«Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.» (Is 11,1). Con le parole profetiche del Libro di Isaia, desideriamo iniziare il Tempo forte dell’Avvento. Da esse ci lasciamo esortare ed incoraggiare a guardarci attorno per riconoscere i segni della presenza di Dio nella bellezza del creato.
Come ogni anno, l’Avvento si propone come esercizio intensivo per preparare la nostra vita ad accogliere Colui che viene. È tempo di attesa e di speranza, un’attesa operosa ed una speranza viva! Ha inizio il tempo di Avvento: il momento liturgico con cui la Chiesa rinnova la celebrazione del mistero di Cristo che si incarna nella natura umana, e invita alla preparazione nell’attesa della Nascita del Salvatore nella sua prima venuta, ma anche come attesa del suo ritorno nello «splendore della sua gloria» alla fine dei tempi.
L’Avvento è dunque il tempo dell’attesa della salvezza definitiva, del giudizio del Signore e del compimento del Regno annunciato da Gesù. È il tempo della vigilanza, tra la sua prima e seconda venuta in cui la Chiesa è chiamata a tendere verso il regno senza fermarsi o voltarsi indietro ma sempre impegnata a evangelizzare.

Iniziative e Proposte della Diocesi di Messina per l'Avvento
La Caritas diocesana desidera proporre iniziative perché anche il prossimo Avvento sia vissuto come opportunità per coltivare la bellezza della fraternità in vista del Natale. L’Avvento di fraternità 2025 proposto dalla Caritas diocesana di Messina Lipari S. Lucia del Mela, in preparazione alla celebrazione del 25° anniversario del gemellaggio tra le due Diocesi, vuole sostenere le Parrocchie di Kigali per garantire la continuità della vita pastorale e preparare la riapertura dei luoghi di culto.
Infatti, nell’Arcidiocesi di Kigali (Ruanda) i fedeli non possono più partecipare regolarmente all’Eucaristia. Questo insegnamento di papa Leone XIV - afferma padre Nino Basile, direttore della Caritas - richiama alla memoria un legame di fraternità, un vero e proprio gemellaggio, iniziato dalla nostra Chiesa diocesana con la Chiesa diocesana di Kigali ben 25 anni fa (il prossimo 10 aprile). Un Giubileo nel Giubileo!
Lo scorso anno, la proposta per l’Avvento di fraternità ha voluto promuovere e sostenere l’iniziativa nata nell’ambito della Caritas della Parrocchia “S. Giovanni Bosco”. La fraternità, pur non essendo immediata o scontata, non è un bel sogno impossibile, né il desiderio di pochi illusi, nonostante i molti conflitti, le guerre sparse nel mondo, le tensioni sociali e i sentimenti di odio che sembrerebbero dimostrare il contrario.

Incontro degli Adulti di Azione Cattolica
Come si intuisce, l’inizio della Novena di Natale e il tempo liturgico dell’Avvento hanno fatto da sottofondo al convenire degli adulti di AC da tutte le zone del territorio diocesano. È stato don Davide Paglia, neo Assistente regionale del Settore Adulti, a dettare una meditazione sul tema pensato in sede di equipe diocesana e centrato su una declinazione in chiave d’Avvento delle parole che sintetizzano le 4 tappe del testo di formazione degli adulti “Vite a contatto”: incontro, pienezza, oltre e cura. Il tempo del deserto, infatti, è stato reso più ricco dalla presenza negli atri del Palazzo Arcivescovile di una bella mostra di presepi artistici. Il ritorno in assemblea è stato segnato da riflessioni che sono state offerte a tutti e da domande che sono state rivolte a Don Davide. Tra gli interventi anche quello del Presidente diocesano, Alberto Randazzo, che a conclusione del suo dire ha ringraziato il Settore per l’iniziativa di spiritualità.

