La Basilica di Nuestra Señora del Pilar a Saragozza: Un Capolavoro di Fede e Arte

Nel cuore di Saragozza, a pochi minuti a piedi, si erge l’imponente Basilica di Nuestra Señora del Pilar, una delle due cattedrali della città e la più grande chiesa barocca di Spagna. Questa importante destinazione turistica affascina visitatori da tutto il mondo con il suo splendore architettonico e l’importanza religiosa e culturale.

Considerato il simbolo più emblematico della città, questa maestosa basilica offre un’esperienza indimenticabile, invitando a un viaggio spirituale per esplorare i suoi angoli sacri, ammirare i suoi tesori artistici e contemplare le viste panoramiche dalla sua cupola.

Importanza e Origini

Insieme alla Cattedrale di Santiago de Compostela, la Basilica di Nuestra Senora del Pilar è uno dei luoghi di culto più importanti non solo di Saragozza ma di tutta la Spagna, di cui la Vergine del Pilar è la Patrona. È anche un luogo di incontro molto significativo, non solamente per i credenti spagnoli, ma anche per quelli dell'America Latina, motivo per cui all'entrata si possono trovare bandiere di numerosi paesi sudamericani, in quanto la Virgen del Pilar è patrona anche della Hispanidad (la comunità dei paesi di lingua spagnola).

La storia racconta che la Basilica sorge nel luogo dove la Madonna apparve all’Apostolo Santiago, fratello di San Giovanni, mentre era ancora vivente a Gerusalemme. La Madonna disse all’apostolo e ai suoi fedeli di costruire una cappella in quel luogo che sarebbe rimasta fino alla fine del mondo. Il nome della Basilica deriva proprio dalla colonna (pilar) sulla quale si trovava la statua di Maria, colonna che lei stessa portò a Saragozza affinché su di essa si costruisse la prima cappella.

Evoluzione Architettonica

Per ricordare e celebrare il miracoloso evento, sul luogo sorse una piccola cappella, successivamente sostituita da una chiesa romanica, poi da una mudéjar e da una gotica, diretta antecedente dell’attuale cattedrale barocca. La prima cappella creata dai fedeli era in stile gotico-mudéjar e divenne ben presto inadatta ad ospitare un numero crescente di fedeli.

Le esigenze pratiche si sposarono con il nuovo spirito controriformista che portò alla costruzione di un tempio nuovo e grandioso, finanziato interamente con i soldi dei fedeli. Fu don Juan José de Austria, all’epoca viceré d’Aragona, a promuovere la costruzione di una basilica in stile barocco, i cui lavori cominciarono nel 1681.

L’architetto reale Francisco de Herrera el Mozo (Francisco Herrera detto el Mozo) e, assieme a lui, altri maestros de obras come Felipe Sánchez, diressero la realizzazione dell’opera. Alcuni decenni più tardi, Ferdinando VI affidò a Ventura Rodríguez la costruzione della Santa Capilla. Rodríguez introdusse dei cambiamenti anche nelle decorazioni dell’interno, dando alla cattedrale un aspetto più sobrio e più vicino al gusto neoclassico. La forma attuale di Nuestra Senora del Pilar è il risultato di molti cambiamenti, a partire da quelli dell’architetto di Saragozza Felipe Sanchez, e poi via via da Herrera il Giovane, architetto di Carlo II che dal 1750 rinnovò la decorazione interna, eliminò l’eccesso di ornamenti e disegnò la Santa Cappella ed il Coretto.

L'Architettura Esterna

L’esterno della basilica, in mattoni rossi, è caratterizzato dalle sue imponenti forme e dimensioni. Spiccano le undici cupole, che culminano nelle lanterne e sono coperte con tegole colorate. La cupola centrale, posta alla confluenza tra la navata centrale e la quarta delle sette campate in cui è divisa la cattedrale, è la più grande.

Due cupole più piccole, poste ai lati della centrale in corrispondenza della seconda e della sesta campata, sono a loro volta circondate agli angoli da quattro cupole minori, disposte sulla prima, la terza, la quinta e la settima campata di entrambe le navate laterali. Sul lato esterno, noterete una parte più bianca, aggiunta nel 1969 e scolpita da Pablo Serrano che raffigura l’incontro di Maria con San Giacomo.

