Basilica Cattedrale di San Pardo a Larino: Un Capolavoro Romanico-Gotico

Introduzione alla Basilica Cattedrale

La Basilica Cattedrale di San Pardo, situata a Larino (CB), rappresenta un pregevole esempio di stile romanico-gotico. L'edificio, edificato nel XIII secolo, è stato successivamente oggetto di numerose modifiche e abbellimenti che ne hanno plasmato l'aspetto attuale. Dedicata all’Assunta e al patrono San Pardo, la chiesa è particolarmente nota per la sua imponente facciata, che costituisce il cuore del centro storico del borgo medievale.

Grazie alla riscoperta dell’architettura medievale nell’Ottocento, la cattedrale ha ripreso parte di quello stile romanico-gotico da cui aveva tratto origine e che fino ad oggi l’ha contraddistinta per semplicità ed eleganza.

Le Origini e le Testimonianze Cristiane nel Territorio Frentano

La presenza cristiana nel territorio frentano risale probabilmente all’inizio del IV secolo, epoca del martirio dei Santi Primiano, Firmiano e Casto. Resti di una basilica paleocristiana (IV-V sec.) in località San Primiano, nei pressi dell'attuale cappella omonima, sembrano confermare il culto dei Santi Martiri Larinesi nei primi secoli del Cristianesimo.

Una lettera di Papa Gelasio, risalente alla fine del V secolo e indirizzata al vescovo Giusto, attesta inoltre l’esistenza della diocesi di Larino e di una chiesa dedicata a San Pardo.

L’esistenza di due basiliche paleocristiane (S. Primiano e S. Michele Arcangelo) nella Diocesi di Larino potrebbe essere giustificata dalla funzione di guida che la suddetta rivestiva nei primi secoli del Cristianesimo nell’intero territorio dell’attuale Basso-Molise, prima che fosse accorpata nel VII secolo alla diocesi metropolitana di Benevento. Quando nel X secolo Larino riacquistò l’autonomia da Benevento, il suo territorio diocesano risultò notevolmente ridimensionato e tale è rimasto fino al 1924, quando fu unita ad personam alla diocesi di Termoli.

Con molta probabilità, in seguito alle invasioni dei Saraceni nell’840, durante le quali vennero anche trafugate le reliquie dei Santi Primiano e Firmiano e portate a Lesina, i Larinesi sopravvissuti furono costretti ad abbandonare l’antica “Laurinum” e a rifugiarsi in un luogo più sicuro, esterno alla città romana. Qui sorsero la nuova cattedrale dedicata al vescovo Pardo, il cui corpo era stato ritrovato durante la spedizione organizzata per recuperare le reliquie trafugate, e intorno ad essa il borgo medievale.

La Fondazione e le Prime Fasi Costruttive (XIII-XIV Secolo)

L’attuale concattedrale di Larino sorge in Piazza Duomo, al centro del nucleo abitato (coincidente con il borgo medievale). Fu costruita, sui resti di un edificio altomedievale pre-esistente, tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, seguendo i canoni dell’urbanistica federiciana e i modelli e stilemi gotici delle nuove costruzioni cistercensi. La fondazione della chiesa risale dunque al XIII secolo.

Una lapide posta sul portale d’ingresso attesta la data della sua consacrazione, il 30 luglio 1319. L'iscrizione recita: "SI PRAESENS SCRIPTUN PLANE VIDEBIS, TEMPORA NOSTRAE LOCATIONIS HABEBIS A.D. MCCCXIX ULTIMO IULII IN CHRISTO, PONTIFICATUS DOMINI NOSTRI IOANNIS P.P. XXII ANNO III. REGNORUM SERENISSIMI REGIS ROBERTI ANNO XI."

Secondo alcuni studi, le differenze stilistiche all’interno della basilica sono dovute a un mutamento di direzione dei lavori sul finire del XIII secolo. Francesco Petrini di Lanciano, maggiore rappresentante del gotico in Abruzzo e Molise, è stato l’architetto artefice dell’attuale facciata, risalente appunto al 1319 e arricchita da raffinate composizioni scultoree di ispirazione biblica.

Architettura Esterna: La Maestosa Facciata e il Campanile

Foto della facciata della Basilica Cattedrale di San Pardo a Larino

La struttura in pietra della facciata si sviluppa in orizzontale, distinguendosi per un coronamento orizzontale tipico delle chiese abruzzesi. Essa è un quadrato quasi perfetto, diviso in due piani da una cornice. La facciata, obliqua rispetto al corpo della fabbrica, presenta caratteri ricorrenti nelle chiese molisane del basso medioevo, con una a tre navate e priva di transetto, come accade anche nel vicino duomo di Termoli. Tuttavia, in questo caso, la facciata non presenta più riferimenti alle chiese della vicina provincia di Foggia, come accade ad esempio a Termoli, ma adotta un modello diverso, quello abruzzese della facciata quadrata. Ada Trombetta si riferisce alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano (CH) per istituire confronti, notando una simile scansione della facciata, in particolare la presenza di un portale fortemente strombato e di un grande oculo sopra di esso.

