Il Battesimo di Gesù: Rivelazione, Missione e Fondamento del Sacramento Cristiano

Il Battesimo di Gesù Cristo è un evento centrale nella vita di Gesù e un momento fondamentale nella fede cristiana. Celebrato la domenica dopo l'Epifania, segna l'inizio del suo ministero pubblico e ci offre un modello di umiltà e fede da seguire. Questa esperienza, sebbene non fosse necessaria per Gesù stesso, poiché era senza peccato, ha un profondo significato teologico e spirituale, rivelando aspetti cruciali della sua identità e missione.

Il Contesto Storico e Spirituale del Battesimo di Gesù

Giovanni Battista e il suo Battesimo di Penitenza

Il battesimo di Gesù avvenne nell'ambito di un movimento di purificazione e di pentimento predicato da Giovanni Battista, un profeta che, nel deserto della Giudea, chiamava la gente alla conversione e al pentimento dei propri peccati. Giovanni, figura carismatica e ascetica, esercitò una notevole influenza sulle folle, soprattutto tra i Giudei che attendevano la venuta del Messia e del Regno di Dio.

Giovanni predicò il battesimo d'acqua per la remissione dei peccati, che simboleggiava il rinnovamento spirituale, il ritorno a Dio e la pulizia interiore. I Vangeli riportano che molti ebrei accorrevano da lui, confessando i loro peccati e ricevendo questo battesimo. Tuttavia, Giovanni Battista sapeva che il suo ruolo era quello di preparare la venuta di colui che sarebbe venuto dopo di lui, un Messia più grande. A tal proposito disse: «Io vi battezzo con acqua, ma egli vi battezzerà con Spirito Santo e fuoco» (Luca 3:16). Giovanni sapeva quindi di essere limitato nel suo ministero e stava annunciando un battesimo più profondo da parte di colui che avrebbe designato come l'Agnello di Dio.

Giovanni Battista battezza le folle nel fiume Giordano

L'Atto del Battesimo di Gesù nel Giordano

Il Vangelo di Matteo racconta che un giorno Gesù andò da Giovanni, sulle rive del Giordano, per essere battezzato da lui. Quando Giovanni vide Gesù, rimase stupito. Non capiva perché Gesù, che era senza peccato, dovesse ricevere questo battesimo di pentimento. Giovanni esclamò: «Ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?» (Matteo 3:14). Tuttavia, Gesù rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia» (Matteo 3:15). Solo dopo queste parole di Gesù, Giovanni acconsentì a battezzarlo.

Gesù scelse quindi di farsi battezzare, non per i propri peccati, ma per adempiere la volontà di Dio e manifestare il compimento della profezia. Con il battesimo, Gesù si identifica pienamente con l'umanità peccatrice che è venuto a salvare. Inaugura così il suo ministero, mettendosi dalla parte dei peccatori e affermando di venire a purificare il mondo, senza mai aver avuto bisogno di essere purificato. Il suo battesimo diventa così un atto di solidarietà con tutti coloro che cercano la riconciliazione con Dio.

Gesù viene battezzato da Giovanni Battista nel fiume Giordano

La Rivelazione Divina al Battesimo

L'Apertura dei Cieli e la Discesa dello Spirito Santo

Dopo essere stato immerso nell'acqua, il Vangelo racconta che, non appena Gesù uscì dall'acqua, i cieli si aprirono. In quel momento, lo Spirito di Dio discese su di lui sotto forma di colomba e una voce dal cielo disse: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Matteo 3,17). La discesa dello Spirito sotto forma di colomba simboleggia l'unzione divina che Gesù riceve per compiere la sua missione di Salvatore. Questa scena riecheggia l'Antico Testamento, dove lo Spirito di Dio era spesso associato a momenti di rivelazione o di chiamata divina. Qui, invece, assume la forma della colomba, simbolo di pace e purezza, a significare che Gesù è colui attraverso il quale la pace di Dio è resa accessibile all'umanità.

La Voce del Padre e la Manifestazione della Trinità

La voce del Padre dal cielo rappresenta la conferma divina dell'identità di Gesù come Figlio prediletto. Questo momento di rivelazione è cruciale: segna pubblicamente che Gesù non è solo il Messia promesso, ma anche l'unico Figlio di Dio, colui in cui risiede la volontà divina. La voce dichiara il suo compiacimento nei confronti di Gesù, sottolineando che Gesù è perfettamente allineato con la volontà del Padre e che la sua missione è ormai avviata.

