Attrezzatura, Sacramentali e Gesti nell'Esorcismo e nelle Preghiere di Liberazione

L'esorcismo non si limita alla liberazione delle persone, ma si estende anche a quella delle case e degli ambienti. A volte ci sono segni evidenti che gli ambienti e le cose di uso domestico siano infestate dal demonio.

Segni di Infestazione negli Ambienti e nei Beni Domestici

Gli esempi di infestazione demoniaca negli ambienti sono numerosi e vari, rendendo impossibile enumerarli tutti. Possono manifestarsi come rotture inspiegabili di apparecchi elettrici o di caldaie, televisioni, computer o luci che si accendono e spengono da soli. Altri segni includono scoppi improvvisi, urla, colpi ai muri, tremolii del terreno o dei letti, macchie di liquido sulle lenzuola o sui cuscini, e invasioni di insetti.

In questi casi, è sempre consigliabile far benedire la casa da un sacerdote, indipendentemente dalla rarità di tali fenomeni. In seguito, anche gli abitanti della casa possono aspergere acqua benedetta nei locali.

Casa con segni di infestazione, con fumo o ombre che simboleggiano presenze

L'Approccio dell'Esorcista e l'Importanza dei Sacramentali

Ogni esorcista sviluppa un proprio metodo per affrontare questi fenomeni. A volte si adatta la preghiera al tipo di manifestazione, creandola al momento. Un approccio comune prevede la preghiera con gli inquilini, utilizzando formule adattate dal vecchio rituale del 1614, invocando Dio affinché invii i suoi angeli a liberare la casa dalle infestazioni. Poi, passando per i singoli ambienti, si prega ripetutamente la prima parte dell’esorcismo tradizionale.

La Natura dei Sacramentali

L’esorcismo si configura come un’orazione liturgica che presuppone tutta una serie di gesti e segni volti a "sostanziare" la fede. Eseguire questi gesti e segni con superficialità significherebbe sminuire la forza di questo sacramentale, mentre non eseguirli affatto significherebbe non voler sfruttare tutte le “armi” che la Chiesa mette a disposizione.

L'incenso esorcizzato, ad esempio, è benedetto con la formula ufficiale della Chiesa, con cui si invoca l’intercessione dell’arcangelo Michele affinché il Signore si degni di benedire questo elemento, che così diventa un “sacramentale”. Questo, da non confondere con il “sacramento”, è un segno sacro per mezzo del quale, come dice il Catechismo della Chiesa cattolica, “sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali”. Più precisamente, per mezzo del sacramentale “veniamo disposti a ricevere l’effetto dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita”. Non è strettamente indispensabile, ma lo si può usare.

Catechesi per gli adulti - I SACRAMENTI - 46 - I Sacramentali

Il Concreto Effetto Spirituale dei Gesti

Compiere un esorcismo mettendo in atto correttamente tutti i gesti e gli atteggiamenti previsti è un elemento importante. La liturgia dei gesti e dei segni non serve solamente a pregare meglio e con più concentrazione, ma permette anche di aggiungere alla preghiera esorcistica un vero e proprio “effetto spirituale” che a volte si dimostra risolutivo nello scacciare gli spiriti maligni. Questo effetto è determinato da due componenti:

  1. Il significato intrinseco e simbolico che questi gesti e segni racchiudono in sé, capace già da solo di apportare grandi tormenti al demonio.
  2. Il potere sacerdotale del presbitero che presiede il rito, un potere "reale" esercitato nel nome di Gesù e accresciuto dall’intercessione della Chiesa.

Tuttavia, è fondamentale non cadere nell'errore di assegnare una valenza magica a questi gesti e segni. Per scacciare efficacemente i demòni, basta essere battezzati, avere fede e operare nel nome di Gesù. Gesù stesso, nel praticare gli esorcismi, faceva uso solo della sua Parola proferita con autorità, come testimonia il Vangelo:

<Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù in disparte e gli domandarono: “Perché noi non siamo stati capaci di scacciarlo?”. Egli rispose loro: “A causa della vostra poca fede“> (Mt 17,19-20).

