Introduzione al Culto di San Cataldo
Tra i santi meno conosciuti al grande pubblico, ma profondamente radicati nella devozione popolare del Sud Italia, San Cataldo è una figura affascinante, avvolta da un alone di mistero e spiritualità. La città di Taranto, incastonata tra due mari nel cuore della Puglia, si anima ogni anno di colori, suoni e profumi durante la Festa di San Cataldo. Questa festa affonda le sue radici in un passato lontano, intrecciandosi con la storia stessa della città. San Cataldo, vescovo irlandese vissuto nel VII secolo, divenne patrono della città nel 1071, quando le sue reliquie furono traslate nella cattedrale tarantina.
La Vita di San Cataldo: Storia e Leggenda

Origini e Nascita Miracolosa
San Cataldo, nato in Irlanda intorno al 615 d.C., fu un monaco benedettino che divenne vescovo di Rachau. Nacque da una famiglia nobile, i cui genitori, Euco Sambiak e Aclena Milar, erano ferventi cristiani e abitavano in un castello nell'antica città irlandese di Rachau. La sua nascita fu preceduta e accompagnata da numerosi prodigi: un mago di passaggio interpretò una luce accecante apparsa sopra il loro castello come il segno che il nascituro avrebbe rischiarato la vita della gente convertendola alla fede cristiana. Poco dopo il parto, la madre Aclena si ammalò gravemente e morì. Cataldo, quasi come se capisse la gravità dell'accaduto, la riportò in vita con un semplice tocco della sua mano infantile.
I Primi Prodigi e l'Educazione
Già da bambino, Cataldo mostrò una straordinaria attitudine ai miracoli. Le leggende raccontano che con la stessa naturalezza con cui un comune mortale si gratta il naso, resuscitava i morti e guariva gli infermi. Ancora con i denti da latte, durante una caduta, urtò violentemente la testa su una pietra che divenne morbida come cera, assumendo la forma del suo capo. Questa pietra, esposta all'aperto, ogni volta che pioveva, si riempiva di acqua che divenne rimedio per guarire qualsiasi tipo di infermità. Ricevette l'educazione e l'amore per la preghiera, l'obbedienza, l'ordine, la mortificazione e lo spirito di sacrificio. All'età di 20 anni, divenne insegnante presso l'Università di Lismore, attirando studenti da tutta Europa. In quegli anni incontrò San Patrizio, che lo ordinò sacerdote affidandogli la comunità monastica di Lismore. Anni dopo fu eletto vescovo della provincia di Rachau.
Il Viaggio in Terra Santa e la Vocazione per Taranto
Col tempo, crebbe in lui il desiderio di visitare la Terra Santa. Mentre si trovava prostrato sul Santo Sepolcro, sentì una voce che gli diceva: «CATALDE, VADE TARENTUM» (Cataldo, recati a Taranto, ove la fede predicata dal mio primo Apostolo Pietro sta in pericolo di perdersi del tutto. Ti costituisco perciò pastore di quei popoli che si trovano senza guida). Obbediente alla chiamata divina, Cataldo si imbarcò. Durante la traversata in mare, infuriò una terribile tempesta, che Cataldo riuscì a domare con la forza delle sue preghiere, lanciando un anello in mare. In quel punto del Mar Grande si sarebbe formato un citro, cioè una sorgente d'acqua dolce chiamata "Anello di San Cataldo".
L'Arrivo a Taranto e l'Opera Evangelizzatrice
Arrivato a Taranto, il Santo cominciò a predicare il Vangelo, compiendo numerosi miracoli tra cui la resurrezione del figlio del governatore della città, l'aver restituito la vista a un fanciullo e la voce a una giovane pastorella, oltre a far tornare in vita un muratore caduto da un muro. Compì la sua opera evangelizzatrice, facendo abbattere i templi pagani e soccorrendo i bisognosi, convertendo alla fede cristiana tutta la popolazione e ricostruendo molte chiese. Si sa che morì molto vecchio e che chiese che il suo corpo venisse sepolto nella Cappella di Santa Maria Maddalena. L'arcivescovo Drogone ritrovò il corpo di San Cataldo circa dieci secoli più tardi, nel 1071, quando ordinò di ricostruire la chiesa diroccata dove il Santo era stato sepolto. Nella tomba fu trovata una crocetta d'oro su cui era incisa la famosa scritta «Cataldus RA», che probabilmente stava per Cataldo vescovo di Rachau.
San Cataldo a Taranto: La Festa e le Tradizioni

