La Preghiera Incessante: Un Percorso di Vita per Suore e Comunità

Il concetto di preghiera incessante può apparire, a prima vista, come qualcosa di irraggiungibile, insormontabile, impossibile. Molti faticano già con la preghiera di per sé e l'aggiunta del termine "incessante" ne amplifica la percezione di difficoltà. Tuttavia, questa modalità di preghiera, lungi dall'essere un peso o un'attività "eccessiva", può trasformare la vita, infondendo vitalità in ogni istante, anche il più faticoso, e rendendolo un momento di incontro profondo con Dio.

Il Concetto di Preghiera Incessante: Reale o Impossibile?

La preghiera incessante non è intesa come un'attività da svolgere ininterrottamente in ginocchio, ma come uno stato dell'essere che permea ogni aspetto della vita. L'idea comune che la preghiera debba essere limitata a momenti specifici, a riposo o a condizioni ideali (come dopo una doccia o a stomaco pieno), è una giustificazione che spesso ci impedisce di abbracciare la sua vera natura.

Al contrario, la preghiera che diventa quotidianità è uno strumento che Dio ci dona, non un dovere per "bravi cristianucci della domenica". È vita. Come in un bell'allenamento sportivo, la preghiera, dopo un certo punto, inizia a dare vita, rendendo impossibile smettere. Quando si rinuncia a pregare, si rischia di cadere nelle tentazioni, nell'ansia, nella paura, nella solitudine, nel giudizio e nell'invidia, entrando in un circolo vizioso di non-vita.

L'amicizia con Dio è essenziale: senza di essa, ci sentiremmo smarriti. Come Pietro disse a Gesù: «Da chi andremo, Signore? tu solo hai parole di vita eterna». Tuttavia, la preghiera non è uno scaricabarile; non ci solleva dalla responsabilità di compiere gesti o scelte importanti. Sant'Ignazio di Loyola affermava: «Prega come se tutto dipendesse da Dio e impegnati come se tutto dipendesse da te».

L'Esperienza della Preghiera Incessante in Comunità: La "Baita"

La vita in comunità, come quella della "baita" descritta, è un esempio concreto di come la preghiera incessante possa essere integrata nel quotidiano, seguendo il principio benedettino dell'«Ora et labora».

rappresentazione stilizzata di un monastero o baita di montagna con monaci che pregano e lavorano

Un Ritmo Giornaliero tra "Ora et Labora"

La giornata alla baita è scandita da un equilibrio tra lavoro e preghiera, che non lascia spazio all'eccesso ma alla pienezza. La mattina inizia presto con la preghiera e il fuoco per scaldarsi. Alle 6.30, mezz'ora di silenzio è dedicata alla meditazione del Vangelo del giorno e all'ascolto della Parola di Dio, seguita dalle lodi e dalla condivisione. Alle 8.00, dopo colazione, iniziano i lavori essenziali per il sostentamento: tagliare la legna, preparare il pane, curare la casa e l'orto. Questi non sono lavori inventati per passare il tempo, ma attività indispensabili, senza le quali si starebbe al freddo o senza verdura.

Alle 11.00 c'è una pausa di mezz'ora per un altro momento di preghiera individuale, durante il quale ognuno medita un capitolo di un libro della Bibbia scelto insieme. Questo "pausa caffè con il Signore" è prezioso, un tempo di riposo che non viene sacrificato neanche se i lavori della mattinata non sono ancora terminati. Dopo pranzo, un'ora di riposo precede altre due ore di lavoro. Alle 17.30 si recita il Rosario e i vespri. La giornata si conclude con la cena e la compieta prima di dormire. Lodi, vespri e compieta fanno parte della Liturgia delle Ore, un modo che la Chiesa offre per pregare insieme scandendo le ore del giorno.

All'inizio, questi ritmi possono sembrare rigidi e faticosi, portando a chiedersi come conciliare la preghiera con le attività pratiche. Ma l'esperienza dimostra che ogni attività può essere interrotta per una pausa con il Signore, e dopo tale pausa, si lavora, si mangia, si dorme e ci si lava molto meglio.