Un altro aspetto fondamentale del Battesimo di Gesù è la manifestazione esplicita della Trinità divina. Il Padre parla dal cielo, il Figlio viene battezzato nell'acqua e lo Spirito scende sotto forma di colomba. Questo passo biblico è uno dei più chiari nella rivelazione della natura trinitaria di Dio. Gesù, il Figlio, riceve lo Spirito nella sua missione salvifica e il Padre esprime il suo amore e la sua approvazione, indicando una perfetta armonia tra le tre persone divine. Questo momento segna quindi una tappa decisiva nella rivelazione del mistero trinitario, che sarà approfondito durante tutto il ministero di Gesù.

Il Significato Profondo del Battesimo di Gesù

Il Significato Teologico Profondo del Battesimo di Gesù

Gesù: Pienamente Uomo e Pienamente Dio

Il Battesimo di Gesù è carico di profondi significati teologici. In primo luogo, rivela che Gesù è pienamente uomo e pienamente Dio. Facendosi battezzare, Gesù si identifica con la condizione umana, e in particolare con l'umanità peccatrice, pur essendo senza peccato. Entra così nella condizione dell'umanità decaduta per sollevarla da essa. Con questo gesto, Gesù mostra la portata del suo amore per l'umanità, accettando di essere immerso nell'acqua, simbolo di purificazione e trasformazione spirituale.

Un Atto Profetico e Redentore

Questo battesimo è anche un atto profetico, che prefigura l'intera missione di Gesù. Gesù, attraverso il battesimo, accetta il suo ruolo di Salvatore e Redentore. Si prepara a prendere su di sé i peccati del mondo e a offrire la sua vita in sacrificio per la redenzione dell'umanità. Questo momento è il punto di partenza di un ministero pubblico che si compirà con la sua passione, crocifissione e risurrezione.

Differenza tra il Battesimo di Giovanni e quello di Gesù

Il battesimo praticato da Giovanni era un appello al pentimento e una preparazione alla venuta del Messia. Al contrario, Gesù inaugura un battesimo più profondo, quello dello Spirito Santo e del fuoco, come menzionato in Matteo 3:11. Questo nuovo battesimo simboleggia la trasformazione interiore e la riconciliazione con Dio. Il battesimo di Giovanni era temporaneo e preparatorio, mentre quello di Gesù ha una portata eterna. Apre la strada alla salvezza e offre una connessione diretta con Dio attraverso lo Spirito Santo.

Il Battesimo di Gesù come Modello per il Sacramento Cristiano

Il Battesimo di Gesù è anche un modello per i cristiani. Facendosi battezzare, Gesù stabilisce questo rito come un atto di obbedienza e di consacrazione a Dio. Il battesimo cristiano, pur essendo diverso da quello di Gesù, trae il suo significato da questo atto fondante. Ricevendo il battesimo, il cristiano si lega alla morte e alla risurrezione di Gesù ed entra in una nuova vita, purificata dal peccato. Inoltre, questo battesimo manifesta una nuova nascita spirituale, come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Giovanni 3,5).

Le Basi Bibliche e l'Istituzione del Sacramento del Battesimo

Nel Vecchio Testamento si trovano numerose prefigurazioni del battesimo, tra cui spiccano il diluvio universale, il passaggio del Mar Rosso e la circoncisione, che sono esplicitamente menzionati nel Nuovo Testamento in riferimento a questo sacramento (cfr. 1 Pt 3, 20-21; 1 Cor 10, 1; Col 2, 11-12). Con il Battista il rito dell’acqua, che non ha ancora efficacia salvifica, si unisce alla preparazione dottrinale, alla conversione e al desiderio della grazia, che saranno elementi importanti nel catecumenato.

Gesù stesso si fa battezzare nelle acque del Giordano all’inizio del suo ministero pubblico (cfr. Mt 3, 13-17), non per necessità, ma per solidarietà redentrice. In questa circostanza resta definitivamente indicata l’acqua come elemento materiale del sacramento. Si sono aperti i cieli, lo Spirito è disceso in forma di colomba e la voce di Dio Padre ha confermato la filiazione divina di Cristo. Tutto questo che accade al Capo della futura Chiesa indica quel che sarà compiuto sacramentalmente nei suoi membri.

Successivamente avviene l’incontro con Nicodemo, durante il quale Gesù conferma il vincolo pneumatologico esistente tra l’acqua battesimale e la salvezza, da cui deriva la sua necessità: «Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3, 5). Il mistero pasquale conferisce al battesimo un valore salvifico; Gesù, infatti, «aveva già parlato della Passione, che avrebbe subìto a Gerusalemme, come di un “Battesimo” con il quale doveva essere battezzato (cfr. Mc 10, 38; Lc 12, 50). Il Sangue e l’acqua sgorgati dal fianco trafitto di Gesù crocifisso (cfr. Gv 19,34) sono segni del Battesimo e dell’Eucaristia, sacramenti della vita nuova» (Catechismo, 1225).

