L'Assemblea diocesana è un organo fondamentale all'interno dell'Azione Cattolica, attraverso il quale l'associazione rappresenta la sua unità e delibera le scelte programmatiche associative. Questo organismo garantisce la partecipazione democratica e l'orientamento della vita associativa a livello locale.
Ruolo e Composizione degli Organi Diocesani
L'Assemblea diocesana, quale espressione della vitalità dell'Azione Cattolica, ha il compito di rinnovare il consiglio diocesano e viene convocata all’inizio di ogni triennio. Il Consiglio diocesano, eletto dall’assemblea, è composto da 21 membri e rappresenta i settori (Adulti, Giovani) e l’Azione Cattolica dei Ragazzi (A.C.R.) a livello diocesano, attraverso i membri eletti e i rispettivi vicepresidenti e responsabili.
Il Presidente diocesano, nominato dal Vescovo, detiene la rappresentanza legale dell’associazione, garantisce l’unitarietà e la collegialità all’interno di essa, e assicura il pieno funzionamento dei suoi organi. La Presidenza diocesana, invece, esercita collegialmente la gestione dell’Associazione, seguendo le indicazioni dell’Assemblea e le scelte programmatiche deliberate dal Consiglio diocesano. Essa è l’organo propulsivo della vita associativa e mantiene un costante contatto con le associazioni parrocchiali.
L'Atto Normativo Diocesano: Processo di Approvazione e Criteri
L'Atto Normativo Diocesano è il documento che disciplina l'organizzazione e il funzionamento dell'associazione a livello diocesano. La sua approvazione e conformità sono processi cruciali che coinvolgono sia l'Assemblea diocesana sia il Consiglio nazionale.
Approvazione e Valutazione di Conformità dell'Atto Normativo Diocesano
L'Atto normativo diocesano, in conformità con gli articoli 21 e 22 dello Statuto, è approvato dall’Assemblea diocesana validamente costituita, con la presenza dei due terzi degli aventi diritto e con il voto favorevole della maggioranza degli aventi diritto. Tale atto diviene operativo solo a seguito della favorevole valutazione di conformità con la normativa statutaria e regolamentare, espressa dal Consiglio nazionale.

Il processo prevede diverse fasi:
- La Presidenza diocesana invia al Consiglio nazionale l’Atto normativo diocesano approvato dall’Assemblea diocesana, unitamente al verbale relativo ai lavori e all’approvazione da parte dell’Assemblea stessa.
- Il Consiglio nazionale, all’inizio del suo mandato, costituisce una Commissione consiliare. Il compito di questa commissione è effettuare un esame istruttorio dell’Atto normativo e della relativa documentazione, attivando i necessari rapporti con la Presidenza diocesana per acquisire ogni ulteriore elemento di conoscenza, chiarimento e valutazione. Questo permette di predisporre una proposta del giudizio di conformità da sottoporre al Consiglio nazionale.
- La proposta della Commissione consiliare, adeguatamente motivata, deve concludersi con un giudizio positivo di conformità o con l’indicazione di integrazioni o modificazioni ritenute necessarie.
- Il Consiglio nazionale, esaminata la proposta, dichiara, con adeguata motivazione, la conformità dell’Atto normativo diocesano con la normativa statutaria e regolamentare nazionale. In alternativa, qualora lo ritenga necessario, può disporre un supplemento d’istruttoria o indicare tutti gli opportuni emendamenti, invitando l’associazione diocesana ad approvare un nuovo Atto normativo attenendosi ad essi.
- L’Assemblea diocesana ha la facoltà di conferire mandato al Consiglio diocesano per recepire le integrazioni richieste dal Consiglio nazionale all’Atto normativo già approvato.
- Le deliberazioni del Consiglio nazionale in merito sono adottate con il voto favorevole dei due terzi dei presenti.
Criteri per l'Elaborazione dell'Atto Normativo Diocesano
L'Atto normativo diocesano deve essere elaborato seguendo specifici criteri, che ne garantiscono l'armonizzazione con l'ordinamento nazionale e la coerenza con la missione associativa.