Vivere l'Avvento: Vigilanza e Preghiera
Stare svegli e pregare: ecco come vivere questo tempo da oggi fino a Natale. Il sonno interiore nasce dal girare sempre attorno a noi stessi e dal restare bloccati nel chiuso della propria vita coi suoi problemi, le sue preoccupazioni, le sue gioie e i suoi dolori. Si rischia di ruotare sempre intorno a noi stessi. Tutto questo stanca, annoia e ci chiude alla speranza. Ecco allora trovata la radice del torpore e della pigrizia di cui parla il Vangelo. L’Avvento ci invita a un impegno di vigilanza guardando fuori da noi stessi, allargando la mente e il cuore per aprirci alle necessità sia spirituali che materiali, prima di tutto di chi incontriamo ogni giorno e ci vive accanto.
Dal momento in cui ho dimenticato me stessa ho trovato la mia pace ha confidato una santa. Questo tempo è opportuno per aprire il nostro cuore, per farci domande concrete su come e per chi spendiamo la nostra vita. Il secondo atteggiamento per vivere bene il tempo dell’attesa del Signore è quello della preghiera. «Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina» (v. 28), ammonisce il Vangelo di Luca. Si tratta di alzarsi e pregare, rivolgendo i nostri pensieri e il nostro cuore a Gesù che sta per venire.
Che bello pensare che il nostro Angelo Custode - purtroppo tanto da noi dimenticato - quando apriamo gli occhi al mattino e il Signore ci dona un’altra giornata, ci ripeta: Coraggio, Alzati, Ti chiama! Ci si alza quando si attende qualcosa o qualcuno. Lui ci attende sempre. In questo nuovo Avvento, noi attendiamo Gesù, lo vogliamo attendere nella preghiera, che è strettamente legata alla vigilanza.
Ma se noi pensiamo al Natale in un clima di consumismo, di vedere cosa posso comprare per fare questo e quest’altro, e ci lasciamo contagiare dal viverlo come festa mondana, Gesù passerà e non lo troveremo. Invece noi attendiamo Gesù e lo vogliamo attendere nella preghiera, che è strettamente legata alla vigilanza. Accogliamo il proposito all’inizio di questo tempo di Avvento di visitare più spesso Gesù Eucaristico nel Tabernacolo per riscaldarlo con il nostro fervore e affetto.
Ecco un bel consiglio che attraverso la sua esperienza con Gesù, ci dona Santa Caterina Labouré: “Quando vado in cappella, mi pongo davanti al Buon Dio e gli dico: Eccomi, Signore, dammi quello che vuoi. Se mi dà qualcosa, sono molto contenta e lo ringrazio. Se non mi dà niente, lo ringrazio lo stesso, perché me lo merito. Allora gli dico tutto quanto affiora allo spirito: gli racconto le mie pene e le mie gioie e ascolto. Se lo si ascolta, egli parlerà, perché con il Buon Dio bisogna parlare e ascoltare.” La Vergine Maria, che ci porta Gesù, ed è nostro modello e maestra in quanto ci ha insegnato il valore dell’attesa, della vigilanza e della preghiera, ci aiuti a rafforzare la nostra speranza nelle promesse del suo Figlio.
Avvento 2022 - Vigilanza operosa
Un Messaggio dei Pastori di Sicilia per l'Avvento
“Fratelli e sorelle! Con quale sensazione entriamo quest’anno nel tempo di Avvento? Ci sentiamo compagni di un viaggio diventato molto incerto e pericoloso. Ci prende la sensazione di un cammino nel deserto, senza strade sicure. L’unica meta che ci interessa ora? Veder sorgere il giorno in cui il Covid19 sarà sconfitto! Dopo enormi danni: lutti, crolli economici, reazioni disperate! In questo contesto l’Avvento arriva carico di antiche e nuove provocazioni, che noi Pastori di Sicilia vogliamo condividere con tutti voi. Vorremmo realizzare, in ogni casa, una corona di Avvento. Su ciascuno di voi invochiamo la benedizione di Gesù, principe della Pace: è Lui che illumina ogni prova della fede; ci rivela il volto del Padre, ci guida col suo Spirito.”