I gesti e i segni durante un esorcismo sono importanti, ma non essenziali quanto la fede filiale in Dio e l’autorevole uso del santo nome di Gesù. Possono aiutare e hanno un significato e un effetto spirituale concreti, ma non devono essere intesi come “azioni magiche”. L’errore sorge quando si crede che questi gesti o l'uso di specifici elementi (acqua santa, olio benedetto, sale esorcizzato, ecc.) sortiscano un effetto solo per il fatto di essere compiuti. L’efficacia del rito, in questi casi, non sarebbe più riposta nella fede in Dio, ma nell’esattezza con la quale si compiono i gesti. In realtà, senza la fede, gesti, segni e atteggiamenti possono ben poco.

Gesti e Segni Rituali negli Esorcismi e nelle Preghiere di Liberazione

Vediamo ora, in sintesi, quali sono i segni da usare nell’ambito degli esorcismi e delle preghiere di liberazione, i loro significati e le differenti modalità di applicazione.

L'Aspersione con l'Acqua Benedetta e il Sale Esorcizzato

Nel Nuovo Rituale degli Esorcismi, al numero 21 delle Premesse Generali, è scritto: “Il rito inizia con l’aspersione dell’acqua benedetta: da essa, intesa come memoria della purificazione ricevuta nel Battesimo, il fedele tormentato dal Maligno viene difeso contro le insidie del nemico”. Il Nuovo Rituale specifica anche che nell’acqua benedetta il sacerdote può infondere il sale esorcizzato, gesto che ci rimanda all’Antico Testamento:

<Eliseo si recò alla sorgente dell’acqua e vi versò il sale, pronunziando queste parole: “Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno più morte e sterilità”> (2 Re 2,21).

In via generale, ai laici non è consentito aspergere/benedire altre persone con l’acqua benedetta; lo possono fare solo con se stessi o con le persone con le quali hanno uno stretto legame, come ad esempio i genitori nei confronti dei figli. Parimenti, anche durante le preghiere di liberazione sarebbe opportuno che a compiere questo gesto di purificazione e benedizione fosse un ministro ordinato. Segue poi l’aspersione degli ambienti con l’acqua benedetta e con l’incenso esorcizzato. In alcuni casi si usa anche il sale esorcizzato.

Sacerdote che asperge acqua benedetta in un ambiente

L'Imposizione delle Mani

“Questi poi sono i segni che accompagneranno i credenti: nel mio nome scacceranno i demòni, (…) imporranno le mani agli infermi e saranno guariti” (Mc 16, 17-18). L’imposizione delle mani è un antico gesto biblico che ritroviamo spesso nell’operato di Gesù, sia quando compiva una guarigione che quando liberava da un demonio. Questo gesto simboleggia la trasmissione della potenza di Dio per mezzo dello Spirito Santo: nel caso specifico dell’esorcismo serve a implorare l’azione santificante dello Spirito, affinché scacci via ogni potenza delle tenebre annullando ogni influsso del Maligno.

<Vi era una donna che da diciotto anni uno spirito maligno teneva inferma. Era curva e non poteva in nessun modo stare dritta. Quando Gesù la vide, la chiamò e le disse: “Donna, sei guarita dalla sua malattia”. Impose le sue mani su di lei e subito ella si raddrizzò e si mise a glorificare Dio> (Lc 13,11-13).

Per evitare abusi, usi impropri e per impedire che si possa arrivare a credere di essere in possesso di una sorta di “potere magico” - considerata anche la natura tipicamente sacrale di questo gesto -, se ne raccomanda l’uso ai soli ministri ordinati. Padre Gabriele Amorth, uno degli esorcisti più conosciuti d’Italia, consiglia una estrema discrezione dei gesti: “In certi gruppi, tutti hanno la mania di porre le mani sul capo o sulle spalle della persona su cui si prega; porre la mano sul capo, è un gesto biblico usuale, ma è bene che lo faccia il sacerdote o chi guida la preghiera. Gli altri, se ne hanno l’abitudine, possono tenere la destra o le braccia alzate verso la persona che viene benedetta, ma senza toccarla” (G. Amorth, “Nuovi Racconti di un Esorcista” - Ed. Dehoniane Bologna, 2002).

