Accoglienza del Nuovo Parroco: Un Momento di Transizione e Comunità

L'arrivo di un nuovo parroco è sempre un momento significativo per una comunità, segnando una fase di transizione che porta con sé speranza, aspettative e l'opportunità di rinnovamento spirituale. Queste celebrazioni, come quelle che hanno visto l'insediamento di nuovi pastori in diverse località, spesso si caricano di un profondo significato religioso e comunitario, rafforzando i legami tra fedeli e la loro guida spirituale.

L'Insediamento di Padre Michele Fazio a Librizzi

Il Saluto del Sindaco e le Osservazioni sul Discorso

Il benvenuto del sindaco ing. Renato Cilona a Padre Michele Fazio, per il suo insediamento come Parroco di Librizzi, è stato un momento centrale di questa transizione. Il discorso, tenuto alla presenza del Vescovo, è stato pubblicato sia sul sito del Comune che da Salvatore Pantano su "la Voce del Timeto". Il sindaco ha espresso un affettuoso saluto a nome suo, dell’Amministrazione che rappresenta, del Consiglio Comunale e, soprattutto, in rappresentanza di tutti i fedeli Librizzesi. Il primo significato di questo saluto è un profondo e sentito ringraziamento al Signore, che concede di vivere momenti che sono segno di un’esperienza ecclesiale viva e forte che contraddistingue la comunità parrocchiale. A questo si unisce il ringraziamento al Vescovo, per la Sua presenza in questo momento canonicamente significativo per la vita della Parrocchia, quale il rito d’insediamento del nuovo parroco. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai tanti fedeli della Comunità di San Fratello che hanno voluto partecipare a questa solenne celebrazione religiosa. La comunità librizzese, riunita nella Chiesa Madre, ha dato il benvenuto a Librizzi e il saluto più sincero al nuovo parroco, don Michele Fazio, esprimendo gratitudine al Vescovo per aver donato il nuovo pastore.

È stato osservato che il testo del discorso del sindaco, reso pubblico con particolare risalto tanto da farne un comunicato stampa, presentava diversi brani che sembrano copiati da discorsi precedenti tenuti in varie parti d'Italia. Questa pratica è stata definita da alcuni come uno "sport" diffuso e un simbolo del degrado della vita pubblica nazionale.

Il Commiato da Padre Maurizio

Nonostante la gioia per il nuovo arrivo, la comunità ha espresso una profonda nostalgia nel dover salutare Padre Maurizio, con il quale ha percorso un importante cammino per quasi 10 lunghi anni. Si è riflettuto su come "camminare insieme avvicina, lega, unisce", e come sia difficile quando un compagno di viaggio deve prendere un'altra strada, specialmente se era "uno di quelli a capo della fila", lasciando un senso di smarrimento e mancanza di un punto di riferimento. Tuttavia, la consapevolezza che, seppur su percorsi diversi, la meta è la stessa e si cammina sempre nella medesima direzione della Fede in Dio e nella Chiesa, ha prevalso. Con questa serena consapevolezza e nostalgica malinconia, la comunità ha salutato Padre Maurizio, ringraziandolo per tutto il suo operato e augurandogli di non perdere mai la semplicità, l’umiltà e la discrezione, qualità che lo hanno reso un prezioso e importante compagno di viaggio.

Il Benvenuto e le Aspettative per Don Michele

Il messaggio di benvenuto a don Michele Fazio è stato caloroso: "Benvenuto a Librizzi nella nostra Parrocchia di San Michele Arcangelo e di Maria Santissima della Catena. Benvenuto nella nostra casa, che da oggi in poi sarà anche la sua nuova casa. Si senta uno di Noi e fra Noi, si senta a casa sua." La comunità ha ringraziato don Michele per aver accettato l’invito del Vescovo a diventare il nuovo pastore, offrendogli il benvenuto più caloroso da parte di bambini, giovani, adulti, anziani, ammalati, famiglie e associazioni. L'aspettativa è che sia "pastore di tutti, senza eccezione alcuna", accolto come padre, guida e fratello, segno del Signore in mezzo alla comunità. Gli è stato chiesto di sostenere continuamente la comunità nella fede, nella speranza e nella carità, aiutando a vivere in comunione con Dio e tra i fedeli.