Articolazione dell'Associazione Diocesana
L’Atto normativo diocesano disciplina le condizioni e le modalità per la costituzione delle associazioni, dei gruppi e dei movimenti, attenendosi a criteri specifici. Le associazioni territoriali, di norma riferite alla comunità parrocchiale, riuniscono laici appartenenti alle diverse età e condizioni di vita, inclusi bambini e ragazzi, giovani e adulti. I gruppi possono essere costituiti per attuare la missione dell’associazione in rapporto a specifiche condizioni ed esperienze di vita o ambienti, e devono avere carattere di stabilità, rispondere a criteri adeguati di consistenza e inserirsi in un quadro di sviluppo dell’associazione diocesana. I gruppi possono essere riconosciuti come movimento diocesano dell’Azione Cattolica se rispettano questi criteri, dimostrano una significativa presenza nella realtà diocesana e rispondono a esigenze significative in linea con la missione, l’incontro e il servizio.
Composizione e Funzioni degli Organi Associativi Diocesani
L’Atto normativo diocesano definisce la composizione, le modalità di formazione e le funzioni degli organi associativi diocesani, nel rispetto dei seguenti criteri:
- La rappresentanza nell’Assemblea diocesana delle associazioni territoriali di base, dei gruppi e dei movimenti costituiti nella diocesi è stabilita tenendo conto proporzionatamente dei singoli soggetti collettivi e delle età che costituiscono il tessuto vivo dell’associazione e della loro consistenza.
- In conformità con l’articolo 22 dello Statuto, i membri eletti nel Consiglio diocesano non devono essere inferiori a dodici.
- La competenza a riconoscere le associazioni territoriali di base e i gruppi, a costituire un movimento diocesano, a disporre le diverse forme di collegamento territoriale e a definire le strutture associative intermedie tra parrocchia e diocesi spetta al Consiglio diocesano, su proposta della Presidenza diocesana.
- Nel Consiglio diocesano sono cooptati gli eletti nel Consiglio nazionale.
Il Percorso Assembleare: Esperienze e Prospettive
L'Assemblea Straordinaria di Treviso: Uno Sguardo sullo Stile Associativo
Un esempio significativo del percorso assembleare si è avuto a Treviso, dove più di trecento aderenti all’Azione Cattolica si sono riuniti per l’assemblea diocesana straordinaria per esprimersi sulla bozza del nuovo atto normativo. L'occasione ha evidenziato che l'elaborazione di un atto normativo non è solo un lavoro su un testo tecnico, ma un discernimento sullo stile con cui l’Azione Cattolica vive la propria vocazione ecclesiale, assicurando che la forma associativa sia uno strumento capace di custodirlo e renderlo praticabile. Lo stile, infatti, precede il documento, e la forma associativa è il luogo concreto in cui uno stile ecclesiale prende corpo nella vita delle persone, nelle relazioni e nelle responsabilità condivise.

Questo percorso è stato orientato dalle domande emerse nella vita concreta delle associazioni - fatiche organizzative, passaggi generazionali, assetti territoriali cambiati nel tempo - che chiedevano ascolto prima ancora che risposte. Il discernimento è stato lo stile guida di tutto il lavoro, anche alla luce della riorganizzazione della Chiesa diocesana sul territorio. L'approvazione del nuovo atto normativo apre ora la fase del rinnovo delle responsabilità associative a tutti i livelli, riaffermando che nessuno “possiede” l’associazione, ma la abita per un tempo per servirla e poi consegnarla.
Verso l'Assemblea Nazionale: Discernimento e Partecipazione
L’itinerario che porta alla celebrazione dell'Assemblea Nazionale, come quella che si svolgerà alla fine di aprile del 2024 (la XVIII), coinvolge e attiva la partecipazione di soci, responsabili, simpatizzanti e comunità. Si tratta di un tempo di discernimento comunitario, immerso nel cammino sinodale delle Chiese in Italia e nella fase universale del Sinodo dei vescovi.
