Il Santuario della Beata Vergine di Sulo, situato nella frazione di Filetto, è un importante luogo di culto cattolico appartenente alla Diocesi di Forlì-Bertinoro, nonostante Filetto sia nel territorio della provincia di Ravenna. Questo santuario è meta di pellegrinaggi e custodisce un'immagine miracolosa della Madonna, conosciuta appunto come Beata Vergine di Sulo.
Origini e Sviluppo del Culto
Le origini del culto mariano a Filetto affondano le radici in una storia che vede l'esistenza di due luoghi di culto distinti: la chiesa dedicata a San Lorenzo, propriamente a Filetto, e un altro luogo dedicato alla Vergine Maria, un tempo situato in una località chiamata Sulo, da cui deriva l'attuale denominazione del santuario.
Già nel 1561, le due chiese sono indicate come esistenti, ma vennero unite in un unico vicariato dal vescovo di Forlì, monsignor Aleotti. Il vicario si stabilì presso San Lorenzo, portando a un progressivo abbandono dell'altro luogo di culto mariano. Nonostante ciò, dalla fine del XVI secolo, e in particolare a partire dal 1618, si diffuse un forte culto legato a un'immagine sacra della Beata Vergine, considerata miracolosa e inizialmente collocata in una celletta.
L'Immagine Miracolosa di Sulo
La devozione si intensificò grazie a un'immagine in ceramica della Beata Vergine con il Bambino Gesù, acquistata al mercato di Lugo alla fine di settembre del 1618 da Paolo Gambi, che la portò a Filetto. Secondo la tradizione, l'immagine, inizialmente appesa a un albero secco vicino alla casa patronale, fece miracolosamente rinascere l'albero, che si ritrovò verdeggiante il giorno seguente. Questo evento straordinario attirò numerosi fedeli, convinti della sua natura miracolosa.
L'immagine, realizzata in ceramica secondo la scuola faentina, raffigura la Madonna con il Bambino Gesù aggrappato al suo collo con un gesto vivace. L'incarnato è chiaro, con volti e mani che presentano parti in rilievo e dettagli dipinti, come gli occhi.

La Chiesa e i suoi Trasformazioni
La crescente devozione spinse alla decisione di restaurare e ampliare la chiesa di Sulo per accogliere degnamente l'immagine miracolosa. Tale decisione fu presa con l'autorizzazione della famiglia Gambi, che era stata la prima proprietaria dell'immagine e responsabile della celletta originale. Sebbene fosse previsto la creazione di una cappella dedicata, la chiesa restaurata dai Gesuiti entro il 1694 mantenne un unico altare maggiore, dove venne collocata l'immagine della Madonna.
La chiesa subì ulteriori danni durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, e fu ristrutturata nel 1950, assumendo la forma architettonica attuale, come testimonia una lapide esterna.
L'Antica Chiesa di San Lorenzo
Parallelamente, l'antica chiesa di San Lorenzo, edificata nel X secolo dai monaci Benedettini, versava in condizioni precarie. Nel 1956, cessò di essere officiata e iniziò un processo di decadenza che la portò all'abbandono, con la perdita del tetto e lo stato di rudere. Attualmente, di San Lorenzo rimangono parte della struttura, messa in sicurezza, e il vicino cimitero, che occasionalmente sono teatro di raduni.

Architettura e Caratteristiche della Chiesa
La facciata del Santuario della Madonna di Sulo si presenta con uno stile semplice a capanna, caratterizzata da una base in mattoni a vista e da elementi decorativi in intonaco arancione. Ai lati, quattro lesene corinzie sovrapposte a coppie sorreggono un fregio con l'iscrizione "Beata Vergine di Sulo". Il portale è timpanato e affiancato da una finestra.
Sul retro dell'edificio si erge un campanile di forma quadrangolare. L'interno del santuario è caratterizzato da un soffitto a cassettoni bianchi e da un pavimento in marmo. In controfacciata, ai lati di una vetrata moderna, sono esposti due dipinti secenteschi recuperati dall'antica chiesa di San Lorenzo: "La Madonna del Rosario" e "La Madonna della Cintura", entrambi conservati in pregevoli cornici.
Eventi e Tradizioni
Il Santuario della Madonna di Sulo è una chiesa giubilare della Diocesi di Forlì-Bertinoro e ogni anno, dal 10 al 15 agosto, Filetto celebra la Madonna di Sulo con un ricco programma religioso e ricreativo.
La Festa della Madonna di Sulo
La festa principale si svolge il 15 agosto, giorno dell'Assunta, e vede la partecipazione di numerosi pellegrinaggi provenienti da diverse parrocchie delle diocesi di Forlì, Ravenna e Faenza. La giornata culmina con la processione dell'immagine della Vergine, presieduta solitamente da autorità ecclesiastiche, come il vescovo di Forlì-Bertinoro. Al termine della processione, si svolgono tradizionali fuochi d'artificio.
In preparazione alla festa, vengono organizzate preghiere e celebrazioni, tra cui la recita del Rosario e Sante Messe. Particolarmente sentiti sono i pellegrinaggi mattutini, alcuni dei quali iniziano nelle prime ore dell'alba, come quello del movimento di Comunione e Liberazione.
Uscita Madonna 2025
La Sagra e Stand Gastronomici
Oltre agli aspetti religiosi, la festa della Madonna di Sulo è anche un'occasione di svago e convivialità. Nel campo sportivo parrocchiale viene allestito uno stand gastronomico che offre menù tradizionali con piatti tipici romagnoli, tramandati di generazione in generazione. L'evento giunge quest'anno alla sua 20ª edizione, grazie all'impegno di un gruppo di volontari.
L'area ricreativa include anche intrattenimenti musicali e danzanti con palco e pedana da ballo, oltre a giochi per bambini come il "Pozzo delle sorprese", gonfiabili e bancarelle.
La Madonna di Sulo nel Contesto Diocesano
La storia del Santuario di Sulo si inserisce in un più ampio contesto di devozione mariana nelle diocesi di Forlì, Ravenna e Faenza, con altre figure e luoghi di culto che condividono radici storiche e tradizioni simili.
Altre Devozioni Mariane nella Diocesi
La devozione mariana in queste terre è ricca e variegata. Si ricordano, ad esempio, la Madonna della Ferita nella Cattedrale di Forlì, la cui storia è legata a un miracoloso sanguinamento da un affresco colpito, e l'apparizione della Madonna a Maria di Minghino a Durazzano, un evento meno conosciuto ma significativo. Anche la Madonna della Rovere, legata a una quercia e a miracoli di guarigione, rappresenta un esempio di profonda devozione radicata nel territorio.
Un altro esempio significativo è la Madonna della Salute di Solarolo, la cui immagine in ceramica di Faenza divenne oggetto di un intenso culto dopo una presunta guarigione miracolosa legata a un'epidemia. La storia di questo santuario, dalla sua origine in una celletta alla costruzione di un imponente edificio religioso, riflette la forza della fede popolare.