L'Amministrazione comunale ha dichiarato il suo impegno personale e istituzionale a rendersi disponibile, con spirito di servizio e incondizionata collaborazione, a tutte le iniziative religiose, sociali e aggregative che il nuovo parroco vorrà intraprendere. C'è la consapevolezza di essere chiamati a un servizio con responsabilità e senso del dovere, ma anche la coscienza dei mezzi limitati, che spinge a sentire "urgente e impellente il bisogno di collaborare con chi è quotidianamente impegnato a conseguire il BENE COMUNE". Librizzi è stato descritto come un paese piccolo ma ricco di tradizioni storico-culturali e religiose, vive ed autentiche, che costituiscono l'identità e il senso di appartenenza della comunità. I librizzesi si sono detti pronti a collaborare per seminare e coltivare i valori del Vangelo, certi che don Michele saprà guidarli come "fratello in mezzo ai fratelli" e come portatore di valori senza tempo. La comunità ha offerto tanta buona volontà, collaborazione e disponibilità a percorrere insieme il cammino che sarà indicato, accogliendosi reciprocamente come dono della Divina Provvidenza. Nessuno pretenderà miracoli, ma basterà "sapere e “sentire” che un uomo di Dio cammini accanto ad ognuno di noi". Il saluto finale è un invito a "prenderci per mano ed iniziare il nostro cammino insieme, fiduciosi al Suo fianco, illuminati dallo Spirito Santo e costantemente sotto la protezione di Maria Santissima della Catena e di San Michele Arcangelo", rinnovando il benvenuto nella Sua nuova casa, famiglia, terra, affinché diventi il Padre di questa comunità e aiuti a tenere lo sguardo fisso sul Signore Gesù e sul suo volto, che sono gli uomini, manifestando accoglienza con un sincero e affettuoso abbraccio.

Le Prime Parole del Nuovo Parroco a Librizzi

Nelle sue prime parole, Padre Michele Fazio ha rivolto un pensiero alla sua famiglia presente e ai suoi genitori in cielo. Ha salutato i confratelli nel sacerdozio, ringraziandoli non solo per la loro partecipazione alla liturgia, ma anche per aver manifestato "la forza prorompente dell’unico presbiterio che gioisce per uno dei suoi membri a cui viene affidata una porzione del popolo di Dio". Ha espresso un particolare ricordo per il suo predecessore, il caro don Remo, che lo ha "preso per mano e introdotto nella storia di questa comunità". Ha ripercorso brevemente il suo ministero sacerdotale nelle comunità parrocchiali precedenti, come SS Gioacchino e Anna a Cinecittà. Il ringraziamento più bello è stato riservato alle "pietre vive" della Parrocchia - le persone, soprattutto giovani, che amano, sostengono e fanno vivere la comunità attraverso l'attenzione ai malati, ai disabili, ai poveri, agli anziani, e nelle attività come l’Oratorio, il Centro Estivo, l’AC, il Catechismo e le feste.

Con trepidazione, ha affermato di apprestarsi a condividere un tratto importante del suo cammino di sacerdote, accettando la proposta di essere parroco con gioia e timore, e preparandosi alla missione con la preghiera, in particolare alla Vergine Maria. Ha sottolineato l'importanza di cercare insieme il Signore, poiché questa ricerca "ci fa diventare santi e ci fa partecipare all’amore che promana da Dio". Il suo desiderio è che si instauri un clima sempre più di famiglia, riconoscendo la parrocchia come il luogo in cui si perpetua il messaggio di Cristo e si offre il cammino del credente verso la pienezza della vita in Cristo, mediante evangelizzazione, catechesi, liturgia, preghiera e vita di comunione nella carità.

Foto di un'assemblea parrocchiale durante una celebrazione

L'Accoglienza del Nuovo Prevosto a Varese l'8 Dicembre 2024

Anche la Comunità pastorale Sant’Antonio abate di Varese si prepara a dare il benvenuto ufficiale al nuovo prevosto don Davide Rossetto nella giornata di domenica 8 dicembre 2024. L’evento si svolgerà in concomitanza con la solennità dell’Immacolata Concezione, un momento particolarmente significativo per la comunità religiosa e civile della città. Il prevosto ha commentato che "a partire dal 29 novembre avremo tante occasioni di incontro in luoghi e ambiti diversi", per "incontrarci personalmente e vivere insieme momenti di riflessione, preghiera e convivialità", al fine di approfondire la conoscenza e creare legami col territorio.

Appuntamenti di Preparazione e Celebrazione

In vista dell’8 dicembre, sono previsti diversi appuntamenti di preparazione che coinvolgeranno la comunità e le autorità:

  • Ore 10: Ritrovo alla Prima Cappella per la recita del S. Rosario.
  • Ore 11: Santa Messa in Santuario con Monsignore.
  • Ore 21: Battistero: Incontro del Consiglio pastorale di comunità e del Consiglio affari economici, con riflessione di Monsignore.
  • Ore 21: Battistero: Incontro animatori liturgia “Nuovo Messale Ambrosiano, ministero ordinato e ministeri laicali”, con riflessione di Monsignore.
  • Ore 16 (del giorno dell'insediamento): Celebrazione eucaristica e immissione canonica del nuovo prevosto e parroco, Monsignore.