Immagine di un sacerdote che impone le mani su una persona

L'Ostensione della Croce e la Benedizione del Posseduto

Nel segno della croce si condensa tutta la storia della salvezza umana. La croce racchiude in sé il mistero della redenzione e simboleggia la passione di nostro Signore Gesù Cristo, la sua sconfitta della morte e la sua vittoria contro il peccato. Nella Descrizione del Rito, introduttiva al Nuovo Rituale degli Esorcismi, al numero 27 leggiamo: “L’esorcista mostra al fedele tormentato dal Maligno la croce del Signore, sorgente di ogni benedizione e di ogni grazia, e traccia su di lui il segno della croce, a indicare il potere di Cristo sul diavolo”.

Significative, a questo riguardo, sono le parole con le quali il sacerdote accompagna l’ostensione della croce (parole che si ritrovano anche nel Breve di Sant’Antonio / Crocifisso di Sant’Antonio): “Ecce crucem Domini, fugite partes adversae!” (Ecco la croce del Signore, fuggite spiriti del male!). Anche nelle Preghiere di Liberazione è consentito ai laici mostrare la Croce (o le immagini sacre) a coloro che sono tormentati dal Maligno; alla stessa maniera nulla vieta che un laico possa tracciare sulla fronte del posseduto un segno di croce con il pollice.

L'Insufflazione (Exsufflatio)

“Allontana, Signore, con il Soffio della tua bocca, gli spiriti maligni: comanda loro di andarsene, perché il tuo regno è in mezzo a noi”. È con queste parole - proprie del Nuovo Rito degli Esorcismi - che l’esorcista accompagna il gesto dell’insufflazione alitando sul volto del posseduto. Anche questo, come quello dell’imposizione delle mani, è un gesto “epicletico” che invoca l’azione dello Spirito Santo. Ed anche in questo caso è bene che a compierlo sia solamente il sacerdote.

È impossibile non notare il riferimento biblico all’Antico Testamento: “Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue radici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gn 2,7). Il soffio di Dio, quindi, è apportatore di vita, una vita che germoglia perfino laddove l’azione del Maligno vorrebbe che ci fossero solo morte e desolazione.

Sacramentali Essenziali nella Lotta Spirituale

In questo contesto di preghiera e fede, alcuni oggetti diventano potenti sacramentali, capaci di agire come strumenti di protezione e liberazione.

Il Crocifisso

In un mondo spesso caratterizzato da sfide e difficoltà, il crocifisso non è un semplice oggetto religioso, ma il “libro più bello, più autentico, più luminoso della sapienza di Dio”. È il tormento dei demòni, il rimedio contro le tentazioni, la sconfitta della nostra natura ribelle, il canale della grazia e la via verso il cielo. La croce di Gesù è il segno della vittoria sul male. I demòni sanno che con la risurrezione, la croce è diventata per loro il terribile ricordo della giustizia divina, un simbolo di liberazione definitiva dal male e dalla morte.

Crocifisso cristiano stilizzato

L'Acqua Benedetta

L’acqua benedetta riveste un ruolo fondamentale nei riti liturgici, a partire dall’aspersione battesimale. La preghiera di benedizione invoca il Signore per ottenere il perdono dei peccati, la difesa dalle insidie del Maligno e la protezione divina. Ma la preghiera di esorcismo sull’acqua va ancora oltre: chiede che ogni potere demoniaco sia messo in fuga, sradicato e cacciato via. Non a caso, nel linguaggio popolare, si dice che due cose inconciliabili sono come “il diavolo e l’acqua santa”.

