I Registri Battesimali di Gemona del Friuli: Una Finestra sulla Storia Europea

Gemona del Friuli custodisce un tesoro inestimabile per la storia sociale e religiosa europea: i suoi registri battesimali, riconosciuti tra i più antichi del continente. Questi documenti offrono uno spaccato unico sulla vita, le tradizioni e la demografia di una comunità friulana tra il Trecento e il Quattrocento, ben prima che il Concilio di Trento ne rendesse obbligatoria la tenuta.

Il Più Antico Registro Battesimale d'Europa

Nel 1943, lo storico Hubert Jedin pubblicò un articolo sullo “Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte”, grazie al quale fu ritrovato presso la Biblioteca del Seminario arcivescovile di Udine un registro di battesimi amministrati a Gemona del Friuli tra il 1379 e l’inizio del XV secolo. Questo registro si configura come il più antico rinvenuto in Europa. Va sottolineato che solo dopo il Concilio di Trento del 1563 fu fatto obbligo ai parroci di tenere registri di battesimi e matrimoni, e dal 1614 di annotare anche le sepolture.

L'esistenza di questo registro era nota fin dal 1745, quando l’arciprete di Gemona Giuseppe Bini ne aveva data puntuale descrizione al patriarca Daniele Dolfin in visita pastorale. Tuttavia, solo con l'opera di Jedin esso venne realmente notificato alla comunità scientifica. Il libro, membranaceo, fu scritto proprio tra il 1379 e i primi anni del Quattrocento, come testimoniato anche da antichi documenti che menzionano l'acquisto di "1 libro da scriver li infanti che si batiza" nel 1378 e "di batià" nel 1388.

Registro battesimale antico di Gemona (pagina esemplare)

L'Archivio della Pieve di Santa Maria Assunta e la sua Organizzazione

L’archivio della Pieve di Santa Maria Assunta a Gemona comprende registri che vanno dal XIII al XX secolo, riordinati dal Bini e successivamente riorganizzati negli anni Novanta dalla Soprintendenza, su incarico di Liliana Cargnelutti, in otto serie. Il primo studioso a dare notizia dell'esistenza di tali registri battesimali fu Mons. Decio Tomat. La serie include, ad esempio, il quarto libro che riporta i battesimi dal 1490 al 1545, il libro V (Registro dei battesimi n. 1), il libro VI (Registro dei battesimi n. 2) e il libro VII (Registro dei battesimi n. 3). Alcuni di questi, come il quarto libro, sono di carta e hanno subito vari restauri, che talvolta hanno invertito l'ordine dei fogli o reso la loro logica interna meno immediata. I primi documenti battesimali sono unici: "sono baptezati excepto che qui a Giemona".

Un esempio di registrazione recita: "In Christi nomine. Amen. baptizandos, sacerdotem baptizantem et qui baptizatum de sacro fonte levarunt. die XIIIa marcii."

Contenuto e Rilevanza dei Registri

La straordinarietà del registro del 1379 è data dal fatto che esso si incentra sui nuovi nati, battezzati entro i primi otto giorni di vita. Sebbene certamente incompleto sotto molti punti di vista, offre dettagli cruciali. Le lacune sono dovute a ricopiature da fogli sciolti al registro; talvolta lo spoglio di atti notarili può colmare queste carenze, ma sfuggono ad esempio i battesimi dei bambini di padre gemonese battezzati altrove, o i bambini nati e morti in casa. Anche le notizie relative a genitori, padrini e madrine sono talvolta incomplete o incoerenti (ad esempio, alcune donne sono registrate come mogli pur essendo vedove, come attestato da altri documenti).

Grazie all’uso dell’elaboratore elettronico, è stato possibile uniformare nomi e costruire biografie, permettendo di ricostruire, al di là del mero elenco, uno spaccato sociale, culturale, religioso e linguistico della cittadina in questo periodo. Nonostante l’omissione del nome delle madri e la presenza di una sola madrina a fronte di due padrini, sono molte le notizie sulle donne e sul loro status. L’importanza di fissare i nomi dei battezzati, oltre a confermarne l’inserimento nella comunità, garantiva tutta una serie di futuri diritti, come l’eredità.

