La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino: Storia e Architettura

La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino è una chiesa di Roma, situata nell'omonima piazza, nel centro storico della città, all'interno del rione Ripa. Questa basilica minore, dedicata ai santi Bonifacio di Tarso e Alessio di Roma, rappresenta uno dei più importanti centri monastici della Roma altomedievale.

Cenni Storici e Sviluppo

La fondazione della chiesa si colloca tra il III e il IV secolo, sebbene alcune fonti indichino la sua edificazione verso la fine del V secolo. Inizialmente, era dedicata al solo san Bonifacio di Tarso. Il Liber Pontificalis attesta che già nell'VIII secolo, durante il pontificato di Leone III (795 - 816), la chiesa aveva acquisito la dignità di diaconia.

Nel 936, i religiosi che officiavano la chiesa ottennero da Alberico II di Spoleto (912 ca. - 954), governatore di Roma dal 930 al 954, alcune case adiacenti. Queste, riadattate, formarono il primo nucleo del monastero, posto sotto la cura di sant'Oddone di Cluny (878 ca.-942), figura ispiratrice della riforma cluniacense. Nel 977, papa Benedetto VII (974-983) affidò la chiesa e l'annesso cenobio a una comunità di monaci basiliani. Questi monaci si erano rifugiati a Roma insieme all'arcivescovo Sergio di Damasco, costretto a fuggire dalla sua città a causa dei Saraceni. Questo monastero fu definito da un grande storico come "domicilio di santi" e si affermò rapidamente come centro propulsore di vita cristiana per l'evangelizzazione dell'Europa orientale. Tra i suoi illustri ospiti, vi dimorò anche sant'Adalberto (956 - 997), vescovo di Praga.

Ricostruzione storica della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino

Nel 1217, la basilica fu completamente ricostruita per volontà di papa Onorio III (1216-1227), il quale fece porre sotto l'altare maggiore le spoglie dei due santi, dove rimasero fino al 1680.

Interventi e Trasformazioni Architettoniche

Nel 1582, i religiosi intrapresero ulteriori lavori di ristrutturazione della basilica e del chiostro, attorno al quale si sviluppa il monastero. Tra il 1852 e il 1860, furono compiuti altri significativi interventi di restauro, in seguito all'arrivo, nel 1846, dei Chierici Regolari di Somasca (detti Somaschi), ai quali Pio IX (1846-1878) aveva donato la basilica e il monastero.

L'edificio presenta oggi le severe forme settecentesche, conferitegli dal celebre architetto e cartografo Giovan Battista Nolli, per volontà del cardinale Angelo Maria Querini. La chiesa moderna conserva elementi di tutte le epoche storiche. Al restauro del 1582 seguì il rifacimento degli anni 1750, opera di Tommaso De Marchis, e quella del 1852-1860 dei Somaschi.

Dettaglio dell'architettura barocca della facciata della Basilica

Architettura Esterna

La basilica è preceduta da un portico che ricalca la struttura medievale. Questo portico presenta sei colonne inserite nei pilastri ed è aperto da cinque archi a tutto sesto, di cui quello centrale, leggermente più grande, è sormontato da un timpano. Il piano superiore è articolato da cinque finestre alternate da lesene con capitelli corinzi, sopra le quali corre una balaustra con vasi marmorei. La facciata cinquecentesca, rielaborata dal De Marchis, si imposta sul portico medievale.

A destra della basilica si erge il campanile romanico, la cui costruzione fu voluta da papa Onorio III. Si articola in cinque ordini, dei quali gli ultimi tre sono aperti da doppie bifore a colonnine.

Veduta esterna del campanile romanico della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio

Interni e Opere d'Arte

L'interno, cui si accede tramite un portale cosmatesco del XIII secolo, presenta una pianta a croce commissa. È divisa in tre navate da massicci pilastri ornati da paraste binate corinzie, sui quali si imposta la copertura con volta a botte. L'altare maggiore della chiesa moderna è opera del De Marchis.

Le Cappelle e i Monumenti Funebri

Nel terminale del transetto sinistro è posta la Cappella di San Girolamo Emiliani, che nel XVII secolo era la cappella della famiglia Guidi di Bagno, fatta realizzare dal cardinale Gianfrancesco. Restaurata nel XVIII secolo da Carlo Murena, fu dedicata al Santo fondatore dei Somaschi solo nel 1850. Qui si trova un dipinto con S. Girolamo Emiliani in preghiera.

Nel terminale del transetto destro è posta la Cappella della Madonna, detta anche Cappella di Carlo IV, poiché il re di Spagna la fece decorare nel 1814 durante il periodo di permanenza nel convento, all'epoca del suo esilio romano. All'altare è presente la Madonna avvocata, conosciuta anche come Madonna dell'Intercessione o di sant'Alessio. Quest'opera, una tempera su tela applicata su una tavola di ambito romano datata tra il XII e il XIII secolo, si riteneva essere la stessa icona che il santo aveva venerato già ad Edessa, dove si recò per abbandonare le ricchezze della casa paterna e vivere in povertà.

Interno della Basilica con la Cappella della Madonna e l'icona

Tra i monumenti funebri degni di nota si annoverano:

  • Il Monumento funebre del cardinale Metello Bichi (1619), realizzato in marmi policromi di ambito romano.
  • Il Monumento funebre di Eleonora Boncompagni Borghese (1693), situato sul lato meridionale della chiesa.
  • Il Monumento funebre di Antonio Mancini.
  • Il Monumento funebre di Cesare Fanti.
  • Il Monumento funebre di Domenico Savarè.
  • Il Monumento funebre di Giuseppe Brivio (metà del XV secolo), in marmo di ambito romano. Brivio fu un umanista e letterato, autore del poema "La Leggenda di Sant'Alessio", e morì a Roma il 22 agosto 1457.
  • La Tomba di Lope de Olmedo.
  • La Tomba di Pietro Savelli.

La Cripta

Sotto la chiesa si trova una cripta romanica. L'altare maggiore della cripta contiene le reliquie di Tommaso Becket.

Il Convento

L'ex convento, sul colle Aventino, è uno dei più importanti centri monastici della Roma altomedievale, fondato tra il VII e l'VIII secolo. Vi si accede da piazza dei Cavalieri di Malta attraverso un'ampia corte quadrangolare, adibita a giardino e ornata da reperti archeologici. Cuore dell'antico convento è il chiostro, edificato nel tardo Cinquecento, reimpiegando colonne antiche di marmi e graniti diversi, sormontate da capitelli romani e rinascimentali. Sulle pareti del chiostro è murata un'importante raccolta di epigrafi di epoca medievale. Un'intera ala dell'edificio si affaccia sul fiume Tevere e una loggia a tre fornici immette in un vasto giardino che si apre su una spettacolare veduta di Roma.

Pianta del complesso della Basilica e del Convento dei Santi Bonifacio e Alessio

Attualmente, l'ex convento è sede dell'Istituto Nazionale di Studi Romani. È in corso un progetto di restauro delle facciate esterne dell'ex convento e del corpo di fabbrica antistante la basilica. L'obiettivo principale è preservare la facies architettonica originaria, migliorando la lettura dell'edificio, alterato da successivi rimaneggiamenti e da inevitabili forme di degrado. Gli interventi riguardano il restauro conservativo degli intonaci e degli stucchi, il consolidamento e il restauro degli elementi lapidei, il trattamento degli elementi in ferro, oltre che la rimozione degli elementi impropri come perni e grappe obsoleti. Questo progetto si inserisce nel contesto del PNRR, nell'ambito di iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale.

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