Beata María del Patrocinio Giner Gomis: Biografia e Martirio

La Beata María del Patrocinio Giner Gomis fu una religiosa e martire spagnola del XX secolo. Nata a Tortosa, in Spagna, dedicò la sua vita a servire nell'Istituto di Maria Immacolata delle Missionarie Clarettiane. Durante la persecuzione religiosa dell'epoca, fu martirizzata per la sua fede il 13 novembre 1936. La sua figura è ricordata come un simbolo di fede incrollabile e devozione.

Infanzia e Vocazione

Maria Cinta Asunción Giner Gomis, conosciuta come Maria Cinta, nacque a Tortosa (Tarragona, Spagna) il 4 gennaio 1874. Fu battezzata il giorno seguente e cresimata ancora bambina, secondo l'usanza del tempo. La sua era una famiglia numerosa, composta da quattordici fratelli, sebbene solo sette di essi giunsero all'adolescenza. Tra questi, uno divenne religioso e sacerdote francescano, e quattro intrapresero la vita monastica come religiose claustrali.

All'età di sei anni, Maria Cinta fu affidata dai suoi genitori al collegio di Carcagente (Valencia) come alunna interna, sotto la cura delle Missionarie Clarettiane di Maria Immacolata. Qui fu accolta dalla stessa fondatrice, la venerabile Maria Antonia Paris. Fu in questo ambiente di profonda pietà, studio e raccoglimento che sbocciò la sua vocazione religiosa. Il 5 maggio 1892, a diciotto anni, iniziò il noviziato. Il 16 settembre dell'anno successivo si consacrò al Signore con la professione dei voti, assumendo il nome di Maria del Patrocinio di San Giovanni.

Ritratto della Beata María del Patrocinio Giner Gomis

Apostolato e Ruoli di Leadership

Insegnamento e Formazione

L'insegnamento era l'apostolato specifico delle religiose di Maria Immacolata, e a questa missione Maria del Patrocinio dedicò i primi undici anni della sua vita religiosa, sempre presso il collegio di Carcagente. Nella dedizione all'insegnamento maturò la sua personalità, caratterizzata da una fedeltà esemplare nell'obbedienza e da una grande fortezza nell'esercizio dell'umiltà e della mitezza. Nel 1904, a soli 30 anni, fu nominata maestra delle novizie, un incarico delicato che svolse per diciotto anni consecutivi.

Superiora a Carcagente e Fondazione a Sagunto

Nel 1922, Suor María del Patrocinio venne eletta superiora della comunità di Carcagente. Furono tre anni di condotta esemplare nel governo della numerosa comunità, durante i quali diede prova di fedele osservanza e zelo apostolico. Forte di questa esperienza, fu ritenuta la persona più idonea per avviare una nuova fondazione nella città di Sagunto, nell'arcidiocesi di Valencia. Dal 1925 al 1931, guidò quella comunità che svolgeva l'apostolato dell'insegnamento in una zona industriale. Furono anni molto difficili nella storia della Spagna, segnati dal passaggio dalla monarchia alla Seconda Repubblica.

Sagunto fu una delle città più provate, e il collegio delle Missionarie Clarettiane subì fortemente le conseguenze di quel cambiamento. Il 12 maggio 1931, il collegio fu circondato da una folla inferocita che intendeva incendiare l'edificio e uccidere le religiose. In quell'occasione, la serva di Dio diede prova della sua fortezza e fedeltà alla vocazione: sfidando le minacce, si prese anzitutto cura dell'Eucaristia per evitarne un'eventuale profanazione, quindi rivolse alle consorelle parole di incoraggiamento, disponendole al martirio. Questo tragico evento si sarebbe compiuto cinque anni dopo.

Lasciata Sagunto, le religiose erano ritornate nella comunità di Carcagente, dove Suor Giner Gomis fu nuovamente nominata superiora.

Il Contesto della Persecuzione Religiosa in Spagna

L'Anticlericalismo e le Prime Violenze

La persecuzione dei cristiani durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) incluse diverse misure messe in atto dai miliziani comunisti contro la Chiesa e i cattolici. Il 14 aprile 1931, con la proclamazione della Repubblica e l'esilio del re Alfonso XIII, ebbe inizio la Seconda Repubblica Spagnola. Appena un mese dopo, iniziò una forte ondata di anticlericalismo, con i primi atti di violenza nei confronti di religiosi e laici. Questo era dovuto al malcontento verso l'appoggio dato dalla Chiesa spagnola ai ceti dominanti, in particolar modo ai latifondisti e, in seguito, al generale Franco.