Veduta esterna della Basilica del Pilar con le sue undici cupole colorate

Gli Interni della Basilica

Entrando nella Basilica di Nostra Signora del Pilar, si è accolti da un’architettura imponente e da un’atmosfera di grande spiritualità. La struttura della cattedrale è a tre navate, coperte da volte a botte e definite da grossi pilastri. Su di essi poggiano le numerose cupole, undici in totale, che contraddistinguono il profilo dell’intera cattedrale.

Gli interni delle cupole e delle volte furono pensati con l’idea di essere affrescati, ma ciò avvenne solo in parte. All’interno si possono ammirare una grande varietà di tesori artistici e religiosi.

La Santa Cappella

La Santa Capilla fu costruita a partire da un disegno di Ventura Rodríguez tra il 1750 e il 1765, anche se i lavori vennero in larga parte guidati da José Ramírez de Arellano. La cappella si presenta come una costruzione indipendente all’interno della struttura, sintesi di scultura e architettura barocca con evidenti influenze classiciste.

Situata sotto la seconda campata della navata centrale, ha una pianta a croce greca con cupola centrale ellittica. Il disegno sinuoso, i tre altari, le colonne, i medaglioni e i gruppi scultorei, tutti realizzati con materiali di alta qualità come marmo, bronzo e diaspro, fanno da cornice alla Colonna e all’immagine della Vergine, rimasta nella medesima posizione in cui apparve, secondo la tradizione, all’apostolo Santiago. La cupola che sovrasta la Cappella fu decorata da Antonio González Velazquez; le immagini raccontano della Venuta della Vergine e anche della Costruzione della Santa Cappella. Dietro l’altare si trova l’Altorilievo dell’Assunzione, realizzato da Carlos Salas.

Interno della Santa Cappella con la statua della Vergine e il pilastro

Opere di Francisco Goya

Tra le cupole affrescate figurano quelle che circondano e coronano la Santa Capilla, di cui una, intitolata alla Reina de los Mártires, venne dipinta dal celebre Francisco Goya. Questa cupola costituisce una delle opere più rilevanti di un Goya ormai maturo.

Di fronte alla Santa Cappella l’affresco che decora la volta è stato dipinto da Francisco de Goya al suo ritorno dall’Italia (1772). Da non perdere la cupola affrescata da Francisco Goya che, però, non spicca rispetto alle altre perché il progetto era di suo cognato, Francisco Bayeu, che lo affidò a Goya perché troppo occupato.

L'Altare Maggiore e altre Cappelle

Nella navata centrale, sotto la cupola centrale, si trova l’Altare Maggiore, ornato di preziosi pezzi di oreficeria. Da ammirare anche la parte riservata al coro e all’organo, con 126 posti a sedere disposti su 3 file.

Il medesimo stile settecentesco tardo-barocco, di ispirazione italiana (in particolare borrominiana), ma con chiari innesti di arte neoclassica, è visibile anche in altre grandi cappelle disposte all’interno della cattedrale, tra cui: la Capilla de San Juan Bautista, la Capilla de Santa Ana, la Capilla de San José, la Capilla de San Antonio de Padua, la Capilla de San Agustín o Parroquia del Pilar, la Capilla de San Lorenzo e la Capilla de Santiago o de la Comunión.

La Pala d'Altare Maggiore

La pala dell’altare maggiore della Cattedrale-Basilica di Nostra Signora del Pilar a Saragozza è stata realizzata in alabastro policromo, con copertura antipolvere in legno, ad opera di Damián Forment tra il 1509 e il 1518 ed è dedicata all’Assunzione della Vergine. Lo stile architettonico della pala d’altare è tardo gotico, anche se le scene figurative mostrano caratteristiche pienamente rinascimentali.

