La solennità dell'Ascensione: significato biblico e spirituale

La festa dell’Ascensione è una celebrazione di antica tradizione, attestata già a partire dal IV secolo. Tutte le Chiese celebrano questo evento quaranta giorni dopo la Pasqua, ovvero il giovedì della VI settimana del Tempo pasquale. Nel Credo degli Apostoli, tale memoria è ricordata con le parole: «è salito al cielo, siede alla destra del Padre».

Significato teologico e biblico

Nella Chiesa ortodossa, l’Ascensione è considerata una delle dodici grandi feste, conosciuta sia come Analepsis (salire su) sia come Episozomene (salvezza). Quest'ultimo termine sottolinea che Gesù, ascendendo al cielo, ha portato a compimento l’opera di redenzione per la quale era disceso tra gli uomini.

Dal punto di vista biblico, il termine ascensione richiama la necessità per l'uomo di elevarsi per incontrare Dio, che abita in un luogo superiore. Il salire sul monte rappresenta geograficamente l'avvicinamento al divino. Come riportato negli Atti degli Apostoli, il luogo simbolo di questo evento è il Monte degli Ulivi, situato vicino a Gerusalemme.

Illustrazione della Cappella dell'Ascensione a Gerusalemme, luogo tradizionale della salita di Gesù al cielo.

Le ascensioni nella Scrittura

Lungo tutta la Bibbia, i riferimenti all'atto di "salire" sono costanti:

  • Le folle dei pellegrini che salgono il monte santo verso Gerusalemme.
  • Gesù che sale alla città santa nel giorno delle Palme.
  • L'elevazione sulla Croce, preludio all'ascensione finale dal Monte degli Ulivi.

La pedagogia del tempo liturgico

La Chiesa propone annualmente la pedagogia della "ripetizione", trasformando il calendario da un semplice ciclo quantitativo (Kronos) a un tempo qualitativo e di grazia (Kairòs). Questo percorso richiede un cambiamento interiore, un passaggio che si articola attraverso tre elementi fondamentali:

Elemento Significato
Conversione Dal greco metanoeite: cambio di mentalità e di direzione del cammino.
Cenere Segno della fragile condizione umana e della volontà di pentimento.
Colore Viola Simbolo liturgico del tempo di penitenza e riflessione.

Verso un rinnovamento spirituale

La conversione non deve limitarsi a una religione esteriore, definita come "lacerarsi le vesti", ma deve tradursi in un "lacerarsi il cuore". Gesù invita a evitare la vanagloria e la mondanità spirituale, praticando la preghiera, il digiuno e l'elemosina nel segreto. In particolare, il digiuno moderno può essere interpretato come un distacco dal narcisismo tecnologico e dall'ossessione di essere costantemente guardati.

I GIORNI CHE CAMBIARONO IL MONDO - In cammino verso la Pasqua

L'obiettivo finale, come suggeriva don Tonino Bello, è un cammino che va dalla cenere sul capo alla lavanda dei piedi, eliminando dal proprio vocabolario la parola "indifferenza" per riscoprire la compassione verso il prossimo.

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