Il Complesso Salesiano Redentore di Bari: Storia, Struttura e Progetti di Riqualificazione Urbana

Nella zona del quartiere Libertà di Bari, da sempre considerato "difficile" e ai margini, si erge come un faro l'Istituto Salesiano Redentore, che da sempre rappresenta la speranza e il simbolo del rione. Questo vasto complesso neogotico, posto su via Martiri d'Otranto, fu eretto nel 1905 per volere di Don Michele Rua, successore di Don Bosco, fondatore della congregazione dei Salesiani. L'istituto è diviso in tre ambienti principali: la chiesa, l'istituto vero e proprio e l'oratorio.

La Storia e la Missione dei Salesiani

Fu il torinese Don Michele Rua a decidere di fondare a Bari la sede meridionale della casa salesiana, con lo scopo iniziale di creare un orfanotrofio e un centro di accoglienza per i poveri. Nel corso dei decenni, l'istituto ha accolto altre attività, tra cui il convitto (ancora esistente), la scuola primaria, il ginnasio superiore e numerosi laboratori. Un tempo erano presenti laboratori di tipografia, meccanica e falegnameria, mentre oggi si punta su audiovisivi e informatica. L'opera salesiana continua a svolgere un ruolo decisivo all’interno dell’area urbana, con un impatto profondo sulla comunità.

Foto storica dell'Istituto Salesiano Redentore di Bari

Architettura e Descrizione del Complesso

La Chiesa del Redentore

Per visitare il Redentore, si percorre via Crisanzio per poi entrare in una piazzetta che porta il nome dell'Istituto. Il prospetto, color panna e realizzato a mosaico, è sorvegliato ai lati da due statue raffiguranti Don Bosco e Maria Ausiliatrice. All'interno, tre navate sono scandite da nove colonne sui cui capitelli sono impostati archi a pieno centro. Le alte volte sono decorate con gli affreschi del sacerdote Giuseppe Melle, risalenti agli anni '50. La chiesa, imponente al centro del quartiere, è stata costruita tra il 1930 e il 1935 e, dopo aver subito modifiche quando non era ancora vincolata dalla Soprintendenza, è stata protagonista di un imponente intervento di restauro.

I lavori di restauro, durati due anni, hanno restituito la struttura alla sua bellezza originale. Attualmente, all'interno della chiesa sono disponibili due totem interattivi che permettono di scoprire la storia della chiesa e di ammirare i dipinti prima e dopo il restauro, rendendo l'esperienza più coinvolgente per la comunità religiosa e per tutto il quartiere.

Interno della Chiesa del Redentore con affreschi e totem interattivi

L'Istituto e le sue Attività

L'edificio dell'Istituto, situato alla sinistra del tempio, è color ocra e anch'esso in stile neogotico, costruito nel 1905. Una scalinata in marmo conduce a un lungo corridoio dove si aprono i vari ambienti di didattica. Spostandosi sul tetto, un "ponte" percorre tutto il complesso, e in fondo si nota il campanile della chiesa che spicca verso il cielo, adornato da una statuetta raffigurante il Redentore.

L'Oratorio Salesiano

L'ultima tappa del percorso è l'Oratorio, raggiungibile uscendo e superando un cancello posto alla destra della chiesa. Si tratta di una grande area esterna che comprende un campo da calcio, uno da basket e un anfiteatro.

Il Centro Archivistico Libertà e la Memoria Storica

Nel gennaio 2023 è stato presentato il Centro Archivistico Libertà, una risorsa fondamentale che testimonia lo stretto rapporto tra i residenti del terzo e più popoloso quartiere di Bari e il Redentore. Molti, infatti, mantengono con l’opera salesiana un saldo legame affettivo, un luminoso ricordo d’infanzia e un profondo senso di gratitudine per la propria crescita professionale.