La festa di San Cataldo è una delle feste religiose italiane più importanti, celebrata dall’8 al 10 maggio. La tradizione tarantina attribuisce al Santo una vasta serie di miracoli che lo rendono tutt'oggi un punto di riferimento per gli abitanti della città.
Le Celebrazioni Religiose
Il cuore pulsante della Festa di San Cataldo è rappresentato dalle celebrazioni religiose. Il 10 maggio, giorno dedicato al santo, la cattedrale di Taranto si riempie di fedeli per la solenne messa pontificale. Durante la cerimonia, viene esposta la statua argentea del santo, oggetto di grande devozione. I festeggiamenti iniziano la sera del 7 maggio e si protraggono fino al 10 dello stesso mese. Durante questi giorni, si svolge la processione della statua del Santo per le vie della città, con inizio alle 18:30.
La Processione a Mare
Data la posizione geografica di Taranto, circondata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo, non sorprende che il mare giochi un ruolo fondamentale nelle celebrazioni. Una delle tradizioni più suggestive è la processione a mare: la statua del santo, ornata d'oro e fiori, viene imbarcata su un peschereccio e accompagnata da una flottiglia di imbarcazioni decorate a festa, scortata da numerose imbarcazioni.
Taranto: San Cataldo 2023 - Processione a mare (08/05/23)
Aspetti Popolari e Gastronomici
Accanto agli eventi religiosi, la Festa di San Cataldo è anche un momento di gioia e condivisione per l’intera comunità. Le strade e le piazze di Taranto si animano di bancarelle che offrono prodotti tipici, artigianato locale e dolci tradizionali. L’aria si riempie di profumi invitanti e di musica, con concerti e spettacoli. La cucina tarantina gioca un ruolo di primo piano durante i festeggiamenti, con specialità locali, molte delle quali legate alla tradizione marinara. Il centro storico è costellato di piccole trattorie e ristoranti che offrono piatti della tradizione locale, con un’enfasi particolare sui frutti di mare e sul pesce fresco. Le strade della città si animano di stand gastronomici che offrono street food locale, come la focaccia barese, le bombette di carne, o il classico panino con il polpo fritto.
Impatto Culturale ed Economico
La Festa di San Cataldo non è solo un momento di fede e divertimento, ma anche un’occasione per approfondire la conoscenza della storia e della cultura di Taranto. Durante il periodo dei festeggiamenti, vengono organizzate mostre d’arte, conferenze e visite guidate ai principali monumenti della città. L'evento rappresenta un importante volano per l'economia locale, attirando migliaia di visitatori e generando un significativo indotto per il settore turistico e commerciale. I mesi che precedono la festa sono caratterizzati da un’intensa attività organizzativa, con il coinvolgimento attivo della comunità tarantina.
Il Culto di San Cataldo al di fuori di Taranto