Acqua benedetta in un calice

Il Sale Esorcizzato

Il sale ha una lunga storia, con un significato religioso speciale per gli Ebrei, tanto da essere presente in tutti i sacrifici offerti a Dio. Gli venivano attribuiti poteri medicinali, forse per la sua capacità di conservare gli alimenti. La formula sacramentale della benedizione del sale trae origine dal miracolo del profeta Elisèo, che risanò una sorgente malsana versandovi del sale e pregando. Come allora, anche il sale esorcizzato è un veicolo di risanamento e purificazione per chi lo usa con fede.

Sale esorcizzato o benedetto

L'Olio Esorcizzato

L’olio esorcizzato, usato con fede, ha il potere di mettere in fuga la potenza dei demòni e i loro assalti. Ma i suoi benefici non si fermano qui: giova anche alla salute dell’anima e del corpo. Basti pensare all’antico uso di ungere le ferite con l’olio e al potere conferito da Gesù agli apostoli di guarire i malati con l’imposizione delle mani e l’unzione con l’olio.

Olio benedetto in piccola ampolla

L'Incenso Esorcizzato

L'incenso esorcizzato, benedetto con la formula ufficiale della Chiesa, invoca l'intercessione dell'Arcangelo Michele affinché il Signore si degni di benedire questo elemento, trasformandolo in un potente sacramentale. Non è strettamente indispensabile, ma lo si può usare per l'aspersione degli ambienti insieme all'acqua benedetta, contribuendo a purificare e santificare i luoghi.

Incenso che brucia in turibolo

La Medaglia di San Benedetto

Le origini della medaglia di san Benedetto sono antichissime. Papa Benedetto XIV ne ideò il disegno nel 1742, concedendo indulgenze a chi la porta con fede. Sul diritto è raffigurato san Benedetto con una croce e la santa Regola, mentre sull’altare un calice con un serpente ricorda un episodio in cui il santo smascherò un tentativo di avvelenamento con il segno della croce. Attorno alla medaglia si legge: EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR (possiamo essere protetti dalla sua presenza nell’ora della nostra morte). Al rovescio si trova la croce di san Benedetto con diverse iniziali. Numerosi sono gli effetti benefici attribuiti alla medaglia, tra cui guarigioni e protezione contro il demonio, ma non è un talismano che annulla le prove della vita. È un sacramentale della Chiesa, un segno sacro che ottiene effetti grazie alla preghiera della Chiesa.

Medaglia di San Benedetto fronte e retro

Lo Scapolare del Carmelo

Lo scapolare della Madonna del Carmine è l’abito dei carmelitani, chiamato anche “Abitino” per le sue piccole dimensioni. Ad esso è legata una grande promessa fatta dalla Vergine Maria a san Simone Stock nel 1251: chi morirà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno. Questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto eterno.

Scapolare del Carmelo

La Medaglia Miracolosa

Tra le medaglie mariane, la Medaglia Miracolosa spicca per la sua straordinaria diffusione. Nata dalle apparizioni della Vergine Maria a santa Caterina Labouré nel 1830, la medaglia, coniata secondo le indicazioni della Santa, è un “microcosmo mariano” che richiama il mistero della redenzione, l’amore dei cuori di Gesù e Maria, la funzione mediatrice della Vergine, il mistero della Chiesa e il rapporto tra terra e cielo. Indossare la Medaglia può essere un valido aiuto per vivere in grazia di Dio e godere della protezione della Vergine Immacolata. Recitare quotidianamente l’invocazione “O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te”, significa assumersi la responsabilità della preghiera quotidiana e affidarsi alla Vergine, nemica del diavolo. Diffondere la Medaglia può aiutare a far giungere l’amore di Gesù anche ai cuori più lontani.

Medaglia Miracolosa fronte e retro

Questi otto oggetti, carichi di significato spirituale e benedizioni, non sono formule magiche, ma potenti segni della fede e strumenti di protezione offerti dalla tradizione cristiana.

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