Prima di ascendere al cielo, il Signore dice agli Apostoli: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28, 19-20). Questo mandato è fedelmente adempiuto a partire da Pentecoste e indica l’obiettivo primario dell’evangelizzazione, che è attuale ancora oggi.

Tavola delle prefigurazioni del Battesimo nel Vecchio Testamento

La Giustificazione e gli Effetti del Battesimo Cristiano

Come leggiamo in Rm 6, 3-4: «O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova». Il battesimo, che riproduce nel fedele il passaggio di Cristo sulla terra e la sua azione salvifica, concede al cristiano la giustificazione. Queste stesse cose annota Col 2, 12: «Con lui siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui siete anche stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti». Si aggiunge ora l’importanza della fede, con la quale, insieme al rito dell’acqua, ci «rivestiamo di Cristo», come conferma Gal 3, 26-27: «Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo».

La realtà della giustificazione mediante il battesimo si traduce in effetti concreti nell’anima del cristiano, che la teologia presenta come effetti di guarigione e di elevazione. I primi si riferiscono al perdono dei peccati, come mette in evidenza la predicazione petrina: «Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo”» (At 2, 38). Questo include il peccato originale e, negli adulti, tutti i peccati personali. Viene rimessa anche la totalità della pena temporale ed eterna. «Rimangono tuttavia nel battezzato alcune conseguenze temporali del peccato, quali le sofferenze, la malattia, la morte, o le fragilità inerenti alla vita come le debolezze del carattere, ecc., e anche una inclinazione al peccato che la Tradizione chiama la concupiscenza, o […] “fomes peccati”» (Catechismo, 1264).

L’aspetto elevante consiste nella effusione dello Spirito Santo; «in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito» (1 Cor 12, 13). Dato che si tratta del medesimo «Spirito di Cristo» (Rm 8, 9), riceviamo «uno spirito da figli adottivi» (Rm 8, 15), come figli nel Figlio. Dio conferisce al battezzato la grazia santificante, le virtù teologali e morali e i doni dello Spirito Santo.

Insieme a questa realtà di grazia, «il Battesimo segna il cristiano con un sigillo spirituale indelebile (carattere) della sua appartenenza a Cristo. Questo sigillo non viene cancellato da alcun peccato, sebbene il peccato impedisca al Battesimo di portare frutti di salvezza» (Catechismo, 1272).

Siccome siamo stati battezzati in un solo Spirito «per formare un solo corpo» (1 Cor 12, 13), la incorporazione a Cristo è allo stesso tempo incorporazione alla Chiesa, e in essa restiamo uniti con tutti gli altri cristiani, anche con quelli che non sono in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Ricordiamo, infine, che i battezzati sono «la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di Lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce» (1 Pt 2, 9): partecipano, dunque, del sacerdozio comune dei fedeli, «“sono tenuti a professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa” (LG 11) e a partecipare all’attività apostolica e missionaria del Popolo di Dio» (Catechismo, 1270).

Perché il Battesimo è Necessario?

La catechesi neotestamentaria afferma categoricamente di Cristo che «non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini per il quale noi dobbiamo salvarci». E dato che essere «battezzati in Cristo» equivale ad essere «rivestiti di Cristo» (Gal 3, 27), si devono intendere in tutta la loro forza le parole di Gesù secondo le quali «chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16, 16). Da qui deriva la fede della Chiesa nella necessità del battesimo per essere salvi.

Il magistero afferma: «Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento (cfr. Mc 16, 16). La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere “dall’acqua e dallo Spirito” tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti» (Catechismo, 1257).

Esistono, infatti, situazioni particolari nelle quali i frutti principali del battesimo possono essere ottenuti senza la mediazione sacramentale. Più esattamente, mancando il segno sacramentale, non esiste la certezza della grazia conferita. Ciò che la tradizione ecclesiale ha chiamato Battesimo di sangue e desiderio del Battesimo non sono “atti ricevuti”, ma un insieme di circostanze che concorrono in un soggetto, determinando le condizioni perché si possa parlare di salvezza. Si capisce così come mai «la Chiesa è fermamente convinta che quanti subiscono la morte a motivo della fede, senza aver ricevuto il Battesimo, vengono battezzati mediante la loro stessa morte per e con Cristo» (Catechismo, 1258).