Questo periodo, caratterizzato dal rinnovo democratico delle cariche elettive e dall’elaborazione del documento assembleare, rappresenta un'opportunità per l'Azione Cattolica di contribuire al significativo passaggio della Chiesa post-Concilio. L'obiettivo è esprimere una vita fraterna inclusiva e solidale, prossima e accogliente, generosa e competente, in risposta all'invito del Papa a collaborare affinché il processo sinodale sia concreto e non astratto.
L'attenzione è rivolta alla cura delle diverse condizioni e situazioni di vita, alla pluralità dei territori e delle realtà urbane, invitando, proponendo e incoraggiando una vita associativa che faccia spazio a tutti. La scelta democratica è riaffermata non solo per regolare il rinnovo delle cariche, ma come pratica formativa e sociale di corresponsabilità e costruzione del Bene comune, ispirata al motto di don Lorenzo Milani: «I care».
L’itinerario assembleare è anche un’occasione di verifica e valutazione delle scelte compiute attraverso gli Orientamenti Triennali «Passiamo all’altra riva», ridicendo con franchezza come la vita associativa sia capace di corrispondere alle emergenti sfide culturali, pastorali e sociali del tempo attuale.
L'Itinerario Assembleare: Punti di Partenza e Temi Chiave
L'itinerario assembleare è concepito come un cantiere di formazione spirituale e progettazione associativa, strutturato attorno a:
Punti di Partenza
- Parola e discernimento: Come base per l'azione e la riflessione.
- Ascolto e dialogo: Per comprendere e interagire con il contesto e le persone.
- Missione e generatività: Per orientare l'impegno associativo verso la costruzione del futuro.
Temi per la Riflessione
Quattro aree di impegno sono ritenute più urgenti, con domande ed esercizi specifici:
- Persone e comunità
- Comunione e responsabilità
- Formazione e cultura
- Spiritualità e sinodalità
Si incoraggia la partecipazione attiva di tutti i soci, simpatizzanti, famiglie e persone che in passato si sono spese per l’associazione, affinché le assemblee di base siano coinvolgenti e pienamente integrate negli itinerari formativi. L'itinerario assembleare dovrebbe essere aperto alla vita della comunità, ad altre aggregazioni laicali, e, laddove possibile, a organizzazioni e istituzioni del territorio, in vista di una progettazione associativa aperta e incisiva.
Esempio Concreto: L'Assemblea Diocesana di Como
L'assemblea diocesana di Como, tenutasi a Chiavenna, è un esempio di come questi principi vengano applicati. L'evento annuale riunisce aderenti e responsabili per una giornata di preghiera, ascolto e confronto sul cammino della Chiesa e delle comunità locali, promuovendo fraternità, confronto e formazione. L'obiettivo è riflettere sulla sinodalità, affinché non diventi una parola archiviata, ma continui a orientare il cammino della Chiesa, e rafforzare la corresponsabilità dei laici. L'assemblea è anche un'opportunità per ripensare priorità e scelte in vista del rinnovo delle responsabilità associative, con uno sguardo alla figura di Vittorio Bachelet, un laico che ha saputo guidare l’associazione in un tempo di cambiamento, ponendo al centro il Concilio Vaticano II.
Ordinamento dell'Associazione a Livello Nazionale e il Suo Rapporto con il Diocesano
Sebbene il focus principale sia l'assemblea diocesana, l'ordinamento nazionale dell'Azione Cattolica Italiana (ACI) stabilisce il quadro entro cui le assemblee diocesane operano e contribuiscono, garantendo unitarietà e coordinamento.
Convocazione e Svolgimento dell'Assemblea Nazionale
L’Assemblea nazionale è convocata ordinariamente ogni tre anni per deliberare gli obiettivi e le linee programmatiche dell’Azione Cattolica Italiana per il triennio successivo e per eleggere il Consiglio nazionale. Può essere convocata in via straordinaria su richiesta del Consiglio nazionale o di un numero significativo di consigli o presidenti diocesani, per affrontare temi di grande rilevanza non previsti nelle linee programmatiche triennali.
