Bartolomeo Gamba: vita, opere e il battesimo nell'arte

Profilo biografico di Bartolomeo Gamba

Bartolomeo Gamba nacque in una famiglia di modeste condizioni; il padre era uno sfortunato mercante fallito con qualche ambizione letteraria. Già a tredici anni, il Gamba cominciò a lavorare nella rinomata tipografia bassanese dei Remondini. Per quanto legato alle vicende della tipografia, egli non tardò ad avvertire l'angustia dell'ambiente e del proprio ruolo: in cerca di nuovi stimoli, chiese agli agenti commerciali dei Remondini di essere utilizzato per cinque anni di viaggi a largo raggio, anche in Oriente.

Trasferitosi dunque a Venezia, pur impegnato nel lavoro di distribuzione e di vendita dei libri, cominciò a compilare per il suo editore, nel tempo libero, estratti di giornali e riviste, nonché informazioni e critiche sulle pubblicazioni che giudicava di qualche interesse. Poiché Giuseppe Remondini era anche un appassionato collezionista di stampe e di libri rari, il Gamba divenne suo consigliere e agente per gli acquisti. L'impegno nel commercio librario, unito agli interessi bibliografici, guidò il Gamba verso un'attività più propriamente editoriale, in cui la principale preoccupazione divenne quella di fornire ai lettori testi sicuramente corretti, controllati ed emendati.

Questa politica aziendale entrò in crisi nel 1811, allorché, morto il Remondini che l'aveva favorita, il di lui figlio e successore Francesco dimostrò nei riguardi del Gamba un atteggiamento differente. Successivamente, l'amicizia col Mocenigo coinvolse il Gamba in una nuova impresa editoriale presso la tipografia d'Alvisopoli, che divenne "la stamperia della Restaurazione, erudita, operosa, sgombra d'ogni indulgenza per i nuovi fermenti di pensiero".

Attività letteraria e bibliografica

Il primo e forse il più significativo dei suoi lavori resta la Serie dei testi di lingua usati a stampa nel Vocabolario degli accademici della Crusca. Nei limiti da lui voluti di "strumento", l'opera conserva validità, anche perché egli, seguendo criteri del tutto personali, inserì tra i "buoni testi di lingua" autori come S. Maffei, L.A. Muratori, A. Zeno, L. Spallanzani e G. Baretti. Tra le sue numerosissime pubblicazioni si ricordano inoltre:

  • Catalogo degli artisti bassanesi viventi (1807)
  • Gli edifici, i monumenti e gli ornati più insigni della città di Venezia (1822)
  • Galleria dei letterati ed artisti illustri delle provincie veneziane nel sec. XVIII (1824)
  • Alcuni ritratti di donne illustri delle provincie veneziane (1826)

Il Rito Ambrosiano: origini e peculiarità

Il Rito ambrosiano è un rito liturgico di tipo latino usato nell'Arcidiocesi di Milano. Esso nacque per una lenta e progressiva differenziazione dal Rito comune del mondo latino tra i secoli V e VIII. Nonostante il nome, non fu escogitato da Sant'Ambrogio, sebbene molte particolarità risalgano proprio a lui. Il rito presenta caratteristiche uniche, tra cui elementi derivati dai riti orientali, probabilmente penetrati a causa dei numerosi rapporti di Milano con l'Oriente.

Tra le particolarità liturgiche principali:

  • La divisione dell'anno liturgico differisce da quella romana.
  • Il giorno di sabato, in continuità con la tradizione ebraica, non è considerato feriale.
  • La Liturgia Vigiliare Vespertina segna l'apertura del Giorno del Signore dal tramonto del sole.
Schema comparativo tra le festività del Rito Ambrosiano e del Rito Romano

L'iconografia del Battesimo di Cristo nell'arte

Il tema del battesimo ha ispirato capolavori fondamentali del Rinascimento, concentrandosi sul momento in cui Gesù viene consacrato Figlio di Dio.

Il Battesimo di Piero della Francesca

Piero della Francesca conferisce alla sua opera un'impronta personale basata sulla prospettiva e sulla geometria, utilizzate per ampliare la scena sacra. Il Cristo è al centro di un ipotetico triangolo equilatero (simbolo della Trinità). Il paesaggio minuzioso, che richiama la tradizione fiamminga, ricontestualizza la scena del Giordano nel territorio di Borgo Sansepolcro.

Il Battesimo di Verrocchio e Leonardo

L'opera è attribuita al lavoro congiunto di Verrocchio e del giovane Leonardo da Vinci. Mentre le figure di Gesù e del Battista sono riconducibili al Verrocchio, l'angelo posto all'estremità sinistra e l'atmosfera fluida dello sfondo, ottenuta con la tecnica dello sfumato, sono opera di Leonardo.

Analisi prospettica e compositiva del Battesimo di Cristo (Verrocchio/Leonardo)

Fra Bartolomeo: la Pala d'altare del 1509

Fra Bartolomeo, amico di Raffaello, realizzò nel 1509 una celebre pala d'altare. La composizione è estremamente equilibrata: al centro siede la Madonna con il Bambino, affiancata da San Stefano e San Giovanni Battista. La disposizione monumentale delle figure ricorda la compostezza raffaellesca, mentre la morbidezza dell'incarnato risente dell'influenza leonardesca.

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