Questo grande patrimonio di storia, cultura, fede e vita vissuta è ora conservato presso la biblioteca di quartiere "Don Bosco", animata dalla programmazione culturale, formativa ed educativa messa in campo dall’associazione Laboratorio Don Bosco, oggi guidata da Don Giuseppe Ruppi. L’idea dell’archivio risale all’Ipsaic Tommaso Fiore (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea). Il minuzioso percorso di ricerca storiografica, durato quattro anni e reso altalenante dalle restrizioni dovute alla pandemia, è stato condotto da Annabella De Robertis dell’Archivio storico di Bari e Clementina Fusaro della Sovrintendenza archivistica e bibliografica della Puglia.

Un lungo e complesso lavoro, illustrato nel volume "Il Redentore - Storia e archivi nel cuore di Bari" (Edizioni dal Sud), ha riportato alla luce un ampio spaccato della vicenda storica nazionale e cittadina, focalizzandosi sulla formazione e sull’educazione che da sempre rappresentano la missione dell’istituto salesiano. Vito Antonio Leuzzi, presidente dell’Ipsaic, ha esaltato il valore della memoria come elemento di appartenenza a un territorio, capace di rivelare preziosi insegnamenti per l’attualità. Gli interventi sul piano pastorale e sociale dei salesiani furono un punto di riferimento per la formazione di altre strutture religiose in diverse zone della città, rivelandosi decisivi per la formazione della classe operaia sullo sfondo dello sviluppo industriale. Nel dopoguerra, le scuole professionali hanno contribuito notevolmente alla crescita del quartiere nel quadrilatero della Manifattura dei Tabacchi, dando anche impulso al lavoro femminile.

Dai documenti conservati nella biblioteca Don Bosco, emerge un mondo e un passato estremamente utili per capire e affrontare le emergenze sociali e culturali del presente. Sin dall’apertura dell’orfanotrofio Leone XIII, il Redentore e i salesiani si sono sempre adoperati per il bene della città, rivelandosi particolarmente preziosi nelle emergenze sociali, come l’allestimento dell’ospedale, il soccorso nell’emergenza vaiolo e la formazione dei giovani. Nel secondo dopoguerra, il Redentore, insieme al Villaggio del Fanciullo, era un punto di riferimento per l’istruzione di 20mila ragazzi.

L’istituto della formazione professionalizzante, nello spirito dei principi del Concilio Vaticano II, costituisce un vero e proprio fiore all’occhiello dell’opera salesiana, avendo storicamente offerto supporto allo sviluppo del polo industriale barese, composto da piccole e medie aziende. Grazie al centro archivistico, i cittadini, soprattutto quelli del Libertà, possono fare memoria del passato e scovare idee interessanti per proseguire il processo di recupero sociale e strutturale del quartiere, in sintonia con lo sviluppo della città di oggi.

Il Piano Marshall cambiò il volto fisico e sociale del quartiere nel dopoguerra, e i salesiani, in questo contesto, agirono con solerzia e determinazione per ristrutturare dal punto di vista organizzativo la propria presenza nel Libertà e per assecondare il riscatto di una grande fetta della popolazione che versava in difficili condizioni economiche ed educative. L’archivio è il prodotto di un lungo e impegnativo percorso di crescita collettiva, conservando la memoria di attività fondamentali, soprattutto sotto il profilo della formazione dei giovani, collegate alla presenza e all’opera dei salesiani.

L’archivio, inteso come ponte e strumento narrativo, dialoga con la biblioteca in cui è custodito. Da esso affiora la vita pratica della comunità, di cui si conserva la memoria. La presenza di un archivio storico aiuta a capire in quale società vive ogni singolo individuo, indicando la direzione in cui si muove una comunità, e per questo non può essere ridotto a luogo per pochi addetti ai lavori. Per la sua forte carica identitaria, è un patrimonio che deve essere accessibile a tutti. Il progetto è nato grazie alla collaborazione tra chiesa, comune e opera salesiana, avvalendosi della professionalità delle dott.sse De Robertis e Fusaro, impegnate in un certosino lavoro di organizzazione e archiviazione dei documenti.

