolo VI e il Concilio Vaticano II
Un passo fondamentale nella formalizzazione del titolo avvenne il 21 novembre 1964, quando Papa Paolo VI, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, proclamò solennemente la Beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima». Questa dichiarazione ufficiale riconobbe formalmente il ruolo fondamentale di Maria nella Chiesa, confermando la sua maternità spirituale su tutti i fedeli.
Questo atto di Papa Paolo VI, che avvenne nell’atto di promulgare la Lumen Gentium - la costituzione che al capitolo VIII approfondisce il ruolo eccezionale di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa - consolidò la posizione di Maria nel cuore della Chiesa. Egli volle che tutti i cristiani riconoscessero e accogliessero Maria come madre amorevole e interceditrice. La sua mariologia era profondamente radicata nel Vangelo e nella professione della Maternità divina di Maria, vedendola associata ai misteri dell'Incarnazione e della Redenzione con un vincolo stretto e indissolubile.
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Sviluppi Liturgici Successivi
Dopo la definizione ufficiale di Maria Madre della Chiesa, si sentì la necessità di integrare questa verità nella liturgia. Già Don Orione aveva usato questo titolo prima del Concilio Vaticano II, unendo Maria e Pietro quasi a indicare la complementarità della loro presenza alla nascita della Chiesa, e scriveva che “dobbiamo abituarci a vedere Gesù in braccio a Maria, perché è la Madre di Dio”. Allo stesso modo, in seguito, si sarebbe dovuto “abituarsi a vedere sotto lo sguardo di Maria il popolo, la Chiesa, di cui è Madre”.
I successivi sviluppi includono:
- Nel 1973, sotto Paolo VI, fu approvata la Messa votiva "De Sancta Maria Ecclesiae Mater", che due anni più tardi (1975), in occasione dell'Anno Santo della Riconciliazione, venne inserita nell’Editio altera del Messale Romano. Questa messa speciale permise ai fedeli di riflettere più profondamente sul ruolo materno di Maria. La celebrazione fu poi iscritta nel Calendario proprio di alcuni paesi, come la Polonia e l’Argentina, che la fissarono al Lunedì di Pentecoste.
- Nel 1980, San Giovanni Paolo II aggiunse il titolo "Madre della Chiesa" nelle Litanie Lauretane, sottolineando ulteriormente l'importanza di Maria nella vita quotidiana dei fedeli e rafforzando la fiducia nella sua intercessione.
- Il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato nel 1992 e rivisto nel 1997, citò Maria come Madre della Chiesa, integrando questa verità nel corpo dottrinale ufficiale della Chiesa e presentandola come colei che cooperò pienamente al piano di salvezza di Dio, diventando così madre di tutti i membri del Corpo di Cristo.
L'Istituzione della Memoria Liturgica da Parte di Papa Francesco
Nel 2018, Papa Francesco decretò che la memoria liturgica della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa fosse celebrata ogni anno il lunedì dopo la solennità della Pentecoste. Il decreto, datato 11 febbraio 2018 (160° anniversario della prima apparizione della Madonna a Lourdes) e pubblicato il 3 marzo 2018, fu firmato dal Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
Il decreto spiega le motivazioni di questa istituzione: “Considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia iscritta nel Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste e celebrata ogni anno.”
La scelta del lunedì dopo Pentecoste è significativa poiché sottolinea il legame indissolubile tra Maria e lo Spirito Santo e tra Maria e la nascita della Chiesa. Pentecoste, che segna la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, è il momento in cui la Chiesa nasce ufficialmente e inizia la sua missione evangelizzatrice. Maria, presente nel Cenacolo con gli apostoli (At 1, 12-14), è testimone privilegiata di questo evento, supportando con la sua preghiera la nascita della comunità cristiana e ricevendo anch'essa il dono dello Spirito. “Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti”, come spiegato nel decreto. Questo giorno venne scelto per sottolineare l’intimo legame tra le innumerevoli grazie della Chiesa nascente e la sollecitudine materna di Maria, la “piena di grazia” che dopo l’Ascensione del Figlio si raccolse in preghiera nel Cenacolo insieme alle pie donne e agli apostoli, invocando per nove giorni la discesa dello Spirito Santo.