La Preghiera come Certezza e Nutrimento Quotidiano

Con il passare del tempo, la preghiera non è più percepita come un obbligo, ma diventa una certezza, un porto sicuro. In un luogo protetto come la baita, con meno distrazioni e il caos del mondo lontano, è più facile mettere in pratica la preghiera incessante. Ma questo stile di vita è replicabile anche a casa propria, tra lavoro, sport e famiglia.

L'esperienza di pregare costantemente porta a una pienezza e una gioia ineguagliabili. Un esempio è il "Cenacolo delle 1000 Ave Maria", un'iniziativa in cui le Ave Maria vengono recitate durante la giornata per un'intenzione specifica, dimostrando la potenza della preghiera collettiva. Mentre si zappa, si lavano i piatti o ci si addormenta, si possono recitare Ave Maria, offrendo tutto per l'intenzione del cenacolo. Così, ogni momento, anche nella fatica del lavoro, diventa preghiera, portando pace e riposo.

La Vita delle Suore di Clausura: Lavoro e Preghiera non "Eccessiva"

L'immaginario collettivo spesso dipinge le suore e i frati di clausura come persone che pregano ininterrottamente, chiuse in celle, senza fare null'altro. Questa percezione, trasmessa dai media e dall'opinione comune, è fuorviante e non rende giustizia alla loro vita.

Sfatare i Miti: Le Suore non solo Pregano

È un errore pensare che le suore di clausura siano dimesse o inattive. Al contrario, sono donne vispe e gioiose, piene di voglia di vivere, che, come tutti, hanno bisogno di lavorare per vivere. La preghiera è certamente parte integrante della loro vita, ma non la unica occupazione. Il lavoro non deve occupare tutti gli spazi della giornata, impedendo di pregare, e la preghiera non deve mai assorbire così tanto da distogliere dal lavoro. In pratica, pregare non deve essere una fuga dagli impegni quotidiani.

foto di suore di clausura impegnate in attività artigianali o agricole all'interno del monastero

Una Giornata Tipo: Equilibrio tra Spiritualità e Compiti

La giornata di una suora all'interno del convento è scandita da momenti precisi di preghiera che si ripetono costantemente, ma anche da un'ampia varietà di compiti. La loro giornata inizia presto, ad esempio con la preparazione personale per essere in cappella per la preghiera alle 6:00, seguita da lodi e contemplazione. Le Lodi possono essere alle 8:30, seguite dalla Messa. Dopo, ogni suora inizia il proprio lavoro, avendo ruoli e compiti specifici nel monastero.

Le suore di clausura compiono lavori agricoli, come coltivare l'orto o gli alberi da frutta, e allevano animali della fattoria, come galline, capre e api. Confezionano oggetti di artigianato con tessuti, filati e materiali vari. Molte lavorano anche nel campo dell'editoria, scrivono, traducono, usano il computer e navigano in internet. Organizzano anche eventi culturali legati alla spiritualità.

Alle 12:00 c'è la recita dell'Angelus e il pranzo, consumato in silenzio mentre una sorella legge, con turni per lavare i piatti. Molte dedicano tempo allo studio, dalla lettura della Bibbia alla formazione teologica e alla meditazione, una formazione costante che porta a una continua crescita. Alle 15:00 si riuniscono per la ricreazione, momento in cui si può bere una tazza di tè, chiacchierare, pulire la frutta o conversare con gli ospiti. Al di fuori di questo momento, il silenzio è una costante della vita religiosa. La giornata non finisce qui: alle 17:30 le suore si riuniscono per l'adorazione eucaristica, seguita dai Vespri e dalla cena, e prima di dormire, la compieta.

CARMELITANE SCALZE - Una giornata nel monastero di Piacenza

La Fondamenta Teologica della Preghiera Continua

Il fondamento della preghiera incessante risiede nelle parole di Gesù stesso, e il suo significato va ben oltre la mera ripetizione di formule.