Il lavoro svolto dalle studiose ha focalizzato quattro aree tematiche: la cronaca della casa con i racconti di vita e la gestione interna, con la scoperta di documenti riguardanti le planimetrie, le costruzioni e le ristrutturazioni, che offre uno spaccato del senso della missione pastorale e sociale dei salesiani; la pastorale giovanile e le attività per i cittadini che rappresentano il cuore e il senso della missione di Don Bosco. L'approccio alle carte è stato integrato dal confronto con i salesiani per comprendere le sfumature dei documenti e le vicende principali inerenti alla vita dell’istituto.

Documenti storici e foto d'epoca del Centro Archivistico Libertà

Il Progetto di Riqualificazione Urbana e del Cortile dell'Oratorio

L'identità del quartiere Libertà è ancora fortemente intrecciata con la presenza e l’impegno dei salesiani, un lungo processo di inclusione pienamente in atto. Come sintetizzato da Don Francesco Preite, presidente dei Salesiani per il Sociale APS, "Il Redentore da solo non può fare la storia. Servono le istituzioni e l’apertura del territorio è fondamentale."

Interventi nell'Area Esterna e sul Cortile

Un importante progetto di riqualificazione mira a migliorare l’assetto urbanistico, la convivenza sociale e la qualità di vita del quartiere, in particolare per le fasce "deboli" quali disabili, bambini e anziani. L'intervento prevede la rimozione della recinzione esistente su via Martiri d’Otranto che separa la chiesa del Redentore dall’area pedonale, rispondendo a una richiesta dei cittadini. Questo permetterà l'integrazione degli elementi architettonici di pertinenza della chiesa, quali la scalinata, la rampa per cittadini disabili e le statue, con una nuova illuminazione della facciata realizzata attraverso corpi illuminanti a pavimento.

La pedonalizzazione interesserà il tratto finale di via Scipione Crisanzio (dall’incrocio con via Libertà e via Francesco Petrelli) e il tratto di strada di via Martiri d’Otranto (da via Don Bosco a via Scipione Crisanzio), attualmente chiusa al traffico in via sperimentale. Per compensare gli spazi destinati a parcheggio, verrà allargata la sezione stradale nel tratto finale di via Martiri d’Otranto. A seguito della pedonalizzazione, saranno invertiti i sensi di marcia di via Petrelli e della parallela al tratto finale di via Crisanzio, che si trasformerà in una corsia di traffic calming.

Nuovi Spazi e Servizi

Il progetto prevede la rimozione di circa 2.500 mq di asfalto a fronte di una pavimentazione in lastre di pietra locale per un totale di circa 4.000 mq. Saranno messi a dimora 19 nuovi alberi (16 di canfora e 3 di pruno) e piantumate nuove piante di agapanthus nelle aiuole, oltre a nuove specie arbustive. Verrà realizzata un’area giochi per bambini, estesa per circa 500 mq e pavimentata con gomma antitrauma.

La piazza verrà dotata di nuovi arredi, tra cui 30 panchine lineari monolitiche in conglomerato bianco, 8 cestini portarifiuti per la raccolta differenziata, 3 portabici ad arco in acciaio inox, mappe tattili per non vedenti e dissuasori per delimitare la corsia di traffic calming. Per quanto riguarda la pubblica illuminazione e la sicurezza, saranno installati 37 nuovi corpi illuminanti a LED ad alto risparmio energetico e 11 postazioni della rete di videosorveglianza pubblica. A completamento dell'opera, verranno realizzati un impianto di prima pioggia per il recupero e trattamento delle acque e uno di irrigazione a servizio di tutte le aiuole.

La riqualificazione complessiva del cortile dell'Oratorio salesiano ammonta a circa € 300.000,00 e prevede la realizzazione di un campo di calcio a 7 in erba sintetica, la ristrutturazione degli spogliatoi adiacenti, un campo polivalente di basket e pallavolo, e un’area ludica comprendente 2 campi di calcio a 5. Per sostenere questi interventi, i salesiani del Redentore hanno attivato una campagna di fundraising e aperto un conto corrente bancario per le donazioni (Banca Prossima, IBAN: IT 81 F033 5901 6001 0000 0063 670).

Rendering del progetto della nuova piazza e cortile dell'oratorio Salesiano Redentore

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