Il Portale Principale

Il piano inferiore della facciata è mosso da un portale fortemente strombato, grazie alla sovrapposizione di colonnine tortili, impreziosite da capitelli abitati da figure umane e draghi. Queste colonnine sono sorrette da leoni e grifi che vigilano l’ingresso alla chiesa. L’opera, attribuita al maestro gotico Francesco Petrini, si completa con la bella lunetta in cui si assiste ad una scena di Crocefissione, dove il Cristo a tutto tondo, affiancato dalle sculture massicce della Vergine e San Giovanni, è incoronato con la corona del martirio e della gloria da un angelo che scende in volo dall’alto.

La parte bassa del fronte è in piccoli blocchi di pietra squadrati ed è decorata solo dal grande portale. Lo pseudo-protiro, sebbene sia molto scavato, si apre con due fasce più ampie in cui delle esili colonnine scolpite sorreggono due leoni, che sembrano poi, salendo, sorreggere l’intera struttura. Verso il centro inizia il susseguirsi di fasce rientranti alternate a colonnine scolpite e interrotte da pseudo-capitelli, cerchiature in pietra scolpite, che non solo ornano le parti verticali, ma continuano anche nell’ogiva dell’arco. In corrispondenza dei leoni, sopra il capitello, sono presenti due grifoni a sorreggere il coronamento dell’elemento d’ingresso, chiuso a tetto.

La Parte Superiore della Facciata

Nella parte superiore della facciata, due bifore a vento affiancano uno splendido rosone a 13 raggi, che rappresentano Gesù e i 12 apostoli. Attorno ad esso si distribuiscono le sculture dei simboli degli Evangelisti e dell’Agnus Dei, immagine ricorrente sul prospetto principale, comparendo anche nella cuspide del protiro. Ai lati del rosone si aprono due bifore a vento, anch’esse riccamente scolpite.

Il Campanile

Sul lato destro della facciata, su un arco ogivale, si erge il campanile, costruito nel 1451 in sostituzione della vecchia torre campanaria. L'iscrizione riporta che fu eretto dal maestro Giovanni da Casalbore di Avellino nello stesso anno.

L'Interno: Struttura, Decorazioni e Asimmetrie

Interno della Basilica Cattedrale di San Pardo a Larino

Una volta entrati nell’edificio, si ha da subito la sensazione che lo spazio non sia regolare. Osservando la controfacciata si può notare come questa sia inclinata e non perpendicolare alle navate; prolungando l’osservazione si noterà che le campate ai lati della navata principale non sono simmetriche, questo in conseguenza al disassamento della facciata. I motivi di una tale soluzione possono ricercarsi nel possibile riutilizzo di strutture di fondazione già presenti sul luogo, che hanno portato alla scelta di avere la facciata inclinata, permettendo così di realizzare economie sul cantiere e risparmiare tempo.

La basilica presenta un impianto planimetrico di tipo basilicale, reso irregolare dalla collocazione obliqua della facciata rispetto all’asse della chiesa. L'interno è diviso in tre alte navate scandite da arcate ogivali impostate su pilastri. È facile comprendere come le navate laterali siano coperte da volte a crociera, mentre quella principale sia chiusa dalle capriate, dato che non sarebbe stato possibile impostare delle volte regolari sulle campate non corrispondenti. Gli slanciati pilastri presentano tra di loro un’importante differenza: mentre i quattro pilastri più prossimi all’altare sono quadrati e ribattuti da parasta solo verso l’interno, i quattro successivi sono cruciformi, più elaborati e scolpiti, fino ad arrivare al pilastro dispari che sembra essere una fusione tra questi due.

Gli Affreschi e le Cappelle

Le pareti della chiesa, in origine, erano rivestite da cicli di affreschi Tre e Quattrocenteschi. Di questa decorazione restano esemplari lacerti con le immagini di Sant’Orsola tra le compagne, San Benedetto e San Michele Arcangelo.

Nel XIV secolo furono realizzati gli affreschi delle pareti e dei pilastri, raffiguranti i santi. Ad abbellire il soffitto, lasciato con capriate a vista, furono realizzati dipinti policromi.

Cinquecentesca è la cappella dell’Annunciazione, con l'omonimo e coevo affresco, seppur poco leggibile, che si intravede dopo aver varcato un’elegante arcata rinascimentale. Nel 1537 venne aggiunto un affresco dell’Annunciazione a sinistra dell’ingresso principale, nella parte interna.