Il Mandato di Gesù: Pregare Sempre, Senza Stancarsi

Gesù, nel Vangelo di Luca, insegna chiaramente la necessità di pregare sempre, senza mai stancarsi (Cfr. Lc 18, 1). L'occupazione principale di ogni discepolo, sia sacerdote, religioso, religiosa o laico, è la preghiera. La forma può cambiare a seconda della vocazione, ma la sostanza rimane identica. "Pregare sempre" implica sia dedicare momenti giornalieri specifici alla preghiera (meditazione del Vangelo, rosario, devozioni, visita al Santissimo Sacramento), sia trasformare le restanti ore in preghiera attraverso il bene "fatto bene" e l'uso delle preghiere giaculatorie.

Gesù racconta una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai, paragonando la persistenza di una vedova che chiede giustizia a un giudice disonesto alla fiducia che Dio farà giustizia prontamente ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di Lui. Questo sottolinea l'importanza di un atteggiamento costante di invocazione.

Lo Spirito Santo: La Forza della Preghiera Insistente

Pregare senza stancarsi significa riconoscere che a volte la preghiera è faticosa. La tendenza a stancarsi di pregare è naturale, specialmente nei momenti di dolore, aridità o prova. In queste situazioni, quando la vita "ti prende a schiaffi", l'istinto è quello di arrendersi e chiudersi in sé stessi. La preghiera è fondamentalmente un mendicare a tutte le ore lo Spirito Santo, che Gesù ci invita a chiedere come il pane per vivere. Come un figlio che chiede il pane al padre riceverà una cosa buona, così il Padre celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono (Lc 11, 11-13).

Dobbiamo "dare fastidio" a Dio, chiedere con insistenza i doni dello Spirito Santo, non solo per non assecondare i desideri della carne e prevenire le "opere della carne" (fornicazione, impurità, inimicizie, ecc. - Gal 5, 19-21), ma anche per infondere l'amore di Cristo in tutto ciò che facciamo. Lo Spirito Santo è necessario per svolgere con dedizione e amore le piccole cose quotidiane: fare il proprio lavoro con onestà, cucinare, pulire, rifare il letto, curare sé stessi, rispondere a una telefonata. Anche l'Abba Macario, vinto dalla fatica, pregava con semplicità e sincerità: “Signore, tu sai che non ce la faccio più”, e la sua preghiera fu prontamente esaudita, dimostrando la consapevolezza di non essere mai solo.

La Preghiera Giaculatoria: Trasformare ogni Azione

La preghiera non si limita alle parole rivolte a Dio, ma comprende l'intero processo di tutti gli atti compiuti e delle fatiche, delle azioni intraprese, sopportate e offerte. Dio vede e ascolta le intenzioni che attraversano l'uomo in tutto il suo agire. L'uso ripetuto di giaculatorie, litanie e del Santo Rosario, così come l'istituzione delle ore canoniche che intervallano armoniosamente il lavoro con il canto dei salmi, sono esempi pratici di come ogni attività possa diventare preghiera.

La Preghiera come Vita: Un Invito alla Trasformazione

L'invito a pregare non è un "quando" con cui ci giustifichiamo, ma un "qui e adesso". Quando si fa spazio a Dio nel proprio cuore, Lui entra e non se ne va più. Potrebbe iniziare con la sensazione di un obbligo ("Che palle le lodi!"), ma con la perseveranza, Dio agirà nella nostra vita, liberando il cuore dalle cose inutili e facendo spazio per Lui. La preghiera incessante è una chiamata a vivere in modo autentico, a cercare Dio in ogni istante e a permettere che la Sua presenza trasformi le nostre vite. Ogni piccolo passo conta, ogni Ave Maria, ogni lode, ogni momento di silenzio con Dio è un passo verso una vita più piena e significativa. Non si tratta di un semplice gesto, ma di un'opportunità per unirsi in preghiera, creare una rete di sostegno e amore, e trasformare ogni istante della nostra vita in un atto d'amore. La preghiera è un dono che possiamo fare a noi stessi e agli altri, la luce che guida i nostri passi ogni giorno.

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