La devozione a San Cataldo si estende ben oltre Taranto, toccando diverse regioni del Sud Italia e arricchendosi di tradizioni locali.
Gagliano Castelferrato (Sicilia)
Nel mese di agosto, Gagliano Castelferrato festeggia il suo Santo Patrono, San Cataldo. Per l’intero mese, il suono del rullo del tamburo ogni mattina presto attraversa le vie della città. Tanti gli appuntamenti spirituali, culturali e ludici, tra cui le Olimpiadi con attività sportive, feste e sfide di quartiere, e la consegna del Premio “San Cataldo”. Un complesso rituale di pellegrinaggio, raccolta e processione si muove intorno all'alloro. La sera del 22 agosto, i fedeli, accompagnati dai canti tradizionali e dal rullo dei tamburi, svolgono una breve processione durante la quale viene effettuata la tradizionale “Vanniata do ddauru”, con i "Banditori" che gridano frasi propiziatorie. Il 23 agosto è la “Giornata del Pellegrinaggio”, in cui i fedeli si recano nei boschi di Caronia. La mattina del 29, fedeli e pellegrini con le verghe ai piedi si dispongono in processione. Giorno 30 è il giorno della solenne processione del busto reliquiario di San Cataldo dalla Chiesa Madre alla Chiesa di S. Maria di Gesù, che si conclude con la ripida salita della Matrice, la cosiddetta “Acchianata a Matrici”.
Roccaromana (Campania)
Anche a Roccaromana si celebra con affetto il suo protettore, commemorandolo in tre momenti dell’anno:
- l’8 marzo, dies della sua morte. La tradizione vuole che mentre il sacerdote raccontava il momento del trapasso, l'effige del santo fosse "tirata su" nella sua nicchia più alta dell’altare maggiore a simulare la Resurrezione;
- il 10 maggio, giorno in cui venne ritrovato il corpo del santo a Taranto;
- in una delle domeniche di settembre, per ricordare la liberazione dal colera del 1836 e dalla peste del XV e XVI secolo.
In tale occasione, le autorità civili e militari offrono al Santo i ceri votivi. Un documento del 1891, scritto dal parroco don Raffaele Del Gizzo, raccoglie le informazioni sulla vita del santo, le preghiere e le tradizioni locali. Tra queste, il responsorio in latino importato da Taranto nel XVIII secolo e il tradizionale rosario di San Cataldo cantato durante la processione. Nei giorni della festa, giovani e anziani si recano in chiesa, alcuni scalzi, per pregare e cantare litanie. Nel pomeriggio, si tiene la processione per le strade di Roccaromana e Santa Croce, con il tradizionale scambio della statua tra gli uomini delle due comunità. Il legame con il santo è stato così forte che nel 1893 si decise di costruire una nuova chiesa, i cui lavori furono incitati da don Raffaele Del Gizzo con il "fervorino". A Roccaromana si segue anche un menù della tradizione: la pasta al forno mbruscinata, i peperoni imbottiti e la torta di San Cataldo (con cioccolato fondente, zuppa inglese, biscotti secchi), la cui ricetta è gelosamente conservata.
Supino (Lazio)
A Supino, piccola cittadina della Ciociaria, si venera con particolare devozione il santo. Alle 4 del mattino del 9 maggio, la statua viene tolta dalla nicchia per essere posta al centro della chiesa. L’indomani a mezzogiorno, fra le acclamazioni del popolo in festa, prende inizio la processione con l’effige portata a spalla da decine di accollatori.
Altre Località
San Cataldo non è venerato solo a Taranto. Anche in Sicilia, soprattutto a Gangi (dove è compatrono), Erice, Montedoro, Realmonte e Scillato, la sua festa è particolarmente sentita. A Gangi, viene celebrato il 10 maggio e anche durante il periodo estivo. In Basilicata, a Potenza, dove un’intera frazione porta il suo nome, esiste un culto radicato. Altre città che lo venerano come patrono con particolare solennità sono Corato, Barletta, Cariati, San Cataldo (CL) e Massa Lubrense, che conserva un pregevole mezzobusto in argento.
Il Nome "Cataldo": Onomastico e Diffusione
Una curiosità interessante riguarda il nome "Cataldo": è piuttosto diffuso come nome proprio, soprattutto nel Sud Italia, proprio grazie alla popolarità del santo. San Cataldo, dunque, è un santo del popolo, silenzioso e forte, capace di unire terre diverse sotto un’unica bandiera di fede.
Miracoli e Attribuzioni

A San Cataldo sono stati attribuiti numerosi miracoli che lo rendono un punto di riferimento per i suoi devoti. Oltre ai prodigi giovanili e alle resurrezioni, la tradizione gli attribuisce:
- La restituzione della vista a un fanciullo e la voce a una giovane pastorella.
- La guarigione di infermi e ciechi.
- L'aver riportato in vita un marinaio annegato durante la tempesta in mare.
- La protezione contro pestilenze e calamità naturali. Ad esempio, liberò Corato dalla peste.
- La sua intercessione durante le invasioni saracene e la protezione della città di Taranto dalle acque del mare.
Il culto di San Cataldo è legato anche a opere di assistenza sanitaria e a enti pubblici che portano il suo nome, come il centro di riabilitazione per malati di lebbra a Nuzvid - Vijayawada in India.
Informazioni per i Visitatori

Per i visitatori che desiderano immergersi completamente nell’atmosfera della Festa di San Cataldo, Taranto offre numerose soluzioni di alloggio. Il centro storico, con i suoi vicoli caratteristici e la vista sul mare, è punteggiato di bed and breakfast e piccoli hotel. Per chi preferisce sistemazioni più ampie o moderne, la zona nuova della città e le immediate vicinanze offrono hotel di varie categorie. Taranto è ben collegata sia per via stradale che ferroviaria. Durante i giorni della festa, il centro storico e alcune aree limitrofe vengono chiuse al traffico per permettere lo svolgimento degli eventi.
Oltre ai festeggiamenti, Taranto offre bellezze da scoprire come il Castello Aragonese, con la sua incantevole vista sul mare, e il Museo Archeologico Nazionale, contenente reperti di inestimabile valore.