Storia della Pala

La costruzione della pala d’altare fu uno degli ultimi interventi realizzati nell’antica chiesa del Pilar, dopo aver subito gravi danni in un incendio nel 1434 o 1435. Questo evento distrusse la primitiva Cappella della Vergine. Nel corso del XV secolo fu intrapresa una ricostruzione completa del tempio gotico-mudéjar, che durò fino al 1515, anno in cui i lavori si conclusero una volta praticamente terminata la pala dell’altare maggiore.

Il consiglio metropolitano di Saragozza incaricò Damián Forment di realizzare la panca o predella della pala dell’altare maggiore che avrebbe occupato la testata della collegiata di Santa María il 1° maggio 1509, con la condizione che fosse “tanto buona e migliore dell’Asseu” (rispetto a quella di La Seo). Nel 1511, con la panca quasi terminata, arricchì anche il resto della pala, con altre tre scene monumentali: l’Assunzione al centro, la Nascita della Vergine alla sua destra e la Presentazione di Gesù al Tempio a sinistra. Infine, nel 1515, Forment delegò il lavoro sul resto della decorazione architettonica ad altri scultori, tra cui: Francisco de Troya, Martín Jordán, Juan de Cullurúa, Juan de Lizalde, Juan de Salas e Miguel de Arabe. La pala d’altare fu completata nel 1518.

Descrizione della Pala

Nella predella della pala d'altare sono rappresentate sette scene, disposte da sinistra a destra:

  • Incontro di San Gioacchino e Sant’Anna alla porta d’oro
  • Annunciazione
  • Visitazione
  • Adorazione dei pastori
  • Adorazione dei Magi
  • Pietà
  • Resurrezione

Queste scene sono separate da colonne con baldacchini gotici che ospitano statue di santi e apostoli. In quest'area della pala d’altare, nelle cornici delle scene e nella loro architettura e ornamenti, compaiono decorazioni tipiche del Rinascimento, come putti, cartigli o balaustre.

Dettaglio della predella della pala d'altare maggiore con scene bibliche

Punti di Interesse e Curiosità

  • La Colonna e l'Immagine della Vergine: Poco distanti dalle bandiere, si trova la bellissima Cappella della Vergine e, a destra, la statua della Virgen del Pilar, anche se non si potrà vedere la colonna che sarà nascosta da uno dei 400 vestiti che vengono fatti “indossare” alla Vergine. Proprio dietro la colonna, si trova l’“humiliadero”, una parte scoperta della colonna in cui i fedeli possono toccarla e baciarla per chiedere qualcosa alla Madonna o per ringraziarla. Una targa ricorda anche il bacio di Papa Giovanni Paolo II, il 10 ottobre 1984.
  • Il Miracolo di Calanda: Prima di uscire, si trova la pittura riguardante il “Miracolo di Calanda”. La leggenda narra che al 23enne M.J. Pellicer Basco venne amputata la gamba per un’infezione e venne poi sotterrata nel cimitero di Saragozza. Ogni giorno il ragazzo, diventato mendicante fuori dalla Basilica, si cospargeva la ferita con l’olio utilizzato per l’illuminazione della Chiesa quando finalmente, nel 1640, avvenne un miracolo e durante la notte la gamba ricrebbe. Grazie alla testimonianza di 25 persone, il fatto venne riconosciuto come miracolo curativo.
  • Le Bombe della Guerra Civile: Durante la guerra civile spagnola, il 3 agosto 1936, caddero 3 bombe nella zona della Basilica: una probabilmente cadde nel fiume Ebro, una su una cappella che danneggiò e l’altra nel punto segnato da una croce. Ci sono due versioni della spiegazione del perché le bombe non scoppiarono: i più fedeli pensano sia un miracolo della Vergine mentre i più scettici pensano che non fossero cariche (una targa ne commemora l’accaduto anche all’interno della Basilica, vicino alla Cappella della Vergine).
  • Museo del Pilar: È possibile visitare anche il Museo del Pilar dove troverete gioielli, coroncine e vestiti per la Vergine.

Ricorda che la Basilica di Nostra Signora del Pilar è un luogo di grande importanza religiosa, quindi si consiglia di vestirsi rispettosamente quando la visiti.

Basílica del Pilar de Zaragoza (1ª parte) · El Auriga del Arte

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