Significato Teologico della Maternità di Maria verso la Chiesa
La memoria della Beata Maria Vergine Madre della Chiesa ci ricorda come la maternità divina di Maria si estenda, per volontà di Gesù stesso, a maternità per tutti gli uomini e per la Chiesa stessa in atto di affidamento. Maria è soprattutto madre: madre di Cristo, madre del popolo di Dio, madre della Chiesa.
Nel passaggio evangelico della Crocifissione, l’“elemento” più importante rimane la Croce. Ed è proprio alla Croce che il documento della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti fa riferimento: “La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato.”
Maria "sta" sotto la croce: è uno stare che indica presenza, continuità, forza di un esserci. A differenza dei Discepoli, Maria non ha mai lasciato Suo Figlio Gesù lungo la via della Croce. Maria affronta questo momento con grande dignità, non sfugge di fronte agli eventi della vita, ma “sta”. È invitata dal Figlio suo a dire un nuovo “Eccomi”, un nuovo “sì”, più convinto e più maturo. Attraverso il suo “stare sotto la croce”, matura la sua esperienza di fede e di maternità, rendendola capace di andare oltre. In fondo, fin dall'inizio, il cuore di Maria è stato attraversato da interrogativi e, davanti a Simeone, le sono sorte domande, ma il suo “Eccomi” non è una volta per tutte, ma cresce e matura attraverso gli avvenimenti della vita, compresi quelli della “Croce”. Qui, in questa fedeltà raggiunta, Maria riceve una nuova missione, un “supplemento” di maternità, a tal punto da divenire “Madre della Chiesa”, rigenerandoci nella grazia, purché impariamo a crescere nella statura di Cristo (cfr Ef 4,7-13).
Come Maria ha saputo “stare” sotto la Croce, senza evitare o scappare la fatica del capire e del soffrire, così Maria, Madre, saprà “stare” accanto a ciascuno di quanti il Figlio ha reso suoi figli. Papa Francesco ha più volte ricordato che "Maria è Chiesa", come quando nell’udienza generale del 23 ottobre 2013 aveva pronunciato queste parole: “La Madonna vuole portare anche a noi, a noi tutti, il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia. Così la Chiesa è come Maria: la Chiesa non è un negozio, non è un’agenzia umanitaria, la Chiesa non è una ONG, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo; non porta se stessa [...], la Chiesa porta Gesù e deve essere come Maria quando è andata a visitare Elisabetta. Cosa le portava Maria? Gesù. La Chiesa porta Gesù: questo è il centro della Chiesa, portare Gesù! Se per ipotesi, una volta succedesse che la Chiesa non porta Gesù, quella sarebbe una Chiesa morta!”

La Chiesa della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa a Riano
Nel contesto della devozione mariana, un esempio concreto di questa venerazione si trova a Riano, località La Rosta, dove sorge una chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria Madre della Chiesa.
Il primo carteggio che documenta la volontà di costruire una chiesa a La Rosta è la lettera del 4 novembre 1967 di Don Giulio M. Penitenti, fondatore nel 1951 della Casa-Madre di Taddeide. La missiva era indirizzata ad Andrea Pangrazio, Vescovo di Porto e Santa Ruffina e Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, esprimendo il desiderio di erigere una nuova parrocchia dedicata alla B.V.M.
Il momento tanto atteso giunse il 7 giugno 1977, quando Mons. Penitenti ebbe l’opportunità di acquistare all’asta del fallimento l’ex “Tessitura Cappelli”. Il lotto d’asta consisteva in una “superficie di mq 4.000 circa, sovrastante struttura di stabilimento e annessi ambienti - ufficio per un totale di superficie coperta di mq 50 X 15 circa.” Mons. Penitenti rifletteva che “lavorare è fatica specialmente se il lavoro è fine a sé stesso; ma se lo facciamo con amore e per fini superiori, il lavoro e la fatica si trasforma in gioia. I nostri cuori oggi sono veramente pieni di gioia e si vede sul volto di tutti.”

Architettura e Arredi Sacri
La chiesa presenta una facciata con tetto a capanna con un rosone in ceramica di Paolo May sopra l’ingresso principale, che raffigura “Maria madre della chiesa che accoglie tutti sotto il suo mantello” (opera di Giovanna Ambrifi, 2023). All’interno, la chiesa ha una sola navata, separata dall’area presbiteriale da un arco a sesto ribassato. Sullo sfondo si trova un murales raffigurante l’Ultima cena di Gesù con gli apostoli, realizzato da Marco Valeriani e Bartolomeo Cobbo nel 1997 (MCMXCVII). Tra gli arredi interni è presente anche un dipinto dedicato a Santa Teresina del Gesù.

La fede, come ricorda la lettera Enciclica Lumen fidei, è un dono gratuito di Dio che chiede l’umiltà e il coraggio di fidarsi e affidarsi. In questo cammino, Maria, Madre della Chiesa, è una guida costante. “Aiuta, o Madre, la nostra fede! Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata. Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa. Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede. Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare. Semina nella nostra fede la gioia del Risorto. Ricordaci che chi crede non è mai solo. Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!”