Struttura dello Studio dei Registri

Un'opera approfondita sul tema, derivante da questi studi, è suddivisa in tre parti principali:

  • PARTE PRIMA: Introduzione storica. Analizza la tipologia della fonte, le caratteristiche del registro gemonese e le registrazioni. Esamina Gemona nel Tre-Quattrocento, gli aspetti economici, l'antroponimia (struttura del nome, nomi di battesimo, mortalità infantile) e la composizione delle famiglie (paternità, donne e matrimonio, rapporto tra registro e testamenti).
  • PARTE SECONDA: Descrizione ed edizione. Si occupa della descrizione e dell'edizione del registro, che consta di 1711 registrazioni, includendo sigle, abbreviazioni e segni diacritici.
  • PARTE TERZA: Ordinamento dei nomi di persona e ricostruzione dei personaggi. Elenca in ordine alfabetico tutti i nomi incontrati e ne ricostruisce, dove possibile, i rapporti di parentela, insieme agli indici dei nomi di luogo e delle cose notevoli.

Riti e Tradizioni del Battesimo a Gemona nel Tre-Quattrocento

Attorno al rito del battesimo a Gemona del Friuli, si sviluppavano diverse tradizioni e credenze:

  • Gli Skrat: Esisteva il folklore degli "Skrat", bambini non battezzati che, secondo la leggenda, abitavano nascosti nelle grotte e nei boschi. Si diceva che facessero perdere la strada alle persone che camminavano di notte e talvolta facessero dispetti ai contadini, facendo uscire il bestiame dalle stalle.
  • Il Rito per la Madre: Per superare la soglia ed entrare in chiesa dopo il parto, la donna veniva accolta dal sacerdote che la raggiungeva per portarla dentro, le porgeva l’acqua benedetta e una candela accesa, benedetta il giorno della Candelora. Dopo questo rito, la donna non era più considerata "pecjadorie" e la sua vita tornava alla normalità.
  • Il Battesimo del Neonato: Contemporaneamente, avveniva il rito del battesimo del neonato. Se era periodo pasquale, doveva essere celebrato prima del Giovedì Santo, perché per i tre giorni successivi non venivano effettuati battesimi.
  • L'Arrivo in Chiesa: L’arrivo del neonato in chiesa doveva avvenire in modo riservato. Il corteo raggiungeva l’altare senza mai voltarsi indietro, sia il neonato che gli accompagnatori, poiché si credeva che, da adulto, l’infante avrebbe potuto diventare una persona curiosa o correre il rischio di non sposarsi. All’uscita dalla chiesa, il neonato doveva avere la testa rivolta verso l’uscio.
  • Il Dono al Povero: Un’altra tradizione nel giorno del battesimo era quella di donare un pane intero alla prima persona povera che il corteo con il neonato avesse incontrato.
  • Il Padrino: Il padrino era presente e tenuto all’assistenza morale della vita del bambino. Doveva fare un dono al figlioccio e si assumeva la responsabilità della tutela del bambino qualora fosse rimasto orfano.

GEMONA DEL FRIULI (Ud). Fonte battesimale del Duomo, a cura di Ermanno Del Tatto.

Il Duomo di Gemona: Sede di Storia e Riti Battesimali

Nel centro storico di Gemona, a ridosso delle pareti verticali del monte Glemine, sorge il Duomo di Santa Maria Assunta, una delle chiese più insigni della regione. Anima della orgogliosa comunità cittadina, che tra il Due e il Trecento volle rispecchiarvi la sua rilevanza sociale e politica, il sacro edificio era compreso nel sistema difensivo della più antica cerchia di mura.

L’antica chiesa, ricordata per la prima volta in un documento del 1190 e testimoniata da opere d’arte del tardo IV secolo, fu oggetto di un generale ripristino affidato all'architetto Johannes e completato nel Trecento da Giovanni Griglio, per poi essere riconsacrata nel 1337. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1976, il Duomo di Gemona è risorto “dov'erano e com’erano” grazie a un’ardita opera di consolidamento strutturale, ricostruzione e restauro.

La Vasca Battesimale: Testimonianza Millenaria

Tra le opere d’arte che adornano l'aula, la più antica è probabilmente la Vasca battesimale, ricavata da un monumento romano del I-II secolo d.C. di cui conserva un rilievo raffigurante un genietto alato in groppa a un delfino. Tra l'XI e il XII secolo la vasca venne decorata con due scene battesimali e con la copia del rilievo romano, testimoniando la continuità del rito e l'importanza del battesimo attraverso i secoli in questo luogo sacro.

Vasca battesimale del Duomo di Gemona, di origine romana

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