In modo analogo la Chiesa afferma che «ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo se ne avessero conosciuta la necessità» (Catechismo, 1260). Le situazioni di battesimo di sangue e di desiderio non includono quella dei bambini morti senza Battesimo. Quanto ad essi «la Chiesa non può far altro che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro»; ma è proprio la fede nella misericordia di Dio, che vuole salvi tutti gli uomini (cfr. 1 Tm 2, 4), che ci consente di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo (cfr. Catechismo, 1261).

Schema che illustra le diverse forme di Battesimo (sacramentale, di sangue, di desiderio)

La Celebrazione Liturgica del Sacramento del Battesimo

I «riti di accoglienza» hanno lo scopo di conoscere chiaramente la volontà dei candidati, o dei genitori, di ricevere il sacramento e di assumerne le conseguenze. Seguono le letture bibliche, che illustrano il mistero battesimale e che sono commentate nell’omelia. S’invoca poi l’intercessione dei santi, nella cui comunità il candidato sarà inserito; con l’orazione di esorcismo e l’unzione con l’olio dei catecumeni si vuol significare la protezione divina contro le insidie del maligno. Di seguito si benedice l’acqua con formule di alto contenuto catechetico, che danno una forma liturgica al nesso acqua-Spirito.

La fede e la conversione si fanno presenti mediante la professione trinitaria e la rinuncia a Satana e al peccato. Si entra ora nella fase sacramentale del rito, «per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola» (Ef 5, 26). L’abluzione, sia per infusione che per immersione, dev’essere compiuta in modo tale che l’acqua scorra dalla testa, significando così il vero lavacro dell’anima. La materia valida del Sacramento è l’acqua (ritenuta tale secondo il giudizio comune). Mentre il ministro versa per tre volte l’acqua sulla testa del candidato, o la sommerge, pronuncia le parole: «NN., io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo».

I riti post-battesimali (o esplicativi) illustrano il mistero realizzato. Si unge la testa del candidato (se non segue immediatamente la confermazione), per significare la sua partecipazione al sacerdozio comune e invocare la futura cresima. Si consegna un abito bianco come esortazione a conservare l’innocenza battesimale e come simbolo della nuova vita conferita. La candela accesa nel cero pasquale simbolizza la luce di Cristo, data per vivere come figli della luce. Il rito dell’effeta, compiuto nelle orecchie e nella bocca del candidato sta a significare la disposizione di ascolto e di proclamazione della parola di Dio. Infine, la recita del Padrenostro davanti all’altare - nel caso di adulti, all’interno della liturgia eucaristica - mette in evidenza la nuova condizione di figlio di Dio.

Illustrazione di una cerimonia di battesimo cristiano con i suoi simboli

Ministro e Soggetto del Battesimo Cristiano

Ministro ordinario è il vescovo o il presbitero e, nella Chiesa latina, anche il diacono. In caso di necessità, può battezzare qualunque uomo o donna, anche non cristiano, purché abbia l’intenzione di compiere ciò che la Chiesa crede.

Destinatari del battesimo sono tutti gli uomini e donne che ancora non lo hanno ricevuto. Le qualità che il candidato deve avere dipendono dalla sua condizione di bambini che non hanno ancora raggiunto l’uso di ragione o di adulti. È raccomandato che i bambini ricevano questo sacramento nei primi giorni di vita, appena lo permetta la salute sua e della madre: procedere diversamente è, volendo usare una espressione forte di San Josemaría, «un grave attentato alla giustizia e alla carità». Il battesimo è la porta alla vita della grazia ed è un fatto assolutamente gratuito. Per la sua validità basta che non sia rifiutato; d’altra parte anche la fede del candidato, che è necessariamente una fede ecclesiale, è sostenuta dalla fede della Chiesa. Vi sono alcuni limiti alla pratica del battesimo dei bambini. Esso è illecito se manca il consenso dei genitori e non c’è una sufficiente garanzia circa la futura educazione nella fede cattolica. Per la buona educazione nella fede i padrini vengono scelti fra le persone di vita esemplare.

I candidati al battesimo adulti si preparano attraverso il catecumenato, strutturato secondo le consuetudini locali. Abitualmente si fa in modo che nella stessa cerimonia possa ricevere anche la Confermazione e la prima Comunione. Durante il catecumenato si cerca di suscitare il desiderio della grazia, e di ricevere il sacramento, cosa che per gli adulti è condizione di validità. Questo deve andare di pari passo con l’istruzione dottrinale, che cerca di suscitare nel candidato la vita soprannaturale della fede e una vera conversione del cuore. Questo può richiedere radicali cambiamenti nella vita del candidato.