Il Messaggio di Don Davide Rossetto a Varese

Il nuovo prevosto, don Davide Rossetto, si è presentato alla comunità di Varese con parole di apertura e entusiasmo: "eccomi, sono il vostro nuovo parroco. Mi chiamo don Davide Rossetto e ho 42 anni e sono sacerdote da quasi 12 anni". Ha ricordato di essere già stato al Sacro Cuore come diacono nel 2010-2011. Don Davide arriva accompagnato dalle parrocchie di San Giovanni Canavese, San Martino e Perosa, con le quali ha camminato per 9 anni e con cui continuerà il suo percorso. Ha espresso il desiderio di "allargare lo spazio della tua tenda" (Is 54,2), vedendo questa metafora realizzata nell’architettura della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, "una tenda di beduini" dove "il vento, il soffio dello Spirito Santo allarga la tenda!". È accompagnato anche dai giovani della Pastorale Giovanile diocesana e dalle famiglie della Pastorale Familiare diocesana, e si è detto contento di iniziare questo cammino con il diacono Franco Barbieri.

Don Davide ha chiesto di essere accolto così come è, insieme a tutti coloro che lo accompagnano, promettendo di continuare a camminare insieme. Ha ricordato la promessa fatta al vescovo Edoardo il giorno della sua ordinazione presbiterale di "filiale rispetto e obbedienza". Ha invitato ad "allargare le tende" e lo sguardo alla città di Ivrea per una pastorale di collaborazione, una "pastorale missionaria", che vada oltre i campanilismi per un cammino sinodale. Ha esortato ad abbandonare il comodo criterio pastorale del "si è fatto sempre così", invitando tutti ad essere audaci e creativi nel ripensare obiettivi, strutture, stile e metodi evangelizzatori. Ha sottolineato l'importanza dell'amicizia con Gesù Cristo, "l’intima amicizia con Gesù da cui tutto dipende", e il desiderio di servire l'amicizia dei fedeli con Cristo, nella quale "crescerà anche la nostra reciproca amicizia di discepoli del Signore". Il sogno di don Davide è che Gesù Cristo diventi sempre più il centro della vita della comunità, riscoprendo la bellezza della vita della Chiesa, soprattutto la vita liturgica (Santa Messa, Adorazione Eucaristica, Confessione, Sacramenti), insieme alla carità e all’attenzione per i poveri, i bambini, i giovani e gli anziani.

Un desiderio importante per il nuovo prevosto è che "gli uomini le donne che sono lontani da un autentico cammino di fede e dalla vita della Chiesa, abbiano bisogno di vedere in noi una qualità di relazione che non è semplicemente dettata dalle simpatie, dai favori, dall’interesse ma unicamente e soltanto dall’amore, dal rispetto, dal prendersi cura gli uni degli altri". Si è impegnato a mettersi in ascolto, a non chiudere gli occhi e, se necessario, nemmeno la bocca, volendo mettere a fuoco le relazioni: con Dio, con gli altri (nella parrocchia e al di fuori), e con sé stessi, evitando di chiudersi nel difendere privilegi di gruppi che dividono e che deturpano "il volto bello della comunità". Ha concluso con un messaggio di speranza: "Sono queste le piccole cose che desidero per noi e se le sogneremo insieme si realizzeranno, perché fin quando è il mio sogno, resterà tale, ma quando diventa un sogno condiviso, quando diventa un sogno di tutti, allora può essere la realtà."

Acquedolci, padre Enzo Smriglio si insedia come nuovo parroco - Le Interviste

L'Esemplare Accoglienza di Don Giuseppe a Santarcangelo

L'accoglienza di Don Giuseppe come nuovo parroco a Santarcangelo è stata un altro esempio toccante di come una comunità abbracci il proprio pastore. La comunità ha augurato a don Giuseppe di aiutarli a sentirsi "sempre di più una comunità unica, unita" e una "lunga avventura assieme, nuova per te e per noi ricca di confronto e di esperienze". Riconoscendo la parrocchia come grande e con tante realtà diverse e sfaccettate, si è espresso il desiderio che il senso di appartenenza di ognuna di queste diventi "sempre più radicato e consapevole". La comunità si è dichiarata fiduciosa, sapendo che lo Spirito Santo farà grandi cose. Accogliendo con gioia ed emozione "il dono della tua presenza in mezzo a noi", il messaggio ha sottolineato come "Ripartire dopo un cambiamento non è mai facile, richiede spirito di servizio e tanta buona volontà". Don Giuseppe ha detto sì a questa nuova sfida, e per lui è stata chiesta la benedizione del Padre affinché possa "guidare sapientemente e con fede" la comunità parrocchiale.

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