Il Presbiterio e il Culto delle Reliquie

Il presbiterio è a pianta quadrangolare. Nell’abside quadrata, una vetrata novecentesca racconta la storia di San Pardo, titolare della chiesa insieme all’Assunta.

Il XV secolo vide la traslazione delle reliquie di San Pardo, sistemate in un altare nella navata destra. Nella seconda metà del Seicento, si ebbe un'ulteriore traslazione delle reliquie di San Pardo, patrono principale della diocesi, dalla cripta all’altare maggiore.

Le Trasformazioni nel Corso dei Secoli

Il Periodo di Crisi e la Trasformazione Barocca (XVII-XVIII Secolo)

Per la vitalità artistica della basilica, il Seicento fu un secolo di crisi. Nel 1656 la cittadina venne infatti colpita dalla peste, che lasciò numerose vittime. I superstiti furono costretti ad affrontare lunghi periodi di povertà.

Nel secolo successivo, durante l’episcopato di Monsignor Giovanni Andrea Tria, l’antica cattedrale subì le modifiche più consistenti per essere adeguata agli stilemi del gusto barocco. La quota del pavimento fu alzata, vennero realizzate due finestre che fiancheggiavano il portale e furono ampliate quelle del corpo longitudinale. La trasformazione dei caratteri architettonici della cattedrale, da medievali a barocchi, fu apportata sotto la direzione del vescovo Tria.

Il soffitto a capriate venne sostituito con uno a cassettoni e vennero realizzati ornamenti in stucco alle volte gotiche delle navatelle. Fu rialzato il presbiterio, su cui vennero posizionati un nuovo altare e una cattedra vescovile, entrambi in marmi policromi e realizzati da artigiani napoletani, in particolare dallo scultore Troccoli di Napoli.

Durante questo periodo furono anche costruite la cappella del Santissimo Sacramento e del Battistero nella navata sinistra (di fronte la cappella dell’Annunciazione), e un nuovo battistero a destra dell’entrata, il cui fonte ben più antico risale all’XI-XII secolo. Furono trasformati i profili delle arcate da sesto acuto a tutto sesto e messa in opera un controsoffitto in legno, oltre all'ampliamento delle finestre della navata centrale.

La Riscoperta del Gotico e i Restauri Moderni (XIX-XX Secolo)

Assisi, il Restauro impossibile.

L’Ottocento fu caratterizzato dalla riscoperta dell’architettura medievale, che sfociò nello sviluppo di caratteri architettonici romanici e gotici. Questo pensiero coinvolse anche il duomo di Larino, che riscoprì e valorizzò i suoi caratteri originari. Promotore della riscoperta fu il vescovo Francesco Giampaolo.

Nella seconda metà dell’Ottocento, sulla scorta delle più aggiornate teorie del restauro, vennero rimosse tutte le aggiunte barocche, ad eccezione della cappella del Sacramento e del battistero, per ripristinare l’aspetto gotico originario. Vennero quindi mutate le finestre, che divennero a sesto acuto, il soffitto venne arricchito da dipinti neogotici di Ludovico Palladino e fu realizzato sul presbiterio un arco con lineamenti gotici. Le arcate e i capitelli della navata centrale vennero ornati da decorazioni di stile trecentesco. Lo stesso vescovo fece apportare alcune modifiche strutturali alla basilica, facendo allungare le due navatelle verso il presbiterio e facendo retrocedere l’altare.

Furono inoltre prolungate le navate laterali per realizzare le attuali due sagrestie. Una serie di restauri tra Ottocento e Novecento hanno totalmente riconfigurato l’apparato decorativo della chiesa, eliminando tutte le coloriture e coprendo gli affreschi presenti. Durante i lavori del 1952, il fortunato ritrovamento di alcuni lacerti di affreschi nella navata destra ha permesso di immaginare come l’intero edificio potesse realmente essere nei secoli precedenti. La pittura ritrovata, seppure rovinata dalla copertura di intonaco che l’ha conservata, raffigura Sant’Orsola con le vergini e altri santi; sulla volta costolonata, invece, dei motivi vegetali incorniciano angeli e figure umane, sebbene i resti siano davvero di ridotte dimensioni.

Il Culto di San Pardo

San Pardo, al quale è intitolata la chiesa, era un vescovo di origine greca, ed è il patrono di Larino. Chi si trovasse a Larino il 25, 26 e 27 maggio di ogni anno potrà celebrare insieme a una grande folla di abitanti la festa patronale in suo onore.

Lo stupore davanti a tanta ricchezza decorativa continua anche all’interno della basilica, tra affreschi, tele, tabernacoli e altari di diverse epoche, che fanno di San Pardo un luogo di grande vitalità artistica e spirituale.

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