Il Battesimo di Gesù nella Liturgia e nella Vita del Credente Oggi

Il tempo liturgico del Natale si conclude con il Battesimo di Gesù, che cade la domenica dopo la solennità dell’Epifania. Questa Festa è il ponte tra il tempo del Natale e il tempo ordinario della Chiesa e contiene dunque un importante segnavia per noi come Chiesa e anche per la nostra responsabilità ecumenica. Di fatti, il battesimo di Gesù ci ricorda anche il nostro stesso battesimo, che è il fondamento della vita cristiana, e ci pone davanti alla domanda molto personale di cosa significhi realmente essere battezzati.

Come il battesimo di Gesù nel Giordano, anche il nostro battesimo è un evento che ci impegna profondamente. La pericope del battesimo di Gesù risponde innanzitutto alla domanda relativa alla sua identità. La risposta proviene dal cielo che si apre e dal quale una voce dice: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Lc 3, 22). Questa voce esprime la cosa più bella che si possa dire di una persona. Una voce simile ha parlato anche a noi nel momento del nostro battesimo: «Tu sei il mio figlio prediletto, tu sei la mia figlia prediletta, e in te mi sono compiaciuto».

A ciò si collega l'importanza della preghiera. L’evangelista Luca inizia appositamente il racconto del battesimo di Gesù con le parole: «mentre Gesù […] stava in preghiera» (Lc 3, 21b). Luca è solito ritrarre Gesù come il Figlio di Dio che prega incessantemente, che ha a cuore, nel suo più intimo, il dialogo con il Padre e che a Lui si rivolge nella preghiera durante il suo operare terreno. Per questo, la preghiera è parte del battesimo di Gesù. Ciò vale anche per il nostro battesimo. Esso è l’inizio di un dialogo orante con Cristo, che va approfondito per tutta la vita.

La Sacra Scrittura ci dice che il battesimo si compie «nel nome di Gesù Cristo». Viene utilizzata un’espressione analoga al linguaggio bancario del «trasferire fondi sul conto di qualcuno» per descrivere il battesimo come un passaggio di proprietà della propria vita a Cristo. Nel battesimo, Cristo offre a ciascuno personalmente la sua alleanza ed invita ciascuno ad allacciare con lui una relazione del tutto personale. Paolo appella pertanto i battezzati a considerarsi «morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù» (Rom 6, 11).

Questo trasferimento della vita del fedele a Cristo, che avviene nel battesimo, è inscindibile dal suo incorporamento nella Chiesa come Corpo di Cristo. Infatti, «essere in Cristo» come dono del battesimo è una realtà ecclesiale. Non è possibile separare l’appartenenza a Cristo dall’essere membro della Chiesa. È di fatti il battesimo che mostra in modo più chiaro ciò che la Chiesa è, ovvero ek-klesia: la comunità di coloro che sono stati chiamati da Dio e che da Dio sono stati «aggiunti» alla Chiesa. Con la Pentecoste si compie la promessa di Giovanni Battista, secondo il quale dopo di lui che battezza soltanto con acqua verrà uno che «battezzerà in Spirito Santo e fuoco» (Lc 3, 16).

Il battesimo è la porta d’entrata nella Chiesa e, dunque, anche la porta d’entrata nell’ecumenismo. Il battesimo ed il suo mutuo riconoscimento sono il dato fondamentale di ogni sforzo ecumenico e quindi anche il motivo dell’appartenenza di tutti i battezzati alla Chiesa, come ha ricordato il Decreto sull’ecumenismo del Concilio Vaticano Secondo: «Coloro infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto validamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa cattolica». Il mutuo riconoscimento del battesimo costituisce il fondamento dell’ecumenismo.

Davvero oggi diciamo grazie per il dono inestimabile del nostro battesimo, ma soprattutto impegniamoci a vivere nella libertà dei veri figli di Dio e nella responsabilità di cristiani adulti nella fede, che fanno dell’amore/comunione l’impegno essenziale di tutto il loro essere e la testimonianza più credibile di tutto il loro agire. Ecco perché non c’è spazio nella vita dei veri figli di Dio, negli autentici discepoli di Cristo per alcuna forma di superbia e di orgoglio, di arroganza e prepotenza, ma solo per sentimenti di umiltà e di condivisione, di solidarietà e di fraternità.

Il Significato Profondo del Battesimo di Gesù

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