Il Consiglio nazionale, con propria deliberazione, stabilisce la composizione dell’Assemblea, dispone le attività preparatorie (con partecipazione delle associazioni diocesane e contributi regionali), fissa la data, l’ordine del giorno e il calendario dei lavori, e determina le modalità di convocazione, insediamento, conduzione dei lavori, presentazione delle candidature ed elezioni.
Le modifiche allo Statuto dell'ACI possono essere proposte all’Assemblea nazionale dal Consiglio nazionale o da almeno trentacinque consigli diocesani, comunicate con un mese di anticipo e approvate dall'Assemblea con la maggioranza degli aventi diritto, diventando operative dopo l’approvazione del Consiglio permanente della CEI.
Composizione e Elezione degli Organi Nazionali
Composizione dell'Assemblea Nazionale
La composizione dell'Assemblea nazionale tiene conto dei seguenti criteri: ogni associazione diocesana partecipa con il proprio presidente diocesano e con un numero di rappresentanti (da due a dieci) definito in relazione al numero dei soci e all'esistenza di gruppi e movimenti in diocesi. I rappresentanti sono eletti dall'Assemblea diocesana in modo da esprimere le diverse componenti della realtà associativa.
Elezione del Consiglio Nazionale
L’Assemblea nazionale elegge ventuno componenti del Consiglio nazionale, suddivisi in sette candidati per la lista degli Adulti, sette per i Giovani e sette per l’A.C.R. Le elezioni si svolgono su tre liste separate, e ogni componente dell’Assemblea nazionale può esprimere fino a quattro preferenze per ognuna di esse. Non può essere candidato a consigliere nazionale per un terzo mandato chi ha ricoperto l'incarico per due mandati consecutivi.
Elezione della Terna per la Nomina del Presidente Nazionale
Il Consiglio nazionale formula la proposta per la nomina del presidente nazionale, indicando tre nominativi da trasmettere alla Conferenza Episcopale Italiana, che provvederà alla nomina nell’ambito della terna. Il processo di designazione segue una procedura specifica stabilita dal Regolamento per il conferimento degli incarichi direttivi, con la costituzione di una commissione elettorale interna al Consiglio nazionale.
Elezione degli Altri Componenti della Presidenza Nazionale
Il Consiglio nazionale elegge gli altri componenti della Presidenza nazionale, tra cui i due vicepresidenti Giovani (un uomo e una donna), i due vicepresidenti Adulti (un uomo e una donna) e il responsabile dell’A.C.R. Le proposte di candidatura per questi ruoli sono di competenza del Consiglio, mentre quelle per il segretario generale e l’amministratore sono di competenza del presidente. Per l'elezione è necessaria la maggioranza dei componenti del Consiglio aventi diritto di voto nei primi tre scrutini, e la maggioranza dei votanti dal quarto scrutinio.
Norme di Funzionamento degli Organi Collegiali Nazionali
Il Consiglio nazionale, presieduto dal presidente, si riunisce di norma quattro volte all’anno, mentre la Presidenza nazionale si riunisce almeno una volta al mese. Entrambi gli organi sono validamente costituiti con la presenza della maggioranza dei componenti e deliberano con il voto favorevole della maggioranza dei membri presenti. Il Consiglio e la Presidenza adottano un regolamento interno che può prevedere l'estensione della partecipazione ai lavori a persone esterne senza diritto di voto, ma con un qualificato contributo. Il Consiglio nazionale nomina anche un viceresponsabile nazionale per l’Azione Cattolica dei Ragazzi, con voto consultivo, su proposta della Presidenza nazionale.
Criteri e Modalità per la Costituzione dei Movimenti Nazionali
Il Consiglio nazionale approva la costituzione dei movimenti nazionali di Azione Cattolica attenendosi a specifici criteri. Un movimento nazionale si costituisce nel quadro della programmazione associativa nazionale, a partire da movimenti già sviluppati a livello diocesano. Essi devono rappresentare una realtà diffusa in almeno sei regioni e trenta diocesi, con un impegno formativo inserito nel Progetto formativo dell’associazione e un impegno di testimonianza e servizio in ambiti significativi per la nuova evangelizzazione e l’animazione cristiana delle culture.