Le prime vittime di questa ondata risalgono all'ottobre del 1934, durante la cosiddetta Rivoluzione delle Asturie, quando furono assassinati 37 tra sacerdoti, seminaristi e religiosi, inclusi i dieci martiri di Turón (9 Fratelli delle Scuole Cristiane e un Passionista, beatificati nel 1990 e canonizzati il 21 novembre 1999). Inoltre, furono incendiate 58 chiese. Iniziò così il lungo Martirologio della Chiesa di Spagna, quando mancavano ancora due anni allo scoppio della Guerra Civile e la Chiesa non si era ancora pronunciata in favore dei militari definiti ribelli. Anzi, sin dal primo momento i Vescovi avevano riconosciuto il legittimo Governo repubblicano.

Mappa della Spagna durante la Guerra Civile, con indicazione delle aree di controllo e persecuzione religiosa

L'Escalation della Guerra Civile e il Martirologio Spagnolo

Le violenze si intensificarono tra il 18 luglio 1936 e il 1º aprile 1939, dando origine a una vera e propria persecuzione religiosa. Questo periodo portò alla distruzione del 70% delle chiese spagnole e all'uccisione di quasi diecimila persone, tra le quali:

  • 12 vescovi e un amministratore apostolico
  • 4.184 sacerdoti e seminaristi
  • 2.365 religiosi
  • 283 religiose
  • Diverse migliaia di laici di entrambi i sessi, il cui numero è tuttavia impossibile precisare.

Per un totale finora riconosciuto di 6.808 martiri. Tutti i conventi furono evacuati e la vita religiosa al loro interno venne sospesa. Sacerdoti e religiosi furono arrestati, imprigionati e fucilati, migliaia di loro senza causa istruttoria. Fu imposto il divieto assoluto di tenere in privato immagini e oggetti di culto. Questi martiri erano uomini e donne di tutte le età e condizioni: sacerdoti diocesani, religiosi, religiose, padri e madri di famiglia, giovani laici. Furono assassinati perché erano cristiani, per la loro fede in Cristo, perché erano membri attivi della Chiesa.

L'Arresto e il Martirio

Il 13 maggio 1936, all'inizio della Guerra Civile Spagnola, il convento di Carcagente fu incendiato e la comunità dispersa. Dopo mesi di grandi prove, la serva di Dio, Beata María del Patrocinio, venne arrestata il 13 novembre di quello stesso anno. Si trovava in casa a recitare il rosario quando i miliziani bussarono tumultuosamente alla porta, chiedendo della Superiora del Collegio. Uscì con coraggio, dichiarando di non essere la superiora, ma una semplice suora, e fu costretta ad andare con loro. Non ci fu alcun processo; il suo "delitto" fu semplicemente quello di essere religiosa.

Durante la sua prigionia o nei momenti precedenti al martirio, espresse parole di profonda fede e accettazione: "Che nuvoloni neri ci coprono, ma la nostra fiducia è riposta in Colui che ci ha detto 'trionferò sui miei nemici e regnerò in Spagna' [...] in mezzo a tanta persecuzione, la nostra fede si rafforza, il cuore si purifica e la volontà si dispone a soffrire tutto ciò che il Signore permetterà ci accada, che tutto sia per il nostro bene."

Suor María del Patrocinio fu condotta al sacrificio supremo nella stessa notte del suo arresto. Del suo martirio rimane la testimonianza degli stessi carnefici, che commentarono le sue ultime parole di fedeltà, di perdono e di esortazione alla conversione. Ai suoi aguzzini disse: "Voi non sapete quello che fate, un giorno ve ne pentirete. Io vi perdono di cuore e accetto con gioia ciò che Dio permette, perché mi aprirete le porte del cielo; dal cielo pregherò per voi!" E ancora: «Togliendomi la vita voi mi fate un grandissimo bene..., prego per voi, vi perdono..., pentitevi».

Illustrazione simbolica del martirio cristiano per la fede

Beatificazione e Legato Spirituale

La Positio super martyrio della serva di Dio fu consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi il 13 maggio 1997, insieme a quelle di altre sette martiri, e le otto cause furono registrate sotto l'unica indicazione di «Martiri di Valenza». La Beata María del Patrocinio Giner Gomis fu beatificata l'11 marzo 2001 da Papa Giovanni Paolo II, nella Basilica di San Pietro a Roma, insieme ad altri 232 compagni martiri dell'Arcidiocesi di Valencia.

Rai HD - Canonizzazione dei 2 papi 27 aprile 2014

A tutti loro fu riconosciuto il martirio in odium fidei, cioè l'uccisione per il solo fatto di essere cattolici. Il suo martirio è ricordato come un atto di coraggio e devozione, e il suo legato perdura tra i fedeli come un simbolo di fede incrollabile. La sua festività si celebra annualmente il 13 novembre. La Congregazione delle Missionarie Clarettiane trova nella Beata María del Patrocinio Giner la massima espressione dello stile di vita e di missione che le furono infusi dai suoi fondatori, San Antonio María Claret e la venerabile M. Antonia Paris.

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